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L’Annunciazione di Avane in un saggio di G.Malanima

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L’opera artistica è una piccola predella, oggi custodita in una saletta nascosta del Museo di San Marco a Firenze e faceva parte di un’Annunciazione dipinta nel 1452 e trafugata alla fine del XIX secolo. Il dipinto, unanimemente attribuito dalla critica a Paolo Uccello dopo gli studi di Roberto Longhi (1940), proviene da Cavriglia, in Valdarno, luogo stravolto nel Novecento per sfruttare le miniere di lignite. Anche la chiesa/oratorio di Santa Maria in Avane è stata demolita alla fine del Novecento per fare spazio alle cave a cielo aperto. Il saggio di Giovanni Malanima ripercorre cronologicamente, grazie ai documenti rimasti, le vicende dell’opera, indagando anche sulla sua misteriosa committenza e sul contesto territoriale e religioso in cui è stata conservata. La predella reca il nome di Giovanni di Antonio Del Golea, committente di cui non si ha altra notizia e, sui bordi laterali, vi sono due stemmi gentilizi. Il saggio contiene anche una breve traduzione in inglese ed una ricca documentazione iconografica.

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