domenica, 27 Settembre 2026
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Meeting Unicef, in arrivo migliaia di volontari. E di star

 

Oltre 3.500 volontari al lavoro, ministri e politici di primo piano, star del mondo della musica e dello spettacolo, tra cui Roberto Bolle, Roberto Vecchioni, Lino Banfi e Kledi Kadiu. Prende il via oggi “Essere Unicef”, il meeting dei volontari che riempiranno la Fortezza da Basso per tutto il weekend.

LIBIA E GIAPPONE. Al centro della tre giorni il caso Libia e la situazione in Giappone. Discriminazioni, volontariato e lotta alla povertà rimangono gli argomenti principe del meeting, che si svolgerà dal 1 al 3 aprile tra la Fortezza e il Palacongressi.

LA SFILATA. Tra gli eventi collaterali del meeting anche una sfilata, venerdì sera in Santa Croce: protagonista la Pigotta, la bambola di pezza simbolo della solidarietà di Unicef e uno spettacolo di danza con il ballerino Kledi Kadiu, testimonial Unicef.

ETOILE. All’apertura dell’evento, alle 17 in Fortezza, invece, ci sarà l’etoile e ambasciatore Unicef Roberto Bolle, assieme al sindaco di Firenze, al presidente Unicef Italia Vincenzo Spadafora, al  premio Nobel per la Pace 1976 Betty Williams e a Lino Banfi.

CAZZULLO INTERVISTA VELTRONI. Il giorno dopo, sabato 2 aprile, i lavori proseguiranno con tavole rotonde e sessioni di lavoro con personaggi della cultura, del mondo socio economico, dell’infanzia e del giornalismo come l’inviato di guerra e conduttore tv Franco Di Mare, Walter Veltroni, intervistato da Aldo Cazzullo, e il Ministro dell’Interno Roberto Maroni.

STAR. Tra le star presenti alla tre giorni anche gli attori Alessandro Preziosi e Neri Marcorè, il cantante Roberto Vecchioni e tanti altri volti noti. Anche per la generosità.

Un weekend a tutto artigianato: le botteghe aprono al pubblico

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Scoprire i segreti del papiro, grazie ad esperti artigiani, seguire da vicino il lavoro di un restauratore alle prese con un pannello intarsiato raffigurante Ponte Vecchio, o ancora partecipare a un corso di restauro tessile. Sono solo alcune delle iniziative previste da oltre 50 botteghe artigiane di Firenze, che questo fine settimana aprono i battenti al pubblico con laboratori, lezioni e presentazioni di prodotti hand made.

DALLA TOUR EIFFEL A PONTE VECCHIO. Succede a Firenze, ma anche a Parigi. Da oggi al 3 aprile si svolgono Les Journées des Métiers d’Art (ossia le “Giornate dei Mestieri d’Arte”), un evento giunto alla sua quarta edizione e che per il secondo anno si svolge non solo nella capitale francese, ma anche a Firenze. Le botteghe aderenti sono riconoscibili grazie a alla locandina esposta in vetrina, la stessa che gli artigiani parigini e francesi esporranno nel fine settimana.

PAPIRO E TEATRO. Così se alla bottega il Papiro di via Cavour Francesco Giannini introdurrà ai segreti della famosa carta fiorentina, mostrando il procedimento per la marmorizzazione di un foglio di carta, da Filistrucchi (in via Verdi n.9) Gabriele e Gherardo accompagneranno il visitatore nell’affascinante mondo del dietro le quinte del teatro.

OLTRARNO. Spostandosi nell’Oltrarno la bottega dell’argentiere Pagliai (Borgo San Jacopo 41) si cimenterà nella saldatura alla fiaccola, fusione in osso di seppia, martellatura, spianatura con la pietra pomice, pulimentatura e lucidatura, mentre il restauratore di mobili Renato Olivastri (Via dei Velluti 21) lavorerà alla realizzazione di un pannello intarsiato con raffigurazione di Ponte Vecchio.

PERFORMANCE IN PIAZZA. Tra le tante iniziative, in Piazza Santissima Annunziata sabato 2 e domenica 3 aprile, l’Associazione Manodopera Firenze darà vita a una serie di performances di artigiani a lavoro (dalle 10 alle 19).

Il programma completo sul sito dell’Osservatorio dei Mestieri d’Arte.

Palazzo Vecchio fa le ore piccole

 

Dopo il successo dell’anno scorso, uno dei simboli di Firenze torna a riaprire i battenti anche in notturna.

PALAZZO IN VERSIONE SERALE. Da questo fine settimana quella che fu la residenza dei signori più potenti di Firenze rimarrà aperta dalle 9 del mattino fino a mezzanotte. Viene così posticipata di cinque ore la chiusura (prevista, al momento alle ore 19,00). Unica eccezione il giovedì, quando le porte di Palazzo Vecchio si chiuderanno alle 14,00. Anche la mostra di Damien Hirst ‘For the love of God’ osserverà lo stesso orario.

SI REPLICA. La novità era stata introdotta con la primavera del 2010 ed è stata interrotta lo scorso autunno. L’iniziativa ha riscosso un discreto successo di pubblico.

Auguri alla ‘luce’ di Firenze

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UN GIORNO ARRIVO’ LA LUCE. Un ‘oggi’ di 57 anni fa luce fu, almeno per i tifosi viola. Il 10 da poco che LUI, la luce, lo ha indossato ha un gusto ancora più particolare. Dalla Fiorentina sono passati talenti con quel numero: Baggio, amatissimo a Firenze, Rui Costa, De Sisti che ha fatto battere il cuore ai tifosi gigliati ma nessuno ha fatto tremare l’anima come lui. Sicuramente è stato il talento che non ha mai tradito la sua città, il campione che ha fatto una scelta di vita: Firenze.

E’ IL TALENTO NUMERO UNO. Tanti i fuoriclasse passati dalla Fiorentina, nessuno come lui. Il giocatore che guardava le stelle, con la Fiorentina non ha vinto poco come sembra. Una Coppa Italia, una anglo-italiana e, soprattutto un Titolo di Campione d’Italia. Quello scudetto nel 82’/’83 la Juve se lo è scippato, ma per i fiorentini e per molti quello scudetto è viola. Poco importa se non è riconosciuto ufficialmente, nel nostro cuore lo abbiamo cucito come un ricordo indelebile. Antognoni ha guadagnato meno soldi ma ha vinto la partita più bella (almeno per i colori viola): ha vinto Firenze. Ora tutti lo rivogliono dentro la Fiorentina per continuare a sognare, per continuare ad avere un simbolo. Il calcio è cambiato, ma molti tifosi no. Questa è la verità. In Curva ci sono dei ragazzi di 20anni che lo hanno visto solo in dvd, ma è sempre la loro bandiera: forse l’unica.

CARRIERA. Giancarlo Antognoni (Marsciano, 1º aprile 1954) è un ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista. Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982. Bandiera e capitano della Fiorentina tra gli anni Settanta e Ottanta, con cui giocò l’intera carriera professionistica in Italia (ha chiuso l’attività in Svizzera, nel Losanna), detiene il record di presenze fra i giocatori viola con 341 gare in Serie A. Con 73 gare in azzurro è anche il giocatore della Fiorentina con più presenze in Nazionale, con 7 reti realizzate. Resta a tutt’oggi il giocatore che ha disputato più gare con la maglia azzurra numero 10. Per la sua carriera, l’11 ottobre 2010 è stato premiato col Golden Foot.

La lotta contro la ‘stronza’ potrebbe avere una svolta

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La lotta contro la stronza, come la definisce Stefano Borgonovo, potrebbe avere una svolta. La commissione competente dell'Istituto Superiore di Sanita' ha approvato “la richiesta di procedere con la sperimentazione di fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane, come si legge sull'Agenzia Dire, in pazienti affetti da Sla – Sclerosi Laterale Amiotrofica”. Lo fa sapere la Casa sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina che ha ottenuto l'autorizzazione. “Sponsor del trial”, infatti, “e' Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico dell'Ircss della Casa” ed e' stato sviluppato congiuntamente “dalla Fondazione Cellule Staminali, l'Associazione Neurothon onlus e la Diocesi di Terni, Narni e Amelia con il Vescovo Vincenzo Paglia. Si apre ora la fase descritta di seguito che portera' all'arruolamento dei pazienti e quindi all'inizio vero e proprio della sperimentazione”.

COINVOLGIMENTO COMITATI ETICI – L'autorizzazione dell'Iss consente l'avvio della fase successiva della ricerca che prevede – secondo obbligo di legge – l'invio del dossier scientifico della sperimentazione ai comitati etici dei vari centri ospedalieri coinvolti nello studio, primo fra tutti il comitato dell'Ospedale di Terni. In quest'ultimo infatti si deve necessariamente svolgere il trapianto, poiche' le cellule sono prodotte li' e non possono al momento essere spostate in altra sede prima dell'intervento.

IL RUOLO DEI COMITATI ETICI – Compito dei comitati etici e' quello di vagliare il protocollo e di esprimere il loro parere in tempi plausibilmente contenuti. Questa procedura e' obbligatoria ed e' posta a tutela dei pazienti che saranno coinvolti: serve infatti ad analizzare definitivamente la sicurezza del trial in relazione ai mezzi e alle strutture ospedaliere a disposizione degli sperimentatori. I comitati etici inoltre forniranno un fondamentale contributo per definire i criteri di selezione e reclutamento dei pazienti. Infine, il parere dei comitati e' vincolante affinche' il Direttore Generale del centro che ospitera' la sperimentazione possa autorizzarne l'effettivo.

COINVOLGIMENTO DI NEUROLOGI E NEUROCHIRURGHI – Parallelamente si stanno svolgendo i necessari incontri organizzativi con i responsabili neurologi e i neurochirurghi anestesisti e pneumologi per mettere a punto nei minimi dettagli gli aspetti pratici per l'inizio sperimentazione.

I TEMPI – Non e' possibile fare previsioni accurate circa la tempistica dei processi di autorizzazione da parte dei comitati etici e quindi del conseguente inizio del reclutamento e avvio della sperimentazione sul paziente. In ogni caso, poiche' i comitati etici si riuniscono con una frequenza mensile, e' ipotizzabile, sebbene non certo, l'inizio della sperimentazione in tarda estate/inizio autunno.

LA CAMPAGNA ADOTTA UNA CELLULA – “Adotta una Cellula” e' la campagna di informazione e raccolta fondi promossa da Ircss Casa Sollievo della Sofferenza Opera di San Pio da Pietrelcina in collaborazione con l'Associazione Neurothon Onlus e la Diocesi di Terni-Narni-Amelia, a favore della ricerca sulle cellule staminali cerebrali per la cura delle malattie neurodegenerative, come la Sla, la Sclerosi multipla, il morbo di Alzheimer. La campagna Adotta una Cellula e' rivolta al grande pubblico e offre la possibilita' per il singolo cittadino di “adottare” una singola cellula finanziandone simbolicamente la coltura per lo sviluppo della ricerca. Sul sito della campagna e' possibile sostenere la campagna ed effettuare donazioni.

Profughi, passa la proposta toscana: niente piu’ Coltano

Addio all’ipotesi di costruire una tendopoli nell’ex centro radar Usa, a Coltano, vicino Pisa. Passa invece la proposta toscana, dopo le numerose proteste andate in scena nei giorni scorsi anche davanti all’area individuata dal Governo nei pressi della città della Torre pendente.

IL NUOVO PIANO RIFUGIATI. I 500 migranti sbarcati a Lampedusa, che dovevano essere accolti a Coltano, saranno ridistribuiti in 10 diverse località della Toscana, all’interno di strutture più piccole, diffuse su tutto il territorio regionale e gestite dal volontariato e dalle istituzioni locali.

SODDISFATTO IL GOVERNATORE. L’annuncio ufficiale oggi, dopo la riunione a Roma della cosiddetta ‘cabina di regia’ sull’emergenza immigrazione. “Siamo contenti di aver trovato una soluzione per Coltano con il campo che non si farà – ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi, lasciando Palazzo Chigi – mentre l’ipotesi di accordo prevede la redistribuzione dei 500 immigrati assegnati alla Toscana in 10 diverse località”.

Coltano_presidioNUOVO INCONTRO TRA UNA SETTIMANA. “Ci rivedremo martedì prossimo – ha continuato Rossi -. Nel Governo ci sono posizioni molto diverse. Io chiedo che non si facciano campi di concentramento che creano tensioni. In Toscana siamo contenti di essere riusciti a smantellare l’ipotesi del campo a Coltano. Chiediamo il riconoscimento dell’articolo 20 del testo unico sull’immigrazione che prevede la possibilità di dare protezione temporanea ai migranti”.

PRESIDIO PACIFICO. Da giorni è in corso un presidio davanti all’area di Coltano, dove ieri mattina si erano incatenate per protesta quattro donne.

Recensione Album Le luci della centrale elettrica “Per ora noi la chiameremo felicità”

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Recensire l’ultimo album de Le luci della centrale elettrica, non è facile. La sensazione è quella di entrare nel famoso negozio di cristalli con l’ eleganza di un elefante.

Vasco Brondi che con Canzoni da spiaggia deturpata aveva aperto un solco nello scenario musicale indie, ha un seguito e un gruppo di fan spesso acritici nei suoi confronti.

Il Brondi – pensiero rappresenta uno specchio di una generazione e con la sua dose di giusta disperazione il cantautore ferrarese è diventato una simil icona: e questo non può che avere dei pro e dei contro. 

Proviamo però ad essere onesti riconoscendo al giovane cantautore un talento innegabile. Se qualcuno non avesse mai ascoltato il suo primo album, Per ora noi la chiameremo felicità, parrebbe illuminante e con un senso. Di sicuro non sempre potente, a tratti quasi smielato, con molte incertezze, ma comunque con un senso. Invece è il secondo album e arriva dopo un piccolo capolavoro.

Il cantautore ha fatto propria una formula particolare, basata su canzoni-non-canzoni,  una scrittura ossessiva che dà l’impressione della goccia che ricade sulla stessa goccia  come per provocare delle reazioni a catena. La saturazione di ritmica e di testi come motivo di poetica. Nel primo album era innovazione nel secondo diventa copia e incolla se ripresa tale e quale e ha il limite di stancare. Nella resa live sicuramente meno, i suoi concerti sono praticamente degli happening, ma su disco il rischio è molto alto.

In Per ora noi la chiameremo felicità Brondi scrive per i suoi fans. Non per allargare il cerchio dei suoi estimatori o per far cambiare idea ai detrattori. Alcuni pezzi come ne I nostri corpi celesti e Cara catastrofe mostrano l’intenzionalità ad un cambiamento verso un dire nuove cose. I brani sono anche più strutturati come L’amore ai  tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici giocata su una musica stratificata grazie Giorgio Canali, Stefano Pilia, Rodrigo D’Erasmo e Enrico Gabrielli. Il cantato a volte riesce ad essere più sciolto come Quando tornerai dall’estero e più areato in Le Petroliere. Anidride carbonica, pur essendo brondiana nel suo essere affannata e concitata, riesce a superare l’auto-parodia sublimandola. Eppure… Eppure ti aspetteresti altro.

Intendiamoci: questo album non è di basso livello e rispetto alla musica che ne fa da padrona nella scena musicale italiana, è comunque di un’altra categoria. Il problema è essere riusciti nel primo album ad essere comunicatore dell’estremo malessere e nel secondo quasi scimmiottare quanto già fatto. Il dolore e la rabbia non hanno bisogno di essere ripetuti nello stesso modo per essere capiti: anzi riproponendoli nella stessa chiave si corre il rischio di cristallizzarli e quasi naturalizzarli. 

La forza de Le luci della centrale elettrica  sta, stava?, nel dire la verità senza scorciatoie e giri di parole, dato che la verità non sta nel mezzo. Ma è la continuità senza una maturità, che da lui ci si aspettava, che ci costringe a dire che questo album è come un vicolo cieco. Le case con le scritte sui muri o inagibili che rendono il cantautore riconoscibile, sono dei monoliti immobili che lo danneggiano e che non fanno intravedere una rielaborazione.  

Le luci della centrale elettrica in concerto A Firenze

9 Aprile

Viper Theatre

ore 21,30

Un’invasione sui pedali: un centinaio di bici sfida il traffico / VIDEO

Ore 19,30, zona Fortezza da Basso. Il frastuono del traffico viene interrotto da uno scampanellino, sempre più insistente. All'orizzonte spunta un gruppo di biciclette che sfida il flusso di auto  dell'ora di punta. E' la vendetta delle due ruote (quelle non motorizzate). La pedalata di massa, per un centinaio di partecipanti, è andata in scena ieri sera per il centro e i viali di Firenze.

Si tratta della 'Critical mass', letteralmente 'massa critica', un fenomeno nato negli anni Novanta a San Francisco e poi esportato anche in Europa e in Italia, Firenze compresa. Si tratta di un raduno auto organizzato che si svolge una volta al mese in cui possono partecipare tutti, basta essere muniti di bicicletta. L'obiettivo? Sensibilizzare i cittadini sull'utilizzo di questo mezzo ecologico e meno stressante rispetto a motorini e auto.

IL TOUR SUI PEDALI, ARMATI DI TROMBETTE

La rumorosa banda di biciclette si è data appuntamento in piazza Santisisma Annunziata, per sfilare lungo le strade del centro (piazza San Marco, via Nazionale, Stazione) ed è arrivata sui viali, compiendo un giro della Fortezza da Basso. La prima critical mass fiorentina risale al 2002, in occasione del Firenze Social Forum. Nove anni dopo gli amanti dei pedali, tra cui tanti giovani, si ritrovano ogni ultimo giovedì del mese grazie anche al tam-tam sul web, tramite Facebook e un blog.

PEDALATE A TEMA

Ogni 'raduno' ha un suo tema: quello di ieri era una comitiva rumorosa, con trombette e campanelli, a febbraio  la massa critica sfilò vestita da Carnevale e tra un mese l'argomento sarà quello della radio.

Marco Carta in concerto, in un locale gay

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Cosa ci fa Marco Carta in un locale gay? Niente di speciale, canta. L’idolo delle teenager arriverà sulla costa toscana il prossimo 16 aprile. L’occasione è l’inaugurazione della nuova stagione della discoteca Stup!da di Torre del Lago. La località nel comune di Viareggio  ogni anno richiama migliaia di ragazzi gay e ragazze lesbiche da tutta Italia.

CARTA IN VERSILIA. Il vincitore dell’edizione 2008 di Amici ha inserito la data versiliese nel calendario del suo tour primaverile. Tra una tappa in Germania e una in Sardegna è spuntato anche l’evento a Torre del Lago.

CANZONI E GOSSIP. Così sul web scoppiano le chiacchiere sulla vita privata del cantante. In passato fecero il giro del web alcune foto ‘ammiccanti’ di Marco Carta, ripescate da una community online dedicata agli incontri incontri gay.

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Paccobomba, paracadutista perde tre dita

 

Ha perso tre dita e ha subito gravi danni alla vista il parà della folgore rimasto ferito da un pacco bomba scoppiato ieri pomeriggio nella caserma Ruspoli di Livorno. Il tenente colonnello Alberto Albamonte, 41 anni, è stato sottoposto a un intervento chirurgico alle mani e agli occhi, al Cto di Careggi, a Firenze. Secondo quanto reso noto dai medici il militare sta meglio, rispetto alla gravi condizioni in cui era arrivato ieri in ospedale, ed ha passato una notte tranquilla. Imedici stanno adesso valutando se intervenire con altre operazioni.

L’ATTENTATO. Albamonte, paracadutista e capo di Stato maggiore della Folgore, ieri pomeriggio ha aperto un pacco, indirizzato al suo ufficio, nella caserma Ruspoli di Livorno, ed è stato investito da un’esplosione. L’attentato è stato rivendicato dalla Federazione anarchica informale (Fai).

L’INCHIESTA. Intanto vanno avanti le indagini per individuare i responsabili dell’attentato. Gli inquirenti sono certi della pista anarchica. Il fatto potrebbe essere collegato con episodi analoghi accaduti in Svizzera e in Grecia, attribuiti a frange estreme anarchiche.