lunedì, 25 Maggio 2026
Home Blog Pagina 3418

Tutti in piedi contro la povertà

0

Si tratta dell’iniziativa mondiale promossa dalla Campagna del Millennio delle Nazioni Unite, insieme a Uisp, Caritas, Wwf  e sottoscritta dalla Coalizione Italiana contro la povertà, insieme a numerosi enti locali e organizzazioni della società civile, per dar vita a un momento di sensibilizzazione con una catena umana di persone che si alzerà in piedi e stringerà nodi a magliette, maglioni, nastri e quant’altro in un gesto simbolico per ricordare gli impegni assunti dai leader mondiali in vista degli obiettivi da raggiungere entro il 2015.

“Un atto simbolico come Stand up – spiegano Alessandro Martini, direttore della Caritas di Firenze, e Mauro Dugheri, presidente del Comitato Uisp di Firenze –, ripetuto da milioni di persone, sarà un forte richiamo ai governanti di tutte le nazioni, perché rispettino gli impegni presi per la lotta alla povertà e ai cambiamenti climatici, che mettono a rischio il futuro della Terra. Sarà un momento di riflessione e di impegno per tutti noi, perché è bene capire che questi non sono problemi che riguardano ‘altri’, ma anche la nostra società, con il drammatico allargarsi della forbice fra chi è ricco e chi non riesce a sopravvivere. I numeri forniti in questi giorni dalla Fao e dal Programma alimentare mondiale, con oltre un miliardo di persone che soffrono e rischiano di morire per fame, disegnano il quadro di una tragedia incombente, aggravata dalla crisi economica globale, davanti a cui non si possono voltare le spalle. Invitiamo tutti a partecipare all’iniziativa in piazza del Duomo a Firenze o a mettere in atto il proprio ‘Stand up’ nel corso delle proprie attività, fra il 16 e il 18 ottobre, alzandosi in piedi e stringendo un nodo, per poi testimoniare il proprio contributo inviando una foto del gesto all’e-mail [email protected]. Tutte le foto e le segnalazioni saranno poi inviate al sito della Uisp nazionale e alle Nazioni Unite”.

Per l’iniziativa di piazza del Duomo sarà presente anche una delegazione di partecipanti alla Coppa Antirazzista 2009 di calcio, in corso di svolgimento a Firenze. Un invito a attivarsi per dar vita a centinaia di “Stand up” diffusi sul territorio, in occasione di iniziative, manifestazioni sportive o momenti d’incontro, è stato rivolto dalla Uisp a tutte le società affiliate e alle proprie leghe di attività e dalla Caritas a tutte le parrocchie, i gruppi associati e i luoghi d’incontro.

STAND UP. “Stand Up”, che dal 16 al 18 ottobre coinvolgerà milioni di persone in tutto il mondo, accomunate dal gesto simbolico di alzarsi in piedi e stringere un nodo agli oggetti più vari, è organizzata da Campagna del Millennio delle Nazioni Unite, Caritas Italiana, Uisp, Wwf Italia e sottoscritta dalla Coalizione Italiana contro la povertà, insieme a numerosi enti locali, fra cui Comune e Provincia di Firenze e Regione Toscana, e molte organizzazioni della società civile (Acli, Agesci, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani, Libera Accademia di Belle Arti di Roma, Isfci, Lega Calcio, Msn, Orchestra Sinfonica di Roma con il patrocinio del Coni, Segretariato Sociale Rai, Mediafriends Onlus).

Info: www.standupitalia.it, www.uisp.it, www.caritasitaliana.it.

548 milioni per ridisegnare le città toscane

0

I Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile attiveranno oltre 548 milioni di euro di investimenti grazie ad un contributo pubblico di 313 milioni.«Con questa iniziativa – ha detto il Presidente Martini – il governo regionale intende sostenere la progettazione di un insieme coordinato di interventi – ben 281 tra pubblici e privati – che mirano a riqualificare e rigenerare interi quartieri e aree dismesse, grandi contenitori, ex-manifatture, rafforzando la qualità urbanistica complessiva della Toscana.»

I Piani sono stati presentati questa mattina, giovedì 15 ottobre dal presidente Martini che li ha definiti  «Uno strumento decisivo per dare nuovo slancio alle città e ai territori nel segno di uno sviluppo sostenibile. Un’opportunità straordinaria per affrontare la crisi puntando decisamente su modernizzazione e innovazione».

I Piuss vertono su 5 linee di attività: infrastrutture per lo sviluppo economico (centri servizi alle imprese, centri di competenza Pmi, infrastrutture per insediamenti produttivi e per il terziario avanzato, ecc.); infrastrutture per il turismo e il commercio (recupero dell’ambiente urbano e delle aree per insediamenti produttivi finalizzati alla fruizione collettiva, infrastrutture per il turismo e centri commerciali naturali); infrastrutture sociali (costruzione, recupero e riqualificazione di strutture per la tutela dei diritti di cittadinanza sociale); asili nido (realizzazione di strutture per asili nido e servizi integrativi prima infanzia); infrastrutture per la cultura (valorizzazione delle risorse culturali e paesaggistiche al fine di aumentare l’attrattività, migliorare la qualità della vita dei cittadini ed incrementare l’offerta turistica).

 

 

 

 

 

 

 

Costa Mauro, la Regione disponibile a un’intesa

0

La Toscana è disponibile ad accordarsi con la Liguria per consentire il conferimento di rifiuti urbani liguri nello stabilimento di trattamento di Costa Mauro a Albiano Magra (Ms), che in questi giorni ha visto la protesta dei dipendenti preoccupati per le sorti dell’azienda. Gli uffici regionali si erano attivati da tempo ma l’intero iter si è fermato quando sono emerse irregolarità nella gestione e nel funzionamento dell’impianto.

Dopo gli accertamenti, infatti, l’azienda di Albiano Magra è stata ammonita più volte dalla Provincia sia perchè riceveva rifiuti provenienti dalla Liguria senza autorizzazione, sia perchè i controlli avevano verificato irregolarità nello stoccaggio dei rifiuti e nelle emissioni in atmosfera.

L’assessore Bramerini, che segue con attenzione la vicenda, nei giorni scorsi ha incontrato delegazioni dei lavoratori della Costa Mauro ai quali ha illustrato la situazione. «Esprimo la solidarietà mia e della Regione – ha detto – ai lavoratori, che in questo momento stanno pagando responsabilità non loro. Capisco le loro preoccupazioni ed anche nel loro interesse chiedo all’azienda di chiarire come intende portare avanti il lavoro dell’impianto in prospettiva, quando saranno finiti i rifiuti una–tantum provenienti dalla Liguria. Questa è una risposta che la direzione di Costa Mauro deve non solo alle amministrazioni locali, ma soprattutto ai suoi dipendenti».

 

 

 

 

 

 

 

Esselunga per i bambini del Dynamo Camp

0

Il progetto, dal titolo “Aiutiamoli a cavalcare i loro sogni”, ha l’obiettivo di raccogliere fondi per finanziare ore di attività sportiva per i bambini ospiti del Camp.

La struttura Dynamo Camp accoglie gratuitamente bambini dai 7 ai 17 anni affetti da patologie gravi e croniche per periodi di vacanza e svago in un ambiente naturale e protetto. Il Camp ha ospitato quasi 800 bambini dall’apertura nel 2007.

I clienti titolari delle carte Fìdaty potranno liberamente decidere di partecipare all’iniziativa utilizzando 500 punti maturati sulla propria carta; Esselunga devolverà un corrispettivo monetario a Associazione Dynamo Camp Onlus a copertura di ore di attività sportiva. In particolare, ogni offerta di 500 punti permetterà a Esselunga di devolvere a Dynamo 10 euro per finanziare un’ora di attività sportiva al Camp per un bambino.

 Il   progetto sarà attivo dal 19 ottobre 2009 al prossimo 17 aprile 2010 e riguarderà tutti i 29 punti vendita della Toscana. Il meccanismo è quello tradizionale di raccolta fondi ideato da Esselunga tramite Fìdaty Card. E’ possibile donare i punti anche tramite il sito www.esselunga.it.

 

 

 

 

 

I nascondigli di chi tradisce

0

Quelli che l’amore lo fanno di nascosto

Coppie clandestine in cerca di intimità o ragazzi senza troppe pretese e senza una casa propria dove rifugiarsi per passare un po’ di tempo con il compagno e la compagna: la notte è loro e le strade cittadine aprono varchi inaspettati di tranquillità. Se non si può varcare la soglia di casa, si battezza qualche altro luogo come nido d’amore.

Per non correre il rischio di beccarsi una denuncia, come è capitato a una giovane coppia che non ha saputo resistere alla passione e si è abbandonata a baci e abbracci in riva all’Arno (in pieno parco delle Cascine e in pieno giorno) meglio optare per la cara vecchia auto. Un classico che non passa mai di moda, o un usato garantito, per rimanere in tema automobilistico, sperimentato da generazioni. Certo i tempi sono cambiati nel frattempo, i giornali sui vetri non usano più, roba da hippie che non si vede più in giro da anni. Il massimo che ci si può concedere sono i vetri oscurati, che tra l’altro fanno anche un po’ tendenza. E per il resto si sta al rischio. Sì, ma il rischio di essere beccati, oltre a quello di andare incontro a brutte esperienze.

Se dal Pacciani in poi è subentrato il timore ad avventurarsi in stradine di campagna, meglio non allontanarsi troppo dalla città. C’è chi va sul sicuro e punta sul romanticismo, scegliendo il panorama di Fiesole e Settignano, o fermandosi a metà strada, in zona cave di Maiano. La Basilica di San Miniato e i dintorni del piazzale Michelangelo offrono altri poetici scorci e angoli riparati, ma il rischio è quello di cadere nella banalità: qui, infatti, in serate particolarmente propizie, è possibile osservare la tipica conformazione delle coppiette a schiera. I piccioncini parcheggiano vicini ma non troppo gli uni agli altri, in modo da conciliare bisogno di intimità e paura di fare brutti incontri. C’è solo da augurarsi di non ritrovarsi come vicino d’alcova il compagno o la compagna ufficiale.

Chi non si lascia scoraggiare da un po’ di strada da fare, si inerpica in direzione Vincigliata o verso il pratone dell’Olmo alla ricerca di un luogo più tranquillo. I più intrepidi invece restano in città e accostano in vie meno conosciute e frequentate, solitamente ai margini della città, favorite da un’illuminazione più soft. In zona Firenze sud, ai confini con la campagna, luci soffuse proteggono gli amanti dagli sguardi indiscreti. Infine per chi fosse a corto di fantasia e inventiva rimangono sempre alcuni parcheggi poco illuminati. Ma attenzione a quale si sceglie, che qui il rischio è di incappare in uno di quelli eletti a luogo di “scambio”, come si narra di uno dalle parti di Campo di Marte. Un’ultima avvertenza per le coppie clandestine: tenere a mente la lezione impartita dalla cronaca locale e ripensare al caso di quel giovane fiorentino che tradiva la moglie nella macchina di lei. L’auto si ribellò e prese fuoco sul più bello. Era solo qualche anno fa e qualche strada più in là.

E tornano di moda gli alberghi a ore

Incontri clandestini, consumati di giorno come di sera in anonimi alberghi di Firenze, lontani da occhi indiscreti di consorti, genitori, parenti e conoscenti. Non tutti hanno una casa libera a disposizione, né gradiscono vivere la loro intimità tra le lamiere di una macchina in luoghi più o meno appartati, più o meno pericolosi.

Ecco che alle coppie non resta che l’ultima spiaggia. Un tempo si chiamavano motel, oggi sono più comunemente noti come alberghi a ore, alcove a costo accessibile e a privacy garantita. Circa 50 euro per una “sessione d’amore”, documenti richiesti (a tutela del personale di servizio), ma non registrati (a tutela degli amanti). Camere anonime, come gli amanti che le eleggono a tempio dell’amore, anche se per brevi lassi di tempo. Hotel “clandestini”, come gli incontri che ospitano. Perché è impossibile trovarli usando i canali ufficiali: gli alberghi ad ore sulla carta non esistono, ma la realtà parla di decine di strutture disposte ad affittare stanze “a tempo”. Rintracciarli non è impresa facile. Funzionano i suggerimenti dagli amici, frequentatori assidui dei motel del terzo millennio, così come funziona la ricerca on line.

Altrimenti non resta che rivolgersi direttamente, con un po’ di costanza e faccia tosta, agli alberghi normali e chiedere al portiere se è contemplata – non ufficialmente, s’intende – anche questa insolita forma di locazione. Con risposte talvolta positive, talvolta negative. Si scopre così che non sono poche le strutture disposte ad affittare stanze ad ore: se ne trovano sia in centro, sia nelle periferie (in particolare vicino alle uscite autostradali), sia sulle colline intorno a Firenze. Alcuni sono meno noti, altri godono di fama indiscussa, e sono da anni la meta preferita di coppie che, per una ragione o per un’altra, sono costrette a consumare i loro amplessi in campo neutro, ma al coperto. Una fama acquisita grazie ad alcuni requisiti particolarmente graditi dai frequentatori: camere accoglienti, buon livello di igiene, prezzi alla portata.

Ma a fare la differenza sono altre due caratteristiche: la collocazione geografica e la riservatezza. Meglio un albergo lontano dalle zone densamente abitate e frequentate di uno situato a ridosso di case e negozi; meglio incontrare personale di servizio discreto e compiacente, che assolva ad alcuni suoi obblighi (la richiesta del documento) senza ulteriori domande; meglio un albergo in cui i percorsi per raggiungere le camere non richiedono giri tortuosi, con passaggi pericolosi davanti alla reception o ad altre camere. Requisiti, questi, in possesso di poche strutture a Firenze. Quali? Impossibile dirlo, questione di riservatezza.

Omofobia, protesta in città

0

Scatta la protesta di gay, lesbiche, transgender ed eterosessuali fiorentini, che si riuniscono oggi, giovedì 15 ottobre, intorno alle 14,30 in Lungarno Corsini 2, davanti al Consolato Generale di Gran Bretagna a Firenze per chiedere un incontro urgente con il Console David Broomfield e inoltrare una richiesta di asilo politico alla Gran Bretagna.

Questo in conseguenza alla decisione della Camera dei Deputati di martedì di affossare il provvedimento “anti-omofobia” presentato dall’onorevole Paola Concia. A partire dalle 14,30, il gruppo di cittadine e cittadini metterà in atto una performance  nonviolenta e chiederà, attraverso la sua rappresentanza a Firenze, alla Gran Bretagna di prendere posizione.

Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” appoggia l’iniziativa e invita gli altri gruppi e le altre associazioni a fare altrettanto: “Sosterremo ogni cittadino nella battaglia per la difesa della dignità umana e dei diritti fondamentali di tutte e tutti”, dichiara l’associazione. Nel frattempo Arcigay Firenze si sta coordinando con le altre associazioni lgbt del territorio fiorentino e toscano per una grossa mobilitazione unitaria da svolgersi al più presto.

 

Revocata da stasera la Ztl notturna

0

Inizialmente era stata fissata al 31 ottobre la data per la fine del provvedimento che regolava la  ztl notturna a Firenze, ma ieri mattina, 14 ottobre, è stata firmata l’ordinanza  che sancisce la conclusione della ztl notturna che così non sarà più attiva già da questa sera.

Con questa revoca, terminerà anche il divieto di transito più rigido ne cuore del centro storico (settore A) e nella zona di Santa Croce.

Gli uffici della mobilità hanno già dato incarico alla Sas di rimuovere la segnaletica e le telecamere agli ingressi della ztl da domani notte rimarranno spente

“In campagna elettorale il sindaco Matteo Renzi si era impegnato a rivedere la ztl – commenta l’assessore alla mobilità Massimo Mattei -. Per adesso abbiamo deciso di anticipare di due settimane la conclusione della ztl notturna. Studieremo e valuteremo con le commissioni consiliari, le associazioni di categoria e i residenti il provvedimento per la prossima stagione estiva”.

 

 

 

 

 

Ad Arezzo i Grandi Appuntamenti della Musica

0

Il festival, ideato da Giulia Ambrosio e prodotto dall’Ente Filarmonico Italiano, si svolge con il patrocinio e i contributi del Ministero per i Beni Culturali e con l’importante sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Arezzo e della Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Altri partner sono la Provincia di Arezzo, Atam SpA, Giovanni Raspini SpA, Caffè River, l’Azienda di Promozione Turistica di Arezzo, Tenuta Sette Ponti.
Un progetto musicale e culturale che mescola con sapienza i saperi artistici con quelli umanistici, la divulgazione scientifica con la riflessione politica. Un festival che lancia uno sguardo d’insieme sulle tante forme della creazione artistica, generi e linguaggi eclettici offrono diverse letture e interpretazioni.
Una splendida città per più di un mese invasa dalle arti in ben dieci location diverse.

Per questa nona edizione il Festival si presenta in una veste ancora più ricca e variegata: programmi raffinati, concerti esclusivi e musicisti di prestigio, tra cui alcuni dei nomi più prestigiosi della scena concertistica attuale, ma anche letteratura, giornalismo, scienza. Inoltre incontri con intellettuali e scrittori, in molti casi sotto i riflettori con le ultime novità editoriali.
L’intento della manifestazione, ormai pienamente consolidatasi e che mai come quest’anno si annuncia come un evento, è quello di unire diverse voci e forme d’arte sotto il comune denominatore di uno sguardo sul contemporaneo che non escluda una riflessione sulle grandi opere della storia artistica e umanistica in generale. Da Galileo a Marinetti, passando attraverso Bach, Beethoven e Jimi Hendrix: molte delle idee sono state suggerite anche dalle ricorrenze che quest’anno si celebrano, come il Centenario del Futurismo, la Festa della Toscana, l’Anno dell’Astronomia e gli anniversari di Haydn e Mendelssohn. Temi uniti spesso da sottili rimandi e suggestioni.

Cuore del Festival e centro operativo è uno storico palazzo aretino del Cinquecento, sede dell’Ente Filarmonico Italiano, che resterà aperto tutti i giorni per ospitare molte delle attività in calendario: è in questa sede che avrà luogo l’inaugurazione della mostra di libri dedicati al Futurismo (5 Novembre).

E proprio ai libri, alla letteratura, la scienza, la storia, la politica il Festival dedica quest’anno molto spazio: l’anima contemporanea dei Grandi Appuntamenti della Musica ancora una volta è infatti rappresentata dai grandi Autori. Presentazioni di volumi freschi di stampa, dibattiti, incontri spesso anche articolati secondo format insoliti e nuovi. Grandi autori, a partire da Sandro Lombardi insieme a Sergio Givone con “Le mani sull’amore”, storia di una travagliata relazione omosessuale; Sandro Cappelletto per “Altravelocità. Avventure di un viaggiatore in treno” con gli intermezzi musicali del pianista Marco Scolastra; una riflessione critica sulla categoria degli intellettuali verrà guidata da Alberto Asor Rosa e Simonetta Fiori. Sulla scena anche Margherita Hack con una conferenza sull’astrofisica. Una grande firma del giornalismo come Arrigo Levi, presentato da Andrea Scanzi, prendendo spunto dal suo vissuto biografico, descriverà momenti cruciali della storia recente. “Scacco a Dio”, il nuovo romanzo di Roberto Vecchioni porterà il dibattito sui turbamenti della fede; Piero Melograni introdurrà “1989. La fine del Novecento” di Enzo Bettiza, riflessione sulla caduta del muro di Berlino E ancora, un incontro con Umberto Ambrosoli e Nando Dalla Chiesa sulla storia e il suo significato. Infine Giordano Bruno Guerri presenterà la sua biografia di Marinetti, volume di straordinaria completezza: un appuntamento che si annuncia pirotecnico.

Ma veniamo alla musica, anima del Festival, con un concerto imponente che spicca in cartellone. Si inaugura infatti con una produzione esclusiva che vede Eliahu Inbal, ben noto da anni in Italia, dirigere l’Orchestra della Toscana e le ottime soliste Silvia Marcovici e Sarah Pagin, con un programma che è un inno alla classicità, comprendente il Primo Concerto per violino e orchestra e 2 Arie per soprano di Mozart, l’ouverture Coriolano e la Sinfonia n. 7 di Beethoven (Chiesa SS. Annunziata, 5 Novembre).

Continuando con la musica, troviamo un evento di grande originalità e molto atteso: la performance di Luisa Sello, flautista friulana di fama internazionale, con il suo eclettico “Pierrot Solaire”, concerto e insieme spettacolo performativo in cui la musica contemporanea e i gesti si accompagnano e si spiegano a vicenda in uno scambio davvero evocativo e affascinante, abbracciando testi e coreografie ideati dalla stessa compositrice: un’occasione di grande appeal per avvicinarsi alla musica colta contemporanea con passione e diremmo leggerezza (Teatro Pietro Aretino, domenica 15 Novembre).

Ecco l’appuntamento che ha già creato il “caso” ed è quasi sold out. Arriva ad Arezzo, in esclusiva per l’Italia, la star internazionale Aziza Mustafa Zadeh, eccezionale musicista e degna figlia d’arte, che da anni ormai ha conquistato il pubblico di tutto il mondo, guadagnandosi, tra i tanti premi ricevuti, anche il prestigioso Sony Echo Prize. Suona, canta e compone con un linguaggio jazz tra i più straordinari che si possano trovare oggi: tanto che la critica l’ha paragonata a musicisti come Keith Jarrett o Chick Corea. Il suo è uno stile unico e affascinante, in cui il folklore dell’estremo oriente incontra il jazz europeo e la musica classica. Tecnica pianistica e senso del ritmo eccezionali: non a caso tutti i suoi concerti sono trionfi. Dalle note di Aziza vengono fuori citazioni bachiane, virtuosismi romantici e improvvisazioni jazz. Sembrerebbe già sufficiente, ma un’altra sorpresa arriva quando Aziza comincia a cantare: una voce limpida vola attraverso sinuose melodie orientali e irrompe improvvisamente nello scat jazzistico. Aziza rapisce letteralmente il pubblico lasciandolo sospeso come le acrobazie di un funambolo e lo conquista con la sua bellezza straordinaria, giovane e naïve. (Teatro dei Ricomposti di Anghiari, 20 Novembre).

Questo vuole essere un Festival all’insegna dell’unità dei saperi: cogliendo insieme questo proposito e le occasioni della Festa della Toscana 2009 e dell’Anno dell’Astronomia, Arezzo sceglie di celebrare Vincenzo e Galileo Galilei, due tra i più importanti e illustri uomini della Toscana. Il concerto dell’ensemble toscano L’Homme armè, intitolato “Le corde e il cannocchiale. Il Fronimo e la polifonia a casa Galilei”, propone infatti alle chansons e ai madrigali contenuti nelle raccolte di Galilei padre, fondamentale teorico, liutista e compositore del Cinquecento, che ha dato alla musica, un contributo decisivo in termini di teoria, polifonia e fisica acustica. L’Homme armè, diretto da Fabio Lombardo, è uno degli ensemble di eccellenza nell’ambito della musica antica che, per l’occasione, si avvarrà della presenza del liutista Gian Luca Lastraioli e degli audaci intermedi elettronici del giovane compositore Simone Conforti (Palazzo Albergotti). Nel pomeriggio dello stesso giorno inoltre si terrà una tavola rotonda di approfondimento su Vincenzo e Galileo Galilei, affidata a Ferdinando Abbri, Massimo Bucciantini e Paolo Scandaletti (Sala del Consiglio comunale, 28 Novembre).

Il giorno seguente sarà la bella voce del soprano Stelia Doz, accompagnata dal pianista Guido Salvetti, a interpretare le musiche di Martucci e Debussy su testi di un canzoniere napoletano e di Baudelaire per un concerto dedicato ai 150 anni dell’Unità di Italia intitolato “Percorsi della musica e della poesia: da Napoli a Parigi a fine ottocento” (Teatro Pietro Aretino, 29 Novembre).

Un intermezzo decisamente diverso apre le iniziative per il Centenario del Futurismo: una cena futurista, un happening gastrocolto di raffinata originalità, in una cornice architettonica più che consona, con piatti ideati per l’occasione interpretando così l’atteggiamento di sfida e innovazione di cui i futuristi furono sostenitori accaniti. Autore delle ricette Piero Ricci, accademico e storico della gastronomia, esegue Paolo Tizzanini, chef dell’Acquolina, spesso sulla ribalta televisiva (Atrio della Provincia, 29 Novembre).

Clou delle celebrazioni futuriste il giorno successivo quando la musica è di nuovo protagonista: Daniele Lombardi, eccellente pianista e conoscitore del repertorio del Novecento, eseguirà il concerto “The bad boys of piano. Futurismo & Futurismi”, con brani di Savinio, Casavola, Casella, Antheil, Louriè e Dixon Cowell (Teatro Pietro Aretino, 30 Novembre).

Un trio di giovanissimi di eccezionale bravura – per l’occasione denominato Ma vlast (La mia patria) – composto dalla pianista Simonetta Tancredi, il violinista Francesco Solombrino e il violoncellista Pierluigi Marotta, eseguirà due capolavori della musica slava: il Trio Dumky di Dvorak e il Trio op.15 di Smetana (Teatro Pietro Aretino, 4 Dicembre). Un programma passionale ed emozionante.

Altro appuntamento clou del Festival è senza dubbio “Barock Cello”, l’attesissimo concerto tenuto dall’istrionico e seducente violoncellista e compositore siciliano Giovanni Sollima, protagonista come sempre di ripide incursioni in mondi poeticamente molto diversi. Il successo di Sollima è dovuto non solo alla bravura, ma anche e soprattutto alla capacità di spaziare tra i generi e gli autori più disparati, da Bach a Jimi Hendrix, o ad altre star del rock e del jazz delle quali sa cogliere intime consonanze con i grandi del passato, interpretando così un repertorio anarchico e sensazionale, eseguito con una tecnica personale ed evoluta (Teatro Pietro Aretino, 10 Dicembre).

Ancora una solista di fama internazionale, la pianista Marisa Tanzini, per un altro concerto celebrativo e raffinato: l’artista eseguirà “Il Corale e l’Elfo” e alcune tra le romanze senza parole di Mendelssohn, le splendide “Variations serieux” dello stesso autore, inoltre una scelta di preludi e fughe dal “Clavicembalo ben temperato” di Bach, che ispirò spiritualmente il compositore romantico del quale quest’anno si celebrano i 200 anni dalla nascita (Teatro Pietro Aretino, 11 Dicembre).

A chiusura, in una cornice aulica e suggestiva, il tradizionale Concerto di Natale affidato ai complessi orchestrali e corali della Scuola di Musica di Fiesole diretti da Nicola Paszkowski: una coproduzione con l’ente fiesolano che chiuderà in bellezza la programmazione musicale, celebrando i 200 anni dalla morte di Haydn. Un tutto Haydn comprendente la sinfonia n.48 “Maria Theresia” e l’intensa “Theresienmesse” per soli, coro e orchestra, eseguiti in uno scenario d’incomparabile bellezza, nella Chiesa di San Francesco di Arezzo, ai piedi del celebre ciclo della “Leggenda della vera croce” di Piero della Francesca (Basilica di San Francesco, 19 Dicembre).

Pedonalizzazione di piazza Duomo, al via i lavori propedeutici

0

Sono iniziati la notte di martedì 13 ottobre ed andranno avanti fino a venerdì i lavori infrastrutturali preparatori alla pedonalizzazione di piazza Duomo e ai conseguenti nuovi percorsi del trasporto pubblico.

L’intervento sull’intersezione tra via Ridolfi e viale Lavagnini ha consentito di risolvere il problema dell’annosa intersezione a X  tra le due strade, che nel tempo aveva causato un alto tasso di incidentalità.

In concreto, ieri mattina, è stata realizzata una nuova configurazione dell’intersezione individuando flussi distinti per le varie direzioni con apposite canalizzazioni.

Gli uffici della mobilità precisano che come accade per tutti i nuovi provvedimenti, saranno necessari alcuni giorni affinché gli utenti della strada possano conoscere e sfruttare al meglio le nuove geometrie che, comunque, hanno portato immediatamente ad un più ordinato sistema di scambio.

 

 

 

 

 

 

“La doppia ora” al cinema

0

Ma vediamo di cosa tratta il film:
Cos’è la doppia ora? E quella semplice coincidenza che fa leggere sul quadrante dell’orologio un orario in cui ora e minuti sono uguali. E’ il momento giusto per esprimere un desiderio ed è il momento in cui Guido e Sonia si incontrano. Due solitudini, due vite ferite che si trovano in maniera del tutto casuale. Ma sarà davvero così? L’amore che sta per sbocciare viene interrotto in maniera traumatica e drammatica, ma anche in questo caso la verità è doppia, niente è come sembra e per tutti c’è una seconda possibilità. Se non avete capito molto non preoccupatevi, è solo per l’impossibilità di raccontare troppo della trama senza correre il rischio di anticipare il finale o svelare i colpi di scena che si susseguono.
Quello che è certo è che il film di Capotondi, troppo sbrigativamente presentato come un thriller, se non addirittura un horror, è in realtà molte cose. E’ sicuramente un noir dall’atmosfere cupe e malinconiche (e perciò Torino come location è perfetta), e non mancano i momenti in cui si balza sulla poltrona per la tensione. Ma anche è una storia d’amore in qualche modo struggente. Una volta si parlava di film di genere, ma oggi, nella letteratura così come nel cinema, il “genere” ha rotto gli steccati in cui era stato messo a forza per diventare universale più di quei film che tali si definiscono. Sarà forse per questo che “La doppia ora” è un lavoro dal respiro internazionale ed infatti all’estero è stato molto apprezzato.