mercoledì, 4 Novembre 2026
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Dehors, approvato il nuovo regolamento

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Oggi il regolamento sarà all’esame della seconda commissione consiliare, e dovrebbe andare in aula per il voto del consiglio alla ripresa dei lavori in gennaio. Dunque, come ha annunciato il vicesindaco Dario Nardella, i circa 500 spazi all’aperto di bar, locali e ristoranti della città saranno in pratica completamente rinnovati per l’autunno-inverno 2010-2011.

Con il nuovo regolamento la città è stata divisa in due aree: quella detta ‘Unesco’, all’interno della cerchia dei viali compreso l’Oltrarno, che ospita circa tre quarti dei dehors e dove si dovranno rispettare criteri più omogenei e rigorosi; e quella ‘esterna’, dove invece basterà attenersi ai nuovi criteri generali definiti dal regolamento. L’area ‘Unesco’ è stata sua volta suddivisa in cinque zone, diverse per caratteristiche architettoniche e storiche (Castrum, area rinascimentale, Oltrarno, zona ottocentesca a nordest e zona del Comunale ad ovest): per ognuna di queste cinque zone sarà realizzato un ‘progetto tipo’ con uno stile omogeneo, un prototipo con i criteri a cui dovranno rispondere i nuovi dehor. I ‘progetti tipo’ saranno individuati con un apposito concorso di idee che verrà bandito subito dopo il voto in consiglio comunale. “Si tratta di una grande occasione per le forze più creative e dinamiche della città – ha detto Nardella – l’obiettivo è quello di aprire le porte alle nostre professionalità, in piena trasparenza. Ci sarà poi una commissione giudicatrice di alto profilo e prestigio, con il coinvolgimento della soprintendenza, che selezionerà i progetti e proclamerà i vincitori”.

Tutti i nuovi dehors, fuori e dentro l’area ‘Unesco’, dovranno comunque rispettare alcuni standard di qualità: accessi gratis ad internet, servizi per l’infanzia all’interno dei locali, nuove modalità del conferimento dei rifiuti e accessibilità per i disabili. A questo proposito, Nardella ha ribadito che non si tratta di una “condizione” messa agli esercenti, ma di legittime richieste a fronte della concessione di suolo pubblico, anche tenendo conto che le concessioni saranno triennali (e non più annuali) e che non ci sarà alcun aumento della Cosap. Il vicesindaco ha comunque precisato che “la futura delibera attuativa con le norme tecniche di attuazione, ora competenza della giunta e non più del consiglio, terrà conto delle diverse tipologie degli esercizi e ne valuterà le problematiche”.

Per quanto riguarda i progetti già presentati in base al vecchio regolamento, il vicesindaco ha precisato che tutti i procedimenti non saranno azzerati, ma resteranno aperti e potranno essere integrati con le nuove norme (questo farà risparmiare agli esercenti tempo e denaro); mentre in attesa delle norme tecniche che saranno definite dalla giunta, le concessioni che scadono verranno regolarmente rinnovate. Infine, i dehor già approvati e realizzati (che sono circa una decina) potranno essere mantenuti fino al marzo 2011, data entro cui dovranno comunque essere adeguarsi alle nuove norme.

Frecciarossa Firenze-Bologna, tempi più lunghi per tre notti

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Nel Nodo di Bologna sono in programma alcuni interventi di potenziamento infrastrutturale e tecnologico fra la linea storica e quella ad Alta Velocità/Alta Capacità, in prossimità dell’interconnessione di San Ruffillo.

Il cantiere sarà operativo solo nelle ore notturne per avere un minor impatto sulla circolazione ferroviaria. I lavori determineranno la sospensione della circolazione sulla linea AV/AC e, dalla notte di ieri a quella del 30 dicembre, i Frecciarossa da e per Firenze utilizzeranno la linea convenzionale invece della linea AV/AC, con un aumento dei tempi di viaggio di circa 20 minuti.

Nelle notti fra martedì 29 e giovedì 31 dicembre saranno coinvolti anche 7 Regionali Bologna–Prato, che potranno avere ritardi fino a 15 minuti, l’Espresso 1921 Milano – Palermo e l’Euronight 1238 Roma – Vienna.

 

5 milioni di euro per il polo scolastico di Coverciano

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Il cantiere, attualmente in corso, è stato articolato in tranche successive in modo da garantire la continuità dell’attività scolastica. L’intervento terminerà nel 2013, con un investimento di circa 11 milioni di euro.

“La delibera approvata la settimana scorsa rappresenta un nuovo importante passo avanti nella realizzazione del nuovo polo scolastico di Santa Maria a Coverciano – dichiara l’assessore alla pubblica istruzione Rosa Maria Di Giorgi –. Sarà una scuola modello perché progettata a misura dei bambini. Grazie alla progettazione partecipata che è stata effettuata, infatti, il progetto risponde prima di tutto alle esigenze avanzate dagli utenti, primi tra tutti i bambini”.

I lavori del primo lotto, attualemente in corso, dovrebbero concludersi a dicembre dell’anno prossimo e consistono nella demolizione del plesso di via Salvi Cristiani e la realizzazione del nuovo edificio scolastico che a regime ospiterà la scuola primaria.

La seconda tranche di lavori prevede la demolizione del plesso di via Martini e la realizzazione dell’edificio che, a regime, ospiterà la scuola dell’infanzia e l’asilo nido. Anche in questo caso l’avvio del cantiere sarà preceduto dalla bonifica e dalla demolizione del vecchio immobile. L’intervento dovrebbe durare 2 anni a partire dal termine del primo lotto.

La decisione di procedere seguendo le due fasi è scaturita dall’esigenza di non sottoporre i circa 600 alunni della scuola (400 circa di scuola primaria e 200 circa di scuola dell’infanzia) ad un eccessivo disagio, considerato che nell’ambito territoriale o in ambiti contermini non esiste una struttura in grado di ospitare un numero così elevato d’utenza.

Durante la seconda fase, sarà disponibile il nuovo edificio di via Salvi Cristiani, interamente realizzato e completo dei locali refettorio e palestra, che disporrà  di locali sufficienti, seppure con qualche restrizione, ad ospitare l’intera popolazione scolastica della scuola dell’infanzia e primaria per il periodo di completamento del nuovo edificio di via Martini. Non sarà pertanto necessario il trasferimento degli alunni in altre strutture scolastiche.

Colpito durante una battuta al cinghiale, muore un cacciatore

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A niente sono valsi i soccorsi, quando è giunto sul posto l’elicottero del 118 l’uomo, Alessandro Sassetti, era già spirato tra le braccia del figlio, a causa dell’ingente perdita di sangue. Il fatto è avvenuto nella campagna di Cinigiano (Grosseto), dove abitava la vittima. 

A sparare, con un fucile a pallettoni, è stato uno dei componenti del gruppo di cui faceva parte lo stesso Sassetti.

Invalidità e disabilità, si riducono pratiche e tempi

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Le nuove disposizioni di legge hanno modificato il processo di riconoscimento di tali benefici coordinando le fasi amministrativa e sanitaria per ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni.

Attualmente infatti le competenze sono suddivise tra tre soggetti: la Asl che effettua l’accertamento sanitario, il Comune che agisce in via amministrativa come ente concessore e l’Inps che interviene con le proprie Commissioni mediche provinciali e come ente pagatore.

COSA CAMBIA. Dal prossimo gennaio l’Inps gestirà il processo dell’invalidità civile in collaborazione con le Asl. Le domande dovranno essere presentate all’Inps direttamente dal cittadino o per il tramite degli Enti di patronato. L’Istituto trasmetterà le domande ricevute alle Asl, le cui Commissioni mediche, integrate da un medico dell’Inps, continueranno a svolgere le verifiche sanitarie. All’Istituto spetterà l’accertamento definitivo dello stato invalidante e anche la presenza nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie previdenziali ed assistenziali.

TRACCIABILITA’ E TRASPARENZA. Questo passaggio di competenze, voluto a livello nazionale, comporterà benefici per i cittadini. L’intero processo è infatti sostenuto da una nuova procedura informatica che consente trasparenza e tracciabilità, con una semplificazione delle fasi che permetteranno di ridurre i tempi di riconoscimento dello stato invalidante e di erogazione delle provvidenze economiche entro i 120 giorni. Tempi che nel corso degli anni, grazie al lavoro svolto in questi anni dalle Asl, sono stati già notevolmente ridotti.

Apre il nuovo svincolo Empoli Est

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Si tratta di un intervento di riqualificazione funzionale del tratto della superstrada.

Alla cerimonia saranno presenti anche Luciana Cappelli, il Sindaco di Montelupo Fiorentino, Rossana Mori e il Sindaco di Vinci come delegato del Circondario Empolese Valdelsa alle infrastrutture, Dario Parrini.

Vittime della strada, supporto psicologico a Careggi

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Il resoconto dell’attività è stato illustrato oggi dall’assessore alle politiche sociosanitarie e presidente della Società della Salute Stefania Saccardi e dal direttore della Società della Salute Riccardo Poli. Erano presenti anche Laura Belloni, responsabile del Centro di riferimento regionale criticità relazionali dell’Azienda di Careggi, Graziano Lori in rappresentanza della Polizia Municipale, Valentina Borgogni presidente dell’Associazione Gabriele Borgogni e gli operatori impegnati nel servizio.

OLTRE 520 VITTIME DELLA STRADA ALL’ANNO. Gli incidenti stradali rappresentano la prima causa di morte e uno dei principali motivi di invalidità per i giovani. Ogni anno in Toscana si verificano oltre 17.000 incidenti stradali con quasi 23.000 feriti e oltre 520 decessi (dati 2005 dell’Agenzia regionale di Sanità). E anche la situazione fiorentina non è rosea. Nel 2008 gli incidenti sono stati 4.559 con 14 morti e 4.175 feriti e dall’inizio dell’anno ad oggi si sono registrati 4.381 sinistri con 25 decessi e 3.940 feriti.

“Come operatori impegnati nel servizio crediamo fortemente in questo progetto – afferma Laura Belloni – che costituisce un ottimo esempio di collaborazione tra tecnici della sanità e istituzioni. Una sinergia che consente la costruzione di una rete capace di dare risposte alle persone colpite da eventi traumatici non soltanto nell’immediato ma anche nelle fasi successive”.

IL PROGETTO. Nato come sperimentazione dalla collaborazione tra la Società della Salute e il Centro di riferimento regionale criticità relazionali di Careggi, il progetto ha due obiettivi principali: prima di tutto fornire un supporto psicologico e sociale alle vittime di incidenti stradali e ai loro familiari lungo tutte le fasi post trauma, fin dal primo momento del ricovero ospedalieri; in secondo luogo offrire un servizio di consulenza e formazione rivolto a chi, a vario livello, viene coinvolto nei sinistri, dal personale dell’ospedale agli agenti di Polizia Municipale, dai volontari che prestano servizio nelle ambulanze agli operatori del 118. “Il progetto proseguirà anche l’anno prossimo” afferma la Saccardi.

Siamo sempre più figli unici

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Oltre la metà delle coppie diventate genitori tra il  2003 e il 2007 afferma di non desiderare altri figli. Percentuale che sale nel centro-Italia, dove solo il 15,8% dichiara di desiderare un altro bambino a breve.

A evidenziarlo è un’indagine dell’Istat che mette a confronto i periodi 2003 e 2007. Secondo la ricerca le donne di età compresa tra i 35 e 45, da un lato si trovano ad aver sperimentato ad età via via più avanzate alcune fasi cruciali della transizione allo stato adulto (completamento degli studi, uscita dalla famiglia d’origine, matrimonio o unione libera, figli) e dall’altro si trovano ad affrontare un mercato del lavoro ancora fortemente segmentato e sfavorevole ad un solido inserimento femminile.

Tra coloro che hanno avuto un bimbo (19% delle persone in età riproduttiva e sempre in coppia) oltre la metà afferma di non volerne altri, e tale contrarietà aumenta al crescere del numero di figli già presenti, del grado di determinazione delle intenzioni inizialmente espresse e dell’età dei partner. Un terzo delle persone che hanno avuto figli dichiara, al 2007, di avere intenzione di proseguire nuovamente nel breve periodo.

Forti le diversità territoriali dal momento che, tra chi ha avuto figli nel triennio, oltre la metà dei residenti nelle Isole (52,1%) intende proseguire a breve, seguite dal 38,1% dei residenti nel Nord-est e da un terzo dei residenti nel Sud (34,8%) e nel Nord-ovest (33,2%), e da appena il 15,8% dei residenti nell’Italia Centrale, dove è maggiore l’intenzione a limitarsi definitivamente (tre su quattro non intendono più avere figli, contro una media nazionale del 54,6%).

L’arte contemporanea sbarca a Fiesole con i Calici di Natale

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Durante l’inaugurazione dell’esposizione, ospitata nella Sala del Consiglio e nella Loggia del Palazzo comunale (Piazza Mino, Fiesole), si terrà una degustazione di vino e olio prodotti dalla Fattoria di Maiano e dalla Fattoria Poggio Piano, aziende agricole del territorio fiesolano. All’evento interverranno, fra gli altri, il Sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato, l’assessore alla cultura Paolo Becattini, il sommelier Elena Maria Petrini e l’artista Simone Gianassi.

La mostra “Calici di Natale” raccoglie oltre trenta opere a firma degli artisti: Gianna Giannini, Torsten Krutsch, Franco Santini, Luca Albizi, Gloria Sulli, Silvia Serafini, Anna Mercati, Elisabetta Nisticò, Gianni Bondesan, Elisa Grandis, Tauros, Alejandro Trapani, Giovanni Chilleri, Duccio Nacci, Chiara Boccolari, Fabio Torini, Guia Pozzi, Riccardo Biondi, Janax, Paolo Carpidori, Riccardo Luchi, Matteo Piccardi, Aldo Frangioni, Ross, Valerio Mirannalti, Riccardo Natali, Cristina Travelli, Mario Meoni, Francesco Perna, Valerio Goggioli, Alessandro Ciappi e Biagio Furiozzi.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 gennaio 2010. Orario: dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 18; il 31 dicembre dalle 8 alle 13. Chiuso il 6 gennaio.

Nuovi poveri, boom nel 2009

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A chiedere aiuto nell’anno della crisi sono le categorie lavorative più a rischio: i contrattisti a termine, gli impiegati che perdono il posto improvvisamente a causa della crisi, i cassintegrati.

La povertà del Sud Italia è di 4-5 volte maggiore rispetto a quella del Nord con un’incidenza di oltre il 20% in Sicilia, Basilicata e Sardegna. Il Nord registra il 2,9%. Al Centro la situazione varia dal 17,5% del Lazio al 2,4% delle Marche.

RISCHIO USURA IN AUMENTO. Eppure, sempre secondo il Rapporto, la metà (52,8% dei casi) delle ”nuove famiglie povere” italiane non si rivolgono alla Caritas per ”orgoglio”, ”vergogna” o ”dignità”. Nel Mezzogiorno aumenta il ”rischio usura” dato dal ”sovraindebitamento delle famiglie, il difficile accesso al credito, il crollo della borsa, il boom delle carte di credito revolving e del gioco d’azzardo, la rateizzazione delle imposte” che rischiano di far scivolare migliaia di famiglie nella rete degli usurai.

REDDITI BASSI E DISOCCUPAZIONE. Un numero crescente di famiglie italiane si rivolge alla Caritas per problemi di ”reddito insufficiente rispetto alle normali esigenze della vita”: sono il 7,7% del totale. Nei centri di accoglienza del Mezzogiorno l’incidenza di famiglie italiane in difficoltà economica è superiore alla media nazionale (17,7%).

I bisogni espressi sono principalmente di tipo economico per il 56,8% degli italiani e per il 48,1% degli stranieri.

Seguono i problemi di occupazione: 44% degli italiani e 54,9% degli stranieri. Per questi ultimi sono anche rilevanti i problemi abitativi (21,8%). Le richieste espresse si concentrano soprattutto nella categoria Beni e servizi materiali, sia per gli italiani (46,1%) che per gli stranieri (51,3%). Seguono le richieste di Sussidio economico per gli italiani (20,8%) e le richieste di Lavoro per gli stranieri (33,5%).