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Cinque danze contro la violenza

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Giovedì 8 marzo alle 21, nella suggestiva cornice della Chiesa di Santo Stefano al Ponte, a pochi passi dal Ponte Vecchio a Firenze, andrà in scena lo spettacolo “Cinque danze contro la violenza”, una serata speciale organizzata da Lyric Dance Company in collaborazione con Crossmedia, in occasione della Festa della Donna.
 
Alberto Canestro e la sua Lyric Dance Company vogliono innescare, con la potenza dell’arte e l’emozione della danza, una riflessione sul tema della violenza sulle donne, proponendo al pubblico tre figure di donna della storia che da vittime sono assurte, attraverso la loro arte, a simboli di forza e di coraggio per tutte le donne.

Cinque danze contro la violenza

Non è nuovo all’impegno sociale Alberto Canestro che, infatti, ha sempre incentrato la sua opera coreografica e la Direzione artistica della sua Lyric Dance Company intorno all’esaltazione della figura femminile. Il pubblico avrà modo di immergersi nelle atmosfere rarefatte ed eleganti tipiche dello stile del coreografo che si ispira ai maestri del neoclassico.

“La mia ispirazione è stata nuovamente guidata da figure di donne, di artiste che hanno lasciato un contributo indelebile nella pittura e nella musica – spiega  Alberto Canestro – eleggendole per questo spettacolo a simbolo del riscatto femminile sulla violenza.
 
Con le loro opere e il loro vissuto Artemisia Gentileschi e Frida Kahlo hanno mostrato di saper reagire con coraggio a un destino violento; la voce inconfondibile di Edith Piaf evoca, invece, memorie dolenti di un’esistenza fragile e troppo sensibile, piegata dalla vita. La poesia del gesto danzato da corpi narrativi, sublima la memoria di violenze subite, abusi fisici e psicologici, dignità negate, stigmatizzandoli nell’essenza del ricordo”.
 

Informazioni utili

La biglietteria della Chiesa di Santo Stefano al Ponte è aperta tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00. Posto unico: 20 euro

Le immagini della neve a Firenze

Il Duomo con il suo “cappello bianco”. Anche stavolta è la cupola del Brunelleschi la più fotografata e lo sfondo di numerosi selfie ghiacciati. L’arrivo della neve a Firenze, un evento piuttosto raro per la città, è stato accolto da un fiume di scatti, postati sui social network.

E così mentre i tanti turisti immortalavano questo panorama inusuale, gli angoli più suggestivi del centro si sono trasformati in un parco giochi invernale per grandi e piccini. C’è chi dotato di “pale” si è lasciato scivolare in piazza Pitti e chi invece ha preferito le rampe del Poggi, sotto piazzale Michelangelo, per divertirsi con lo slittino. Il tutto per qualche ora: dopo il risveglio innevato, la pioggia di metà mattina ha iniziato lentamente a cancellare i segni della neve.

Guarda la gallery

Neve a Firenze: cosa fare in auto o a casa

La neve a Firenze è un evento eccezionale, i fiocchi arrivano a cadere in pianura solo in rare occasioni, ma quando succede è meglio seguire delle norme di comportamento precise, visto che i fiorentini di norma non sono preparati a svegliarsi sotto una coltre bianca.

Ci sono delle precauzioni per evitare i disagi, ma  anche degli obblighi, come stabilito dal regolamento di polizia urbana del Comune di Firenze. Il primo consiglio: tenersi informati, dalle condizioni meteo a quelle delle viabilità.

Precauzioni: in auto con la neve

Prima di tutto tenere le catene da neve a bordo del veicolo per utilizzarle in caso di bisogno. Meglio fare un veloce ripasso una volta l’anno, per sapere come montarle, accertando che siano catene adatte alla propria auto. In alternativa è possibile montare gomme termicheAttenzione poi alla batteria, che in situazioni di gelo si scarica più facilmente, e alla presenza di liquido antigelo nel radiatore della macchina.

In caso di neve la protezione civile raccomanda di limitare al massimo l’uso dell’auto privata, preferendo i mezzi pubblici ed evitando di proseguire il viaggio in macchina se non si ha un minimo di pratica di guida sulla neve. No a moto, motorini, biciclette e a tutti i mezzi a due ruote per il forte rischio di cadute. Le macchine vanno parcheggiate in modo da non essere di intralcio agli altri veicoli, agli spalaneve e spargisale e ai mezzi di soccorso.

Alla guida con la neve

Chi è costretto a usare l’auto deve farlo con la massima prudenza. Alla partenza il consiglio è quello di premere con delicatezza l’acceleratore per evitare il pattinamento delle ruote. I punti più pericolosi sono le curve: è necessario rallentare dolcemente quando ci si trova sul rettilineo e in curva mantenere una bassa velocità e un’azione dolce e costante sul volante senza svolte o frenate brusche.

Per quanto riguarda invece il ghiaccio sul parabrezza va tolto con un raschietto o con un antigelo: è sconsigliato l’uso di acqua calda per i possibili danni al parabrezza, ma soprattutto perché successivamente viene a crearsi di una sottile patina ghiacciata che riduce la visibilità.

Neve a Firenze: a piedi per strada

Anche camminare per strada riserva qualche insidia in caso di nevicate e ghiaccio. Le regole d’oro sono tre: calzare scarpe con suole antiscivolo, non camminare vicino agli alberi da cui si possono staccare rami per i peso della neve, stare attenti ai blocchi di neve che possono cadere dai tetti.

Neve a Firenze nevicate a Firenze norme di comportamento chi deve togliere neve da marciapiedi

Foto: il Reporter – GC

Chi deve togliere la neve dai marciapiedi?

Secondo il regolamento di polizia urbana di Firenze, in caso di neve i cittadini sono obbligati a togliere la neve caduta sui tetti, sulle terrazze e sui davanzali se possono causare pericolo. E sui marciapiedi? Il Comune si occupa di tenere le principali strade sgombre, in particolare quelle che portano verso gli ospedali, ma i singoli fiorentini devono prendersi cura della porzione di marciapiede (o di strada se non esiste marciapiede) di fronte agli ingressi delle abitazioni  dei luoghi di lavoro, togliendo la neve e spargendo sale per impedire la formazione di ghiaccio.

Attenzione però: la neve rimossa non deve invadere la strada, né intralciare il traffico, né ostruire le caditoie e tombini.

Quando e come spargere il sale

Il sale è efficace a temperature superiori a -6° C e con alta umidità atmosferica. La protezione civile comunale di Firenze consiglia di usare solo la quantità indispensabile, perché il sale è corrosivo. Per prevenire il ghiaccio, si legge nel vademecum messo a punto dal Comune, sono necessari dai 20 ai 30 grammi per ogni metro quadrato.

Attenti ai contatori (e alle caldaie)

Per evitare brutte sorprese durante il periodo invernale è necessario proteggere il proprio contatore dell'acqua, che con il freddo potrebbe rompersi. Per farlo basta usare materiali isolanti o con stracci di lana.

Qui si trova il vademecum della protezione civile comunale sulle norme di comportamento in caso di neve a Firenze, mentre a questo altro link è possibile consultare i consigli della protezione civile della Città metropolitana di Firenze.

Le foto della neve a Firenze

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Risveglio imbiancato per Firenze, che si è trovata sotto una coltre di neve per la felicità dei più piccoli e dei turisti

Fiera Didacta a Firenze fino al 2022

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Fiera Didacta rimarrà a Firenze fino al 2022. L’accordo che assicura in esclusiva la presenza dello spin-off della principale manifestazione globale sulla scuola alla Fortezza da Basso è stato firmato ad Hannover fra Firenze Fiera e Didacta GmbH, la società controllata da Didacta Verband, il consorzio di oltre 260 aziende tedesche del mondo della scuola che da oltre cinquant’anni organizza in Germania la manifestazione.

Fiera Didacta 2018, le date

L’anno scorso, prima edizione di Fiera Didacta Italia, sono state oltre 20mila le presenze registrate con 150 espositori provenienti da tutta Italia e da Germania, Austria, Gran Bretagna e Cina. La prossima edizione è già in fase organizzativa ed è in calendario alla Fortezza da Basso dal 18 al 20 ottobre 2018. L’accordo sottoscritto consente a Firenze Fiera di programmare con largo anticipo anche le edizioni successive per consolidare la presenza di questo nuovo e importante appuntamento fieristico per Firenze e per l’Italia.

In contemporanea è stato firmato l’accordo di collaborazione quinquennale fra Firenze Fiera e INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa, il più antico ente di ricerca del Ministero dell’Istruzione), a cui viene riaffidato il coordinamento del programma scientifico della mostra. Inoltre, a fianco del Comitato organizzativo (costituito da MIUR, Didacta International, ITKAM, Regione Toscana, Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Unioncamere, Florence Convention Bureau e Firenze Fiera), verrà creato da Indire un Comitato scientifico con per personalità del mondo accademico e della ricerca.

“Il format di Didacta rappresenta un Hub capace di attrarre e convogliare attorno a sé innovazione, esperienze, idee e competenze”, il commento di Cristina Grieco, assessora all’Istruzione e formazione professionale della Regione Toscana. “Siamo quindi lieti che questo evento formativo-culturale diventi un punto di riferimento stabile e solido in Toscana. E’ un’opportunità di offerta di qualità per il mondo della scuola. Un’occasione di confronto e di crescita per conoscere e valorizzare le eccellenze della didattica”.

“Durante la missione del comitato organizzatore di Didacta, a cui ho partecipato con il presidente Bassilichi e il presidente Biondi, è stato firmato l’accordo per continuare ad avere a Firenze per i prossimi 5 anni la fiera Didacta Italia” ha detto Anna Paola Concia, assessora a Fiere, congressi, marketing territoriale e turismo del Comune di Firenze. “I colleghi tedeschi hanno riconosciuto il grande successo della prima edizione italiana che si pone al centro, con la Germania, di un grande progetto di promozione della scuola del futuro nel mondo”.

Le novità d Didacta a Firenze

“Quest’anno – ha sottolineato il Presidente di Indire Giovanni Biondi – aumenteremo i workshop immersivi, in modo che gli insegnati possano fare un’esperienza diretta delle proposte innovative che saranno presentate alla prossima edizione”.

“La convenzione siglata è la conferma della fiducia conquistata con i nostri partner tedeschi – dichiara Leonardo Bassilichi, presidente di Firenze Fiera – e un importante passo avanti nella direzione intrapresa di diventare la sede preferita in Italia per eventi che premino le eccellenze nel campo del progresso e della cultura”.

Da pescatori a spazzini del mare con ‘Arcipelago pulito’

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Almeno 250 miliardi di frammenti di plastica nel Mar Mediterraneo, 13 grandi rifiuti per ogni chilometro quadrato nel solo Mar Tirreno. Quella della plastica in mare è una vera emergenza ambientale. Una battaglia che per la prima volta ritrova i suoi migliori alleati: i pescatori, pronti a trasformarsi in netturbini del mare.

È questo l’obiettivo dell’accordo “Arcipelago pulito”, firmato stamani a Firenze da una squadra anti-rifiuti composta da Unicoop Firenze, Regione Toscana, Legambiente, CFT società cooperativa, l’Autorità portuale, l’azienda di raccolta dei rifiuti Revet, la capitaneria di porto e il Ministero dell’ambiente.

Tutto nasce per rimediare a una normativa poco sensata. Secondo la legge il rifiuto marino è infatti da considerare come rifiuto speciale e il pescatore che dovesse raccoglierlo dalle sue reti per riportarlo in porto come farebbe con un rifiuto normale si vedrebbe addirittura sanzionato con una multa salata. A quel punto diventa più facile far finta di nulla e gettarlo di nuovo in mare. Sulle nostre coste non sarà più così.

L'ACCORDO

L’accordo riguarda i trecento chilometri quadrati di mare tra Livorno e Grosseto, nel cuore del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, e ha l’ambizione di liberare dai rifiuti di plastica una delle aree più belle dei nostri mari, ricchissima zona di pesca dalla quale proviene anche parte del pesce in vendita sui banchi di Unicoop Firenze.

Ai titolari delle barche che pescano a strascico per conto di CFT, cooperativa che attraverso il suo marchio CFT Ittico si occupa anche dell’approvvigionamento del pesce per la grande distribuzione e per la ristorazione, verrà proposto di installare a bordo il “big bag”, un contenitore nel quale ammassare i rifiuti che finiscono nelle reti. I pescatori potranno così riportarli in porto senza correre rischi e consegnarli ai tecnici per l’analisi e l’avviamento al percorso di smaltimento o di riciclo.

Ai pescatori verrà riconosciuto un contributo specifico per il loro lavoro extra, finanziato da Unicoop Firenze che ha deciso di devolvere al progetto il centesimo di euro che soci e clienti pagano al supermercato per le buste in mater bi dell'ortofrutta.

“Arcipelago pulito” sarà così un’occasione per sensibilizzare i cittadini sull’enorme problema del Marine Litter: si stima che ogni anno nel mondo vengano prodotte 280 milioni di tonnellate di plastica, una componente significativa delle quali finisce in mare generando danni incalcolabili all'intero eco-sistema della flora e della fauna. Un quantitativo destinato a raddoppiare da qui al 2050. Il mar Mediterraneo è particolarmente esposto a tale pericolo per le sue stesse caratteristiche di mare “semi-chiuso”.

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LE FASI DEL PROGETTO

A marzo inizierà la formazione dei pescatori e tra la primavera e l’inizio dell’estate il progetto entrerà a regime per un primo periodo sperimentale di sei mesi. All'inizio saranno coinvolte una decina di imbarcazioni di grandi dimensioni. In seguito potrebbero aggiungersi alcune delle barche più piccole tra quelle in forza alla cooperativa. L'esperimento interessa le acque di Livorno ma potrebbe essere replicato a Piombino, all'isola d'Elba, a Capraia e in altre aree dell’Arcipelago toscano. E finire – questo è l’augurio – per diventare una buona pratica nazionale.

“L'attenzione per l'ambiente è una delle basi della nostra cooperativa. Finora ci siamo impegnati, spesso anche anticipando la normativa nazionale, per la sostituzione delle buste in plastica tradizionale con quelle in mater bi, quindi per ridurre al minimo l'immissione di rifiuti non biodegradabili nell'ambiente – spiega Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze – adesso vogliamo lavorare per chiudere la filiera della riduzione dell’inquinamento, in particolare sull'ecosistema marino, andando a recuperare le plastiche buttate in mare. Con questo accordo vogliamo agire sul piano pratico, trasformando i pescatori in spazzini del mare, e sul piano della consapevolezza dei cittadini, a cui vogliamo raccontare che fine fanno i loro rifiuti. Inoltre abbiamo deciso di devolvere a questo progetto il centesimo che soci e clienti pagano per le buste per l’ortofrutta in mater-bi, per coinvolgerli attivamente nell’impegno per un mare più pulito”.

“Come Legambiente, siamo molto fieri del protocollo che portiamo alla firma oggi. Quella che presentiamo è, infatti, la prima esperienza nazionale strutturata sul ‘fishing for litter’, un tema di ‘citizen science’ a noi molto caro e su cui abbiamo costruito un modello virtuoso con istituzioni e imprese, che promette di essere emulato su tutto il territorio nazionale” dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana.

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“Abbiamo aderito con entusiasmo a questo progetto sperimentale che per i nostri pescatori rappresenta un’opportunità importante per contribuire a migliorare il loro “ambiente di lavoro” – afferma Leonardo Cianchi, presidente di CFT – le nostre imbarcazioni quotidianamente nella loro attività si trovano ad affrontare la problematica delle plastiche in mare. Grazie ai partner con cui lavoreremo ci saranno occasioni di formazione per chi lavora in mare e di sensibilizzazione sulle responsabilità che noi tutti abbiamo nei confronti dell’ambiente. L’obiettivo dei pescatori è fare la loro parte nella lotta all’inquinamento dell’ecosistema marino, d’ora in poi sarà possibile”.

Accordo per sostenere il lavoro delle fasce più deboli

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Avvicinare le fasce più deboli al mondo del lavoro, innescando così un meccanismo virtuoso che consenta loro di inserirsi nella società e conquistare l’autonomia. Con questi obiettivi il Comune di Firenze e l'Università degli Studi di Firenze hanno siglato ieri mattina nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio un protocollo di intesa con Federsolidarietà-Confcooperative Toscana, Legacoopsociali-Legacoop Toscana, AGCI-Solidarietà Toscana, in cui si impegnano a destinare il 5% delle loro gare a procedure riservate alle cooperative sociali di tipo B, che si occupano dell'inserimento di soggetti svantaggiati.

La firma di ieri è il risultato di un percorso di lavoro avviato a livello regionale e anche dell'applicazione del nuovo codice degli appalti, che recepisce le direttive europee che vanno nella direzione di salvaguardare i soggetti deboli, pur mantenendo saldi i principi della concorrenza e del libero mercato.

Non solo, il protocollo prevede anche la suddivisione in lotti più piccoli, adeguati alla partecipazione di medio-piccole imprese. La clausola sociale, invece, stabilisce che nelle gare aperte a tutti gli operatori economici l’esecuzione di alcuni servizi avvenga con l’utilizzo di persone svantaggiate. Un tavolo di coordinamento si occuperà, infine, di elaborare proposte e procedure specifiche, promuovere, vigilare e monitorare l’attività e l’entità degli affidamenti annuali di beni e servizi e l’efficacia degli interventi programmati.

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I numeri

La cooperazione sociale è, da sempre, per vocazione e per natura, un potente strumento di inclusione lavorativa e sociale. L’inserimento lavorativo di persone svantaggiate arricchisce le comunità locali, aumenta la sicurezza e la coesione sociale, incrementa la qualità della vita: genera un vero e significativo risparmio di risorse pubbliche che ne fanno uno dei migliori esempi di politiche attive del lavoro e di politiche sociali attive.

Ogni persona svantaggiata ha infatti un costo per la collettività (47 mila euro persona/anno per la comunità psichiatrica, 24 mila euro persona/anno per diurno psichiatrico, 14 mila euro persona /anno nel centro minori, 10 mila euro persona/anno nelle comunità terapeutiche, 70 mila euro per ogni detenuto). Ogni inserimento porta un beneficio medio di 23 mila euro, considerando i 2.021 impiegati nelle cooperative toscane, si può stimare un beneficio di 46, 4 milioni di euro ogni anno nella nostra regione.
Al 31 dicembre 2017, nella provincia di Firenze, erano 1050 le persone che lavorano nelle 32 cooperative di tipo B, che hanno registrato un fatturato di 26 milioni di euro. Di questi 1050 occupati 320 sono persone svantaggiate e 92 sono inserimenti socio-terapeutici.

 

Accordo Cooperative

 

I commenti

La cooperazione è riuscita a trasformare svantaggi e fragilità in opportunità, non solo di coesione sociale ma anche di risparmio di risorse pubbliche – afferma Fabio Palmieri, presidente di Federsolidarietà-Confcooperative Toscana – ma la centralità del lavoro è fondamentale nell’esperienza di queste particolari imprese.

Per questo l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati deve essere pensato come un bene comune. Il sostegno e il rafforzamento di questo sistema deve essere un obiettivo qualificante di politiche di sviluppo ma anche alla base di un approccio culturale diverso. Il protocollo firmato oggi, che accogliamo con grande soddisfazione, va in questa direzione e la presenza dell’Università – aggiunge Palmieri – crediamo possa garantire anche quest’ultimo aspetto”.


In uno scenario in cui la domanda di servizi di welfare si evolve rapidamente, e al tempo stesso cresce il bisogno di sostegno all’occupazione delle fasce più deboli della popolazione, la cooperazione sociale diventa sempre più una risorsa strategica per le comunità locali – afferma Marco Paolicchi, responsabile Area Welfare di Legacoop Toscana -. Questo protocollo consentirà di offrire opportunità di lavoro concrete a persone che si trovano in una situazione di svantaggio sociale, contribuendo alla loro integrazione nella società e con un effetto moltiplicatore dei benefici per la collettività”


Questo protocollo si qualifica per l'importanza che ha per una città come la nostra e per un tessuto già ricco di numerose realtà che operano nel settore dell'inserimento lavorativo. Attraverso questo accordo, grazie anche all'intervento dell'università, si trova una formalizzazione ulteriore che aiuterà a trovare un impiego chi oggi ha il diritto di trovare nel lavoro una propria autonomia”, dichiara Federico Pericoli, presidente Agci Solidarietà Toscana.

Cene Galeotte 2018 a Volterra: menù dietro le sbarre

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Di ristoranti strani in Toscana ne esistono tanti, questo è differente perché è dentro un penitenziario, normalmente inaccessibile ai comuni cittadini, e inoltre mette insieme chef, detenuti, un progetto con un fine sociale. Tornano per la dodicesima edizione le Cene Galeotte di Volterra: 5 serate dentro il carcere anche durante questo 2018, con il menù deciso da uno chef di grido che prepara i piatti grazie all’aiuto dei reclusi, impegnati anche nel servizio in sala e come sommelier.

Cene Galeotte 2018 a Volterra

L’edizione 2018 inizia venerdì 23 marzo con lo chef Edoardo Tilli del Podere Belvedere di Pontassieve, per proseguire poi fino al 10 agosto con un appuntamento ogni mese, ad eccezione della pausa per le “vacanze estive” a luglio.

L’idea di queste “cene al fresco” è nata nel 2006 grazie alla casa di reclusione di Volterra, che si trova nella Fortezza Medicea, e con gli anni è cresciuta, grazie anche alla collaborazione con Unicoop Firenze e alla supervisione artistica del giornalista Leonardo Romanelli.

Dall’inizio di questa avventura sono state più di 15mila le persone che hanno varcato i cancelli del carcere per partecipare all’iniziatia, oltre mille solo la scorsa edizione, mentre nel 2012 è partito il progetto pilota che vede tra le mura del penitenziario giovani studenti del territorio e detenuti seguire fianco a fianco, in classi miste, le lezioni dell’indirizzo alberghiero dell'istituto Ferruccio Niccolini di Volterra.

Quanto costa?

Per partecipare alle Cene Galeotte 2018 è necessario prenotarsi chiamando Toscana Turismo, Argonauta Viaggi (telefono 055.2345040) e il costo per ogni partecipante è di 35 euro. Il ricavato di ogni serata va però ai progetti di solidarietà della Fondazione Il Cuore si scioglie: è Unicoop Firenze a offrire le materie prime del menù e ad assumere i cuochi-detenuti.

Novità di questa edizione il coinvolgimento degli istituti alberghieri toscani, che in occasione di ogni serata invieranno una delegazione di studenti a supporto della cucina.

Cene Galeotte Volterra 2018 penitenziario menù prenotazioni Argonauta Viaggi

Il calendario delle cene Galeotte: tutte le date

Dopo il primo appuntamento il 23 marzo, si prosegue venerdì 27 aprile con la cena curata da Fabio Bianconi de La Sosta del Gusto di Pontassieve e venerdì 25 maggio quando nelle cucine ci sarà Ranieri Ugolini de L’Ortone di Firenze, accompagnato da Laura Pistolese (Personal Chef).

Quarta serata venerdì 29 giugno con lo chef Marco Romei del Ristorante Aroma (Firenze), quinta venerdì 10 agosto con Vincenzo Martella del Ristorante Villa Pignano di Volterra. La Fortezza Medicea apre ai partecipanti alle ore 19.30 (è consigliabile presentarsi in orario per il controllo dei documenti e l'ingresso nel penitenziario), e la cena inizia alle ore 20.30. Informazioni sul sito delle Cene Galeotte di Volterra.

Sport su misura per i piccoli degli Innocenti

Calcio e nuoto, danza e rugby, pallavolo e atletica:  tante discipline per i corsi dedicati ai bambini, alle bambine e alle madri ospiti delle strutture di accoglienza dell’Istituto degli Innocenti di Firenze. È quanto previsto dal protocollo d’intesa firmato dall’Istituto e dal Comitato regionale della Toscana del Centro Sportivo Italiano.

L’accordo, che ha una durata di due anni, vuole promuovere attività sportive e motorio-ricreative a favore dei bambini e delle madri degli Innocenti, con proposte “su misura” pensate in base all’età dei bi,bi, ma anche alle loro predisposizioni e preferenze, come dei bisogni specifici di tutti gli ospiti delle case di accoglienza.

Cosa prevede l'accordo

Il CSI Toscana mette a disposizione educatori, allenatori, esperti e coinvolge le società sportive affiliate per l’utilizzo di impianti e strutture, mentre l’iniziativa si concretizza grazie all’assessorato al Diritto alla salute, al welfare e all'integrazione socio-sanitaria della Regione Toscana che sostiene da tempo, a livello finanziario, le iniziative del CSI Toscana.

Istituto Innocenti  Csi

La firma dell'accordo

Le attività sportive possono essere svolte sia all'interno che all'esterno dell'Istituto, con cadenza settimanale e per una durata massima di 4 ore, secondo un calendario da concordare in base alle esigenze dei bambini. Questo protocollo è l’inizio di una collaborazione tra l’Istituto degli Innocenti e il CSI Toscana che si impegnano anche a promuovere iniziative congiunte per la diffusione dello sport e del gioco inteso come educazione alla vita e alla promozione del benessere in favore dei bambini e dei ragazzi di Firenze.

Modartech: l’anno accademico comincia così

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Pontedera, auditorium della Fondazione Piaggio. E' qui, davanti ad una platea di oltre duecento persone che Alessandro Bertini, direttore dell'Istituto Modartech ha tagliato il nastro dell'anno accademico 2017/2018.

Una festa per l'Istituto e per la città

Un'occasione per celebrare il prestigioso riconoscimento, ricevuto a metà gennaio dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, che autorizza Modartech a rilasciare diplomi equiparati alla laurea di primo livello. La scuola, una delle più importanti della Toscana nel settore della formazione moda, ha così deciso di dedicare una sera ai festeggiamenti e ai ringraziamenti, insieme ad una platea composta da studenti, docenti, partner e istituzioni. Un'occasione per dare lustro e festeggiare uno step fondamentale nella vita dell'istituto di Pontedera, che ha già visto passare dai suoi banchi migliaia di allievi e che conferma il trend occupazionale dell’87% di coloro che hanno trovato lavoro entro sei mesi dalla fine del percorso formativo.

La scuola, i partner, le istituzioni

A dare il benvenuto, moderati dalla giornalista e presentatrice tv Lorena Bianchetti, insieme ad Alessandro Bertini, c'erano il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, il Consigliere della Regione Toscana Antonio Mazzeo, il presidente della Fondazione Piaggio Riccardo Costagliola e il direttore dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa Christian Cipriani.
Subito dopo, spazio al dibattito con il talk Visioni Creative – Tradizione e Innovazione, che ha visto protagonisti il Presidente di Gattinoni Couture Stefano Dominella e il docente dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna Paolo Dario, che si sono confrontati sui temi di heritage e ricerca nella formazione.

Bertini: “La nostra missione, formare i professionisti di domani”

“Una serata per ringraziare chi ha creduto nell'Istituto e ha saputo dare valore a quello per cui lavoriamo ogni giorno, una formazione di grande qualità, specializzata e garantita da un corpo docenti di altissimo spessore- ha detto Bertini -. Un impegno costante, che è da sempre la nostra mission, quello di formare professionisti in grado di confrontarsi fin da subito con il mondo del lavoro. Da quest'anno, con il riconoscimento del Miur, ancora di più”.

Dominella: “Modartech, un'eccellenza nel panorama accademico nazionale”

“Sono particolarmente entusiasta che l’Istituto Modartech, che opera con serietà e professionalità nel campo della formazione post diploma, abbia ricevuto questo prestigioso riconoscimento dal Miur – ha commentato Stefano Dominella, Presidente di Gattinoni Couture e direttore scientifico di Modartech -. Finalmente gli studenti potranno conseguire il titolo di Diploma Accademico di 1° livello. Modartech rappresenta una realtà di riconosciuta eccellenza nel panorama accademico nazionale, che riesce a coniugare in modo eccelso tradizione e innovazione, riesce ad enfatizzare e raccontare anche l’importanza dell’heritage, patrimonio indispensabile per la formazione dei ragazzi.”

Dario: “La moda è l'espressione dello spirito del nostro tempo”

“Sono molto contento che l'Istituto Modartech abbia ricevuto questo importante riconoscimento dal Ministero per l'Istruzione e la Ricerca perché sono convinto che la moda sia espressione dello spirito del nostro tempo, che è quello del progresso tecnologico, poiché mette insieme manifattura e tecnologia e stimola ulteriori e sempre più concorrenziali dimensioni di “vantaggio” competitivo – ha aggiunto Paolo Dario, docente dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant'Anna e membro del nucleo di valutazione dell'Istituto Modartech -. Si pensi ai nuovi materiali o alla leadership italiana nelle macchine per i tessuti o alle infinite applicazioni della tecnologia: abiti robotici indossabili, protesi personalizzate, indumenti sensorizzati e qualunque altro elemento originato da creatività, formazione e competenza, spirito innovativo: elementi che da sempre caratterizzano lo stile italiano e che rappresentano il settore entro cui i giovani allievi dell'Istituto vanno formandosi ”.