martedì, 5 Maggio 2026
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Albanese ferito con una pistola

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“Giallo” a Empoli, dove un 24enne di origine albanese si è presentato all’ospedale conuna ferita da sparo a un polpaccio. L’episodio è accaduto nella notte di lunedì: l’uomo, un operaio edile di 24 anni, si è recato all’ospedale locale con una ferita da sparo al polpaccio sinistro.

Secondo la versione dei fatti raccontata da lui stesso alla polizia, due uomini – di origini nordafricane – lo avrebbero minacciato e rapinato di cellulare e soldi mentre transitava in scooter nei pressi di Ponte a Elsa. Poi lo avrebbero poi colpito alla gamba sparando con un’arma.

Natale? Difficile, non “tragico”

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Non sarà un Natale senza regali: parola di Confesercenti Firenze. Nonostante la crisi, quello ormai imminente sarà un Natale difficile ma senza il temuto crollo degli acquisti.

E’ questa la previsione del presidente della Confesercenti di Firenze Nico Gronchi sulle vendite di Natale nel territorio fiorentino: un Natale, secondo Gronchi, certo “difficile”, con le persone più consapevoli nei loro acquisti, ma senza il paventato crollo dei consumi.

Ma quali sono i regali che i fiorentini sceglieranno quest’anno? Secondo quanto spiegato, segnali positivi giungono dal settore alimentare, fatta eccezione per l’ortofrutta, dalle vendite di prodotti high tech e di telefonia, oltre alla tenuta di bar e ristoranti.

Alla fine, pur con l’attuale crisi, qualcosa sotto l’albero insomma troveremo: perchè Natale, nonostante tutto, è sempre Natale.

Per le feste, una festa più lunga

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In particolare le deroghe riguardano per Natale i periodi dal 20 dicembre al 6 gennaio per i pubblici esercizi e dal 16 dicembre al 6 gennaio per i locali di pubblico spettacolo. Sono anche state accolte le proposte dell’associazione FIPE-Confocommercio di prolungare l’orario di apertura anche per la festa di San Valentino, la Festa della Donna e le festività pasquali.

Per carnevale quindi il 19 febbraio, Giovedì Grasso, e il 24 febbraio, che è l’ultimo giorno di Carnevale, “gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande possono posticipare l’orario di chiusura e l’orario per effettuare intrattenimenti musicali, se già muniti di autorizzazione/D.I.A., fino alle 4,30 antimeridiane”.

Nei giorni suddetti e anche per Halloween 2009, le discoteche, i locali da ballo, night club e locali (al chiuso) di arte varia potranno chiudere alle 5 antimeridiane; mentre per il 1° gennaio è consentita l’apertura non-stop per l’intera giornata.

 

Moda sì, ma a quattro zampe

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Non è falso moralismo e non scatta  nessuna emergenza animali, soprattutto se si considerano i vizi a cui si abituano certi animali da compagnia. Solo bisognerebbe riflettere un momento in più sulla dignità negata a cucciolotti ignari, che non sentono l’impellente necessità di farsi la tinta alla pelliccia. E poi, che la messa in piega fucsia sia carina, non è detto. Che sia originale, meno che mai, viste le decine di ragazze che hanno pensato bene di copiare gli antesignani cagnetti d’oltreoceano con risultati abominevoli. Da X-files.

In tema di cani rosa però, una lancia va spezzata in favore dei fiorentini che, anche a detta di esperti cinofili, non si fanno traviare dalle mode dilaganti. Bravi. Fiocchettini, cappellini e cappotti, quelli si. Si vedono sotto la cupola del Brunelleschi e a passeggio in via Tornabuoni. Ma sono innocui.

“Il cane avrebbe freddo senza il maglioncino”, si sente dire in giro. Ma allora, viene spontaneo pensare, le decine di migliaia di quadrupedi cresciuti nei “tempi bui” durante i quali la moda non imponeva l’illuminato e “indispensabile” accessorio canino, sarebbero dovuti morire assiderati? Chissà.

Una cosa però è vera. Gli animali vestiti sono tanto buffi. E se mettere un cappottino di tweed o una tutina mimetica riesce a mettere di buonumore, allora viva la pet-therapy e l’abbigliamento a quattro zampe! L’importante è non esagerare. Una volta tornati a casa, niente pigiama, vestaglia e pantofole. Solo carezze e una cuccia. Preferibilmente a tinta unita.

Il pranzo di Babette a Montedomini

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Gli ospiti d’onore saranno appunto i residenti della struttura, affiancati da autorità, rappresentanti delle maggiori istituzioni e giornalisti. Il menu prevede gamberoni, crespelle, carré d’agnello e dolce al cioccolato. Il pranzo è stato presentato in conferenza stampa presso il Guardaroba Storico di Montedomini, uno spazio di 400 mq dedicato ad antichi armadi in legno del 1476 contenenti abiti dell’inizio del Novecento. Inoltre vi si può ammirare la nuova collezione retrò “Montedomini 1476” del noto chemisier fiorentino Giuliano Pacini, unica per qualità ed abilità sartoriale.

Il portale di Progenia Residenza

L’evento ha rappresentato l’occasione per illustrare agli invitati il portale web ed ha consentito di fare un “virtual visiting” all’interno del Centro Urbano San Donato, permettendo di prendere visione di tutti gli interventi residenziali realizzati, di quelli in corso di realizzazione e di quanto il Quartiere già offre e potrà offrire nel tempo. Il nuovo portale, già on-line dal 22 novembre 2008, è stato illustrato nel dettaglio alla presenza dei responsabili commerciali.

Sequestrata carne irlandese

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L’allarme diossina arriva anche dalle nostre parti:oggi i carabinieri del Nas hanno sequestrato oltre 17 mila chili di carne suina proveniente dall’Irlanda.
 
Si tratta di un sequestro cautelativo, di carattere amministrativo, rassicurano i militari. La carne verrà esaminata per verificare se proviene da animali contaminati da mangimi avvelenati dalla diossina.
 
La carne e’ congelata ed e’ stata sequestrata in due aziende di Gambassi Terme (3972 chili) e Reggello (13372 chili), in provincia di Firenze.

Due giorni contro la distrofia

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Con un evento speciale: Il Premio Telethon -Palazzo Vecchio per lo sport sabato alle 17,30 nel Salone dei Cinquecento. Il programma di eventi, che hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze, che si svolgeranno nella nostra città è stato presentato stamani in Palazzo Vecchio dall’assessore allo sport Eugenio Giani, da Maria Cristina Guidotti del Museo Archeologico, dal direttore dell’area fiorentina della Bnl Luigi Acernese e da Giuseppe Romano comandante provinciale dei Vigili del Fuoco.

Fra le iniziative la vista gratuita al Museo Archeologico con sottoscrizione libera destinata a Telethon e anche visita guidata ad uno dei 3 pezzi più celebri del museo, il sarcofago delle Amazzoni. All’interno dei locali della Bnl sarà presente una mostra fotografica curata da Foto Locchi con le immagini storiche dello stadio Franchi. La foto Locchi riceverà anche il premio Telethon Firenze 2008 per l’immagine e la cultura.

Sempre sabato alle 14,30 il Museo organizza la visita guidata al giardino monumentale del museo.

“Telethon – ha sottolineato l’assessore Giani – è ormai diventato un riferimento nazionale per la raccolta di risorse a favore della ricerca sulle malattie genetiche.. Sono certo che i fiorentini sapranno rispondere, come già hanno dimostrato in passato, contribuendo in modo importante e magari riuscendo a superare la cifra raccolta lo scorso anno”.

Telethon aprirà le iniziative venerdì 12 in piazza della Repubblica dove si svolgerà il concerto della fanfatra della scuola Marescialli e Brigadieri dell’Arma dei carabinieri.

Presso la BNL di P.zza Repubblica si esibirà, alle 21.00 di venerdì, ISI Community, rassegna musicale di artisti con la partecipazione di Alessandro Paci e Narciso Parigi.

Luigi Acernese ha voluto ringraziare tutte le istituzioni cittadine, a partire dal Comune di Firenze, che tramite l’assessore Giani da anni sostiene concretamente Telethon.

La mattina di sabato 13, a partire dalle 10.00, Telethon riprenderà con l’esibizione del Nucleo cinofili dell’arma dei Carabinieri. Alle 11.00 sarà aperto il percorso per bambini “Pompieroli-Pompieri per un giorno”. Inoltre, in collaborazione col Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, si terrà la mostra dei mezzi storici dei Vigili del Fuoco in P.zza della Repubblica davanti alla sede BNL. Alle ore 15.30 via al Talk Show “Io sto con Telethon”.

All’interno dei locali della BNL di P.zza Repubblica, alle 18.15, si terrà la premiazione delle squadre che hanno disputato il triangolare di calcio pro Telethon 2008. La manifestazione proseguirà fino alla chiusura con il Vida Loca show per Telethon in diretta dalla BNl di P.zza Repubblica. All’interno dei locali BNL saranno realizzate mostre d’arte dei Maestri Civai, Bortolotti, Polykratis, Pinti.

Firenze, babele di preghiere

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Sulle colline fiorentine ogni mattina una ventina di persone si sveglia facendo il saluto al sole. Dopo la meditazione e i canti mattutini ognuno si dedica al compito che gli è stato assegnato all’interno della comunità, dalla cura del giardino, alla cucina, alla pulizia della villa.

Si tratta della Comunità degli Hare Krishna e la villa in questione è Villa Vrindravana, a San Casciano Val di Pesa. Fondata nei primi anni ’80, questa è una delle comunità più “giovani” e più piccole (20 devoti ma un centinaio di persone che frequentano la villa) tra le molte minoranze religiose che hanno trovato casa a Firenze e dintorni.

Quella che ha radici più lontane nel tempo invece è la Chiesa Ebraica: l’esistenza degli ebrei nel capoluogo toscano è documentata fin dal Medioevo ed è noto che il ghetto aveva sede in quella che è l’attuale piazza della Repubblica. Un legame antico e profondo quello della comunità ebraica con la città, che ospita una delle sinagoghe più grandi d’Europa.

Anche la Chiesa Ortodossa Russa ha una relazione di lunga data con Firenze, stretta per mezzo della famiglia Demidoff che così tanto ha segnato la storia cittadina. Furono proprio i Demidoff a finanziare in larga parte la costruzione della chiesa in via Leone X.

“Attualmente frequentano la chiesa un centinaio di fedeli, provenienti da diversi paesi. Russia, Moldavia, Serbia, Bulgaria, un paio di italiani e tanti georgiani” fa sapere Padre Ghiorghi, da 11 anni all’ombra dei pinnacoli colorati della Chiesa di San Nicola, che ricordano le cupole della cattedrale di Mosca.

Più ampia invece la comunità valdese, una “famiglia allargata di 224 membri” come spiega il Pastore Pawel Gajweski. Un numero rimasto pressoché stabile dagli anni ’60 ad oggi, attorno al quale ruota un altro centinaio di persone. Tutti impegnati nel sociale a vari livelli e intimamente legati alle altre Chiese Evangeliche, come i Battisti, circa un centinaio, e i Metodisti, una settantina di persone.

Accanto a queste comunità di dimensioni contenute convive la ben più nutrita schiera dei Testimoni di Geova, seconda religione del Paese considerando i cittadini italiani e terza, dopo il culto islamico, considerando invece la popolazione totale (Fonte: Cesnur – Centro Studi sulle Nuove Religioni).

Diffusasi in tempi molto più recenti, la religione musulmana è arrivata a contare oggi più di 20mila fedeli a Firenze.

In espansione anche la Chiesa Ortodossa Rumena, ma si parla di ben altri numeri, al punto che la chiesa in Costa San Giorgio non basta più per i fedeli e durante le festività sono in molti ad accalcarsi all’esterno.

Infine il buddismo: tra le altre realtà in città ci sono l’ associazione Soka Gakkai e il Centro buddista italiano della via di Diamante, quest’ultimo frequentato da praticanti laici che si riuniscono settimanalmente vicino a Scandicci, località Le Bagnese.

 

Troppi fedeli, turni per entrare in moschea

Nel 1991 i seguaci dell’Islam erano una cinquantina: oggi secondo le stime dell’imam Ezzedin sono circa 20 mila. “Non abbiamo chiesto ufficialmente di costruire un minareto perché la società non è matura”

“Il profeta crede in quello che gli è stato rivelato dal dio, e anche i credenti fanno lo stesso e non c’è nessuna differenza fra messaggeri di dio, tutti i messaggeri sono uguali”. Lo dice il Corano, secondo capitolo, versetto 271. Significa che i credenti dell’Islam, i seguaci di Maometto, convivono con le altre fedi religiose. E così fanno anche a Firenze. La comunità musulmana è nata nel 1991:allora non si arrivava a nemmeno cinquanta persone alla preghiera del venerdì, quella più frequentata dai fedeli. Si riuniva in una stanza del centro La Pira. Nel tempo la comunità è cresciuta passando da via Sant’Egidio a piazza Scarlatti, e poi da via Ghibellina in Borgo Allegri dove si trova ancora.
 
Questi luoghi di preghiera hanno preso il nome di “moschea”, ma non hanno né cupole né minareti. I musulmani sono cresciuti soprattutto con l’aumento dell’immigrazione che oggi supera il 10 per cento nella popolazione residente a Firenze. Vengono da oltre venticinque paesi diversi. Marocchini, albanesi, egiziani, algerini, pakistani. Ma ci sono anche italiani che hanno deciso di abbracciare l’Islam: “Hanno trovato la fede e la sua ragione”, dice il presidente della comunità islamica Elzir Ezzedin. Stabilire il numero preciso dei fedeli alla religione musulmana in città è difficile.
 
Un grande indicatore è la preghiera di fine Ramadan a cui hanno partecipato quest’anno ben 6 mila fedeli. “Non tutti ovviamente -spiega Ezzedin- possono partecipare, per motivi di lavoro o perché non sono praticanti. Questo ci porta a pensare che nella provincia si possano contare intorno a 30 mila fedeli e in città almeno 20 mila persone”. Mentre la comunità cresce, lo spazio per pregare rimane sempre lo stesso. Uno stanzone, “un garage” come alcuni lo identificano, che è stretto al punto che in Borgo Allegri si fanno i turni di preghiera. Due al giorno, ad ognuno dei quali prendono parte almeno 700 persone.

 

C’è poi la moschea di Sorgane e la realtà dei rom musulmani al Poderaccio (una settantina).La moschea di Borgo Allegri non è soltanto luogo di preghiera. Per i fedeli rappresenta un importante punto di riferimento per vivere in città. Per affrontare le difficoltà di trovare un lavoro, una casa, o semplicemente per integrarsi in una società che ha diverse regole e doveri. Le difficoltà maggiori sono quelle che incontrano le donne. “L’uomo si nota meno -continua il presidente della comunità islamica- la donna invece porta il velo e la maggior parte dei nostri concittadini non è abituata a vederlo. Si fanno a volte delle battute che non sono sempre gradevoli”.
Costruire una nuova moschea è ancora un sogno. Che però rimane nella mente in attesa che i tempi siano maturi: “Non abbiamo chiesto in maniera ufficiale di costruirla -afferma Ezzedin- perché la società deve essere più matura. Speriamo di vedere un minareto che sia degno della bellezza di questa città d’arte”.

 

 

Ora la spesa si fa in poltrona

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Ora la spesa si fa seduti in poltrona

Altro che pizza e prodotti surgelati, oggi possiamo ricevere direttamente a casa qualsiasi cosa. Basta una telefonata, o ancora meglio un click. Se il tempo scarseggia e il frigo è vuoto, la spesa si ordina on-line, se il lavoro ci tiene incollati davanti al computer, il pranzo arriva dritto dritto sulla scrivania. E attingendo direttamente dal menu del nostro ristorante preferito anche il gusto ci guadagna.

 È sempre più ampia l’offerta dei servizi a domicilio nella nostra città. Non siamo ancora ai livelli di Milano, dove perfino il dietologo ti segue ovunque, facendoti recapitare un pasto sano ed equilibrato sul posto di lavoro, ma ci andiamo vicino. Parrucchiere, manicure e massaggi ce li possiamo godere a casa nostra, gli annunci si giornali si sprecano e anche le Spa si ingegnano per accontentare chi non ha voglia di affrontare la chiacchierona della poltrona accanto.

L’Esselunga invece ce la mette tutta per non farci rimpiangere il garzone della drogheria di una volta. Il carrello si riempie online e i sacchetti arrivano a casa nella fascia oraria e nel giorno prescelto. Basta accedere al sito del supermercato, iscriversi inserendo i propri dati e cliccare sui prodotti che desideriamo ricevere. Liberi dal viaggio al super e dalla fatica di portare le borse, non ci resta altro compito che quello di saldare il conto – in rete con carta di credito oppure alla consegna – con un surplus di 7,90 euro sul prezzo dello scontrino (un euro meno se la spesa supera quota 110 euro).Dedicato a chi preferisce risparmiare sul tempo e sulla fila alla cassa anziché sul costo vero e proprio. La consegna è però gratis per i disabili e scontata a 3,45 euro per gli anziani over 70.

Per chi invece vuole mettere in tavola ogni giorno frutta e ortaggi freschi, ma non ha tempo di andare al mercato a scegliere personalmente le arance e i carciofi, non resta che farsi arrivare i prodotti direttamente dall’ingrosso. Il servizio questa volta è gratuito, ma rivolto esclusivamente ai clienti abituali: la Maxfruit, azienda di distribuzione che vende al Mercato Ortifrutticolo di Novoli, effettua le consegne in tutta Firenze, compreso il centro storico, grazie ad un mezzo elettrico che non teme le porte telematiche.

Il premio “minimo sforzo, massimo risultato” però se lo aggiudica Room Service, che significa letteralmente “servizio in camera”: basta una telefonata oppure una mail e il pranzo (o la cena) è servito, dal ristorante al tavolo di casa. I locali convenzionati sono diversi, ed è davvero il caso di dire che ce n’è per tutti i gusti. “Il nostro è un servizio esclusivo a Firenze – spiega Francesca, socia quasi-fondatrice del gruppo – La maggior parte dei ristoranti che fanno consegne a domicilio sono cinesi o giapponesi. Noi invece offriamo una scelta più ampia. Si va dal ristorante messicano alla cucina toscana, passando per il take-away turco”.

Dal momento che possiamo goderci la cenetta in pantofole e pigiama, cosa c’è di meglio che accompagnarla con un bel film? Ci pensano sempre i fattorini di Room Service ad andare al videonoleggio per noi.  Il servizio mette a disposizione anche altre comodità, come la consegna a domicilio di sigarette o prodotti farmaceutici, e addirittura Fido e Fuffi possono farsi arrivare a casa scatolette e croccantini. Finora però è stata la distribuzione di Dvd a domicilio a registrare il maggior successo.

Il costo oscilla tra 5 e 10 euro a seconda della zona della città in cui vengono recapitati i pasti o gli altri prodotti. E i clienti crescono, non solo tra i giovani “internet-addicted”: ad approfittarne di più sono le famiglie, genitori sommersi dagli impegni che scelgono la comodità di un “pacchetto tutto compreso”, cena + film + dessert. 

 

…E in bottega torna il “segna che pagherò”

Quasi abituati ormai ai sobbalzi giornalieri della Borsa, ci avviciniamo al Natale in un clima da austerity. Non è dato sapere se alla fine lo spirito commerciale delle feste avrà il sopravvento ancora una volta, quel che è certo è che per ora prima di mettere zamponi e salmone nel carrello ci pensiamo due volte. E intanto rispunta il vecchio librettino nero dei creditori, dietro il banco di alimentari e bar.

Non viviamo certo in uno scenario da depressione anni ’30, ma un passo indietro sembra comunque di farlo: agli anni del dopoguerra, quando per fare la spesa si ricorreva al credito, e alla fiducia dei negozianti. “E’ un’abitudine che non è mai venuta meno in tutti questi anni – racconta Luigi da dietro al banco del Caffè Marconi – Faccio questo mestiere da 26 anni e ho sempre avuto clienti che segnavano, compreso qualcuno che poi fa il furbo. Un caffè o un paio di cappuccini persi ci possono stare, e in questo periodo di crisi anche qualche pranzo offerto. Ma mi rifiuto di segnare le sigarette o i gratta e vinci, di quelli si può fare a meno”.

La novità di questi tempi però è che le persone non si indebitano solo al bar o in drogheria: “Parlando con altri negozianti ho scoperto che ormai usano fare credito più o meno tutti, addirittura i negozi di abbigliamento”. Ma non parliamo di negozi qualsiasi, bensì di vetrine luccicanti che espongono capi anche molto costosi. Il crollo delle borse ha insinuato una certa diffidenza nei confronti delle carte di credito revolving, quelle cioè che permettono di suddividere la spesa in piccole rate.

Così per evitare di trovarsi a fare i conti con rialzi dei tassi e costi imprevisti, si preferisce tornare al vecchio metodo del “segnamelo e passo a pagare a fine mese”. Un sistema per avere credito, tra l’altro, senza nessun interesse o tassa da pagare. “Il boom dei pagamenti a rate ha fatto perdere il contatto con la realtà alla gente.

“Le persone si convincono di poter spendere più di quel che possono: per me la crisi sta tutta lì” afferma Sergio, di origine romane ma trapiantato a Firenze da una vita e da 11 anni proprietario di una drogheria in zona Viale dei Mille. Lui credito non lo fa neanche ai clienti affezionati e il fantasma della recessione lo guarda con occhi disincantati. “Questa crisi non la sento, non la percepisco. Nel fine settimana la città si svuota, sono tutti a fare gite fuoriporta o a fare compere nei centri commerciali. La verità è che oggi nessuno ha più voglia di fare dei sacrifici, ma niente è regalato”.Nel frattempo però sono in molti a fare i conti con l’aumento del costo della vita: la fascia più colpita resta quella dei pensionati, ma non è la sola. Sempre più persone tra i 40 e i 50 anni preferiscono strisciare la carta di credito alla cassa dei supermercati: un altro modo per dilazionare la spesa, dato che la cifra viene addebitata il mese successivo.