domenica, 23 Agosto 2026
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Diego Vignoto ha vinto il premio internazionale “I Profumi di Boboli” 2025

Si è conclusa la decima edizione del Premio Internazionale “I profumi di Boboli”. Il tema di questa edizione era “Profumo di casa”.

Il vincitore di quest’anno è Diego Vignoto, giovane di 24 anni, di Venezia che ha lasciato il proprio lavoro proprio per dedicarsi a questa passione.

“Scegliere un vincitore quando il tema è “profumo di casa” è sempre particolarmente delicato, perché la casa non è un odore preciso. Non è solo pulito, non è solo dolce, non è solo caldo.
È una sensazione complessa: protezione, familiarità, memoria e presenza allo stesso tempo.
La fragranza che abbiamo premiato – hanno spiegato i giurati – si è distinta proprio per questo: non ha cercato di rappresentare un luogo, ma uno stato emotivo”.

A premiare Diego Vignato il consigliere comunale Luca Milani. “L’Associazione “I Profumi di Boboli” ci invita ogni anno a riscoprire questo universo olfattivo – ha detto Milani – proprio come un’arte che parla di cultura, sensibilità e memoria, unitamente all’opportunità per affinare la propria sensibilità e connettersi in modo nuovo con la realtà che ci circonda. Il tema di quest’anno, “Profumo di casa”, ha spinto i finalisti a tradurre in essenza il concetto di rifugio e appartenenza, rievocando memorie personali attraverso la naturalità delle materie prime e la sostenibilità ambientale, valori cardine dell’Associazione. Ogni fragranza è un’opera totalmente manuale, frutto di un lavoro lento e sapiente che privilegia la naturalità delle materie prime e rifugge i processi industriali. È proprio in questo ‘saper fare’ che riscopriamo la maestria degli antichi speziali fiorentini. Tra i talenti che si sono messi in gioco in questa edizione, desidero sottolineare una piacevole novità: la partecipazione, in veste di concorrenti, degli studenti della classe 4^B dell’Istituto IIS Zaccagna-Galilei di Carrara, accompagnati dal Professor Gianluca Farusi, che hanno saputo coniugare la ricerca d’archivio con la cinetica chimica, regalandoci una “passeggiata sensoriale” che unisce rigore scientifico e memoria storica”.

Ci siamo fatti spiegare dal docente di chimica della classe, Gianluca Farusi come è nata l’idea.

“Fra i vari obiettivi di Educazione Civica previsti per la classe figura la Competenza N.1 Dm 07/09/2024 N.183, declinata nell’obiettivo di apprendimento: valorizzare la storia della comunità territoriale. Agli allievi è stato proposto un percorso che, da un lato prevede ricerche anche archivistiche sul periodo Cybeo, dall’altro la realizzazione e ripetizione in laboratorio di quelli che erano gli aspetti e le applicazioni “scientifico-tecnologiche” dell’epoca: tintura delle stoffe con estratti di castagne e mallo di noce per il nero, o di robbia per il rosso…, produzione di sapone che serviva per l’industria della lana…, ed anche ricette ricavate da quanto documentalmente rimane degli speziali o aromatari coevi, un esempio su tutti , ad esempio, la conserva di cedrino.

Quando siamo venuti a conoscenza del concorso, per la classe, in cui sono presenti allievi sia liguri sia toscani, è stato quindi abbastanza automatico collegare il tema della “casa”, ad Alberico, figura che unisce in sé non solo le case di tutti gli allievi, liguri e toscani, ma anche Boboli…! Come testimonia il suo stemma dove è presente lo spino fiorito dei Malaspina, la croce e banda a scacchi dei Cybo (genovesi) e nel cuore lo stemma mediceo, composto da sei palle rosse e una azzurra, caricata di tre gigli d’oro con cui il principe voleva ricordare che la nonna paterna apparteneva alla casata de’ Medici. La nostra “casa” di riferimento è stata quindi quella di Alberico Cybo Malaspina, Principe di Massa e Marchese di Carrara, il quale, principe dal gusto rinascimentale, lasciò un’impronta notevole anche nell’edificazione delle sue residenze e del giardino rinascimentale di Camporimaldo, ricco di piante di agrumi. La ricerca archivistica è stata quella che ha preceduto l’assiduo lavoro laboratoriale. La cosa che i ragazzi si sono sforzati di realizzare e che credo sia l’aspetto più affascinante di questa “avventura”, è quello di collegare la cinetica del rilascio delle molecole odorose (testa – cuore – fondo) con una realistica passeggiata di Alberico dall’agrumeto di Camporimaldo al Convento di San Jacopo. Appunto “ profumo di casa!”. Il profumo rilascia nel tempo le molecole odorose, riproducendo passo passo, la sua passeggiata”.

Tredici sono coloro che presentano alla decima edizione del Premio la loro creazione, assolutamente originale e inedita.

Il premio consiste in un prezioso oggetto in argento, cesellato a mano, realizzato appositamente da Brandimarte, marchio storico della tradizione artistica artigiana fiorentina.

Premio speciale della Giuria, sponsorizzato da Spezierie Palazzo Vecchio: la fragranza vittoriosa viene prodotta e presentata, in edizione limitata, presso il negozio di Spezierie Palazzo Vecchio, in Via Vacchereccia..

È stata inoltre presentata la programmazione annuale dell’attività dell’Associazione “I profumi di Boboli”, gli AppuntamentiLab26 saranno divisi in due gli ambiti: “Il linguaggio dei fiori”, in collaborazione con la Società Italiana dell’Iris, esperienze multisensoriali , che quest’anno prevede la “scoperta” del Paradisea Lillastrum, il giglio del monte, nel Parco Paradisia, in Valle d’Aosta, che dal fiore prende il nome. Visita guidata al Giardino dell’Iris il 16 maggio alle 16. visita guidata al laboratorio olfattivo Paradisia a Valmontey/Cogne, in Valle d’Aosta il 6 e 7 giugno.

Il 28 novembre alle 16,30, a Villa Arrivabene, sede del Quartiere 2, l’evento sensoriale: “Caterina, ti piace?” – storia, letteratura e profumi di Caterina de’ Medici.

E per chi volesse cimentarsi con il Premio Internazionale I profumi di Boboli, o riprovare, la seconda edizione del seminario “da dove si comincia”: laboratorio interattivo di formazione per partecipanti vecchi e nuovi. Appuntamento il 3 ottobre (dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17) all’olfattorio dell’antica erboristeria San Simone. Il tema del concorso 2026 è “Profumo di Re!”.

Nuovo ponte sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella: sarà intitolato alle sorelle Nencioni

È stato varato il nuovo ponte sull’Arno tra Bellariva e il Parco dell’Anconella, alla presenza di tanti cittadini che si sono ritrovati sul ponte da Verrazzano e ai giardini lungo le sponde dell’Arno per assistere alle operazioni.

Nuovo ponte sull’Arno: sarà intitolato alle sorelle Nencioni

Il nuovo ponte sarà intitolato alle sorelline Nencioni, Caterina e Nadia, vittime innocenti della strage dei Georgofili. La scelta è arrivata al termine del sondaggio che era stato lanciato per coinvolgere i cittadini nella definizione del nome della nuova infrastruttura, proponendo quattro figure femminili che hanno segnato la storia della città e del Paese.
In una settimana sono stati raccolti oltre 11mila voti (11.031). Caterina e Nadia Nencioni hanno ottenuto 3.872 preferenze (35,1%), seguite da Gilda Larocca con 3.326 voti (30,2%), Rita Levi-Montalcini con 2.816 (25,5%) e Tina Anselmi con 1.017 voti (9,2%).

Il varo del ponte e i prossimi step per l’apertura

L’impalcato della lunghezza di 140 metri realizzato nel cantiere lato sud (Anconella) è stato posizionato sulle pile realizzate sull’alveo dell’Arno con l’utilizzo di carrelloni speciali. Grazie a una rototraslazione la struttura è stata progressivamente spostata e ruotata fino a raggiungere la posizione prevista. Per circa un mese e mezzo la struttura resterà a sbalzo sull’Arno, leggermente rialzata rispetto alla quota definitiva, con il cosiddetto “becco” sollevato.

L’impalcato posizionato rappresenta circa due terzi dell’opera complessiva. Sul lato nord (Bellariva) è infatti in fase di montaggio la parte finale in acciaio, il cosiddetto “becco”. Una volta completata, verrà varata anche la porzione conclusiva di circa 20 metri che consentirà di chiudere definitivamente l’impalcato. Questa operazione è prevista tra circa un mese e mezzo e consiste nel calo dell’altro del tratto di ponte mancante. Seguiranno le operazioni di saldatura e le finiture strutturali.

Il ponte è a tre corsie, ma in una prima fase ne verranno aperte due, per consentire il completamento di ulteriori lavorazioni strutturali e del rivestimento superiore. Quest’ultimo sarà realizzato mediante una struttura tecnica denominata “by bridge”, necessaria per il montaggio del controsoffitto. Salvo imprevisti, l’apertura al traffico è prevista entro fine maggio-inizio giugno.

Com’è fatto il nuovo ponte

Il ponte ha una pila e due campate con una sezione trasversale di 17,45 m e una lunghezza complessiva di circa 180 metri, con luci parziali fra gli appoggi di circa 100 e 80 metri.

La prima campata è la più lunga e va dalla sponda nord del fiume sul lato di Bellariva al pilone sull’Arno posto a pochi metri dalla riva sud. La pila sull’acqua è orientata sulla direzione del flusso del fiume.

La seconda campata di 79 metri è posta in corrispondenza del parco dell’Albereta sulla riva sud del fiume. Il ponte lo oltrepassa con un arco che ha un’altezza all’intradosso di circa 7 metri, lasciando completamente libero il passaggio e garantendo oltre alla fruibilità anche la continuità del parco.

Il nuovo ponte è composto da piloni in cemento armato gettato in opera; la struttura dell’impalcato è costituito da travi in acciaio e soletta dell’impalcato in cemento armato con cassero in acciaio. I fianchi sono rivestiti da pannelli di GRC (cemento rinforzato con fibre di vetro utilizzato per i rivestimenti), le balaustre sono in acciaio verniciato di colore grigio, costituite da montanti verticali in tubolari squadrati; il corrimano continuo avrà sezione rettangolare. L’illuminazione generale sarà molto leggera e illuminerà le sottocampate; un’illuminazione lineare integrata nelle balaustre illuminerà i marciapiedi laterali del percorso ciclopedonale; l’illuminazione stradale sarà garantita da torri faro. Sul lato nord è previsto il ripristino del paramento murario in pietra sotto il piede di appoggio della prima campata, riqualificando l’attuale sentiero pedonale.

La sezione stradale è costituita da due marciapiedi laterali pedonali-ciclabili e da tre corsie carrabili, due in direzione nord (verso parco di Bellariva e Lungarno Colombo) ed una in direzione sud (verso il parco dell’Albereta e via di Villamagna).

Al di sotto dell’impalcato su entrambe le sponde è presente una carreggiata di 5 metri di altezza per 4,5 metri di larghezza, in modo da garantire il passaggio dei mezzi di sicurezza e di manutenzione e sorveglianza idraulica. Nelle aree verdi ai lati del ponte sono previste nuove sedute e aree picnic.

Modifiche al Parco dell’Albereta

Sul lato sud (Albereta) il progetto prevede alcune modifiche all’attuale parco. Gli interventi più significativi sono lo spostamento già avvenuto di un campo da tennis dall’area di innesto del nuovo ponte all’area del vecchio bocciodromo. Al suo posto sarà realizzato ex novo di uno skate-park. Il viale interno al parco sarà ripavimentato con l’utilizzo di asfalto cemento architettonico pigmentato color terra al posto dell’asfalto. Previsto anche lo spostamento del percorso ciclo-pedonale fra via di Villamagna e il fiume in modo da creare una fascia verde con alberatura continua per schermare la recinzione dell’area di Publiacqua e mitigarne l’impatto visivo. E ancora un percorso ciclo-pedonale di raccordo fra il nuovo ponte e il viale interno del parco e l’inserimento di nuovi elementi di arredo urbano (sedute, illuminazione pubblica, aree di sosta-picnic, cestini dell’immondizia). Infine, nel progetto anche una nuova banchina di attracco e varo di mezzi fluviali leggeri. Il tratto di percorso pedonale verrà ripristinato in terra stabilizzata e arredato con sedute.

Cercasi 164 giovani per il servizio civile in Toscana (con un rimborso mensile)

Un anno di impegno nel sociale, accanto a educatori, operatori e professionisti che ogni giorno lavorano nei servizi del territorio. In Toscana sono 164 i posti disponibili per il bando 2026 del Servizio Civile Universale nelle cooperative aderenti a Legacoop. Questa opportunità è rivolta a ragazze e ragazzi tra i 18 e i 28 anni, cittadini italiani, comunitari o regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale.

I giovani selezionati parteciperanno a quattro progetti sociali che riguardano ambiti diversi del welfare locale: dall’inclusione delle persone con disabilità al sostegno agli anziani non autosufficienti, dai servizi educativi per l’infanzia alle attività dedicate a chi vive situazioni di marginalità. Il servizio civile dura 12 mesi e prevede un assegno mensile di 519,47 euro. Le domande possono essere presentate entro l’8 aprile.

Un’esperienza che può diventare lavoro

Le attività si svolgeranno in strutture e servizi che fanno parte della rete sociale locale: asili nido, RSA, centri diurni per disabili, case famiglia, spazi giovani e strutture psichiatriche residenziali. I volontari affiancheranno gli operatori nelle attività quotidiane, partecipando a iniziative educative, culturali e di supporto alla vita delle persone seguite dai servizi.

Il Servizio Civile rappresenta spesso anche una prima esperienza professionale nel settore sociale. Secondo i dati di Legacoop, una buona parte dei giovani che negli anni scorsi ha partecipato ai progetti promossi dalle cooperative è stata poi assunta nelle stesse realtà dove aveva svolto il servizio. I progetti partiranno nel mese di ottobre, dopo una fase iniziale di formazione per i volontari.

I posti disponibili a Firenze e in Toscana per il Servizio Civile 2026

Dei 164 posti complessivi disponibili in Toscana, nelle cooperative aderenti a Legacoop, 63 riguardano la Città metropolitana di Firenze: 46 sono nel Comune di Firenze, mentre gli altri sono distribuiti in diverse città della provincia come Scandicci, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Calenzano nella piana fiorentina; Barberino di Mugello, Borgo San Lorenzo e Vicchio nel Mugello; San Casciano e Bagno a Ripoli nel Chianti; Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montespertoli e Vinci nell’Empolese Valdelsa; Figline e Incisa nel Valdarno e Rufina in Valdisieve. Tutti i dettagli si trovano sul sito di Legacoop Toscana nella sezione dedicata al bando del Servizio Civile Universale.

I nomi e i cognomi più diffusi a Firenze: ecco quali sono

Quali sono i nomi e i cognomi più diffusi a Firenze? E quali nomi spiccano tra i nuovi nati degli ultimi dodici mesi? A rivelarlo sono i dati del focus demografico del Bollettino di statistica di febbraio 2026 del Comune di Firenze.

I nomi maschili e femminili più diffusi a Firenze: Andrea e Francesca

Vediamo intanto quali sono i nomi maschili e femminili più diffusi a Firenze.

ll nome maschile più diffuso a Firenze è Andrea: si chiamano così 5.118 residenti alla data del 31 dicembre 2025. Seguono Marco con 4.686 residenti, Alessandro con 4.668, Francesco con 4.514 e Lorenzo con 4.185, il primo dei nomi che tradizionalmente sono individuati come tipici di Firenze.

Tra le femmine il nome più diffuso è Francesca, che conta 3.455 ricorrenze. Seguono Laura con 3.035 e Anna sotto quota 3.000, 2.977. Continua a scendere Maria (2.611), che fino al 2016 era il nome femminile più frequente, ora in quinta posizione, superata da Giulia (2.665).

I cognomi più diffusi a Firenze

Per quanto riguarda i cognomi più diffusi a Firenze, il più frequente è Rossi seguito da Bianchi, da Innocenti, il primo dei cognomi più tipici di Firenze, da Gori e da Conti.

Il primo cognome straniero, Hu, è al sesto posto, come nei due anni precedenti.

Complessivamente a Firenze ci sono 74.682 cognomi diversi.

Tra i nuovi nati si confermano i nomi Sofia e Leonardo

Se si limita l’analisi dei nomi ai nati negli ultimi dodici mesi, al vertice si confermano Sofia per le bambine e Leonardo per i bambini. Quest’anno troviamo tre new entry nei nomi più utilizzati tra i nuovi nati maschi, Diego, Francesco ed Andrea, che prendono l’ottavo, il nono e il dodicesimo posto. Lorenzo che aveva tenuto il primato per molti degli anni precedenti scende dalla terza alla settima posizione, mentre Giulio sale in seconda, dopo che l’anno precedente era passato in dodicesima. Tra le nuove nate femmine “medaglia d’argento” per Vittoria, Matilde guadagna tre posizioni e sale al terzo posto davanti ad Aurora, Ginevra ed Emma.

Inaugurata la prima Aula Natura di Firenze

È stata inaugurata la prima Aula Natura di Firenze, nata grazie alla collaborazione tra WWF Italia e Fondazione CR Firenze, con la collaborazione del Comune di Firenze.

Le Aule Natura sono spazi verdi dedicati alla didattica, progettati con criteri scientifici per favorire l’osservazione di flora, fauna e cicli naturali.

Dove si trova la prima Aula Natura di Firenze

La prima Aula Natura di Firenze si trova nell’Istituto Comprensivo “Galluzzo” del Plesso Damiano Chiesa.

È uno spazio educativo all’aperto pensato per offrire a studentesse e studenti un’esperienza diretta di contatto con la biodiversità. Ospita uno stagno didattico alimentato da energia solare, siepi, piante aromatiche e un giardino delle farfalle, oltre a un orto dove le classi possono sperimentare i cicli stagionali e la cura della terra.

Cassette nido, mangiatoie, bat box e un albergo per insetti favoriscono la presenza della fauna locale, trasformando l’area in un piccolo ecosistema da osservare.

Arredi in legno, pannelli informativi e una fototrappola completano lo spazio, rendendolo un laboratorio a cielo aperto che unisce educazione ambientale, sostenibilità e innovazione.

Aula Natura in 5 scuole di Firenze

L’inaugurazione della prima Aula Natura di Firenze rappresenta il primo passo di un progetto più ampio: saranno, infatti, 5 le scuole di Firenze che, grazie a WWF Italia e Fondazione CR Firenze, riceveranno un’Aula Natura nei prossimi mesi, contribuendo alla diffusione di spazi educativi verdi e di qualità in tutta la città.

Dopo l’apertura oggi dell’Aula Natura al Plesso Damiano Chiesa, le nuove aule sorgeranno al Plesso Nuccio, Plesso Calvino e Plesso Fanciulli. La quinta scuola è in corso di individuazione.

Il progetto nazionale “Aule Natura”

L’iniziativa della prima Aula Natura di Firenze rientra nel progetto nazionale “Aule Natura” del WWF Italia, nato nel 2020 per trasformare cortili scolastici e spazi esterni in laboratori didattici a cielo aperto, dove gli studenti possono sperimentare un apprendimento immersivo e interdisciplinare a contatto con la natura.

Oggi in Italia sono oltre 80 le scuole che fanno parte della rete delle Aule Natura, contribuendo alla creazione di un modello educativo innovativo e replicabile su tutto il territorio. Con questo progetto e grazie al contatto diretto con la natura, le giovani generazioni accompagnate dai docenti apprendono in modo pratico e diretto, sviluppando autonomia, curiosità e un profondo senso di responsabilità verso l’ambiente.

Per la scelta delle Aule natura, il WWF ha seguito anche criteri legati ad aree particolarmente bisognose di recuperare spazi di vivibilità, in zone degradate o periferiche. Il progetto, nato con l’obiettivo di diffondere in tutta Italia una nuova modalità educativa orientata all’esperienza diretta, all’ecologia e alla sostenibilità, ha ricevuto il patrocinio dell’Associazione Culturale Pedi atri (ACP).

Social housing alla Manifattura Tabacchi

Social housing Manifattura Tabacchi: 39 nuovi appartamenti a canone calmierato

Alla Manifattura Tabacchi saranno costruiti 39 nuovi appartamenti di social housing destinati alla locazione a canone convenzionato con il Comune di Firenze. L’intervento, del valore complessivo di 9 milioni di euro, si inserisce nel progetto di rigenerazione urbana dell’ex sede produttiva dei Monopoli di Stato, attiva dal 1933 al 2001.

Quello alla Manfattura Tabacchi è il più ampio intervento di rigenerazione urbana mai realizzato a Firenze grazie al quale l’area, estesa su 110.000 metri quadrati, sta progressivamente diventando un nuovo quartiere contemporaneo aperto alla città.

Cosa prevede il social housing alla Manifattura Tabacchi

Il progetto di social housing alla Manifattura Tabacchi, promosso da Manifattura Tabacchi S.p.A. – joint venture costituita dal fondo Earth Grafton gestito da Aermont Capital e dal Fondo Sviluppo gestito da CDP Real Asset SGR – porta la firma dello studio di architettura milanese Piuarch.

L’intervento prevede la realizzazione di 39 nuovi alloggi per un totale di 2.657 metri quadrati, destinati alla locazione a canone calmierato. L’investimento complessivo è pari a 9 milioni di euro, di cui 8 milioni provenienti dal Fondo Piani Urbani Integrati S.r.l., società-veicolo di cui Equiter S.p.A. è advisor esclusivo e Intesa Sanpaolo azionista unico dedicata all’impiego di risorse del PNRR per progetti di rigenerazione urbana nelle 14 Città Metropolitane Italiane.

Questa operazione si inserisce nel quadro del Fondo Piani Urbani Integrati (Fondo PUI), finanziato con risorse provenienti dal PNRR e gestito dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), con Equiter tra gli intermediari selezionati per l’attuazione.

Come sarà l’edificio e quando sarà realizzato

Il nuovo edificio di social housing alla Manifattura Tabacchi sorgerà in via Giuseppe Tartini, adiacente al Teatro Puccini e sarà realizzato entro l’estate 2027.

L’edificio di nuova costruzione, sviluppato su sette piani, ospiterà complessivamente 39 appartamenti, suddivisi in 27 trilocali e 12 bilocali, destinati all’affitto a canone calmierato.

Una volta completato verrà acquistato dal Fondo Housing Toscano, gestito da Investire SGR (Gruppo Banca Finnat), con principale investitore il Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA) gestito da CDP Real Asset SGR (Gruppo CDP), sostenuto da Fondazione CR Firenze, Regione Toscana e dalle principali fondazioni di origine bancaria del territorio

Social housing Manifattura Tabacchi: la convenzione con il Comune di Firenze

Secondo la convenzione con il Comune di Firenze, l’affitto sarà quello previsto dagli Accordi Territoriali vigenti, con una riduzione del 20% per i primi dodici anni.

Al termine di questo periodo gli appartamenti saranno immessi sul libero mercato, con la possibilità per gli attuali residenti di riscattarli a condizioni vantaggiose.

L’individuazione dei beneficiari sarà effettuata dal Comune di Firenze, previa verifica dei requisiti richiesti: residenza o sede lavorativa prevalente nel Comune di Firenze, ISEE del nucleo familiare compreso tra 16.500 e 35.000 euro e assenza di proprietà di altri appartamenti nel territorio comunale.

L’intervento alla Manifattura Tabacchi di Firenze conferma inoltre il ruolo del Fondo Housing Toscano come strumento di risposta al tema dell’abitare sostenibile. Il fondo ha infatti attivato un programma di investimenti di oltre 150 milioni di euro, grazie al quale sono stati realizzati più di 1.200 alloggi di social housing in Toscana.

La gestione sociale degli appartamenti sarà affidata ad Abitare Toscana Srl.

8 marzo: musei gratuiti per le donne ed eventi in città

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L’8 marzo musei gratuiti per le donne e molti eventi in città. Per le visitatrici saranno gratuiti i Musei Civici Fiorentini, Palazzo Medici Riccardi e molti musei statali. Tante iniziative “al femminile” sono in programma in varie location della città.

Festa della Donna: quali sono i musei gratuiti per le donne

L’8 marzo i Musei Civici Fiorentini (Museo di Palazzo Vecchio, Torre di Arnolfo, Complesso di Santa Maria Novella, Cappella Brancacci, Museo Novecento, Museo Stefano Bardini, Fondazione Salvatore Romano, Memoriale delle deportazioni) e Palazzo Medici Riccardi saranno gratuiti per le donne (fino ad esaurimento posti disponibili). Al Museo di Palazzo Vecchio e al Complesso delle Murate, sono in programma anche alcune occasioni di visita tutte al femminile: maggiori info sul sito della Fondazione MUS.E.

Nella Giornata Internazionale della Donna anche il Giardino Bardini sarà a ingresso gratuito per tutte le donne.

Per la Festa della donna l’ingresso sarà gratuito per tutte le visitatrici anche nei musei di Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello (ovvero Galleria dell’Accademia, Museo del Bargello, Museo delle Cappelle Medicee, Complesso di Orsanmichele, Museo di Palazzo Davanzati). Alla Galleria dell’Accademia di Firenze sarà possibile ammirare il trittico di Spinello Aretino, raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra santi, il cui restauro è stato da poco ultimato.

Anche presso tutti i musei afferenti alle Gallerie degli Uffizi l’8 marzo è garantito l’ingresso gratuito alle donne.

Per la Giornata internazionale della Donna ingresso gratuito per le donne anche nei musei e i luoghi della cultura statali della Direzione regionale Musei nazionali Toscana e dei nuovi Musei Autonomi. Saranno gratuiti per le visitatrici il Museo di San Marco e il Cenacolo di Andrea del Sarto a San Salvi, mentre resteranno chiusi il Cenacolo di Sant’Apollonia e il Chiostro dello Scalzo e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Ingresso gratuito anche alla Villa medicea della Petraia, al Giardino della Villa medicea di Castello, al Parco di Villa il Ventaglio e alla Villa medicea di Cerreto Guidi. In quest’ultima sarà possibile visitare un’esposizione di documenti e fotografie storiche dedicata a Nada Parri, figura chiave della Resistenza e il personale offrirà delle visite guidate tematiche, incluse nel biglietto d’ingresso, alla scoperta delle donne di Casa Medici.

Al Mercato Centrale si crea il proprio profumo su misura

Domenica 8 marzo alle ore 16.30 il Mercato Centrale Firenze ospiterà, nell’Area Gallery della Terrazza Pizzeria, “Note di testa, note di cuore”, un laboratorio sensoriale dedicato alla creazione di fragranze personalizzate.

Elena Cesca di Via delle Spezie guiderà i partecipanti alla scoperta dell’arte profumiera, accompagnandoli nella composizione di una fragranza su misura. Durante la masterclass sarà possibile ripercorrere la storia del profumo a Firenze, dalle origini legate a Caterina de’ Medici fino alle interpretazioni contemporanee.

L’esperienza ha un costo di 25 euro e include la masterclass, il profumo realizzato da portare a casa e un rinfresco con le bontà degli artigiani del Mercato Centrale Firenze. Il laboratorio sarà attivato con un minimo di 15 partecipanti. Prenotazioni a questo link

Alla Galleria Bunker il progetto a sostegno delle artigiane tunisine

L’8 marzo alla Galleria Bunker in via San Gallo 108R (ore 16.00-19.00) arriva “Malles”, progetto dell’associazione no-profit Malles Design Mediterraneo dedicato alla celebrazione e alla salvaguardia delle ceramiche di Sejnane, tradizione millenaria tunisina che nel 2018 ha ottenuto il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

In collaborazione con ARTIGIANATO E PALAZZO, saranno in mostra 100 oggetti realizzati dalle donne artigiane del villaggio del nord-ovest tunisino, modellati interamente a mano secondo tecniche tramandate di madre in figlia.

Le opere sono in vendita e il ricavato sosterrà direttamente l’attività delle artigiane tunisine.

Pomeriggio di moda e solidarietà con ATT

L’Associazione Tumori Toscana organizza l’8 marzo un pomeriggio di moda e solidarietà a Palazzo Spiga (Piazza Vittorio Veneto 1), in cui la moda diventa cura, sostegno e comunità per le donne malate di tumore e per tutti i pazienti oncologici. Si comincia alle 17.30 con una Sfilata Show, in cui volontarie e professioniste dell’Associazione saliranno sulla passerella indossando pezzi unici della Maison fondata da Giuliacarla Cecchi, per proseguire poi con un aperitivo rinforzato.

Il ricavato della Sfilata sarà destinato alla realizzazione a Firenze del nuovo Centro di Riabilitazione Oncologica ATT, uno spazio dedicato ai malati e ai loro familiari dove percorsi riabilitativi personalizzati affiancheranno le terapie oncologiche per migliorare benessere e qualità di vita.

L’offerta minima di partecipazione 15 euro con prenotazione obbligatoria: [email protected] 335 6586211 (solo messaggi WhatsApp)

Al Conventino lo spettacolo dedicato alle donne ai margini della storia ufficiale

Sempre l’8 marzo alle ore 18, nella Sala Masaccio del Conventino (via Giano della Bella 20), torna “Memorie, plurale femminile”, la conferenza-spettacolo di e con Lisa Capaccioli, accompagnata al violino da Annalisa Garzia: un viaggio teatrale e musicale che restituisce spazio e parola alle figure femminili rimaste ai margini della narrazione ufficiale.

L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Nazionale Case della Memoria e dall’associazione Donne Ganze, è promossa da Artex, Centro per l’Artigianato Artistico e Tradizionale della Toscana.

Ingresso libero fino a esaurimento posti disponibili. Info: www.casedellamemoria.it

Rimborso spese veterinarie animali da compagnia

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È possibile richiedere un rimborso per le spese veterinarie sostenute per i propri animali da compagnia. Il rimborso può essere richiesto da chi ha più di 65 anni ed un Isee non superiore a 16.215 euro.

Il sostegno riguarda le spese sostenute dagli over 65 per visite veterinarie e analisi, interventi chirurgici e farmaci per i propri “pet”: cani, gatti e furetti.

Entro quando si può chiedere il rimborso spese veterinarie

Le domande di rimborso spese veterinarie animali da compagnia possono essere presentate alla Regione Toscana obbligatoriamente tramite Pec: regionetoscana@postacert.toscana.it entro il 15 marzo 2026.

I moduli da presentare si scaricano on line a questo link: https://www.regione.toscana.it/-/contributo-ai-proprietari-di-animali-di-affezione-per-spese-veterinarie

Le domande prevenute vengono esaminate in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento delle risorse messe a disposizione dal Ministero.

Non ci sono tetti sull’importo che potrà essere richiesto.

I requisiti per richiedere il rimborso: gli animali devono avere il microchip

Vediamo ora quali sono i requisiti necessari per poter presentare la domanda di rimborso spese veterinarie.

Gli animali per le cui spese veterinarie viene richiesto il rimborso – cani, gatti e furetti – devono avere obbligatoriamente il microchip ed essere identificati e registrati nella banca dati regionale.

Se per i cani il microchip è da tempo obbligatorio, per i gatti e i furetti non lo è al momento (salvo in poche Regioni). Per accedere al contributo è però necessario, perché il requisito è stato richiamato nel decreto del Ministero che ha definito il sostegno e ripartito le risorse a disposizione tra le Regioni.

Per quanto riguarda invece l’Isee, i 16.215 euro di tetto non devono essere stati superati nell’anno precedente a quello per cui si chiede il sostegno.

Al momento sono rimborsabili le spese sostenute nel 2024 e 2025, anni per cui il Ministero ha messo complessivamente a disposizione della Toscana poco meno di 23mila euro.

Presto saranno messi a disposizione anche i fondi per il 2026.  In caso di richiesta riferita a più annualità, è necessario compilare e inviare un modulo per ciascun anno.

Le dichiarazioni

“Gli animali da compagnia – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Gianiarricchiscono la vita di chi li sceglie. Portano affetto e conforto”.

“Per chi ha più di sessantacinque anni sono ancora più importanti – aggiunge l’assessora alla sanità e alle politiche sociali della Toscana, Monia Monnie spesso diventano compagni di vita insostituibili: una presenza quotidiana che fa sentire le persone meno sole”.

“Con questo sostegno – concludono – vogliamo stare accanto alle persone, nei loro bisogni reali”.

I 150 anni dalla nascita di Laura Orvieto, scrittrice per l’infanzia e giornalista

In questi giorni ricorrono i 150 anni dalla nascita di Laura Orvieto (7 marzo 1876), scrittrice per l’infanzia e giornalista.

Mercoledì 4 marzo 2026 il Gabinetto G.P. Vieusseux con la Fondazione Premio Laura Orvieto celebrano l’anniversario dell’autrice di Storie della Storia del mondo con un incontro a Palazzo Strozzi (dalle ore 16,30 in Sala Ferri) durante il quale verranno ripercorsi la storia e i nuovi indirizzi di ricerca.

L’incontro del 4 marzo al Gabinetto Viesseux: gli interventi

Dopo un saluto istituzionale da parte del Direttore del Gabinetto Vieusseux, Michele Rossi, dell’Assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini, e del Presidente del Premio Laura Orvieto, Agata Diakoviez, interverranno Peppe Millanta, Caterina Del Vivo, Valentina Garulli, Cosimo Di Bari.

Al termine dell’incontro sarà anticipata dalle curatrici Benedetta Gallerini e Elisa Martini la mostra documentaria Raccontare il mondo. Donne, letteratura e infanzia al Vieusseux, che inaugurerà a fine marzo all’Archivio Contemporaneo Bonsanti.

Chi era Laura Orvieto

Nel 1911, Bemporad, la casa editrice delle Avventure di Pinocchio e del Giornalino di Gian Burrasca, pubblica un libro destinato a diventare un classico: Storie della Storia del Mondo, l’opera di maggior successo di Laura Orvieto, per la quale è ancora oggi conosciuta, tradotta in moltissime lingue.

Laura Cantoni nasce a Milano il 7 marzo 1876. Giovinetta romantica, ribelle e testarda – come si definirà molti anni dopo – amava molto la lettura. Nel 1899 Laura sposa Angiolo Orvieto (Firenze, 1869–1967), poeta, giornalista e fondatore con il fratello Adolfo del periodico culturale “Il Marzocco”, trasferendosi a Firenze. Erano gli anni di frequentazioni eccellenti: tra gli altri, Gabriele D’Annunzio, Eleonora Duse, Giovanni Pascoli, Luigi Pirandello, Sibilla Aleramo e Amelia Pincherle Rosselli. Il primo dei suoi numerosi libri per ragazzi fu Leo e Lia. Storia di due bambini italiani con una governante inglese, pubblicato nel 1909 da Bemporad. La nascita e la morte, la parità dei sessi, la religione, tutti temi delicati e profondi affrontati con uno spirito laico e idee pedagogiche all’avanguardia, tanto che il volume avrà problemi con la censura fascista.

Ma è appunto due anni dopo, nel 1911, che venne pubblicato il suo libro più famoso, vero e proprio best seller dell’epoca e diventato ben presto un classico anche fuori d’Italia: Storie della Storia del mondo, dove le leggende e gli eroi dell’antica Grecia vengono raccontate con uno stile affabile e vivace in grado di affascinare ancora i bambini del nostro tempo.

Laura trascorre i mesi della guerra e delle persecuzioni, fra il 1943 e il 1944, nascosta con il marito in Mugello. Dopo la guerra torna ad occuparsi di letteratura per l’infanzia dirigendo, dal 1945 al 1947, un vivace periodico illustrato, “La settimana dei ragazzi”. Muore a Firenze il 9 maggio 1953.

Il Premio di Letteratura per Ragazzi Laura Orvieto

Nel 1953 per onorare la memoria di Laura Orvieto, un comitato organizzatore presieduto dal senatore Adone Zoli, istituisce due premi per ragazzi: uno per un’opera in prosa e uno per un canzoniere. Il Premio ha avuto giurie eccellenti, con membri quali Gianni Rodari, Diego Valeri, Gianna Manzini, Geno Pampaloni e Antonio Faeti.

Dopo una interruzione di alcuni anni, nel 1984 nasce la Fondazione Premio Laura Orvieto, riconosciuta dalla Regione Toscana, con lo scopo di rilanciare il premio, che bandisce un concorso senza più distinzione tra opere in prosa e canzonieri inediti.

A partire dai primi anni del 2000 il Premio è dedicato solo a volumi editi ed è diviso in due sezioni: un’opera destinata ai bambini tra i 6 e gli 11 anni e un’opera per i ragazzi tra i 12 e i 15 anni. Tra i premiati ricordiamo, fra gli altri, Cristiano Cavina, Franco Matticchio, Laura Imai Messina, Francesco Niccolini, Paolo Nori, Anna Sarfatti, Nadia Terranova e Silvia Vecchini. La Giuria si riserva di anno in anno la facoltà di assegnare premi speciali alla carriera e all’opera complessiva di autori o editori che abbiano un’attinenza significativa con i valori promossi dal Premio.

Brutta sconfitta della Fiorentina a Udine

Dopo la sconfitta in Conference League la Fiorentina perde (3-0) anche contro l’Udinese. Situazione sempre drammatica in classifica. Paolo Vanoli cambia il modulo tattico schierando la difesa a tre con la scelta di Daniele Rugani, per la prima volta in campo. Davanti a De Gea con l’ex Juve giocano Pongracic e Ranieri. Davanti viene schierato Gudmundsson con Kean, ma nel primo tempo l’islandese non tocca praticamente mai il pallone. Kosta Runjaic rischia, invece, Keinan Davis accanto a Zaniolo.

Nel ricordo di Davide Astori

Prima della partita Udinese e Fiorentina si sono unite nel ricordo di Davide Astori che proprio a Udine nella sua stanza d’albergo è scomparso il 4 marzo del 2018. “Grazie all’impegno della Fondazione e dei club è stato attivato un progetto di screening cardiologico gratuito dedicato a chiunque sia interessato. Per noi questa è una città molto particolare. E per questo voglio ringraziare Udinese, Fiorentina e il reparto di cardiologia dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale. La sinergia tra mondo sportivo e sanitario può portare a ottimi risultati”, ha detto Bruno Astori, il fratello di Davide che, attraverso la fondazione, ha sempre voluto ricordare il difensore della Fiorentina e della Nazionale.

La partita

L’Udinese parte molto bene e dopo 10 minuti passa in vantaggio. Zaniolo batte un angolo sul quale Kabasele, perso da Rugani, stacca di testa e batte De Gea per l’1-0. Passano pochi minuti e Piotrowski commette fallo ma la punizione di Mandragora finisce alta. Al 37’ ci prova Davis ma De Gea para con i piedi. Un’altra punizione di Mandragora finisce fuori.

Al 56’ Davis innesca Zaniolo che guadagna solo un angolo. Al 66’ Davis si guadagna un rigore saltando Rugani che lo stende. E l’inglese segna il 2-0. La fiorentina non riesce a fare più niente e proprio nel recupero Buksa vince il duello con Rugani e segna il 3-0. Ora la Fiorentina si gioca tanto nelle prossime sfide con Parma e Cremonese. Non potrà sbagliarle perché altrimenti il rischio serie B sarà davvero altissimo.

L’allenatore

Deluso Paolo Vanoli. “Stasera è una prestazione da cancellare completamente – ha detto Vanoli – perché ci costruiamo qualcosa di importante, poi quando arriva la partita fondamentale gettiamo tutto alle ortiche. Non è una questione di difesa a tre o a quattro ma di atteggiamento. Giovedì ci siamo complicati la vita facendo 120 minuti, Rugani era il momento di farlo giocare. Ho forzato anche il rientro di Gudmundsson e pensavo che l’avremmo trovato meglio tra le linee. Questa squadra deve giocare, deve avere determinazione e cattiveria. A parte qualche conclusione da fuori, siamo arrivati pochissimo in area. Non siamo andati a prenderci un risultato che poteva essere un passo in più verso il nostro obiettivo. Quando si parla si cerca di farlo sempre in maniera costruttiva. Ma qua è una questione di mentalità. La partita di giovedì – ha concluso Vanoli – ha lasciato degli strascichi: siamo tornati due passi indietro nello spirito rispetto a Como”.