lunedì, 31 Agosto 2026
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Un pranzo stellato per il Meyer

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Uno scopo benefico, un luogo suggestivo, un cuoco d’eccezione: sono gli ingredienti del “Pranzo per il Meyer”, che si svolgerà sabato 15 settembre alle ore 12.30 al Giardino di Daniel Spoerri di Seggiano (provincia di Grosseto), organizzato da Legacoop Toscana e Coop Unione Amiatina. Ai fornelli ci sarà lo chef stellato Roberto Rossi del ristorante Silene di Seggiano.

Il pranzo

Un nuovo evento di solidarietà attraverso cui Legacoop Toscana riconferma il proprio sostegno al progetto Meyerpiù, dopo la cena dello scorso 12 luglio a Firenze (in Piazza Bartali) che ha visto la partecipazione di oltre 800 persone. Ora anche Coop Unione Amiatina ha deciso di dare il proprio contributo a questo importante progetto, organizzando con Legacoop Toscana il pranzo di raccolta fondi del prossimo 15 settembre.

Tutti possono prendere parte al pranzo e contribuire così in prima persona alla realizzazione del progetto Meyerpiù. Per avere tutte le informazioni necessarie e per prenotare inviare una e-mail a [email protected] entro il 12 settembre. La quota minima di adesione è di 50 euro. Chi parteciperà al pranzo avrà anche la possibilità di visitare il Giardino a partire dalle ore 10.

Il progetto Meyerpiù

Il progetto Meyerpiù, per il quale Unicoop Firenze si è impegnata a donare un milione e mezzo di euro in tre anni attraverso iniziative realizzate in collaborazione con la Fondazione Meyer, è finalizzato all’ampliamento dell’ospedale pediatrico fiorentino Meyer. L’area attuale pari a circa 30mila metri quadrati, verrà ampliata fino a 40mila metri quadrati e verranno acquisiti 7 ulteriori ettari di spazio verde. Il tutto con l’obiettivo di garantire ai bambini toscani e non solo un ospedale ancora più efficiente e accogliente.

 

pranzo Meyer Seggiano

 

Lo chef Roberto Rossi, il ristorante Silene e il Giardino di Daniel Spoerri

Appassionato di cucina fin da giovanissimo, Roberto Rossi diventa proprietario e chef nel 1992 dello storico ristorante Silene, aperto nel 1830. La radicata attenzione al territorio da parte di Roberto si rivela nella sperimentazione di cibi che vengono dalla tradizione contadina toscana. La semplicità, l'eccellenza delle materie prime, le tecniche di lavorazione e cottura rendono la sua cucina molto personale e focalizzata sui doni di natura della stagione. Cucina che si accompagna a un’ottima scelta di vini.

Il connubio con il cibo si sposa perfettamente con le meravigliose opere del Giardino di Daniel Spoerri, del quale Roberto è gestore. Un parco di arte contemporanea, con 113 installazioni di diversi artisti mondiali: un museo a cielo aperto. Nel 2014 la passione viene premiata con una stella Michelin, un gioiello che brilla in un luogo altrettanto prezioso.

3 opere di Verdi per aprire la stagione del Maggio

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Tre nuove produzioni in un solo mese, un progetto ritenuto impensabile fino a poco tempo fa. Il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino inizia la stagione autunnale con la “Trilogia popolare verdiana” mettendo in scena le opere di Giuseppe Verdi più amate e rappresentate al mondo: Il Trovatore, Rigoletto e La Traviata.

Un unico spettacolo lungo sette ore e mezza nonostante le tre opere prendano vita singolarmente trattando temi molto diversi ma drammaticamente attuali, ambientati in tempi e luoghi altrettanto diversi e che Verdi ha voluto, in questa trilogia, mettere a fuoco.

Un progetto del tutto nuovo ma anche moderno che si realizza dopo un anno e mezzo di intenso lavoro che ha coinvolto tutto il Teatro del Maggio ed in particolare il regista Francesco Micheli, il maestro Fabio Luisi, nonché per la scenografia Federica Parolini, per i costumi Alessio Rosati e per le luci Daniele Naldi; una scommessa che ci consegna una configurazione omogenea e armonica di questi tre titoli tanto cari al grande pubblico.

L'inizio con il Trovatore

La Trilogia viene dunque presentata come un corpo unico tanto che ne Il Trovatore, che fa da prologo all'intero progetto in quanto prima opera in ordine cronologico ad essere allestita, vedremo entrare in scena Ferrando – come incarnazione di Giuseppe Verdi – che estrae da un grande scaffale tre marionette iniziando ad inanellare la vicenda che poi si diramerà nelle tre opere. I burattini in cartapesta che invaderanno le scene successive, come anche le maschere indossate dagli interpreti di Rigoletto e le bambole a grandezza umana oltre alla grande coppa di champagne dove si immergerà una Violetta ballerina di burlesque ne La Traviata, sono state realizzata da Jacopo Allegrucci, scenografo versiliese che da venti anni lavora per il Carnevale di Viareggio.

Trilogia verdiana Firenze

 Foto: Pietro Paolini, TerraProject-Contrasto

“Il nostro lavoro delinea la storicità del progetto verdiano e contemporaneamente rispecchia l’Italia di oggi in maniera emozionante e attuale. – ha spiegato il maestro Fabio Luisi – In un momento così cruciale per il nostro Paese e per l'intera società è bene ricordare quello che Verdi ci ha regalato, con i suoi personaggi scandalosi, trasgressivi, che vanno contro corrente perché rivendicano un diritto di libertà nel tentativo di uscire dal ruolo imposto dalla società. Qui sta la modernità di queste tre opere ed è questo che le unisce. La musica traduce poi le emozioni facendoci vivere i moti psicologici dei protagonisti”.

Verdi e la bandiera italiana

In questa storica trilogia, vista come una sorta di testamento popolare voluta da Verdi, “Padre della Patria”, non poteva mancare la Bandiera italiana. Un monumentale tricolore aprirà infatti la prima scena di ciascuna delle opere connotando la loro natura intimamente italiana.

Trovatore Giuseppe Verdi Firenze - Teatro Maggio musicale fiorentino

 Foto: Pietro Paolini, TerraProject-Contrasto

“Nel tentativo di condensare il desiderio che queste tre opere continuino a parlare ai giovani figli del nostro Paese, che Verdi ha contribuito con la sua arte a rendere unico – ha riportato il regista Francesco Micheli – abbiamo colto, in una maniera quasi giocosa, l'analogia tra le tre opere e i tre colori della Bandiera italiana. Ho dunque immaginato uno scrigno a tre ante, rappresentato in scena da tre pannelli con i toni del nostro Tricolore, che si uniformerà nel colore che contraddistingue l'opera messa in scena: rosso fuoco per Il Trovatore, il bianco della camelia e del pallore di Violetta ne La Traviata e il verde del livore per Rigoletto. Durante il preludio questi grandi carri-pannello si apriranno per mostrare spazi pubblici e privati che gli spettatori saranno chiamati ad immaginare come luoghi a cui noi alludiamo”.

Altro denominatore comune delle tre opere sarà il coro. Il complesso di voci, che avrà funzione di commento, vedrà i suoi elementi vestiti con abiti contemporanei a sottolineare che il coro “siamo noi”, il popolo, che ascolta ed assiste alle vicende tanto diverse, e spesso drammatiche, dei protagonisti venendo coinvolto a tal punto da esserne inghiottito. Secondo Verdi il coro è di fatto un personaggio unanime che lega e che passa attraverso Trovatore, Rigoletto e Traviata unendone le emozioni, a volte contrastanti, delle passioni.

Le date della Trilogia popolare verdiana al Teatro del Maggio

Le tre opere verranno messe in scena a staffetta nel corso del mese di settembre 2018, con la prima de Il trovatore fissata per il 13 (repliche il 16, 19 e 22 settembre), la prima di Rigoletto il 15 (repliche il 20, 26 e 29 settembre) e la prima de La Traviata il 21 settembre (repliche il 23, 25, 27 e 30).

Informazioni sul sito del Maggio musicale fiorentino.

Il cinema Spazio Uno è salvo

I cinefili possono stare tranquilli: il peggio per lo Spazio Uno è superato. Il futuro del cinema, garantisce Giuseppe Giuliattini (co-titolare della storica sala), è al sicuro: la proposta che gli acquirenti dello stabile stanno valutando consiste nel ristrutturare ilocali, con l’ampliamento della sala principale e l’apertura di due mini-auditorium da una cinquantina di posti, ai quali si affiancherebbe una caffetteria. Tutto al piano terra, così da liberare gli altri due piani che sarebbero destinati a uso residenziale.

La vicenda

Quella dello Spazio Uno è una storia che parte oltre quarant’anni fa. L’apertura negli anni Sessanta come cineclub del dopolavoro Enel, i numerosi cambi di gestione, le turbolenze degli anni Novanta. Nel 2002 finalmente la nuova gestione riesce, non senza qualche difficoltà iniziale, a rilanciare il cinema con una programmazione che, tra il 2015 e il 2016, vede una crescita nei biglietti venduti pari al 40%.

Le incertezze iniziano pochi anni fa. Enel, proprietaria dell’edificio di via del Sole, mette in vendita l’intero stabile dove si trova il cinema. Di fronte alla prospettiva concreta della chiusura i titolari chiedono l’intervento di Palazzo Vecchio.

Il Cinema Spazio Uno non chiude

Come tutte le sale del centro, infatti, anche quelle dello Spazio Uno sono vincolate a tale uso. Il Comune ottiene la proroga del contratto fino al 30 maggio 2018 e un impegno non negoziabile da parte del nuovo proprietario: che, anche dopo la vendita, i locali mantengano le loro funzioni attuali. Il 31 maggio arriva l’ufficialità: il nuovo proprietario dell’edificio acquisirà gli spazi a dicembre 2018 e il cinema potrà continuare con la sua programmazione.

Cinema Spazio Uno non chiude


Lo Spazio Uno si lascia alle spalle un momento di difficoltà tristemente condiviso con molti altri cinema del centro storico, letteralmente divorati da multisala e grandi catene. Da una parte c’è chi, come l’Ariston, non ha retto il colpo ed è stato costretto a chiudere. Dall’altra c’è chi è riuscito a reinventarsi. È il caso del cinema Odeon, diventato un vero e proprio luogo di culto per gli amanti dell’original sound.

O ancora dello Spazio Alfieri e della Fondazione Stensen, che si sono ritagliati un ruolo di rilievo con una programmazione d’essai e con la collaborazione con i numerosi festival cittadini. O del più recente
La Compagnia che, oltre alla ordinaria programmazione, ospita festival, documentari, rassegne e mostre. Perché diciamolo: il multisala è bello, ma vuoi mettere l’intimità di una piccola sala del centro storico?

Il servizio Civile 2018 con Legacoop Toscana

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Sono 53 i posti a disposizione per svolgere il servizio civile con Legacoop Toscana nell’ambito del Bando 2018 per la selezione di volontari da impiegare nei progetti di Servizio Civile Nazionale.

Gli aspiranti volontari, che devono avere tra i 18 e i 28 anni (occorre non aver compiuto il 29esimo anno di età), hanno tempo fino al 28 settembre per presentare domanda di partecipazione per uno dei 10 progetti proposti da 8 cooperative sociali toscane nelle province di Prato, Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Arezzo. È possibile presentare domanda per un solo progetto. I volontari avranno diritto a un rimborso di € 433,80 mensili.

I giovani selezionati saranno impegnati nei settori dei Servizi all’Infanzia, dell’Assistenza a minori, disabili e persone con dipendenze che stanno effettuando un percorso di recupero, nell’Educazione e promozione culturale (tutoraggio scolastico, animazione culturale verso i minori e i giovani, animazione nel territorio, educazione al cibo, alla pace, attività artistiche e interculturali).

Tra le sedi in cui sarà svolto il servizio civile ci sono nidi d’infanzia e spazi gioco, centri diurni per minori, centri dedicati a bambini e ragazzi con difficoltà scolastiche e disturbi dell’apprendimento, comunità alloggio per minori, centri di aggregazione giovanile, Centri infanzia adolescenza e famiglia, Comunità alloggio protette, Centri diurni di socializzazione disabili, RSA, Centri diurni e assistenza domiciliare handicap, servizi di terapia occupazionale.

Per alcuni progetti lo svolgimento del servizio civile dà diritto al riconoscimento di Crediti formativi universitari e può avere valore di tirocinio per gli studenti della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze, sulla base di una convenzione Università degli Studi di Firenze/Legacoop Toscana. Dal 2006 ad occuparsi del servizio civile per Legacoop Toscana è il Consorzio Pegaso Network.

“In oltre dieci anni – afferma il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini – sono stati più di 500 i volontari impiegati in progetti del Servizio Civile Nazionale e Regionale. Per molti ragazzi il servizio civile ha rappresentato un’opportunità concreta di avvicinarsi al mondo del lavoro. Nel 40-50 per cento dei casi questa esperienza ha consentito l’avvio di un percorso professionale nella cooperativa sociale in cui si è svolto il servizio civile o comunque nella cooperazione sociale”.

Questi i progetti per cui è possibile presentare domanda:
IT.E.M. – InTerventi Educativi per Minori SCU – Cooperativa Alice (Prato)
Musicanti di Brema: tutti diversi, tutti pari, tutti insieme – Cooperativa CUI (Prato)
Raccogliere e accogliere le Odissee – Cooperativa Pane e Rose (Prato)
“C’era una volta…” – Cooperativa CEPISS (Firenze)
YOUNG + – Cooperativa CEPISS (Firenze e Scandicci)
Sfide per crescere – Cooperativa CREA (Viareggio e Camaiore – LU)
Laboratori delle Differenze – Cooperativa CREA (Viareggio e Camaiore – LU)
Peter Pan – Cooperativa Progetto 5 (Arezzo, Lucignano, Capolona, Chiusi)
IDEALCOOP4SERVICE – Cooperativa IdealCoop (Castelnuovo Val di Cecina, Volterra, Pomarance – PI)
Lupo Alberto – Cooperativa Nuovo Futuro (Rosignano, Cecina – LI)

La domanda di partecipazione alla selezione e la relativa documentazione vanno presentati direttamente alla Cooperativa che realizza il progetto scelto, oppure a: Legacoop Toscana c/o Consorzio Pegaso via di Casellina 57/f Scandicci Firenze, Tel. 055 6531082, [email protected]

È possibile inviare la domanda via PEC, con raccomandata a/r oppure presentarla a mano. La data di scadenza è il 28 settembre 2018 (in caso di consegna a mano entro le ore 18:00).

Innovazioni per il biologico toscano, un convegno per presentare i risultati

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Le innovazioni per l’ortofrutta biologica toscana saranno al centro di un convegno in programma martedì 11 settembre a partire dalle 10.30 nella Sala Giglio dell’Educatorio del Fuligno, in via Faenza 48 a Firenze.

Si tratta del convegno finale del progetto “Tecno innovazioni per la valorizzazione sostenibile del bio toscano – 4 Bio”, finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del PSR 2014-2020 e specificatamente del Pif (progetto integrato di filiera) 53/2015 il cui soggetto-promotore è la società Vivitoscano. Un progetto che ha avuto l’obiettivo di sviluppare interventi mirati per migliorare la sostenibilità dei processi produttivi, la qualità delle produzioni e le relazioni nell’ambito della filiera dell’ortofrutta biologica della Toscana.

Il convegno sarà l’occasione per fare un quadro generale sul Pif e presentare i risultati del progetto “Tecno innovazioni per la valorizzazione sostenibile del bio toscano – 4 Bio” a cui hanno collaborato, nei due anni di attività, oltre al capofila due centri di ricerca, Uni.Pisa – C.i.R.A.A. e Crpv soc.coop., Terre dell’Etruria con la propria rete di tecnici sul territorio, e altre società esperte del settore: Apofruit Italia, AOP Gruppo VIVA, Ca’Nova, Winet, Agronica, Onit, Grafikamente.

Il progetto, inoltre, ha visto direttamente impegnate quattro aziende agricole di diverse province della regione, presso cui sono state effettuate le prove sperimentali con l’obiettivo di testare direttamente i risultati ottenuti. Al convegno, che sarà aperto da Sara Guidelli di Legacoop Toscana, parteciperà tra gli altri anche l'assessore regionale ad agricoltura e foreste Marco Remaschi.
 

Com’è la nuova piazza dei Ciompi

Piazza dei Ciompi presenta il suo nuovo volto: alle spalle della loggia del pesce nasce una piazza-giardino con un’area verde centrale e, lungo il perimetro, degli spazi che potranno ospitare mercatini temporanei.

Dopo il progetto di recupero e i lavori, venerdì 7 settembre l’inaugurazione ufficiale con centinaia di persone e una festa accompagnata dalle esibizioni degli artisti del Cirk Fantastik e dalle note della Scuola di musica di Fiesole.

Il “progetto verde” di piazza dei Ciompi

Ecco come si presenta oggi questo spazio pubblico che un tempo ospitava il mercato delle pulci: l’area verde è circondata da una cancellata  e da siepi, mentre all’interno si trovano vialetti, panchine, aiuole fiorite, la più grande delle quali è dominata dal pino che già esisteva nella piazza. Ai lati che guardano Borgo Allegri e via Buonarroti sono stati piantati 12 alberi di aranci amari.

Questa piazza verde è stata ideata anche per ospitare mercatini settimanali o mensili, che comunque non saranno alimentari, spiega il Comune: per questo sono stati fatti lavori per garantire l’alimentazione elettrica agli ambulanti. Il primo appuntamento è già in calendario: sabato 15 settembre debutta la fiera dei libri e dei fiori di piazza dei Ciompi, che tornerà una volta al mese fino a dicembre.

Leggi anche: i mercatini in piazza dei Ciompi, le date 2019

Piazza Ciompi prima e dopo i lavori

Foto: pagina Facebook Dario Nardella

Durante i cantieri sono stati svolti vari interventi: rinnovata la pavimentazione, adesso è in pietra forte; potenziata l’illuminazione pubblica nella zona grazie ai nuovi lampioni led; riqualificate le reti delle fogne, delle tubature dell’acqua e delle linee telefoniche.

“Piazza dei Ciompi torna ai fiorentini con un volto completamente nuovo – commenta il sindaco di Firenze Dario Nardella su Facebook – Piante, fiori e pietra al posto di amianto e cemento. Dopo venti anni nel cuore di Sant’Ambrogio, grazie alla partecipazione di cittadini e commercianti, ora c’è una piazza tutta da vivere”.

Piazza Ciompi Firenze inaugurazione dopo i lavori, taglio del nastro

E gli scavi archeologici

Nel corso dei lavori sono spuntati anche dei reperti. Gli scavi in piazza dei Ciompi hanno permesso di recuperare resti di epoca moderna e, in misura più limitata, di epoca tardo medioevale, rinascimentale e romana. Per valorizzare la storia della piazza, a partire dalle analisi archeologiche fatte durante il cantiere, il Comune e la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggi di Firenze stanno studiando un progetto pilota per un sistema di comunicazione multimediale.

In edicola i biglietti della Fiorentina

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Giornali, riviste e i tagliandi per lo stadio. Le edicole si trasformano anche in biglietterie per le partite della Fiorentina, per gli incontri della prima squadra maschile ma anche del team femminile. Ad esempio sono già in vendita i posti per il match di Champions League della Fiorentina Women’s.

Grazie all’accordo tra Acf Fiorentina e Comune di Firenze, gli edicolanti della città hanno la possibilità di diventare rivenditori ufficiali dei biglietti delle squadre viola: grazie al computer gestiranno la vendita attraverso il circuito Ticket One. I tagliandi potranno essere stampati direttamente e il pagamento potrà avvenire in contanti o con carta di credito.

Non solo biglietti per la Fiorentina: in edicola tanti servizi

Aumentano così i servizi che i rivenditori di giornali possono offrire ai propri clienti, grazie al “pacchetto” di misure anticrisi varate dal Comune di Firenze: dal marzo scorso nelle edicole aderenti si possono comprare i biglietti per gli eventi del Maggio musicale fiorentino, mentre dal luglio 2017 sono disponibili anche certificati anagrafici. Inoltre per questi esercizi commerciali l'amministrazione comunale ha previsto sconti sul canone di occupazione del suolo pubblico fino al 70 per cento

“Siamo felici che Fiorentina abbia voluto accompagnarci in questo progetto di sostegno alle edicole – ha detto l’assessore Del Re – Un modo per dare agli edicolanti una nuova fonte di introito, ma anche per ampliare l'offerta di Fiorentina e portare al Franchi anche il pubblico dei turisti che ogni giorno arrivano nel centro storico e che da oggi troveranno affissa nei chioschi la locandina viola”.

La Basilicata alla Corte dei Medici

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Un viaggio tra gli ideali della cooperazione e della condivisione in una città che sembra rendere tutti felici. Un sogno che diventa realtà, seppur per poco e a fatica.

È il grande spettacolo La Città dell’Utopia, nato da un accattivante intreccio tra fatti storici realmente accaduti entro i confini della Basilicata ed eventi fantastici, onirici, per la regia di Gianpiero Francese, promosso dall’Agenzia di Promozione territoriale (Apt) della Basilicata, che avrà luogo a Firenze il prossimo 14 settembre presso il Parco delle Cascine, nell’ambito della Settimana Lucana (8-15 settembre 2018), giunta alla terza edizione e intitolata La Basilicata alla Corte dei Medici, che prevede eventi culturali in diversi luoghi del capoluogo fiorentino, dal centro alla periferia.

La rappresentazione è portata in scena da un cast speciale, composto da 6 attori di fama nazionale, tra cui anche il lucano Erminio Truncellito, 6 danzatori di terra e 4 aerei, tra questi spicca il nome del ballerino colombiano Bryan Ramirez, finalista del reality serale “Amici” ed. 2017, guidati dalla coreografa Federica Posca, e 30 bambini del borgo lucano di Campomaggiore coinvolti come comparse su un palcoscenico di circa 50 mq.

Le coinvolgenti performance artistiche raggiungeranno i 20 metri di altezza da terra e a rendere ancor più emozionante lo spettacolo saranno inserti narrativi di video mapping, animazione fumettistica, proiezioni su videosfera ed effetti di illuminotecnica.
Uno spettacolo della ricca Kermesse dalle direttrici artistiche e culturali che promuove la Basilicata turistica e mediante tutte le iniziative letterarie, cinematografiche, teatrali ed enogastronomiche invita al confronto culturale tra due comunità, lontane ma non distanti, unite dal senso di appartenenza alle proprie origini rievocando personaggi, storie e tradizioni.

Una sorta di gemellaggio culturale, per raccontare la Basilicata slegata dagli stereotipi del folklore popolare, pur mantenendo intatta la propria autenticità. Una sette giorni organizzata dall’Associazione culturale lucana Firenze che dal 1971 opera ed agisce sul territorio toscano, con l’intento di mantenere vivo il legame con la terra d’origine.

Il taglio del nastro è fi ssato sabato 8 settembre alle Pavoniere, alle ore 19.00 con il saluto del Presidente dell’Associazione Lucani, Luigi D’Angelo e il sindaco di Firenze Dario Nardella. A far da cornice la musica del gruppo I Tarantolati di Tricarico (ingresso gratuito), band storica dell’intero panorama folk-popolare nazionale.

Il 9 settembre alle 19.00 al Fiorino sull’Arno, presentazione del libro di Maria Albano “Desde el alma” sulla vita di Rosita Melo, prima donna compositrice di tango. Il 10 settembre alle ore 20.00 al Cinema Compagnia (ingresso gratuito), cineforum dedicato a Bellezza & Spiritualità, con la proiezione del cortometraggio “La Strada meno battuta” di Armando Lostaglio, letture dedicate a Giustino Fortunato e realizzazione di un’opera estemporanea, a cura dell’artista Vittorio Vertone, messa poi all’asta in occasione della cena di gala. A seguire anteprima nazionale del film “Sacra Linfa” del regista lucano Felice Vino. Martedì 11 settembre a San Salvi, nell’ex manicomio fiorentino, l’attrice Francesca Ritrovato (accompagnata dalla musicista GIUA), porterà in scena “Una spina nella carne” uno spettacolo dedicato agli internati lucani.
Il 12 settembre, spazio all’enogastronomia con una cena lucana all’ ‘Osteria del Porcellino’ allietati dalla dj lucana COQODJ.
Giovedì ore 20.00 al caffè letterario “Le Murate” serata di Musica live e cultura con la presentazione del libro “Nella testa di Antonio Infantino” di Walter De Stradis e la musica live dei Mediterranea Quartet, guidati dal lucano Enzo Mileo. Ad inizio serata l’Associazione Danze Assud della maestra ballerina Annalisa Prota, terrà uno stage gratuito sulle danze popolari. A condurre la serata sarà il giornalista critico musicale Giancarlo Passarella (il Re del Gancio).
Venerdì 14 settembre andrà in scena La Città dell’Utopia e sabato 15 settembre 2018 presso il ristorante “La Loggia”, il gran finale con saluto delle istituzioni e una cena di gala, con la consegna dei premi alle Eccellenze lucane nel mondo (Angelo Chiorazzo, Fondatore Cooperativa Auxilium, Presidente AGCI; Michele Uva, Vicepresidente UEFA e sub commissario FIGC; Michele De Bonis, Primario di Cardiochirurgia delle Terapie avanzate e di Ricerca dell’Ospedale Universitario San Raffaele; Carolin Martino, Imprenditrice, Presidente del Consorzio per la Tutela dell’Aglianico) e l’asta benefica finalizzata alla raccolta fondi per la consegna di una borsa di studio.
 

Conosci tutte le feste tradizionali di Firenze?

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Provate a nominare le festività tradizionali di Firenze fuori dai confini gigliati: nella gran parte dei casi sul volto del vostro interlocutore rimarrà stampato un grosso punto interrogativo. Tentate con “rificolona”, passate al grillo e poi al Capodanno fiorentino che qui non cade solo il primo gennaio. Sono le festività di casa nostra, tradizioni che affondano le radici in antiche usanze.

Le origini della rificolona di Firenze

Agricoltura e religione, ad esempio, sono dietro alla festa della rificolona che ogni 7 settembre nell’area fiorentina illumina la notte con le colorate lanterne: le sue origini vengono fatte risalire al Seicento quando dal contado gli agricoltori arrivavano in piazza Santissima Annunziata alla vigilia della natività della Madonna. Si deve agli allevatori invece la nascita della fiera di Scandicci, che esiste da oltre centocinquanta anni: nacque come fiera del bestiame e con il tempo si è evoluta in fiera campionaria (dal 6 al 14 ottobre
2018).

Più recente è il palio della pecora di Campi Bisenzio: ha solo quattro anni di vita (l’edizione 2018 il 15 settembre), ma la sfida gastronomica prende spunto dai tradizionali piatti campigiani a base di “carne povera”.

Feste tradizionali di Firenze , da Santa Reparata all'Elettrice palatina

Tornando a Firenze, il calendario delle tradizioni popolari è lungo: il prossimo appuntamento è l’8 ottobre con il corteo storico per ricordare Santa Reparata, co-patrona di Firenze insieme a San Lorenzo, che invece è stato festeggiato il 10 agosto con cocomero e pasta al sugo nell’omonima piazza.

Il 18 febbraio si rende omaggio ad Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina che legò a Firenze tutte le collezioni d’arte medicee. Abbiamo anche un capodanno tutto nostro, il 25 marzo: figuranti in costume ed eventi ricordano che prima del calendario gregoriano l’inizio dell’anno a Firenze era fissato in questa data.

Infine c’è la festa del grillo alle Cascine, quaranta giorni dopo Pasqua: oggi è un grande mercato, ma chi è stato bambino a Firenze ricorda le piccole gabbiette con dentro l’insetto, simbolo di fortuna per alcuni. Per altri invece la ricorrenza nacque per debellare le invasioni di grilli, dannosi per le colture.
 

In piazza Ciompi la fiera delle librerie indipendenti

Mercato dei libri e dei fiori, una volta al mese in piazza dei Ciompi. È questa la novità annunciata da Palazzo Vecchio per il grande spazio pubblico riqualificato di recente con un nuovo giardino (l'inaugurazione della nuova piazza dei Ciompi il 7 settembre) e l'addio del mercato delle pulci. Arrivano invece fiere temporanee, come quella delle librerie indipendenti fiorentine.

Fiera del libro in piazza dei Ciompi, quando

Si tratta di una sperimentazione: se l’appuntamento riscuoterà un buon successo potrà essere replicato in futuro. Si parte sabato 15 settembre, per proseguire il 20 ottobre, il 17 novembre e infine il 15 dicembre. Si tratta di un appuntamento, organizzato da Confartigianato Firenze con il contributo del Comune, che vedrà protagoniste le librerie indipendenti della città.

La manifestazione fa infatti parte di un pacchetto di misure varato dal Comune di Firenze, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Cecilia Del Re, per aiutare il settore delle piccole librerie del territorio che prevede, oltre alla “fiera promozionale delle librerie indipendenti” in piazza Ciompi, anche altri azioni.

Le misure per le librerie indipendenti di Firenze

Tra queste la possibilità per gli esercenti occupare il suolo pubblico all’esterno del negozio per esporre libri, un po’ come succede già per i fiorai e gli ortolani; la possibilità di vendere i libri presentati direttamente nelle biblioteche e nelle altre sedi del Comune; l’esenzione dal pagamento del suolo pubblico per le fiere promozionali e le manifestazioni straordinarie di libri e fiori a partire dal prossimo esercizio finanziario; la promozione della partecipazione delle librerie indipendenti alle gare per l’acquisto di libri da parte del Comune per le proprie biblioteche comunali, nel rispetto della normativa sugli appalti.