venerdì, 15 Maggio 2026
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“Non chiedo scusa a nessuno”

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Felipe Melo è finalmente pronto al rientro dopo le tre giornate di stop per squalifica. Il brasiliano è felice di tornare in campo per aiutare la squadra a aggiungere l’obiettivo Champions. “Ora mi rimetto ad aiutare la squadra e sono contento che i miei compagni abbiano fatto bene anche senza di me“.

Per Felipe sono state tre giornate pesanti quelle fuori dal campo. “Si, ma per me l’episodio è chiuso. Ora pensiamo al futuro. Quello che mi ha dato più fastidio è stato proprio stare tre partite fuori. Non era mai successa una cosa del genere in tutte le squadre dove ho giocato. Io non chiedo scusa a nessuno, io non ho sbagliato. Comunque mi è piaciuta la voglia vincere della squadra. Specialmente contro la Roma”.

L’esplosione di Vargas non è una novità per il centrocampista…”Adesso per voi è diventato un idolo. Io già lo conoscevo, perchè vedevo quanto dava in allenamento. Non è facile arrivare in una grande squadra e fare subito bene”.

 

Rivoluzione al pronto soccorso

Presi d’assalto da circa un milione e 300 mila cittadini ogni anno, i Pronto Soccorso delle strutture ospedaliere toscane hanno l’esigenza di interventi continui di potenziamento e miglioramento. Ci vogliono però risorse adeguate. A questo ha provveduto nuovamente la giunta regionale stanziando, su proposta dell’assessore regionale per il diritto alla salute, 3.844.000 euro che vengono messi a disposizione delle Aziende per realizzare le cosiddette “discharge room” (camera delle dimissioni), acquistare arredi e attrezzature e pagare il personale necessario. Una robusta iniezione di liquidi che possono essere subito spesi a vantaggio dell’accoglienza e delle prestazioni riservate ai cittadini.

La “discharge room” nasce per facilitare lo scorrere del flusso dei pazienti in uscita dall’ospedale e quindi per ridurre l’attesa di coloro che, entrati in ospedale dalla “porta” del pronto soccorso, vengono destinati ai vari reparti. L’esperienza effettuata l’anno scorso dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Le Scotte di Siena, che l’ha introdotta per prima, ha fatto registrare un netto miglioramento dei tempi di permanenza al Pronto soccorso di circa 10 punti percentuali, passando dal 72% all’83% dei pazienti trattati e dimessi entro le 4 ore.

La nuova organizzazione, sancita da una delibera regionale del primo dicembre scorso e ora finanziata per tutte le Asl, funziona in pratica così: la dimissione dei pazienti dai reparti di degenza viene comunicata con un giorno di anticipo al personale della discharge room. Questo ha così il tempo di organizzare con le associazioni di volontariato il trasporto di quei pazienti che hanno bisogno di ambulanza o pulmino attrezzato per poter tornare a casa. La mattina i pazienti in dimissione vengono trasferiti dal reparto alla discharge room, che si trova al piano stradale e vicina al Pronto Soccorso. Per l’attesa dei pazienti sono previste delle poltrone o dei letti, l’ambiente è aperto ai familiari, sono disponibili riviste e televisione, una sala per il pranzo e la sorveglianza è garantita da personale tecnico/infermieristico. Nella fase di attesa è possibile la consegna diretta dei farmaci, la spiegazione della terapia o degli atti assistenziali necessari al paziente o ai familiari. C’è anche una “camera calda” che facilita le operazioni di trasferimento all’esterno soprattutto nei casi di pazienti costretti a letto o con difficoltà di movimento.

Intanto nei reparti si preparano i letti lasciati liberi, che così sono immediatamente pronti ad accogliere i pazienti in arrivo dal Pronto Soccorso.

I rifiuti? Sotto la piazza

E’ operativa da oggi la prima isola ecologica interrata, che è stata inaugurata stamani. È la prima stazione ecologica interrata nel centro storico di Firenze che permette di eliminare dalla piazza sette cassonetti ed una campana per la raccolta del vetro. Tra breve, l’utilizzo dell’isola ecologica si estenderà anche alle strade limitrofe alla piazza.

Recentemente, il Comune di Firenze ha ristrutturato e ripavimentato piazza Santa Maria Novella, area monumentale, dotandola anche di un nuovo arredo urbano. Questo intervento completa tutto il progetto per riqualificare l’area. “Abbiamo vinto gli scetticismi. Questo intervento è importante per il decoro della città e permette di risolvere tutti i problemi legati all’uso improprio dei cassonetti – ha spiegato l’assessore alle attività produttive ed al turismo Silvano Gori –. Sono passati alcuni anni dalla visita che facemmo a Bologna insieme ai responsabili ed ai tecnici di Quadrifoglio per valutare la bontà di questo sistema e l’esperienza già maturata ed è per me motivo di soddisfazione la realizzazione di questa prima isola a Firenze. L’auspicio è quello di poter garantire al più presto un centro storico fiorentino privo di cassonetti. Mi auguro che dopo questa esperienza leader di Santa Maria Novella si creino i presupposti per la completa realizzazione del progetto da estendere alla maggior parte della città. Il programma redatto insieme a Quadrifoglio prevede altre 3-4 postazioni da realizzare entro l’anno: la prossima spero che sia al Mercato Centrale. Spero che la prossima amministrazione approvi tutti gli step indicati dal Quadrifoglio”.

L’isola ecologica si divide in tre zone, per tipologia di rifiuti. Quella principale è dotata di una “bocchetta di conferimento” che emerge dalla piazza e sarà utilizzata per i rifiuti indifferenziati che vengono raccolti nel compattatore interrato in grado di sostituire il contenuto di 40 cassonetti, cioè 20 metri cubi. Inizialmente, il compattatore sarà sostituito una volta al giorno e poi l’operazione verrà calibrata in funzione dell’uso che ne verrà fatto. La manovra di sostituzione dura circa 15 minuti: il cassonetto si solleva, viene prelevato dal braccio meccanico del camion mentre un altro camion con un contenitore vuoto svolge l’operazione di riposizionamento. Tutto meccanizzato.

La seconda zona è dotata di due “bocchette di conferimento” con una portata, ognuna, di 80 litri per i rifiuti multi materiali (vetro, plastica, lattine, tetrapak) che verranno svuotate. La terza zona, non interrata, è dotata di due bidoni per i rifiuti organici. I contenitori sono anche dotati di un sistema che elimina i cattivi odori. Le “bocchette di conferimento” sono con un tamburo basculante con fondo in acciaio. Le scritte che spiegano le modalità di utilizzo sono in italiano e in inglese. Per la carta e il cartone, in piazza Santa Maria Novella sono già attive le raccolte “porta a porta” degli esercizi di ristorazione che raccolgono anche i rifiuti organici (sono 17 i bidoncini consegnati in comodato gratuito).

Sono molto contento e sono sicuro che Quadrifoglio, insieme alla prossima amministrazione comunale di Firenze, realizzerà in cinque anni le 31 isole ecologiche interrate previste per eliminare 1800 cassonetti presenti nell’area cittadina interna alla cerchia dei viali” ha dichiarato il presidente di Quadrifoglio, Marco Maria Samoggia. Inizialmente, l’isola ecologica sarà utilizzata soltanto dalle utenze che si affacciano direttamente in piazza Santa Maria Novella: sono 36 quelle non domestiche (alberghi, esercizi pubblici, negozi, uffici, etc.) e  45 quelle domestiche residenziali. Gli utenti hanno già ricevuto materiale informativo per spiegare le corrette modalità di conferimento dei rifiuti. Attorno a piazza Santa Maria Novella sono 15 le strade o i tratti di strada interessati e sono presenti circa 250 utenze commerciali, 350 utenze domestiche residenziali e circa 150 utenze domestiche non residenziali. L’utilizzo dell’isola ecologica permetterà di eliminare altri cassonetti (alla fine saranno 52) e 4 campane liberando la superficie dai cassonetti e dagli altri contenitori. Per segnalazioni e informazioni relative all’uso della nuova Isola interrata in piazza Santa Maria Novella, telefonare al numero verde 800/330011 o scrivere a [email protected].

“Ho alzato il braccio ed è partito il colpo”

Prosegue il processo a Luigi Spaccarotella, l’agente accusato di omicidio volontario per la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri, morto per un colpo di pistola sparato dall’agente.

Oggi in aula Spaccarotella ha più volte ripetuto che “non c’era volontà di provocare la morte”  e che si è accorto di aver sparato solo dal rumore: “Ho provato a fare un gesto come per farli fermare, il gesto istintivo di alzare il braccio, o tutti e due, non ricordo”.

Quando Spaccarotella ha iniziato la sua deposizione, i genitori di Gabriele Sandri hanno lasciato l’aula.

 


Verso Catania (con il caso Mutu)

Intanto, si avvicina il giorno della sentenza per Adrian Mutu. Domani, infatti, il Tas di Losanna deciderà se accogliere il ricorso presentato dal Fenomeno contro la sentenza Fifa che lo obbligherebbe a pagare 17 milioni di euro al Chelsea che lo licenziò dopo averlo trovato positivo alla cocaina. Se il Tas dovesse respingere la richiesta di annullamento a Mutu, l’attaccante si vedrebbe così costretto a pagare la pesantissima multa.

La conseguenza di tutto ciò potrebbe portare a un possibile, nuovo, caso Mutu. Sul rumeno si è fatto avanti il Wolsburg, capolista della Bundesliga, ma anche il Bayern Monaco di Luca Toni. I due club tedeschi sarebbero pronti a sborsare più di 4 milioni di euro netti a stagione per l’ingaggio del numero dieci viola. Cifre improponibili per la società viola che, davanti a una super-offerta per l’acquisto del cartellino del giocatore, potrebbe, dop tre anni, decidere di privarsi del Fenomeno.

“Un Brunch per il Meyer”

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione Amici del Meyer e l’incasso della Festa sarà devoluto ai progetti a favore dell’Ospedale dei bambini. Da mezzogiorno e mezzo, con soli 20 euro si potrà accedere al ricco buffet del ristorante, mentre il pranzo sarà gratuito per i bambini dai 0 ai 6 anni e quelli fino ai 10 anni pagheranno la metà.

Date le speciali condizioni offerte dal ristorante, si consiglia di prenotare o di ritirare i biglietti validi per l’accesso in prevendita presso la Fondazione Meyer o presso il Ristorante q.b. – quantobasta, entro giovedì 7 maggio. Chi viene in auto potrà usufruire della convenzione con il parcheggio di piazza del mercato centrale e pagherà un’ora in meno (la tariffa è 2 euro l’ora), presentandosi con il ticket parking timbrato da Quantobasta.


Per maggiori informazioni rivolgersi a: Fondazione Meyer 055 5662316 – [email protected]; Ristorante q.b. quantobasta tel. 055 211427

 

 

Bandiere Blu, Toscana in testa

Nella lista delle località di mare “virtuose” quest’anno, in tutta Italia, si sono aggiunte 9 località rispetto all’anno scorso, e adesso quelle premiate con l’ambita Bandiera Blu sono complessivamente 113.

Bandiera blu anche a 60 approdi turistici, anche in questo caso in aumento rispetto allo scorso anno quando furono 56.

Ecco la classifica: il primato va, ancora una volta a Toscana e Marche, a parimerito con Liguria, (16). L’ Abruzzo è stabile con 13, 12 la Campania, 8 l’ Emilia Romagna, 7 la Puglia, 6 il Veneto.

Fanalini di coda,  la Sicilia,  la Calabria e il  Lazio 4, la Sardegna 2, Molise 1 e la Basilicata.

Q4: Macchine e Verde

Il convegno si articola in quattro sessioni e ha come obiettivo quello mettere in evidenza il complesso rapporto tra la meccanica, la meccanizzazione e gli aspetti legati al processo manutentivo del patrimonio verde urbano.

“Negli ultimi dieci anni il verde pubblico decentrato in città è aumentato del 35 per cento passando da 265 ettari dei primi anni ’90 agli attuali 360 ettari gestiti dai quartieri – hanno spiegato l’assessore ai rapporti coi quartieri e il presidente del quartiere 4 -. E’ necessario un continuo aggiornamento degli operatori per conoscere le nuove tecniche e questo convegno rappresenta un’importante occasione per gli addetti ai lavori per analizzare e confrontare le nuove tecnologie che miglioreranno la gestione e la manutenzione del verde”.

Durante la giornata di giovedì, gestita dal Quartiere e dal Dipartimento di Ingegneria Agraria dell’Università di Firenze, si approfondiranno gli aspetti legati alla progettazione e alla sostenibilità, e si farà accenno alle ultime tendenze e studi sull’automazione. Tra i molti interventi previsti, alcuni docenti dell’Università di Perugia, di Firenze, di Torino, parleranno non solo di manutenzione degli alberi, di sostenibilità e manutenzione del verde, ma anche di tecniche di consumo idrico, applicazioni della robotica. La giornata di venerdì ha, invece, un taglio maggiormente orientato all’esposizione di studi ed esperienze di ricerca e alla’applicazione delle stesse in campo operativo. 

 

Il Museo Ardengo Soffici a Poggio a Caiano (PO)

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Si tratta di uno spazio museale unico nel suo genere in Italia, dove accanto all’esposizione permanente di una significativa selezione di dipinti dell’artista – ceduti in comodato o in prestito temporaneo al Museo e destinati ad alternarsi nel tempo con altri lavori di Soffici – sono accessibili anche una biblioteca specializzata con tutte le prime edizioni delle opere a stampa dell’artista toscano, una raccolta della bibliografia critica, la collana completa delle riviste da lui dirette o alle quali collaboro’ (in particolare Rete Mediterranea, Lacerba, La Voce e Leonardo) e un archivio in fieri d’immagini e documenti a lui riconducibili. Il nascente Museo Soffici e’ un’operazione culturale di respiro, affermano i promotori, che costituisce una tappa significativa del programma di ricerche e di studi che da anni il Comune di Poggio a Caiano sta conducendo sulla figura e sull’opera sofficiana, affiancato fin dal 1992 dall’Associazione culturale Ardengo Soffici che, annualmente, pubblica la raccolta di ”Quaderni Sofficiani”. Il Museo e’, inoltre, un’occasione importante anche per dare nuovo impulso alle ricerche e agli approfondimenti sul Novecento toscano, ricco di personalita’ di straordinario interesse e non ancora sufficientemente indagato e valorizzato, che nel Museo Soffici e nel comune pratese potrebbero trovare un fondamentale punto di riferimento. Un evento significativo, infine, nell’ambito del centenario del manifesto futurista, laddove il maestro toscano prese parte attiva al fervore di quella stagione e fu tra i suoi pochissimi teorici con il libro ”Primi principi di un’estetica futurista”.

Pippo Bosé in “Io e Amleto”

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One man show è Filippo Staud, in arte Pippo Bosè, diretto da Alessandro Fantechi da un progetto di Elena Turchi. . Quello di Isole Comprese è un Teatro che nasce nei laboratori, spesso autoprodotto, che ha come modalita’ artistica e cifra poetica quella del lavoro con i non –attori, veri protagonisti della scena, portatori di significati e metafore, performer della vita, persone e non personaggi. Lo spettacolo in prima nazionale è ‘una semplice orazione dell’anima’ scritta apposta per lui, l’artista nato ad Anghiari in provincia di Arezzo che da sempre vive a Firenze, una persona ed un artista molto particolare. Filippo Staud infatti negli anni ’80 diventa per tutti Pippo Bosè; trascinatore di folle e di follia, gaia mai tetra, che racconta la sua voglia e la capacità di stare sul palcoscenico della vita. Pippo vive un lungo periodo in ‘ascensione’ con qualche rallentamento negli ultimi anni, quando Isole Comprese Teatro, lo riscopre e lo rilancia.
Dice di lui il regista Alessandro Fantechi:” La storia di Filippo Staud (alias Pippo Bosè) è un’avventura teatrale tra Amleto e Krapp, gonfia di tragedia e di ironia. La storia del principe di Danimarca somiglia a quella di Pippo, nel tormento interiore dell´essere e del non essere, nell´attesa di un evento risolutivo che non arriva, attesa che consuma l´esistenza del poeta, folle, showman-sciaman quale Filippo Staud è, o crede di essere. I suoi biografi raccontano una vita eroica che non si sa quanto realtà o finzione, come accade sempre sul palcoscenico. In tempi non sospetti, Pippo si esibiva in performance dove la musica era uno stratagemma per creare una comunità immaginaria, un pubblico. Anche gli artisti di strada, ormai, sono codificati. Pippo no, è sempre stato fuori dalle regole”
Io e Amleto, riporta l’eclettico personaggio, artista di strada, performer, icona fiorentina, leggenda metropolitana, figlio segreto di Pippo Baudo e Miguel Bose’, sul palcoscenico. Una prima nazionale nella quale il protagonista dialoga sui fatti della vita con i personaggi della sua attuale esistenza e con altri illustri ex- Amleti come: Carmelo Bene, Laurence Olivier, Vittorio Gassmann. Isole Comprese Teatro, da anni lavora producendo spettacoli e formando attori ed operatori del ‘sociale’ il cui impegno è la drammaturgia dell’esperienza che mette la vita al centro dell’opera e all’angolo i “professionisti dell’intrattenimento”, che chiede verità, necessità, rinnovamento del linguaggio e disobbedienza alle regole, che mette il contenuto al centro della forma e la deforma, tanto che il presente è centro del rapporto tra opera e spettatore, nodo essenziale di ogni loro evento teatrale.
La performance Io e Amleto, sarà intervallata da supporti video e dalla presentazione di una piccola parte del documentario, ancora in fase di realizzazione, sulla vita avventurosa di Pippo Bose’ al quale contribuiscono testimonianze di numerosi personaggi fiorentini del mondo della cultura e del costume, che Pippo hanno conosciuto nei gloriosi anni ’80.
Lo spettacolo è parte di un progetto piu’ vasto : il WORLD TOUR 2009 “ Quando la follia diventa realta’ “ sempre curato da IsoleComprese Teatri. La storia di Pippo Bose’ rientra nel racconto sulla Firenze degli ultimi 20 anni; il progetto prevede inoltre la realizzazione del documentario “ PIPPO BOSE’” per la regia di Alessandro Fantechi. In produzione anche materiali artistici come alcune opere originali, autografate da Pippo Bose’, i Diari e i vecchi dischi di Miguel Bose’ numerati e catalogati, destinate ai fans di Pippo Bosè al secolo Filippo Staud.
IsoleComprese Teatro fondata da Elena Turchi e Alessandro Fantechi nel 1988, si caratterizza.nella produzione e co-produzione di opere e spettacoli teatrali nell’ambito della sperimentazione e ricerca teatrale, con disabili fisici o pazienti psichiatrici e non -attori, spesso presente a Festival Nazionali e Internazionali. Nel 1999 lo spettacolo Bunker per la regia di Alessandro Fantechi, con attori ex-tossicodipendenti, vince il PremioCarrara Festival 2000 come migliore opera teatrale. Viene poi selezionata, tra 150 Compagnie Toscane, alla Rassegna 1° Debutto di Amleto, (Teatro della Pergola, Firenze, aprile 2000) e segnalata da un osservatorio nazionale di critici con la seguente motivazione: “per la capacità di trasformare esperienze di disagio in linguaggio scenico e visionario”. Nel 2002 è la volta del Progetto Risvegli promosso dalla Regione Toscana e rivolto specificamente ai Centri Diurni di Firenze. Nel 2004 viene realizzato, in co-produzione con Volterrateatro 2004 e il Teatro Metastasio, il progetto Io Sto Bene che vede in scena persone diversamente abili. Nel 2005, viene fondata della 1° Scuola Nazionale di Teatro Sociale con sede a Firenze, rivolta a giovani attori e operatori di settore dove vengono applicate metodologie sperimentate nel teatro sociale, promuovendo e organizzando inoltre workshop e stage sul training e la pedagogia dell’attore– performer, oltre ad un Festival denominato I Teatri dell’ Anima.
Nel maggio 2006 la Compagnia è invitata a rappresentare l’Italia al 2° Worldwide Theatre Festival “Madness and Arts” Münster (Germania) al Festival NO LIMITS a Berlino 2006 con l’opera teatrale Corpo 1 Prologo dove è protagonista un attore down. Dal 2001 dirigono il laboratorio PASSIONI EMOZIONI della ASL 10 MOM 5 in collaborazione con il CENTRO DIURNO FILI E COLORI FIRENZE. IO E AMLETO e’ la sua ultima produzione.