mercoledì, 13 Maggio 2026
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“Scale mobili? Si possono fare”

Il progetto è a cura dell’Ufficio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio e per realizzarlo servono circa 1milione e mezzo di euro. “Le risorse – ha detto stamani l’assessore Giani – potrebbero essere reperite o attraverso lo strumento del project financing e facendo così pagare 1euro la salita sulle scale mobili, oppure tramite ilo Comune insieme all’Ente cassa e in questo caso l’accesso alle scale sarebbe gratuito”.

Un angolo nascosto nel verde. Si accede da via san Niccolò 89/a, si attraversa il corridoio che porta anche all’università di architettura e all’ asilo Serristori e si arriva in uno dei giardini più belli della città dal quale attualmente partono scalette e rampe di terriccio dalle quali si può passare per arrivare fino alle mura.

Il progetto prevede più o meno cinque rampe di scale mobili (non possono essere più di 30 metri ciascuna) che arrivano fino alla terrazza panoramica e poi ancora fino a sotto il Bastione della Ginevra. Da lì la passeggiata può continuare a piedi fino al Forte Belvedere, oppure si può scendere dal giardino di Villa Bardini.

“Attuare questo progetto – ha proseguito l’assessore Giani- significa dare ancora più significato al progetto della ‘Rive Gauche’ che consiste nella valorizzazione di tutto l’Oltrarno e che comprende anche la Torre di San Niccolò che contiamo di riaprire al pubblico e per la quale sono già stati stanziati i soldi per il recupero. Le scale monili consentirebbero di facilitare il percorso e di consolidarlo. Si tratta di una scelta plausibile e fattibile”.Giani ha parlato di altre esperienze del genere in città come Perugia e Siena. Secondo l’assessore Giani il progetto potrebbe essere realizzato nel 2011.

Farmaci a scuola: ora si può

La scuola dovrà, quindi, garantire, con uno specifico piano di trattamento sanitario, una corretta conservazione e somministrazione dei farmaci, la tutela della privacy e la formazione degli operatori. Il protocollo ha lo scopo di stabilire prassi uniformi in tutti gli istituti.

Saranno, come detto, i genitori (o gli stessi studenti se maggiorenni) a presentare agli uffici competenti della Asl la richiesta di somministrazione del farmaco in orario scolastico, accompagnata dalla certificazione medica che attesta lo stato di malattia e la prescrizione del medicinale (bisognerà specificare se si tratta di farmaco salvavita o indispensabile). La Asl, in base alla richiesta, rilascia l’autorizzazione, specificando nome e cognome dello studente, nome commerciale del farmaco, dose da somministrare, modalità di somministrazione e conservazione, durata della terapia.

La scuola, specie se il tipo di malattia presenta caratteristiche particolari (tipo diabete o epilessia), in collaborazione con la Asl, dovrà occuparsi di formare adeguatamente gli operatori scolastici.

Essendo già firmato il protocollo potrebbe anche partire da subito, ma visto che l’anno scolastico sta per concludersi molte scuole lo adotteranno a partire dal prossimo anno scolastico.

Riapre Lungarno Guicciardini

La strada era stata chiusa per la riasfaltatura ex novo del manto stradale e il rifacimento della segnaletica orizzontale. I lavori si sarebbero dovuti concludere il 3 aprile.

Allerta meteo fino a domani

Queste le zone interessate: foce dell’Arno, Cecina, Cornia, isole dell’Arcipelago; Elsa, Era, Ombrone grossetano, Greve, Pesa; Orcia, Bruna, Albegna, Fiora.

Le aste di aprile da Pandolfini

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L’asta del primo giorno propone un catalogo di circa 200 opere tra Dipinti e disegni dei secoli XIX e XX. Tra le altre segnaliamo alcune vedute di Firenze e della Toscana di Giuseppe Gherardi: bellissimo l’olio su tela raffigurante la Loggia dei Lanzi dei primi dell’Ottocento (stima 3.500/4.500 euro). Tra gli autori toscani segnaliamo Egisto Ferroni, presente in asta con tre capolavori: Domenica (stima 30.000/40.000 euro) e Scena domestica (20.000/30.000 euro), olii su tela del 1927, sono stati alla LXXX Esposizione Internazionale d’Arte di Palazzo Pitti, mentre Il Pifferaio (stima 15.000/25.000 euro), del 1933, è stato all’Esposizione della Società delle Belle Arti di Firenze. Infine segnaliamo un‘opera di Angelo Morbelli, Refettorio del Pio Trivulzio del 1917 (stima 55.000/65.000 euro), e un’importante natura morta di Oscar Ghiglia, olio su tela con fruttiera, limoni, drappo bianco e dipinto raffigurante l’Infanta di Velasquez (stima 45.000/55.000 euro).
Il giorno successivo, 7 aprile, è la volta dei Mobili e degli arredi antichi, tra cui spicca un interessante nucleo di mobili di manifattura dell’Italia meridionale. Tra questi si segnalano un cassettone napoletano della metà del Settecento, in olivo e radica di olivo intarsiato in bois de rose il cui piano, come i tre cassetti sul fronte, sono decorati da motivi a stella (stima 10.000/15.000 euro). Stessa provenienza e analogo interesse per una coppia di comodini del XVIII secolo in palissandro intarsiato a nastrino, il cui fronte è caratterizzato da due cassetti e le cui gambe, di forma troncopiramidale, sono ornate da scarpette in bronzo cesellato (stima 5.500/7.500 euro). Sempre di manifattura dell’Italia meridionale è una specchiera in legno riccamente intagliato a motivi vegetali e dorato ascrivibile al XIX secolo (stima 2.000/3.000 euro).
Spostando l’attenzione sulle manifatture estere sono da segnalare un importante cassettone francese della prima metà del XVIII secolo in palissandro intarsiato in bois de rose con applicazioni in bronzo dorato e piano in breccia di marmo grigia (stima 6.500/8.500 euro) ed un cassettone con alzata a vetri di manifattura olandese degli inizi del XIX secolo in noce intarsiato a motivi floreali e nastrini con essenze esotiche (stima 5.500/7.500 euro).
Fra gli oggetti d’arte si segnala una lumiera in vetro di Murano a due ordini di luci decorati da fiori e pendenti in policromia (stima 2.000/2.500 euro) ed un’importante coppia di torciere da terra della metà del XIX secolo in legno intagliato e dorato scolpito a putti che sostengono sulla testa due grandi infiorescenze a dodici bracci ciascuna con pendenti in cristallo tagliato. La base su cui poggia ciascuno dei putti è di forma triangolare con mascheroni e volute ad ornamento (stima 7.000/10.000 euro).
Molto interessanti sono anche i due porta posate inglesi dell’inizio del secolo XIX (stima 1.800/2.200 euro).
Di epoca più recente è l’interessante centrotavola della manifattura Lenci, datato 1932. L’opera è in ceramica policroma modellata a pesce su cui siede una figura femminile nuda (stima 2.300/2.500 euro).
L’ultimo giorno, mercoledì 8 aprile, la casa d’aste rinnova il suo appuntamento con l’arte orientale: bellissima una scultura lignea raffigurante il bodhisattva Samantabadhra, Cina, fase tarda dinastia Ming, fine XVI, inizi XVII secolo (stima10.000/12.000 euro) e una rara coppia di sculture in peltro raffiguranti personaggi del folklore religioso cinese, sempre Cina, fine dinastia Qing, ca. 1820-30, manifattura di Canton (stima 3.000/5.000 euro).
La giornata si chiude con una doppia sessione dedicata all’archeologia, presentando oltre quattrocento lotti.
La rassegna si apre con un piccolo ma curioso nucleo di fossili fra cui si segnala un raro nido di sedici uova di dinosauro (stima 2.500/3.500 euro), e prosegue con alcuni esemplari appartenenti alla civiltà egiziana, tra cui un raro cucchiaio per cosmetici ligneo configurato a giovane donna e numerosi vetri dei secc. I-II d.C. utilizzati per contenere unguenti profumati e belletti. Fra le produzioni greche più antiche viene presentata una raccolta di rari balsamari plastici di produzione rodia e corinzia modellati ad animali e figure umane, notevole fra questi, per stato di conservazione e unicità, un balsamario a testa d’aquila (stima 10.000/15.000 euro).
Si presenta inoltre un ristretto ma significativo quantitativo di gruppi vascolari attici dei secc. VI-V a.C. costituito da due importanti anfore a figure nere, un kyathos ad occhioni e diverse kilikes fra le quali se ne distingue una del gruppo dei Piccoli Maestri, una a figure rosse con un guerriero in corsa, oltre ad un nucleo di lekythoi a figure nere.
Dalla Magna Grecia provengono, assieme ad un gruppo di ceramiche daunie dei secc. V-IV a.C., importanti reperti apuli fra cui alcuni notevoli crateri dipinti, per dimensioni e qualità, così come eleganti ceramiche da mensa decorate a figure rosse.
La cultura etrusca è rappresentata da ceramiche villanoviane d’impasto, una nutrita serie di suppellettili da banchetto in bucchero ed un’urnetta cineraria di produzione chiusina.
Tre accurate, per esecuzione e modellato, statuette fittili femminili fanno parte della cospicua selezione di statuette votive di produzione magno-greca assieme a rappresentazioni di parti anatomiche e piccoli animali.
Diverse le sculture in marmo di piccola e media grandezza di produzione romana tra cui una bella testa di efebo.
Dello stesso periodo ma di provenienza balcanica è un importante nucleo di notevoli manufatti bronzei configurati ad animali, a figure umane e gioielli di pregiata fattura, fra i quali un’importante diadema bizantino in bronzo e argento dorato a maglie lavorato e traforato con pendenti a disco.
Tra i preziosi non mancano castoni e gemme incise, anelli in argento ed oro massiccio ed una bella collana in cristallo di rocca e vaghi in oro a granulazione del VI sec. a.C..
Per gli appassionati di numismatica indichiamo vari lotti di monete greche, romane ed alto-medioevali.
La vendita si terrà il 6 e 7 aprile alle ore 15.30 e l’8 aprile con tre diverse sessioni: alle ore 15 di arte dell’estremo oriente, alle ore 16.30 e alle 21 di reperti archeologici. L’esposizione dei lotti si terrà invece dal giovedì 2 a domenica 5 aprile presso la sede fiorentina di Palazzo Ramirez-Montalvo, in Borgo degli Albizi 26, con il seguente orario: dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 14,00 – 19,00.
Casa d’Aste Pandolfini
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi 26, 50122 Firenze
Tel. 055/2340888, Fax 055/2444343
www.pandolfini.it, [email protected]

Un codice etico per i lobbisti

L’Associazione Il Chiostro, Associazione dei lobbisti italiani presieduta da Giuseppe Mazzei, sceglie Firenze e la Toscana per festeggiare il primo anno di vita. L’evento, organizzato da Openup Consulting e da Il Chiostro e con il patrocinio della Regione Toscana, sarà un momento di incontro e di riflessione per professionisti e per pubblici decisori che dedicano la propria attività alla rappresentanza di interessi e sviluppo di relazioni.

L’appuntamento è giovedì 2 aprile, alle 17, nella Sala degli Affreschi di Palazzo Panciatichi – Consiglio Regionale della Toscana – in via Cavour 2. Nel nostro Paese – spiega una nota – i lobbisti sono mille e altrettanti lavorano a Bruxelles. Free lance, ex parlamentari, giornalisti. Eppure la loro attività non è disciplinata. In Italia il termine lobby è quasi sempre utilizzato con una connotazione negativa, sino a diventare sinonimo di corruzione e poteri occulti. La Regione Toscana rappresenta sicuramente una best practice nel panorama italiano, con l’introduzione di una legge nel marzo 2002 che regola le lobbies intese come gruppi di portatori di interessi economici, culturali e sociali. Il tema è oggi più che mai attuale, dato che la difficile situazione internazionale richiede sempre più l’intervento di professionisti del lobbying in grado di gestire situazioni di crisi attraverso lo sviluppo di relazioni.

In questa occasione verrà presentato il Codice Etico dei lobbisti, vero e proprio manifesto dell’impegno dell’Associazione per la promozione della cultura della trasparenza nella rappresentanza degli interessi, e per la definizione di regole di comportamento comuni e riconosciute sia da chi esercita tale attività, sia da chi entra in contatto con i “lobbisti”. Interverranno all’incontro presso la Sala degli Affreschi del Consiglio Comunale della Regione Toscana Agostino Fragai, Assessore alle riforme istituzionali ed al rapporto con gli Enti locali della Regione Toscana, Giuseppe Mazzei, Presidente Associazione Il Chiostro, Silvia Mariani, AD Openup Consulting. Tra gli invitati i membri dell’Associazione, rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni di categoria e del mondo economico e politico.

Per informazioni: Openup Consulting, tel. 055.663996, mail [email protected].

Si parla di paesaggio in Regione Toscana

«Il paesaggio è un fattore di competitività e di attrattività dei territori, per questo abbiamo lavorato a lungo per realizzare il Piano paesaggistico. In Toscana, oggi, già il PIT (Piano di indirizzo territoriale) e la legge 1 del 2005 permettono per esempio, con una semplice Dia (dichiarazione di inizio attività) operativa in 20 giorni, di realizzare sul 50 per cento del territorio toscano interventi edilizi di varia natura. Infatti, il piano non è solo uno strumento che mantiene un grande patrimonio collettivo: è anche uno strumento di semplificazione. Con le integrazioni, ora all’esame del Consiglio, saranno ulteriormente snellite le procedure e ci saranno fino a 70 mila piccoli atti in meno da gestire sul territorio regionale. Questo è possibile perché il piano fornisce a tutti un quadro di certezze che consente queste semplificazioni».
Il piano toscano, che prevede l’applicazione reale dei principi della Convenzione Europea del Paesaggio e attribuisce valore al patrimonio paesaggistico regionale come fattore di riconoscibilità universale, di attrattività, e di identità locale, è frutto di una elaborazione condivisa da parte di tutti i soggetti istituzionali e affida la sua attuazione alla governance integrata tra tutti i livelli di governo.
Il testo, realizzato con approccio sistemico ed attenzione massima alla semplificazione procedurale, ha individuato 38 territori come risultato della storia dei luoghi censiti in apposite schede. I criteri di riconoscimento secondo cui sono stati censiti i valori paesaggistici sono: “firmitas, utilitas e venustas”, ossia l’integrità del territorio per assicurarne le prestazioni fisiche, la capacità del paesaggio di assumere il ruolo di risorsa per uno sviluppo dinamico e sostenibile, e di esprimere valori estetici derivanti da armonia e razionalità.
Il Piano non è un puro strumento regolativo chiuso, ma un processo in cui pianificazione e linee di azione mirano ad accompagnare le politiche di settore e a diffondere una cultura diffusa del paesaggio. Per questo il Piano predispone un sistema di monitoraggio e prevede un osservatorio regionale sul paesaggio, attivando un tavolo di confronto permanente tra regioni, amministrazioni locali e organi decentrati del ministero che, insieme a studiosi e analisti della materia, concorrano al perseguimento degli gli obiettivi di qualità sanciti dal Piano stesso, e alla diffusione della cultura del paesaggio e della formazione che la sua gestione rende necessarie.
«Volutamente – conclude l’assessore Conti – il piano ribadisce il ruolo del paesaggio come leva essenziale per le politiche orientate alla competitività del territorio toscano, come fattore qualificante rispetto alla capacità di un territorio di attrarre investimenti da parte di imprese portatrici di reddito e non rendita. In quest’ottica la valutazione della funzionalità strategica di interventi di lungo periodo tiene conto degli effetti sul paesaggio, così come le direttive e le prescrizioni del PIT devono garantire la qualità del patrimonio “collinare” e del patrimonio “costiero insulare e marino” della Toscana».

Viola, Gila sta recuperando

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Continua la preparazione della Fiorentina alla partita contro l’Atalanta che si giocherà domenica a Bergamo nell’inconsueto orario delle 13. Fiorentina che dovrà fare sicuramente a meno di Massimo Gobbi che nell’allenamento di ieri ha riportato una lesione di primo grado al muscolo soleo. Il recupero del centrocampista dovrebbe essere compreso tra i 7 e 10 giorni.

Sembra invece recuperato Alberto Gilardino, che ieri si allenato con il resto del gruppo. Lo staff medico è apparso soddisfatto dei miglioramenti dell’attaccante biellese, anche se, tuttavia, la partitella di giovedì con l’Olimpia Palazzuolo saprà dire di più sullo stato dell’attaccante biellese. In casa nerazzurra, nonostante il caos venutosi a creare per il caso Vieri (sembra che l’attaccante toscano in settimana risolverà il contratto), Del Neri è fiducioso per la sfida con i viola: “Puntiamo a battere la Fiorentina. Loro non stanno vivendo un bel momento, spero di recuperare Doni e di vincere”.

Intanto si fa un gran parlare della famosa clausola rescissoria che Pantaleo Corvino vorrebbe inserire nei contratti di tutti i giocatori della rosa viola, cosa che verrà discussa nel prossimo CdA viola. Montolivo e Gamberini sembrerebbero comunque disponibili a valutare la proposta.

“Dalla Corea con Rancore”

L’estremo oriente sbarca nel Q4. Stazione di Confine, il centro comunale polivalente del sud-ovest fiorentino, propone “Giovedì al cinema”, serate a tema con aperitivi e film per scoprire i sapori e le immagini di mondi lontani da noi. E ad aprile è il turno dell’Estremo Oriente con il ciclo “Dalla Corea con Rancore”.

Al centro della rassegna il tema della vendetta nel cinema di Park Chan-wook e Kim Jee-woon, con  eroi insoliti, donne spietate e sentimenti divoranti di epica violenza. Film duri e raffinati per stomaci abituati ai sapori orientali. Questo il programma: 2 aprile, Mr. Vendetta; 16 aprile, Old Boy; 23 aprile, Lady Vendetta; 30 aprile, Bittersweet. Tavola imbandita alle 19,30, proiezione alle 21,30.

Per informazioni: Stazione di confine, via Attavante 5 (zona Ponte a Greve), telefono 055.7320812, mail [email protected], sito internet www.stazionediconfine.it.

 

“Una prova” per Eugenio Vagni

Montevarchi si stringe attorno a Eugenio Vagni, il volontario rapito nelle Filippine 76 giorni fa, e a sua moglie. L’ultimatum dei ribelli, infatti, è scaduto ieri. Ora, il capo della Croce Rossa nelle Filippine ha chiesto prove che siano vivi e sani i tre volontari rapiti e minacciati di morte.

I volontari della Croce Rossa erano stati rapiti dai ribelli di Abu Sayyaf 76 giorni fa. I rapitori hanno chiesto il ritiro delle truppe filippine dall’isola di Jolo e, alla scadenza del loro ultimatum – avvenuta ieri – hanno minacciato di decapitare uno dei tre ostaggi.