giovedì, 7 Maggio 2026
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Dove fare parkour a Firenze

Il parkour a Firenze è sbarcato di recente, ma si tratta di una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘90, che tutti erroneamente associano a qualcosa di molto pericoloso se non a qualcosa che solo stuntman professionisti possono eseguire.

Cos’è il parkour

In realtà alla ADD Academy Firenze, nata nel 2010, che opera in collaborazione con UISP Toscana, la cosa che stupisce di più è il fatto che agli allenamenti si trovano persone di ogni età dal ragazzino di 12 anni alla signora di 55.

“Il Parkour o per meglio dire art du deplacement (arte dello spostamento) – ci spiega Antonio Gallizzo, coach della ADD Academy Firenze – non è altro che l’esecuzione di un percorso, superando qualsiasi genere di ostacolo fisico e mentale con la maggior efficienza di movimento possibile,  dattando il proprio corpo all’ambiente circostante, naturale o urbano, attraverso corsa, volteggi, salti,  quilibrio, scalate, arrampicate”.

Parkour a Firenze

Poi entra nel dettaglio: “Dobbiamo, però, stare molto attenti a non minimizzarlo o ridurlo tutto a un salto qua e là a giro per la città. La cosa affascinante di questo sport è che si articola in due esperienze ben distinte che poi si fondono al momento del salto: l’aspetto emotivo e quello della creatività. Vista da fuori potrebbe apparire come una disciplina rischiosa, rocambolesca e folle, al contrario tempra la mente perché permette di superare le proprie paure. Sempre più persone si avvicinano alla nostra realtà con curiosità ed entusiasmo, anche grazie alla collaborazione con la UISP Toscana che ci permette di insegnare e divulgare il nostro sport”.

“L’aspetto emozionale – continua Gallizzo – si basa sul fatto che il Parkour cerca e analizza le proprie paure trovando soluzioni e strumenti per superarle tramite le proprie capacità disiche. In una società come la nostra dell’apparenza dove nessuno ammette di aver paura, noi agiamo al contrario  ammettendo i nostri limiti e le nostre paure e tramite gli allenamenti cerchiamo di abbatterle di volta in volta sempre alla ricerca di un miglioramento e di uno step in più da salire”.

Inoltre c’è l’aspetto alla creatività e “ai vari modi di utilizzare il proprio corpo nel modo più armonico possibile – precisa il coach di parkour – il tutto si materializza e concretizza nel percorso acrobatico effettuato nell’ambiente urbano che ci circonda. Da sempre sono appassionato di filosofia orientale e da quando ho scoperto questa disciplina cerco spesso similitudini con il mio materiale di studio. Credo che tutti almeno una volta nella vita dovrebbero provare questo sport affascinante”.

Dettagli sul sito dell’associazione “Parkour Firenze” – ADD Academy Firenze, che tiene lezioni anche al circolo il Progresso di Rifredi.

Mercatino francese 2017: belle epoque in SS annunziata

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Un mercatino francese nel cuore di Firenze: il villaggio “Belle Epoque” torna in piazza Santissima Annunziata, dove viene ricreata l’atmosfera di un piccolo quartiere parigino di fine Ottocento. Dentro le casette in legno dai colori pastello e dalle insegne in stile liberty prendono posto i prodotti di tanti piccoli artigiani d'Oltralpe.

Date e orario

Il villaggio francese apre i battenti venerdì 20 ottobre 2017 e rimarrà aperto fino a mercoledì primo novembre, con l'orario che va dalle 10 alle 20.

Mercatino francese 2017: a Firenze atmosfera da Belle Époque in piazza Ss annunziata

È un viaggio nel tempo: tutto il personale del villaggio francese indossa vestiti d’epoca ispirati alla belle epoque e accompagnerà i visitatori alla scoperta dei prodotti tipici e delle eccellenze gastronomiche di diverse regioni d’Oltralpe. Per i golosi ci saranno tante proposte come pane appena sfornato, croissant, cioccolatini, miele, marmellate.

Da segnalare oltre 80 tipi di formaggio (dal Mont d’Or con la tipica confezione di legno, al Rocamadour del Midi Pyrénées) e 20 varietà di biscotti Bretoni che si differenziano per il loro ripieno. Ci sarà anche un angolo per degustare i vini (più di 30 le tipologie presenti), senza dimenticare ostriche e champagne

Ma non ci sono solo piaceri per la gola. Nelle casette di legno prendono posto prodotti artigianali che arrivano dalla Provenza e dalla Costa Azzurra: tovaglie, saponi profumati, lavanda, essenze ed oggettistica provenzale. Da Parigi arrivano invece essenze e accessori moda. Dalle ex colonie francesi tante spezie.

Mercatino francese 2017 Firenze belle epoque piazza ss annunziata

Per informazioni e aggiornamenti è attiva la pagina Facebook del mercatino francese – Villaggio “Belle Epoque”

Posti cool per passare l’autunno a Firenze

Ottobre è quel mese in cui respiriamo l’autunno, quel periodo in cui è bellissimo passeggiare all’aria aperta perché non fa ancora freddo e i colori delle foglie illuminano anche le giornate più nuvolose. Autunno a Firenze quasi come a New York in cui si possono fare tante attività diverse e shopping nei posti del cuore o in negozi nuovi come Souvenir, in Via de’ Vecchietti 28r, dedicato all'abbigliamento femminile, aperto lo scorso settembre.

Due passi nell'arte

Passeggiare in autunno è magnifico. Potete scegliere il Lungarno o il centro. Se scegliete le vie centrali approfittatene per vedere Big Clay #4, la (molto discussa) scultura di Urs Fischer, di circa 12 metri in metallo, le cui forme hanno contemporaneamente qualcosa di primordiale, di infantile e di
architettonico.

Visitare le mostre di alcune Gallerie d’arte contemporanea è sempre un’ottima idea. Aria Art Gallery (10.30-19.30, chiusa la domenica), in Borgo SS. Apostoli 40r, ospita la personale di Tarik Berber dal titolo Toxic Cadmium. Il principale protagonista è il colore rosso.

Dal 20 ottobre negli spazi della Strozzina c’è Utopie Radicali, una mostra che celebra la straordinaria stagione creativa fiorentina del movimento radicale tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento (12-20, giovedì 12-23). Cogliete anche l’occasione per visitare anche L’isola di Formosa, la prima esposizione fotografica di Numeroventi in Via dei Pandolfini 20. La mostra, di Davide Mandolini e Che-I Liao, è il racconto del loro viaggio in Taiwan.

Autunno a Firenze, in tazza (o tazzina)

Prendere un tè o un caffè in luoghi in cui puoi sorseggiarli vicino a una bella vetrata o all’aperto è la scelta ideale per godersi l’atmosfera autunnale. Amblé, in piazzetta Del Bene, dispone sia della vetrata sia di un ambiente esterno ricco di panche, sedie e tavolini colorati. Il caffè sarà servito nelle tazzina della nonna, floreale o con dettagli vistosi. E, se avete fame, non dimenticatevi di provare il tramezzino organico.

La menagè Firenze - posti cool per l'autunno a Firenze
La Ménagère Firenze

Un tè, accompagnato da un buon libro, può essere gustato nella “veranda” de La Ménagère, in via de’ Ginori, magari in una giornata di pioggia. A quel punto non dimenticatevi di scattare una foto per la vostra galleria Instagram dal mood autunnale. 

Mostra mercato di Natale: all’Obihall è già festa

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Le feste sembrano lontane ma all’Obihall già tempo della mostra mercato di Natale “Collezionare a Firenze- artigianarte 2017”. Le date scelte sono sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017 dalle ore 10 alle 19.

La manifestazione da oltre 25 anni è un appuntamento fisso per gli appassionati del collezionismo, dell’antiquariato e dell’artigianato artistico. Sui tanti banchi si può trovare veramente di tutto per comprare, in largo anticipo, un regalo di Natale originale oppure per portarsi a casa un pezzo unico.
 

Cosa si trova alla mostra mercato di Natale all’Obihall

Si va dall’arredamento ai giocattoli d’epoca, come auto e trenini in latta, fino ai vestiti vintage, dal piccolo antiquariato al collezionismo cartaceo (cartoline, etichette, calendario, giornali libri e stampe). Saranno presenti anche artigiani che durante la due giorni metteranno in mostra creazioni spettacolari come presepi realizzati a mano, ma anche lavori di sartoria e in legno, legatoria raffinata e perfino cosmetici bio.

Collezionare a Firenze: Artigianarte 2017 – quanto costa l’ingresso

Per accedere è necessario acquistare il biglietto di ingresso, presso la cassa della struttura: il ticket intero costa 3 euro, il ridotto 2

Collezionare a Firenze - artigianarte mostra mercato di Natale

Per i dettagli è possibile visitare il sito dell’Obihall dove si trovano tutte le informazioni su “Collezionare a Firenze: artigianarte – mostra mercato di Natale”. Mail: [email protected].

Ciao mamma, vado a scuola con il Piedibus

“Tutti in fila per due!”. Stamattina, come autista in cima al Piedibus, c’è mamma Letizia, vestita di giubbotto catarifrangente. Guida il lungo serpentone di bimbi, giallo come i cappellini che distinguono i passeggeri dagli altri scolari. In fondo c’è il controllore, Giulia, anche lei fa parte del gruppo di genitori volontari che, a turno, accompagnano i piccoli a piedi fino alla soglia della scuola.

Piedibus a Firenze, come funziona

Saliamo a bordo: niente ruote o motori, questo mezzo speciale è mosso da tanti piedini. Siamo in piazza dell’Isolotto, dove da fine febbraio, con 30 bambini, è partita la marcia del “pulmino a passo d’uomo”, grazie al Comitato dei genitori della primaria Montagnola e a Legambiente Firenze, che promuove dal 2016 insieme alla Uisp un altro Piedibus nella zona di Novoli-San Donato, diretto alla scuola Mameli, con sette volontari e una ventina di bimbi. Due tracciati a cui nei prossimi mesi se ne potrebbero aggiungere altri: Legambiente sta cercando nuovi volontari per estendere il progetto.

“Prima arrivavo a scuola in macchina, con la mamma”, dice un piccolo. “Io in motorino con il babbo – risponde un altro – mi piace di più adesso”. All’Isolotto il servizio è ripartito a settembre per offrire  un modo diverso per giungere in classe.

A piedi, verso la scuola primaria

Prima l’appello, poi i saluti a babbo e mamma, infine alle 8.10 la partenza dal capolinea: i piccoli si tengono a coppia per mano, chiacchierano con l’amichetto, fanno ciao ai passanti. Dopo 400 metri, gran parte in aree pedonali, e una fermata intermedia, la comitiva termina il viaggio giusto in tempo per la campanella.

“Non prendo più l’auto ed è un modo per rendere lei indipendente”, dice Claudio, uno dei papà che ha scelto il Piedibus per la sua piccola. Qui come in altre parti della città, una quindicina di anni fa esisteva un servizio di “corriera a piedi”, poi queste esperienze hanno finito la loro corsa.

Piedibus o pedibus verso scuola primaria come funziona

I primi passi del progetto

È stata Legambiente Firenze a ridare sprint agli “autobus umani”. “Fanno sentire i bambini dei piccoli-grandi cittadini: diventano protagonisti dei loro spostamenti”, spiega Marco Berretti, il giovane volontario di Legambiente Firenze che segue i Piedibus nella zona fiorentina, a Sesto come a Calenzano e a Borgo San Lorenzo. Non è sempre facile mettere in moto il serpentone giallo. “Servono genitori o nonni volenterosi – fa notare – è una piccola attività di volontariato che impegna una mezz’ora al massimo, anche una sola volta a settimana”.

Per informazioni è possibile consultare la pagina Facebook del Piedibus Firenze.

Firenze al cinema, in arrivo la tessera 2018

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Firenze al cinema”: la nuova tessera 2018, c’è da scommetterci, anche quest’anno andrà a ruba, come successo nelle passate stagioni.

Manca poco: a dicembre infatti si replica e torna in vendita la card per avere diritto durante il 2018 a biglietti ridotti, ingressi scontassimi (a 2, 3 e 4 euro) e anteprime gratuite in 8 sale della città (Adriano, Fiamma, Fiorella, Flora, Marconi, Portico, Principe, Stensen) a cui si aggiungono 2 cinema dell’hinterland fiorentino (il Cabiria di Scandicci e il Grotta di Sesto Fiorentino).

Come funziona e quanto costa

Si tratta di una “carta fedeltà” a tiratura limitata che sarà acquistabile direttamente nelle sale che aderiscono al circuito e utilizzabile da subito, dopo averla attivata sul sito ufficiale. È valida per un anno intero dal primo gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 in tutti i cinema convenzionati.

Ma quanto costa la tessera “Firenze al cinema”? Confermato il prezzo dell’anno scorso, senza aumenti: 20 euro, che con la promo prenatalizia scende a 15 euro, per mettere sotto l’albero un regalo diverso. 

Intanto i dieci cinema del circuito hanno in cantiere nuovi progetti, grazie alla creazione di un’associazione: sarà ampliata l'offerta di anteprime gratuite per i “tesserati”, mentre sul fronte delle scuole si sta pensando a pontenziare le proiezioni mattutine.

Firenze al cinema tessera 2018 carta fedeltà

Tutte le informazioni sul sito di Firenze al cinema.

Cinema d’essai di Firenze: come ti ‘acchiappo’ il pubblico

Nei cinema d'essai di Firenze la qualità paga. A dirlo sono i numeri dei “piccoli” della città, i cinema storici che resistono perché hanno saputo ritagliarsi un fedele pubblico di nicchia.

Cinema Oden

L’Odeon la scorsa stagione ha visto crescere gli spettatori del 30 per cento, nonostante la “fuga” dei festival internazionali verso “La Compagnia” di via Cavour, che a fine ottobre compie un anno. Ora l’antica sala di piazza Strozzi continua sulla strada tracciata, puntando sui film in lingua originale con sottotitoli, oltre a documentari, eventi speciali e pellicole restaurate.

Stensen

“Firenze ha una sua particolarità: ha ancora 7 cinema monosala. Tutti investono sulla qualità del cartellone con un buon successo”, spiega Michele  Crocchiola, che cura la programmazione dell'Auditorium Stensen, punto di riferimento per i film d’essai. Qui la nuova stagione prevede rassegne, classici restaurati e incontri sulla bioetica.

Spazio Uno

È una lotta impari contro le grandi multisala, che off rono poltroncine “spaziali” e cascate di popcorn? “Mentre i multiplex puntano sui ragazzi e hanno picchi di spettatori nel weekend, i cinema più piccoli hanno un pubblico in larga parte adulto e un afflusso costante durante la settimana”, risponde Giuseppe Giuliattini, socio di Spazio Uno.

L’ex cineclub dei dipendenti Enel in via del Sole ha fatto un balzo tra il 2015 e il 2016 da 26mila presenze a 38mila, grazie anche all’appeal dell’ingresso low cost: 3,50 euro il lunedì per il ciclo “Rivediamoli” e, gli altri giorni, biglietto a 4,50 per chi porta alla cassa la newsletter o condivide i post Facebook. Adesso però lotta per la sua sopravvivenza: Spazio Uno rischia la chiusura il 31 dicembre 2017. Enel, proprietaria dell'immobile, ha messo in vendita l'edificio e ha dato l'ultimatum per fine anno. Il cinema però ha nel cassetto un piano di recupero e cerca investitori.

Cinema Stensen Firenze - cinema d'essai Firenze programmazione di qualità

Lo Stensen di Firenze

Sala Esse

Buoni risultati arrivano anche dalla Sala Esse, altra realtà vocata al cinema d’essai. Il cinema, attivo dagli anni Ottanta in via del Ghirlandaio e gestito dalla comunità affiliata ai Salesiani, negli ultimi tempi ha registrato “un costante incremento degli spettatori – spiegano dalla sala – merito di una maggiore fidelizzazione del pubblico associato a prezzi dei biglietti decisamente, forse addirittura eccessivamente, competitivi. Nonostante questo dobbiamo costantemente fare i conti con difficoltà economiche più o meno invalidanti”. 

E altre due sale “di periferia”

Questo 2017 è iniziato in salita nelle sale d’essai della città, ma i gestori prevedono di recuperare ora. In periferia resistono poi due tra le licenze più vecchie di Firenze: il Cinema di Castello, in via Reginaldo Giuliani, riaccende il proiettore in ritardo per lavori di adeguamento, mentre Cinecittà di via Baccio da Montelupo si è rifatto il look in estate, propone film snobbati dai circuiti commerciali e rinnova l’offerta film e pizza a prezzo fisso (giovedì e venerdì 12 euro per i soci Arci).

Intanto sta per tornare la carta fedeltà “Firenze al Cinema”, con sconti e promozioni in 10 sale.

Loggia dei Bianchi, pezzo di storia dimenticato

Un edificio dimenticato, nonostante la posizione in via delle Gore a Firenze: è la Loggia dei Bianchi, antica struttura risalente al 1600 circa. “La sola torre della villa, di età medievale, è il nucleo originario del complesso” spiega Francesco Petrini, storico e ideatore della pagina Facebook “La mia Rifredi”.

Verso l’inizio del quindicesimo secolo, attorno ad essa viene costruita una residenza padronale con
accanto una dependance servile e un mulino alimentato da una gora. La proprietà, un tempo nota come gli Allori (o L’Alloro), si svilupperà come residenza signorile.

Perché la Loggia dei Bianchi si chiama così?

Il nome Loggia dei Bianchi, prosegue Petrini, deriverebbe dai Flagellanti “Bianchi”, così chiamati per le loro candide vesti, che nel 1399 dirigendosi a Roma per un pellegrinaggio giunsero a Firenze: “la locale Signoria – spiega – temendo la diffusione della peste, proibì ai penitenti l’ingresso in città. Questi si accamparono nei pressi di Rifredi lungo il Terzolle e, generosamente accolti dai proprietari de gli Allori, avrebbero eletto a monumento devozionale il piccolo tabernacolo sul torrente dedicato alla loro patrona Maria”.

In abbandono

Come segnala il restauratore Guido Botticelli, già nel 1960 l’edificio era lasciato a se stesso, sebbene la loggetta fosse ancora accessibile. “Dopo oltre vent’anni l’ultimo intervento nulla è cambiato – conclude Petrini – la situazione è peggiorata con la costruzione delle quasi prospicienti Nuove Cappelle del Commiato: via delle Gore è così divenuta una strada frequentatissima, esponendo migliaia di persone all’indecoroso spettacolo della Loggia dei Bianchi sbiadita e decrepita, imprigionata in una gabbia arrugginita”. Motivo in più per intervenire subito in soccorso dello storico edificio.

5 domande da farsi prima di scattare una foto

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La scorsa estate i nostri social network sono stati invasi da foto che hanno documentato le nostre
attività vacanziere. Abbiamo sentito il bisogno di farlo sapere all’orbe terracqueo del web. I nostri scatti hanno sovrappopolato Instagram, Twitter, Facebook di bambini che fanno i castelli di sabbia, tramonti sui laghi, verdeggianti brughiere britanniche, assolati deserti di continenti stranieri e via mostrando. Finendo per creare un unico rumore di fondo. Come mai?

È colpa nostra, abbiamo dimenticato che il mondo dell’immagine ha un suo linguaggio narrativo. Pochi di noi in realtà amano la fotografia; per lo più usiamo gli smartphone che ci esimono da qualsiasi conoscenza tecnica. Ma proprio per questo, spendiamo qualche attimo a riflettere cosa stiamo facendo prima di sfiorare il pulsante rosso della nostra camera.

Come fare una buona foto in 5 step

Le domande da farsi sono poche:

1. C’è qualcosa che non c’entra nulla con ciò che vogliamo fotografare? Riusciamo ad escluderla dalla nostra inquadratura spostandosi un po’?

2. Riusciamo a rendere chiaro nella nostra fotografia qual è il soggetto protagonista (una persona, una porta, un lampione, un piede o qualsiasi cosa) e come interagisce con ciò che ha intorno?

3. Siamo sicuri che il nostro soggetto principale debba stare esattamente al centro oppure collocandolo un po’ spostato riusciamo a rendere tutto più interessante?

4. L’orizzonte della nostra fotografia è dritto?

5. Infine – vale la pena provarci – riusciamo a dare alla nostra foto la nostra impronta personale, in modo che sia diversa (anche solo un po’) dai miliardi che abbiamo già visto?

Le “istruzioni per l'uso”

Un “pentalogo” facile da comprendere, non tanto difficile da mettere in atto, per fare delle foto migliori. Gli smartphone hanno il grande pregio di fare tutto il lavoro tecnico per conto nostro. Ciò che non possono fare è metterci cervello e cuore necessari per scegliere soggetto, inquadratura e momento giusto perché  la foto racconti qualcosa. Questa fatica è il nostro compito.

Paolo Matteoni, fotografo professionista dal 1985. Si occupa principalmente di food & wine photography, danza e teatro, strutture turistiche e ricettive, eventi. Realizza servizi fotografi ci aziendali, industriali e per cerimonie. Ricerca personale: la memoria dei luoghi. Sito web: www.paolomatteonifotografo.com