L’opera artistica è una piccola predella, oggi custodita in una saletta nascosta del Museo di San Marco a Firenze e faceva parte di un’Annunciazione dipinta nel 1452 e trafugata alla fine del XIX secolo. Il dipinto, unanimemente attribuito dalla critica a Paolo Uccello dopo gli studi di Roberto Longhi (1940), proviene da Cavriglia, in Valdarno, luogo stravolto nel Novecento per sfruttare le miniere di lignite. Anche la chiesa/oratorio di Santa Maria in Avane è stata demolita alla fine del Novecento per fare spazio alle cave a cielo aperto. Il saggio di Giovanni Malanima ripercorre cronologicamente, grazie ai documenti rimasti, le vicende dell’opera, indagando anche sulla sua misteriosa committenza e sul contesto territoriale e religioso in cui è stata conservata. La predella reca il nome di Giovanni di Antonio Del Golea, committente di cui non si ha altra notizia e, sui bordi laterali, vi sono due stemmi gentilizi. Il saggio contiene anche una breve traduzione in inglese ed una ricca documentazione iconografica.
Municipale, uffici a orario ridotto per Natale
Orario ridotto, per le festività natalizie, per alcuni sportelli della polizia municipale. Ecco quali.
L’ufficio verbali e notifiche (via delle Cascine 9, telefono 055/3282040, fax 055/3282010, [email protected]) dal 24 al 31 dicembre compresi e il 4 e 5 gennaio sarà aperto solo di mattina (dalle 8 alle 12.45).
Lo sportello ruoli (viale Corsica 4, telefono 055/3283921, fax 055/332661, [email protected]) e la depositeria comunale (piazza Artom 13-14, telefono 055/3283660, fax 055/3283670, [email protected]) osserveranno invece orario antimeridiano (8-12.45) nei giorni di giovedì 24 e giovedì 31 dicembre.
Donazioni, apertura straordinaria del centro Avis
Le aperture domenicali sono un’occasione per tutti quei cittadini che, per impegni lavorativi, di studio o altro, non possono recarsi a donare gli altri giorni della settimana, e sono un’opportunità per aumentare il numero dei donatori e delle donazioni sempre più necessarie a causa del crescente fabbisogno di sangue.
Per l’occasione, Luca Giannelli offre una mostra composta da 17 pannelli nei quali viene raccontata la Firenze popolare del Novecento.
Informazioni utili: è opportuno presentarsi “quasi” a digiuno (si può bere tè, caffè, succhi di frutta, ma non latte, e mangiare pochi biscotti secchi o fette biscottate); ed è raccomandato non eccedere nei pasti il giorno precedente la donazione.
Oltre alla donazione del sangue sarà possibile, dietro appuntamento, donare il plasma (chiamando il numero 055/6577429 dalle 7.30 alle 10.30). Per maggiori informazioni telefonare alla sede Avis Comunale Firenze al numero 055/210300 o consultare il sito www.avisfirenze.it.
Le foto di Candida Hofer a Palazzo Medici Riccardi
La mostra, frutto di un insieme di competenze congiunte e preceduta da un’imponente bibliografia, è stata presentata a Firenze anche dall’étoile Carla Fracci, da poco Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, la quale ha però lasciato subito la parola a James Bradburne e Cristina Acidini.
L’idea alla base di Candida Höfer a Firenze è scaturita nel corso di una discussione tenutasi alla fine del 2006 fra James Bradburne, che è Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, e il gallerista Ben Brown, che rappresenta Candida Höfer a Londra. La Fondazione Palazzo Strozzi era nata da poco, ma è stato chiaro fin dall’inizio che la sua missione sarebbe stata quella di presentare Firenze al mondo, e di contribuire al “nuovo Rinascimento” della città fungendo da catalizzatore per eventi culturali di livello internazionale. Allora come adesso, la Fondazione considera l’arte contemporanea un mezzo importante per raggiungere questo scopo, e l’opera di Candida Höfer sembra cogliere alla perfezione il concetto secondo cui «l’arte contemporanea non è quello che si fa, ma come lo si fa». Gli austeri ritratti di spazi interni della Höfer hanno come soggetto ambienti storici, ma visti con una sensibilità profondamente contemporanea, postmoderna. In particolare, il progetto ha dato voce al bisogno di presentare Firenze come un tutto unico, contemporaneo vitale, piuttosto che come un insieme di risorse diverse che si contendono l’attenzione.
Candida Höfer è specializzata in fotografie di grande formato (le dimensioni medie di queste impressionanti immagini è di 200 per 250 cm ), meticolosamente composte, che ritraggono interni vuoti e spazi sociali che colgono la “psicologia dell’architettura sociale”. Sale di biblioteche, musei, teatri, caffè e università, oltre a dimore e palazzi storici, di cui Firenze vanta esempi fra i più straordinari al mondo, sono i soggetti chiave della mostra. Quest’artista esplora interni evocativi e deserti, privi di presenze umane che “sono una distrazione alla visione dello spazio” come afferma la fotografa tedesca. Le sue immagini diventano come un’enciclopedia degli spazi all’interno dei quali l’umanità ha raggiunto la grandezza: biblioteche, cattedrali, musei dove, nonostante non siano visibili esseri umani, le loro tracce sono ben evidenti.
La Höfer produce questi magnifici ritratti di interni senza ritoccare digitalmente o alterare le immagini. La sua tecnica di lavorare esclusivamente con fonte di luci esistenti le permette di cogliere i dettagli più intricati in ogni fotografia .
Il catalogo della mostra è edito da Artout-Maschietto Editore, Firenze.
Galleria di Palazzo Medici Riccardi
Orario di apertura: aperto: tutti i giorni 9.00-19.00, chiuso mercoledì, ingresso gratuito.
Funerali civili al Parterre, c’è l’ok del Q2
Parere favorevole del Quartiere 2 allo svolgimento di funzioni funebri civili nelle proprie sedi: è quanto stabilito in un delibera di indirizzo approvata all’unanimità nel corso del consiglio di quartiere di ieri sera.
Lo spazio che quanto prima sarà messo a disposizione di coloro che desiderano delle esequie laiche è stato individuato nella sala multifunzionale posta al piano terra del Parterre, in piazza della Libertà. Ma sarà valutata l’opportunità di individuare anche altri luoghi per queste cerimonie.
La decisione, prima di divenire operativa, dovrà essere perfezionata da modalità organizzative che terranno conto di alcuni criteri quali, ad esempio, che lo spazio sarà concesso solo per la funzione e non per l’esposizione del deceduto, e che i beneficiari dovranno farsi carico degli oneri economici e della cura dell’allestimento del locale.
L’albero? E’ a energia solare
Il Diamante, che la Provincia ed Enel hanno inaugurato e installato a Villa Demidoff lo scorso ottobre, è la prima centrale energetica di nuova generazione ideata dalla Ricerca Enel in collaborazione con l’Università di Pisa. Con una forma architettonica che lo rende particolarmente adatto per essere inserito in contesti paesaggistici di pregio architettonico e naturalistico – una struttura geodetica di Fuller in vetro ed acciaio – il Diamante, con una potenza installata di 11 kWp, fornisce energia per l’illuminazione notturna del parco di Villa Demidoff, delle sue statue e per l’alimentazione delle biciclette elettriche messe a disposizione dei frequentatori della villa medicea.
In occasione delle feste natalizie, l’energia solare prodotta da Il Diamante illuminerà anche l’albero di Natale che è stato eretto in prossimità dell’impianto energetico. All’evento, promosso dalla Provincia di Firenze e da Enel, partecipano il presidente della Provincia, Andrea Barducci, l’assessore all’ambiente Renzo Crescioli, il responsabile Ricerca Enel, Sauro Pasini.
IL PROGRAMMA. Il programma prevede alle 15 il saluto di benvenuto da parte delle Autorità. A seguire l’arrivo di Babbi Natale a cavallo di 4 biciclette elettriche. Subito dopo tutti i partecipanti potranno assistere al concerto gospel eseguito dal gruppo musicale “Daltrocanto”. Successivamente il momento clou della manifestazione, con l’accensione dell’albero di Natale e la distribuzione dei doni ai ragazzi. A conclusione della manifestazione verrà offerta una merenda natalizia a base di dolci, cioccolata calda e vin brulè.
“Con la cerimonia di Pratolino – ha detto Andrea Barducci – non solo accenderemo l’albero del Natale 2009 ma soprattutto accenderemo concretamente la speranza di un mondo più pulito grazie all’impiego delle energie rinnovabili. L’iniziativa di sabato assume un significato simbolico perché sottolinea la nascita di un nuovo modo di concepire lo sviluppo sostenibile. Il Natale di quest’anno inaugura di fatto un’importante stagione per la Provincia di Firenze perché l’eccezionale impianto compiuto da Enel a Pratolino sarà ripetuto in altri parchi del territorio fiorentino”.
“Il Diamante, una delle eccellenze della Ricerca Enel – ha detto Sauro Pasini – è la dimostrazione che l’energia da fonte rinnovabile è possibile anche nei contesti di particolare rilievo artistico e naturalistico. Un fiore all’occhiello in campo energetico che, grazie all’intesa con la Provincia di Firenze, ha trovato casa al Parco di Pratolino e che oggi illumina il Natale per dare luce un domani – ci auguriamo – a tanti altri luoghi nel mondo”.
Pedopornografia: arresti e perquisizioni
Operazione contro la pedopornografia: il bilancio è di tre arresti e 65 perquisizioni. L’operazione è stata condotta dalla Polposta di Firenze in diverse regioni italiane.
Le ipotesi di reato contestate sono quelle di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Nel corso dell’indagine, coordinata dal Pm di Firenze, gli uomini dei compartimenti della polizia postale hanno proceduto al sequestro di numerosi supporti informatici, tra cui 36 personal computer, 56 notebook, 114 hard disk e oltre 7.000 tra cd e dvd.
DI GIORGI. “Gli arresti di queste ore sono il risultato dell’alta professionalità degli uomini e dei vertici della polizia fiorentina. La mia soddisfazione è comune a tanti cittadini che vedono, anche in questa operazione, l’impegno e la capacità delle forze dell’ ordine nella lotta contro questi reati gravissimi”. Sono le parole dell’assessore alla pubblica istruzione e alla legalità Rosa Maria Di Giorgi a proposito dell’operazione della polizia postale denominata ‘Thyphoon’ che ha portato in carcere tre persone con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.
“Tanto per ricordare quanto il fenomeno è preoccupante – ha aggiunto l’assessore Di Giorgi – dal rapporto diramato lo scorso novembre dall’ ‘Osservatorio internazionale di Telefono Arcobaleno’ emerge che nell’ottobre scorso la pedofilia on line ha raggiunto il suo massimo storico di diffusione, con preoccupante crescita nell’ambito dei social network. Sempre secondo questa ricerca sono in progressivo aumento anche i clienti della pedofilia on line, per lo più europei, con gli italiani al quinto posto mondiale di un mercato criminale che peraltro si intreccia con frequenza con i circuiti del turismo sessuale e con enormi interessi finanziari che hanno attratto da tempo l’attenzione del crimine organizzato”.
“Il dato sul quale dovrebbe essere riservata la massima attenzione – ha proseguito Rosa Maria Di Giorgi – è la rapida espansione della pedofilia nei social network, che sono le aree della rete meno presidiate e più difficili da controllare. Contiamo molto sulla grande professionalità dei magistrati e forze dell’ordine ma come amministratori non possiamo aspettare che le denunce di abuso e di violenza giungano alle procure per intervenire. E’ per questo motivo, ad esempio, che abbiamo aderito al progetto della questura di Firenze “Web in cattedra”, in collaborazione con Microsoft, il Rotary Club fiorentino e l’Osservatorio Analisi Abusi Psicologici, grazie al quale il personale della polizia postale offrirà agli insegnanti una serie di nozioni per la prevenzione dei rischi connessi alla rete internet. I cento docenti che, in queste settimane, prendono parte al ciclo formativo assumeranno la veste di tutor per i colleghi dei rispettivi istituti scolastici, per poi attuare le politiche di prevenzione dedicate agli studenti. In particolare, i docenti sono istruiti sui rischi connessi ai fenomeni dell’adescamento on line cui i minori e i giovani sono esposti nell’ambito della navigazione in internet. Analoga attenzione viene dedicata al fenomeno, appunto, della pedopornografia on line”.
Firenze vista da lontano
Firenze: bella e impossibile. Così ci vedono gli stranieri
E’ difficile pensare a Firenze come una città capace di suscitare sdegno e avversione. Eppure, negli ultimi due anni, questi sentimenti affiancano le immancabili lodi sulle pagine dei più autorevoli quotidiani esteri. Dal New York Times a El Mundo, dal Guardian a Le Figaro, solo per citarne qualcuno. Un’immagine per certi versi sorprendente, quella della Firenze raccontata oltre confine.
Film come “Sotto il sole della Toscana” o “Camera con vista” ci hanno abituato a pensare agli stranieri come amanti incondizionati della nostra città e della Toscana. Vuoi per le eccellenze artistiche, vuoi per il clima benevolo e il dolce paesaggio. Vuoi per la buona cucina o per l’estro artigiano. Questi aspetti ricorrono in abbondanza tra le pagine della stampa straniera. I corrispondenti non si stancano di fornire indicazioni su monumenti imperdibili o ristoranti invitanti. Così come non risparmiano consigli dedicati agli amanti dello shopping, tanto da soprannominare via Tornabuoni “la Fifth Avenue” fiorentina. Ma spesso queste immagini attraenti si fondano sulle aspettative riposte nella testa di molti forestieri. Sugli stereotipi sedimentati nei secoli.
A ridestare dal sogno ci pensa la penna tagliente di qualche corrispondente. Ed è un brusco risveglio. La città tanto promettente sulla carta si rivela alla prova dei fatti assai deludente. Tanto da indurre la giornalista del Times Veronica Smith a chiedersi “perché mai le persone vadano in estasi per Firenze”. La città è infatti caotica e sovraffollata di turisti, davanti a musei e ristoranti si dipanano code epiche, alcune zone della città appaiono sporche, buie e pericolose. E’ stata definita anche folle e grottesca, la nostra Firenze. Quando ha storto il naso davanti alle imponenti statue cinesi donate al Comune dalla città di Ningbo. E’ stata dipinta come una città litigiosa, capace di dividersi su tutto, tram compreso. Tanto da risollevare dalla coltre della storia vecchie rivalità. Guelfi e ghibellini, quasi un simbolo degli scismi fiorentini di ieri e di oggi.
Cartellino rosso da parte dei forestieri, povera Firenze, anche per l’incomprensibile segnaletica stradale, una trappola per turisti. Per non parlare del suo tenace ancoraggio al passato, scudo contro la modernità. Lo dimostrano le lungaggini che accompagnano le grandi opere, come l’ampliamento della Galleria degli Uffizi. Le invettive non mancano. Attenzione, però. Sovente, anche dalla penna del più critico dei corrispondenti, spunta la redenzione. Firenze è assolta. Una passeggiata tra le vetrine dorate di Ponte Vecchio, una visita alle tele di alcuni dei più acclamati artisti della storia, un pranzo davanti a una bistecca al sangue bastano a far crollare all’istante l’impalcatura di qualsiasi descrizione impietosa. Occhio però, Firenze. Là fuori ti guardano. Non sempre con sorriso estasiato.
E la città del Giglio approdò sul Times
Dapprima l’Obama dei Lungarni, poi il paladino del gottino di vino da accompagnare alla trippa, infine l’artefice della pedonalizzazione di piazza Duomo: sono queste, in rigoroso ordine cronologico, le tre vesti che i mezzi di comunicazione internazionali hanno cucito addosso a Matteo Renzi. Segno di una riconfermata attenzione da parte dei media stranieri nei confronti di una delle città italiane più amate all’estero e del suo primo cittadino? Parrebbe di no, se, com’è vero, nel corso del decennio scorse non sono state molte le occasioni in cui giornali e televisioni d’oltre confine si sono interessati a Leonardo Domenici. E le rare volte in cui è accaduto le ragioni sono state clamorose: l’ultima in ordine di tempo nel dicembre scorso, quando l’allora sindaco si incatenò davanti alla sede romana del gruppo editoriale L’Espresso per manifestare contro la copertura data dal settimanale all’inchiesta su Castello.
Ma prima di allora la politica fiorentina raramente aveva intrigato (e come dar loro torto) i giornalisti stranieri. Ci voleva l’ascesa di un comunicatore come Renzi per cambiare il corso degli eventi. Proprio mentre nel mondo imperversa l’Obama-mania – a Firenze si gioca la partita delle primarie per il candidato a sindaco. Renzi l’outsider (l’anglicismo è d’obbligo) stravince e conquista le pagine del Times. Il titolo è impegnativo: “Has Italy’s Left found its own Obama?” (La sinistra italiana ha trovato il suo Obama?). Renzi viene dipinto come colui che ha sparigliato le carte, rovesciando le gerarchie e ribaltando le previsioni, proprio come il neo presidente degli Usa. E proprio come Obama, ricorda il giornalista, Renzi manifesta una particolare predilezione per Internet e Facebook. Un paragone ardito che inorgoglisce l’allora aspirante sindaco che arriva a mutuare, scherzosamente, l’obamiano “Yes, we can” in un fiorentinissimo “Sì, si pole”.
Passano i mesi, Renzi conquista Palazzo Vecchio, vi si insedia e attende l’occasione propizia per conquistare nuovamente l’attenzione dei media stranieri. E l’occasione puntualmente arriva: a fine luglio scoppia la battaglia del vino e del lampredotto. L’Unione europea vieta la vendita di vino ai venditori ambulanti (trippai inclusi), l’Italia si adegua, Renzi decide di disapplicare la legge, arrivando persino a promettere disobbedienza civile. Immediata ed ampia l’eco sui giornali esteri, con interi articoli dedicati all’iniziativa del sindaco. I
nfine la recente pedonalizzazione di piazza Duomo, presentata a Roma proprio all’associazione della stampa estera. Detto fatto: persino il Tg tedesco propone un servizio sull’evento, con somma soddisfazione dell’amministrazione fiorentina. I media stranieri riscoprono Firenze, quindi. Un’attenzione che, tuttavia, sembra dipendere più dalle doti mediatiche del sindaco che dal ruolo internazionale della città.
Babbo Natale fa l’autostop
I pensionati non ce la fanno ad avere quel tenore di vita: mio nonno ogni Natale mi regala 5 euro. Babbo Natale ma non ha non ha mai fatto la vita dell’anziano: possibile che sia l’unico vecchio che va in giro senza badante? Tutti gli anziani sono pieni di dolori, invece Babbo Natale tutti gli anni si presenta puntuale.
Non ha mai saltato un Natale per colpa della prostata! Mio nonno se dorme con i piedi fuori dalle coperte il giorno dopo non si muove per l’artrosi. Lui invece, passa all’aperto tutta la notte del 24 dicembre e non prende nemmeno il raffreddore. Mio nonno non esce di casa perché fa fatica a scendere le scale, Babbo Natale invece entra nelle case scendendo dal camino!
Tra l’altro questa è anche una violazione della privacy. Pensate se tutti entrassero nelle case come fa lui. Senti un botto e dalla cappa vedi uscire il postino pieno di fuliggine “Raccomandata, c’è da firmare!”. Babbo Natale, chi sei veramente? Giù la maschera!! Possibile che io ogni anno debba fare entrare in casa mia uno che nemmeno conosco? Te lo dico subito: quest’anno se vieni o mi dici la verità o chiamo i Carabinieri!
*comico
Sotto l’albero? Quest’anno c’è la crisi
Il Natale difficile dei cassintegrati
Con i morsi della crisi sulla pelle, i lavoratori fiorentini s’apprestano a vivere un Natale sottotono. Il ricorso alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria sta infatti aumentando a ritmo sostenuto, obbligando tante persone a trascorrere le feste tra sacrifici e ristrettezze. Calcolando che per legge l’ammontare di questi ammortizzatori sociali non può superare gli 800 euro al mese (con poche eccezioni), ben si comprende come per migliaia di famiglie, quest’anno, i regali siano l’ultima preoccupazione . Chi può permettersi un paio di scarpe da 200 euro? Chi può comprare un televisore nuovo o concedersi una vacanza sulla neve? Semmai qualche dono improvvisato con un po’ di fantasia, solitamente oggetti che abbiano una concreta utilità per chi li riceve.
Per il resto, molti di questi lavoratori non possono che concentrarsi sulle necessità di tutti i giorni, su quelle spese indispensabili (affitto, mutuo, bollette, vestiti) per un’ esistenza dignitosa. Con un salario che mediamente oscilla sopra e sotto i 1000 euro e la contrazione di tredicesima e quattordicesima, inoltre, le famiglie mono reddito devono aggrapparsi soprattutto ai pensionati: a nonni e nonne, che negli ultimi due anni stanno in qualche modo arginando la crisi del sistema. Le cifre, d’altra parte, parlano chiaro. Chi prima guadagnava 1500 euro e adesso si ritrova in cassa integrazione per tre settimane al mese, per esempio, resta con non più di 900. Lo spettro della povertà si agita dunque nelle case dei lavoratori in difficoltà, preoccupati ovviamente anche del proprio futuro in azienda. Quali prospettive possono dare le imprese che ricorrono agli ammortizzatori sociali? Nella speranza che la ripresa annunciata dal governo nazionale si materializzi al più presto, molti addetti ai lavori invocano non solo il rifinanziamento degli strumenti di tutela, ma una una vera e propria svolta nella politica economica nazionale, a cominciare dalla formazione e dall’innovazione tecnologica nei settori più in difficoltà.
Di certo c’è che il ricorso agli ammortizzatori sociali, nelle loro varie declinazioni, non può essere l’unica ricetta contro la crisi dei mercati. La cassa integrazione è infatti un’esperienza dolorosa, perché alla componente economica (l’80 per cento della retribuzione che sarebbe spettata per le ore di lavoro non prestate) si accompagna spesso il disagio psicologico di chi vede stravolta la propria vita quotidiana. I giorni di festa, che l’iconografia nazional popolare incornicia in un trionfo di sentimenti familiari, possono anche peggiorare le cose. New deal o meno, un intervento radicale pare dunque necessario. Altrimenti anche il prossimo Natale si trasformerà in una mesta corsa al risparmio, con le pubblicità della televisione a fare da stridente contrappunto.
Quelli che le feste le passano a lavoro
Se è vero che il tran tran della città non conosce feste, Natale e Capodanno di certo non fanno eccezione. Mentre infatti la gran parte dei fiorentini si dedica con passione a cotechino, panettone e spumante, c’è sempre chi, per contro, deve mantenere in funzione servizi e attività. Dagli ospedali alle discoteche, dai ristoranti ai negozi, l’andirivieni cittadino non si ferma mai, neppure per brindare.
E’ questa la dura realtà dei lavoratori stakanovisti (forzati e non), quelli che, sempre più spesso oramai, le feste le vedono solo con il cannocchiale. Per inquadrarli meglio però, andrebbero divisi in due categorie: i “furbi” ed i “costretti”. I primi rappresentano quella cerchia di persone che sceglie di restare a lavoro durante le feste per godersi le ferie in altri periodi dell’anno, magari risparmiando su possibili vacanze bianche o escursioni in montagna. I secondi, senza dubbio più sfortunati, sono invece quelli che devono lavorare anche quando preferirebbero starsene a casa. La lista è lunga: medici, farmacisti, operatori sanitari, forze dell’ordine, autisti pubblici, ma anche cuochi, camerieri, baristi e dipendenti delle sale cinematografiche.
Forse non saranno tutti contenti, ma è pur vero che il tornaconto economico non è trascurabile. In alcuni casi è anzi chiaro che restare a lavoro durante le feste natalizie diventa questione di affari. Ed ecco che qui compare una nuova interessante categoria: quella dei “lungimiranti”, coloro che vogliono lavorare a Natale e Capodanno per guadagnare di più. Già, perché in questo periodo i profitti in certi settori sono circa il doppio rispetto al normale e le opportunità di trovare impieghi part time e redditizi si moltiplicano. Moltissimi negozi nell’ambito del franchising, per esempio, cercano nuovo personale per i giorni festivi, così come accade negli alberghi del centro e nei ristoranti, senza poi contare la necessità di sostituire chi per un po’ se n’è andato in vacanza. Ma al di là delle solite occasioni lavorative più o meno note, ci sono anche altre figure professionali spesso sottovalutate: tra le più richieste troviamo baby sitter, animatori, guardarobieri, maghi, cuochi a domicilio, impacchettatori di regali, vetrinisti specializzati in decorazioni e persino babbi natali e befane destinati per lo più ai centri commerciali. In tempi di crisi, com’è normale che sia, si fa questo ed altro.
Non solo giovani, ma anche persone più mature possono lanciarsi nell’avventura, a patto di dimenticare la cara vecchia vigilia e il crepitio dei fuochi di fine anno. E se il Natale a qualcuno regalerà un nuovo contratto, chissà che sotto l’albero un lavoratore stanco non trovi in dono anche un po’ di ferie.

