sabato, 2 Maggio 2026
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Concerto al tramonto sul sagrato di San Miniato

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Nel giorno del solstizio d'estate, l'abbazia di San Miniato al monte festeggia i suoi mille anni di storia con un concerto che guarda al futuro. Il prossimo 21 giugno, dalle ore 19.30, il sagrato della chiesa si trasformerà in palco per ospitare, nella cornice dello splendido panorama di Firenze al tramonto, il Millennium Sunset Concert. Un'occasione tanto unica quanto rara per celebrare la millenaria attività della comunità benedettina con una serata di beneficienza altamente simbolica.

Cos'è il Millennium Sunset Concert

Il Millennium Sunset Concert intende celebrare l'incontro culturale e la bellezza ereditati dal passato, la qualità e la genialità dei giovani come motori del futuro. Il concerto ripercorrerà la storia musicale dello scorso millennio, dal Medio Evo alla contemporaneità, abbracciando tutte le ispirazioni culturali che lo hanno attraversato.

Ad interpretare le epoche più antiche sarà  l'Orpheus Ensemble, nato nel 2009 e composto unicamente da musicisti attivi in ambito accademico, professionistico e amatoriale. Il viaggio verso il '900 sarà guidato invece dall'Orchestra Filarmonie, un esperimento nato due anni fa dall'incontro di più di quaranta musicisti tutti di età inferiore ai 35 anni, con l'intenzione di promuovere la musica come incontro di arte e spettacolo. L'Orchestra Filarmonie, in composizione ridotta di 25 elementi, sarà diretta dal giovane Maestro Nima Keshavarzi e accompagnata dal Soprano Francesca Caligaris e dal Contralto Antonio Fino.

La contemporaneità è stata affidata al giovane compositore fiorentino Ian Cecil Scott, nonché direttore artistico dell'evento, autore della Millenium Composition. Quest'ultima opera, composta appositamente per l'occasione, intende essere un trait d'union storico e geografico. I suoi  quattro atti si ispirano ognuno ad un'epoca e a un luogo rappresentato ciascuno da uno dei quattro elementi naturali: l'acqua ricorda infatti l'Oriente estremo, la Cina, la Mongolia e il Giappone, l'aria invece l'Oriente più prossimo della cultura yiddish e russa, il fuoco riporta alla cultura araba mentre la terra parla dell'Occidente. Nell'ultimo atto, i quattro elementi si fonderanno insieme nella volontà di portare un messaggio di unione, di amore e di dialogo tra i popoli.

San Miniato Monte mille anni - Millenium sunset concert

Orchestra Filarmonie, foto Simone Petracchi

Concerti e teatro sul sagrato di San Miniato al Monte

Ad accompagnare la musica ci saranno le performance teatrali del gruppo Medici Dynasty e le letture teatrali dell'opera “Il canto delle Pietre” dell'autore Luca Scabin interpretate dall'attore Glauco Mauri.

L'evento, organizzato dall'Associazione Passignano, fondata da Suzie e Graham Pewter e impegnata nella salvaguardia delle tradizioni, dell'arte e dell'architettura fiorentine, sostenuto dalla Residenza Privata Palazzo Tornabuoni, patrocinato dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, vuole essere anche un'occasione per raccogliere  fondi per la realizzazione di una statua da donare alla comunità ecclesiastica di San Miniato.

La statua sarà presentata al pubblico il giorno conclusivo dell'anno millenario di San Miniato, ovvero il prossimo 27 aprile 2019 alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano e di Sua Santità Karekin II, Patriarca della Chiesa Cristiana armena, invitato per richiamare l’origine armena del Santo a cui è dedicata la chiesa.

Per prendere parte al concerto è quindi necessario comprare il biglietto, al costo di 35 euro a persona, presso il Box Office, sul circuito TicktOne o direttamente la sera del concerto (ultima vendita alle ore 19.00). I posti sono limitati a 1000, come gli anni dell'abbazia, e ad ogni ospite sarà donato un ricordo speciale della serata, per scoprirlo però bisogna prenotarsi.

Perché si dice ‘San Giovanni non vuole inganni’?

San Giovanni non vuole inganni”, recita un vecchio adagio fiorentino. Patrono di Firenze, San Giovanni viene celebrato dalla città il 24 giugno, con la finale del calcio storico e lo spettacolo dei “fochi” artificiali.

Sebbene gli studi archeologici abbiano smentito questa tesi, nel Medioevo si riteneva che al posto del Battistero intitolato al Santo sorgesse precedentemente un tempio dedicato a Marte, divinità romana della guerra e patrono di Firenze in età antica.

Nel Canto XIII dell’Inferno Dante scrive che, quando la città mutò il primo protettore nel patrono cristiano San Giovanni Battista, il dio pagano decise di vendicarsi su Firenze con la sua arte, ovvero scatenando le sanguinose guerre che coinvolsero la città nel periodo medioevale.

San Giovanni non vuole inganni, perché?

Ai tempi delle corporazioni, i mercanti del cambio svolgevano due attività: il presto e lo scambio. Nel primo caso concedevano prestiti in denaro che dovevano essere restituiti entro un tempo ben preciso e con interessi precedentemente concordati.

La famiglia degli Strozzi divenne tristemente nota per gli elevati interessi che imponeva ai suoi creditori: pare addirittura che, proprio dalla cupidigia di questa casata, ebbe origine il termine “strozzino”, ancora oggi utilizzato come sinonimo di usuraio.

L’attività di cambio, invece, consisteva proprio nel cambiare le monete importate con quella fiorentina, ovvero il fiorino. Per compiere correttamente questa operazione i mercanti erano soliti battere le monete sopra un tavolo di marmo per poterne sentire il suono e valutarne così l’effettivo valore.

Non è un caso che questo tavolo prendesse proprio il nome di “banco”, da cui poi è derivata la parola “banca”, successivamente adottata nelle maggiori lingue del mondo (si pensi al termine “banque” in francese o “bank” in inglese).

L’unica moneta che non veniva mai battuta sul banco era proprio il fiorino, in quanto ritenuta così solida e affidabile da non necessitare di alcun tipo di conferma. Su queste antiche monete era raffigurato da un lato il giglio, dall’altro il patrono cittadino. Per questo ormai da secoli, “San Giovanni non vuole inganni“.

Tra calcio storico e fochi, dove godersi la festa in città

Le origini della festa di San Giovanni sono lontane e ogni 24 giugno la città celebra il patrono in grande stile. Gli eventi per San Giovanni cominciano la mattina, con il tradizionale corteo che da Palazzo Vecchio arriva fino al Battistero.

La giornata prosegue con l’ultima partita del calcio storico in Santa Croce, l’arena dove si sfidano le due squadre finaliste, ma l’appuntamento più atteso della festa arriva la sera con i fuochi d’artifi cio o, per dirla alla fiorentina, i “fochi”: alle 22 in punto un colpo di cannone segna l’inizio dello spettacolo, che può essere ammirato dai lungarni e dalle colline intorno alla città.

Fuochi di San Giovanni Firenze 24 giugno

Numerosi sono i luoghi da cui poter assistere allo spettacolo dei “fochi” di San Giovanni: dall’affollato ponte Santa Trinita alla Spiaggia sull’Arno, dai più decentrati Orti del Parnaso in via Trento fino alla romantica Fiesole.

Dichiarazione dei redditi, istruzioni per l’uso

La bella stagione porta con sé la stagione della dichiarazione dei redditi, quel documento contabile e fiscale che serve ai contribuenti a comunicare al Fisco italiano i redditi percepiti nel corso dell’anno appena passato, tenendo conto delle spese sostenute, anche insieme agli altri componenti delle famiglia.

La definizione può spaventare, ma in verità è più semplice di quanto sembra, e da quest’anno lo è ancora di più.

730 o Modello Unico: quale modello presentare

Esistono due tipologie di modelli da presentare a seconda del profilo del contribuente: il 730 è un modello semplificato utilizzabile da tutti i lavoratori dipendenti e i pensionati, mentre il Modello Unico Persone Fisiche permette di presentare più dichiarazioni fiscali, come quella dei redditi e dell’IVA. Per i lavoratori stranieri è necessario presentare una documentazione equivalente tradotta
in italiano e rilasciata dal consolato italiano presente nel paese di origine.

Quali documenti portare

La Certificazione Unica (CU) è è un documento rilasciato dal datore di lavoro sul reddito percepito nell’anno precedente ed è indispensabile per procedere con la compilazione del modello. Va inoltre presentato il codice fiscale di ogni componente del nucleo familiare e una documentazione
dettagliata di tutte le spese detraibili: spese mediche, tasse universitarie e/o scolastiche, interessi sui mutui, contratto di affitto, spese funebri, spese per attività sportive dei ragazzi, spese per asilo nido, abbonamenti per mezzi pubblici e così via.  È inoltre necessario dichiarare eventuali redditi percepiti all’estero.

Come presentare la dichiarazione dei redditi 2017

È possibile inviare il modello per via telematica collegandosi al sito dell’Agenzia delle Entrate, ma per
accedere al servizio bisogna prima munirsi di un PIN identificativo, rilasciato in tutte le sedi locali
dell’agenzia.

Per procedere autonomamente, inoltre, è consigliato informarsi approfonditamente o comunque avere una conoscenza di base della materia fi scale. In alternativa si può affidare la compilazione a un commercialista oppure a un CAF, dietro compenso.

Le scadenze

La scadenza è fissata per il 7 luglio per chi utilizza il modello precompilato in modo autonomo, mentre si estende al 23, sempre di luglio, per chi si avvale di un intermediario o del CAF.

Come riscuotere il rimborso (o estinguere il debito)

Una volta presentata la dichiarazione dei redditi, una volta registrate spese detraibili e riducibili, intorno a luglio o agosto, il rimborso viene erogato direttamente in busta paga. Lo stesso periodo è utile per estinguere un eventuale situazione di debito.

Le novità da sapere

Quest’anno la procedura sarà molto più semplice grazie all’introduzione della compilazione assistita
che aiuterà l’utente in ogni fase, attraverso indicazioni e brevi tutorial. Si può dunque accedere ai modelli precompilati dell’Agenzia delle Entrate, corredati di tutte le informazioni necessarie, o eventualmente modificare gli oneri comunicati da soggetti terzi.

Per la prima volta è possibile conoscere come i soldi delle imposte versate nel 2016 hanno contribuito a sanità pubblica, previdenza sociale, istruzione, cultura, trasporti e altre attività. Per saperne di più il sito dell’Agenzia delle Entrate dispone di una serie di tutorial utili alla compilazione che spiegano i diversi passaggi in ogni dettaglio.

McCurry in mostra a Firenze, dentro Villa Bardini

Fino al 16 settembre Villa Bardini ospita una mostra dedicata a uno dei più grandi maestri della fotografia mondiale, “Steve McCurry Icons”. Un’esposizione di oltre 100 scatti del fotografo insignito di alcuni tra i più importanti premi del settore, che conduce i visitatori in un viaggio simbolico nel complesso universo di esperienze e di emozioni che caratterizza le sue immagini e che tocca paesi come l’India, l’Afghanistan, la Birmania, il Giappone e Cuba.

Non manca il famoso ritratto di Sharbat Gula, l’icona potentissima che raffigura la ragazza afghana con grandi occhi verdi, fotografata da McCurry in un villaggio profughi nel 1985. Immagine che ha assunto ancora maggior interesse quando il fotografo l’ha ritrovata a distanza di 17 anni, con qualche ruga in più, ma lo stesso sguardo magnetico.

Gli scatti di Steve McCurry a Firenze

La curatrice della mostra, Biba Giachetti, racconta che le foto di McCurry mettono in evidenza una condizione umana fatta di sentimenti universali, di sguardi, la cui fierezza afferma dignità. Con le sue foto ci consente di attraversare frontiere e di conoscere da vicino un mondo che è destinato a grandi cambiamenti.

Gli scatti di McCurry raccontano anche di conflitti. Il fotografo è, infatti, riuscito a mostrare al mondo, per primo, le immagini della guerra, proprio quando l’invasione russa in Afghanistan chiudeva i confini a tutti i giornalisti occidentali. All’interno del percorso espositivo viene proiettato un video in cui l’artista racconta il suo modo di intendere la fotografia. In India McCurry  racconta di aver imparato a guardare e aspettare la vita. “Se sai aspettare le persone si dimenticano della tua macchina fotografica e la loro anima esce allo scoperto”.

Steve McCurry Icons mostra Villa Bardini Firenze

Grandi foto a Villa Bardini

La mostra è organizzata da Photodepartments e SudEst57 e promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e dalla Fondazione Bardini e Peyron col Comune di Firenze-Settore cultura. E' possibile visitarla fino al 16 settembre, da martedì a domenica, dalle 10 alle 19. Inoltre, le audioguide sono incluse nel prezzo (biglietto intero 10 euro, ridotto 5) e il parcheggio gratuito fuori dal Forte Belvedere.

Sul sito di Villa Bardini tutte le informazioni sulla mostra fiorentina Steve McCurry Icons.

Le biblioteche di Firenze (e dintorni) aperte di notte

L’estate si avvicina, e insieme a lei l’incubo della sessione estiva. Per gli studenti di tutte le facoltà gli esami nei mesi caldi sono, da sempre, lo scoglio più duro da superare. Se con il gelo di gennaio restare a casa sui libri al calduccio pare l’unica cosa giusta da fare, nelle belle giornate l’idea di un gelato al parco o di una gita al mare trainano più di un carro di buoi.

Così l’unica cosa che rimane da fare è posticipare lo studio, magari quando il sole se ne va, nella pace notturna. Fortuna che lo studio durante “le ore piccole” non è qualcosa di impossibile: a Firenze e dintorni, sono diventate molte le biblioteche che restano aperte fino a tarda notte.

Le biblioteche di Firenze aperte di notte

Partendo dai classici, alza la mano all’appello la Biblioteca delle Oblate. L’antico convento in pieno centro accoglie gli studiosi, dal martedì a venerdì fino a mezzanotte (le 22 il lunedì). La terrazza panoramica potrebbe essere una scelta del tutto appropriata per mettersi sui libri dopo cena senza rischiare il torcicollo per l’aria condizionata. Oltre alla comodità del servizio del bar all’aperto.

Ma se vi piace sentirvi a casa, dovete sapere che non tutte le facoltà chiudono a fine pomeriggio. Anche la Scuola di Architettura di Santa Verdiana in piazza Ghiberti, resta aperta, dal lunedì al venerdì, fino alle 24. Niente a che vedere con la bellezza dei palazzi del centro storico, ma qui prevale la comodità. La scuola infatti mette a disposizione molte aule studio con ampi tavoli bianchi utilissimi per coloro che devono portare a termini lavori manuali o di gruppo.

Per i più coraggiosi si aggiunge una terza opzione: la Residenza Calamandrei. Situata nel viale Morgagni è la scelta perfetta per i cosiddetti “studenti dell’ultimo minuto”. Se siete soliti fare la full-immersion prima dell’esame, la residenza universitaria chiude le porte dopo le 24. Oltre ad essere l’unica che resta aperta anche la domenica.

Fuori e dentro Firenze

Uscendo dal perimetro del Comune di Firenze troviamo invece la Biblioteca di Scandicci. Anche qui, grazie ad un progetto di autogestione organizzato proprio dagli studenti, il piano terra dell’edificio resta aperto dalle 20 alle 23, ma solo due volte a settimana (nei giorni di lunedì e mercoledì).

E infine ci spostiamo all’Isolotto, con la BibliotecaCaNova. Anche in questo caso, non è possibile usufruire del servizio post-cena tutti i giorni, ma il martedì e il giovedì una sala della biblioteca resta aperta fino alle 23. Gli spazi sono molto ampi e la tranquillità è garantita, l’unica pecca è la lontananza dal centro e dalle sedi universitarie, ma se ci si trova in zona, è senz’altro la scelta più giusta da fare.

Il progetto per l’ex caserma Lupi di Toscana

Sostenibile, ecologico e motore di innovazione culturale e sociale: queste le parole d'ordine del progetto vincitore del concorso indetto dal Comune di Firenze, in collaborazione con l'Agenzia del Demanio, per raccogliere nuove idee in vista della riqualificazione della ex caserma Gonzaga “Lupi di Toscana”.

Dopo essere stati ceduti dall'Agenzia del Demanio al Comune di Firenze a titolo gratuito, la caserma, i suoi edifici e tutta l'area circostante si trasformeranno un primo esperimento di social housing sostenibile. Negli scorsi mesi l'area era finita al centro della discussione per una possibile cessione alla Comunità islamica per la realizzazione di una moschea

Il progetto per i Lupi di Toscana

Secondo il master plan del progetto vincitore del concorso di idee sull'ex caserma Gonzaga e realizzato dall'architetto Paolo Luigi Poloni di Luino (vicino Varese) 22.000 mq di superficie, dei 33.500 disponibili, saranno destinati alla realizzazione degli appartamenti da destinare ai giovani e alle giovani coppie; mentre i restanti saranno dedicati alle altre attività di quartiere tra cui: 12.000 mq per uffici, fondi per terziario o sanitario, 7.500 mq per le differenti attività commerciali e infine 6.000 mq per attività sociali, culturali o di istruzione.

Tutta la nuova area si articolerà intorno ad una strada che fungerà da asse centrale e di comunicazione con la città. Proprio la posizione geografica della “Lupi di Toscana”, sul confine tra i Comuni di Firenze e Scandicci, che in passato è stata fonte di polemiche, nel nuovo piano diventa un elemento centrale e strategico per la ricucitura urbana voluta da entrambi i sindaci. Il nuovo progetto intende infatti collegare tra di loro tutte le aree della Città Metropolitana grazie anche alla linea 1 della tramvia che faciliterà la mobilità alternativa verso Firenze e Scandicci.

Caserma Lupi di Toscana mappa progetto vincitore - Caserma Gonzaga planimetria

I tempi (ancora vaghi) per trasformare l'ex caserma Gonzaga

Per quanto riguarda l'investimento il concorso di idee per i Lupi di Toscana ha previsto un premio di 50.000 euro per l'architetto vincitore mentre per la realizzazione sono stati stanziati 150 milioni di euro. Una somma ingente giustificata dal fatto che l'intervento prevede una riqualificazione più complicata di un'edificazione ex novo. Nessuna indicazione però sui tempi previsti per la realizzazione dell'opera. Interrogato, il sindaco Nardella si tiene sul vago ma assicura che sarà il grande progetto prossimo mandato e ritiene che sarà concluso entro i prossimi 5 o 6 anni.

L'opera della ex caserma Gonzaga è il primo esempio a livello nazionale di collaborazione virtuosa tra l'Agenzia del Demanio e un'istituzionale locale, tanto che il sindaco Nardella e il direttore dell'Agenzia Reggi già pensano ad una futura nuova collaborazione per la caserma Perotti di via del Gignoro. Non resta che aspettare per vedere se questo progetto darà effettivamente lo slancio per altre novità.

DA RIUSARE CON GALLERY

Visita alla sede di SILFIspa da parte di dirigenti pubblici e stakeholder interessati ai temi dell'efficienza energetica, che partecipano a un progetto che coinvolge nove diversi paesi d'Europa e che hanno voluto studiare l'esperienza fiorentina.

L’iniziativa è stata organizzata nell'ambito del progetto europeo Empower – Interreg Europe, che punta a migliorare la politica pubblica nei settori del monitoraggio energetico e del finanziamento innovativo di progetti energetici, attraverso lo scambio e la condivisione di buone pratiche, esperienze e idee, visite di studio e workshop tecnici. Ospite della visita l'Agenzia Fiorentina per l'Energia, che è il partner italiano del progetto.

A fare tappa nella sede di SILFIspa e nella sua control room è stata una delegazione di operatori che si occupano di efficienza energetica provenienti da Svezia e Slovenia: a loro sono stati illustrati le attività e i servizi che la società gestisce, dalla rete della pubblica illuminazione agli impianti semaforici, e il loro sistema di monitoraggio attraverso la control room.

Come affrontare la maturità senza ansia

L’ansia che sale, il pensiero del primo scoglio importante da superare che a poco a poco si concretizza, il terrore dell’interrogazione orale, la paura di non riuscire mai a mettere insieme le 20 pagine di tesina per la maturità.

Il mese di giugno per chi ha alle spalle l'ultimo anno di scuola superiore è il periodo più duro dell’anno, così abbiamo chiesto a Sara Piccolo, fondatrice dell’associazione Logical Education qualche consiglio su come affrontare lo studio e combattere l’ansia da esame.

La prova orale è quella più temuta. Qual è il metodo di studio consigliato?

Gli adolescenti sono spesso bloccati dalla figura del professore, c’è come un muro che separa gli studenti dai loro docenti. Questo blocca completamente gli alunni, che invece dovrebbero creare un rapporto diretto con i professori, chiedere loro consigli tecnici sulla preparazione o approfondimenti,
senza nascondere i propri dubbi.

Le materie sono molte e i ragazzi non sono abituati ad essere preparati su interi programmi. Che tecnica consiglia per memorizzare meglio gli argomenti?

Ognuno di noi ha il proprio metodo di apprendimento. I ragazzi non devono mai sottovalutare le proprie risorse interne. Il cervello con gli anni si struttura in un determinato modo, non è consigliabile
cambiare la propria tecnica, ma piuttosto rafforzare il proprio modo di apprendere.

La mattina dell’esame tremano le gambe, sudano le mani. Come si fa a combattere l’ansia?

L’ansia è un comportamento positivo che serve molto all’apprendimento. É qualcosa di naturale, fa parte del dna dell’uomo, non possiamo bloccarla. C’è un’ansia buona, che fino a che non supera
un picco tale da bloccare l’individuo e abbassare la performance, è motivante. Quindi i ragazzi devono
cercare di incanalare questo stato emotivo nello studio, e non farsi sovrastare: a quel punto sarà tutto
più semplice.

Una festa della cultura in attesa di San Giovanni

Ha regalato un festival a Firenze in nome del profondo affetto che lo lega a questa città. È John Hoenig, regista e lighting designer inglese, che sostiene la settima edizione del Festival “Festa della Cultura San Giovanni Battista” che dal 18 al 24 giugno unisce arte, musica e spiritualità nel centro storico di Firenze. Lo abbiamo intervistato per capire cosa c'è dietro questo appuntamento.

Com’è nato questo progetto?

Un grande amore per la cultura italiana mi ha portato qui dove ho intrapreso ricerche sui disegni teatrali e  sulle architetture di Buontalenti. Ho deciso di fondare il Festival senza scopo di lucro, ma con l’obiettivo di unire cittadinanza e turisti dando spazio alle varie espressioni artistiche. È il mio grazie a Firenze, un dono aperto a tutti che ho potuto  realizzare grazie al patrocinio del Comune e dell’Accademia delle Arti del Disegno.

Qual è il programma 2018 della Festa della Cultura San Giovanni Battista?

Abbiamo organizzato una mostra, tre concerti, due Messe e tre visite guidate per celebrare San Giovanni Battista, il patrono della città. Nei giorni del Festival si potranno incontrare gli artisti della mostra, visitare la nuova bottega del Maestro orafo Paolo Penko e la Chiesa dei Santi Apostoli in collaborazione con i volontari di Ars et Fides Firenze.

Ha sempre lavorato con numerosi artisti, non solo fiorentini. Ci sono delle novità?

Il tema di quest’anno è intitolato “Pace, luce e speranza”. Per la prima volta, il 18 giugno, inauguriamo il Festival all’Accademia delle Arti del Disegno coinvolgendo artisti come Antonio Ciccone, Alessandro Vannini, Jason Arkles e Martina Guasti, ma abbiamo voluto dare visibilità anche ai giovani studenti della Sacred Art School. La sera seguirà un concerto multimediale intitolato “L’armonia delle Sfere” dove proietteremo disegni originali per scene e costumi e ascolteremo brani del repertorio lirico fiorentino della fine del ‘500 interpretati da Laura Andreini e Andrea Benucci.

Cosa si ascolterà nella Chiesa dei Santi Apostoli?

Abbiamo organizzato un concerto di musica antica con Orpheus Ensemble e uno di musica sacra con Firenze Vocal Ensemble dove ascolteremo l’Agnus Dei di Frederick Frahm con Aliz Csanyi. Ci saranno anche musiche di Ildegarda di Bingen, Vivaldi, Mozart o Fauré. Termineremo il 24 giugno con due messe in inglese e in italiano nella Chiesa dei Santi Apostoli per tenere vivo un dialogo creativo e spirituale. E' tutto gratuito, aperto a coloro che insieme a noi vorranno costruire ponti di  conoscenza attraverso il linguaggio universale dell’arte.

Festa della Cultura San Giovanni Battista programma eventi

Sul sito ufficiale il programma completo della Festa della Cultura San Giovanni Battista 2018.

‘Cronaca Nera’ e lo sguardo mancato

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Stavolta cosa avrà combinato di male Rolando Biancaloni? Arriva una nuova puntata di “Cronaca Nera”, la serie web firmata dal comico fiorentino Andrea Muzzi, che veste i panni di un reporter alla caccia di notizie sensazionali o pseudo tali.

“Cronaca Nera” è una parodia dei tanti finiti-scoop che vediamo raccontati ogni giorno in tv. “Mi hanno sempre divertito le trasmissioni che mettono il ‘mostro’ in vetrina – spiega Muzzi -. A volte si fatica a capire chi sia veramente il mostro: il protagonista della cronaca nera? O lo show che gode nel fare audience dal suddetto mostro? Questo ha generato in me un pensiero malevolo; se il mostro fosse un virtuoso, un italiano che fa cose anomale? Cose da non italiano. Questo è il risultato”.

Per saperne di più su questa serie web, guarda anche le altre puntate di “Cronaca Nera”, segui i canali social de Il Reporter oppure sintonizzati su Italia 7, dopo il tg delle 19.40 e 20.45.