venerdì, 4 Settembre 2026
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Artigiani e innovatori: la nuova manifattura 4.0

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Un robot in grado di apprendere in modo naturale che, anziché essere programmato, viene addestrato dai bambini proprio come farebbero con un animale domestico. 

Protesi umane in cartone, a basso costo, da inviare in zone critiche del mondo dove siano in corso guerre o emergenze umanitarie, ma da utilizzare anche come soluzioni temporanee da chi abbia subìto incidenti stradali, domestici o sul lavoro.

Una “lana circolare” ottenuta dalla lana rustica toscana, finora mandata al macero, che possa trasformare gli scarti in capi di abbigliamento di alta moda o in elementi di interior design raffinato.

Un trituratore personale che consenta a chiunque di riciclare i propri scarti plastici e preparare a casa (o in studio) il filamento per la stampa 3D.

Statue e manufatti artigianali in cristallo scelti direttamente dai clienti, inviando un file di progettazione 3D agli artigiani del cristallo.

Sono questi i cinque progetti italiani vincitori del bando OpenMaker, progetto finanziato dall'Unione Europea con l'obiettivo di innovare e rilanciare il settore manifatturiero (settore chiave dell’economia del nostro continente, ma anche uno dei più colpiti dalla crisi) grazie alla collaborazione tra imprenditori e innovatori, ricercatori e appassionati di tecnologie, che ha interessato, oltre al nostro Paese, anche Gran Bretagna, Spagna e Slovacchia. In totale, OpenMaker ha selezionato 20 progetti vincitori (cinque per ciascun Paese) che riceveranno un supporto finanziario (fino a 20mila euro ciascuno) e di mentoring per portare a compimento lo sviluppo del proprio prototipo nei prossimi 9 mesi.

LA PREMIAZIONE OGGI A IMPACT HUB

I cinque progetti vincitori per l'Italia, elaborati da quattro aziende toscane e una piemontese, saranno presentati oggi, mercoledì 21 febbraio, ad Impact Hub Firenze (in via Panciatichi 16) a partire dalle 18, quando è in programma “MeetTheChampion – Le idee vincitrici del concorso OpenMaker”, nel corso del quale sarà possibile conoscere i team vincitori e le imprese coinvolte nell’iniziativa e scoprire nel dettaglio le idee che vogliono ridisegnare la manifattura e l’artigianato di domani.

In Italia, il concorso di idee ha raccolto circa trenta proposte che sono poi state esaminate da una giuria internazionale (insieme a quelle provenienti dagli altri tre Paesi coinvolti): oggi i vincitori si incontreranno, presenteranno pubblicamente le loro idee innovative e prenderà il via il periodo di “supporto/incubazione” che andrà avanti fino al prossimo settembre.

OPENMAKER

Con il progetto OpenMaker, storia, know-how e tradizione della manifattura hanno l'opportunità di innovarsi e adeguarsi alle sfide competitive del presente, grazie allo scambio di sapere, alla condivisione e alla collaborazione tra imprenditori, professionisti e innovatori: piccole e medie imprese possono così uscire dalle proprie “mura” e sperimentare nuovi modi di lavorare e stare sul mercato.

In Italia, OpenMaker è coordinato dall’agenzia LAMA, società con base a Firenze, insieme a Top-ix, partner torinese.

 

“MeetTheChampion – Le idee vincitrici del concorso OpenMaker”
mercoledì 21 febbraio 2018, ore 18:00
Impact HUB – via Panciatichi, 16 – Firenze

 

Il vero e falso del risparmio energetico (a casa)

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Per il risparmio energetico ci vuole poco, anche tra le mura di casa o in ufficio. Basta un interruttore per fare la differenza. Non sono necessari investimenti milionari o complicati interventi: alcuni semplici accorgimenti sono sufficienti per ridurre i consumi e quindi anche l’impatto sull’ambiente. Venerdì 23 febbraio torna “M’illumino di meno”, la giornata dedicata al risparmio energetico durante la quale anche famosi monumenti spengono le luci, per una notte. Obiettivo: sensibilizzare le persone sul tema.

Ma cosa possiamo fare nel nostro piccolo? Quali i modi e i quali i consigli per il risparmio energetico? Ci siamo rivolti a un esperto: Fabio Tognetti, co-responsabile energia di Legambiente Toscana.

I dispositivi in standby consumano poco – Falso

Attenti a quella lucina rossa. Lasciare tv, pc ma anche le macchinette del caffè in stand-by incide sulla bolletta più di quanto si pensi, soprattutto perché, in casa o in ufficio, ormai abbiamo una miriade di dispositivi che vanno in “pausa”. “Sono responsabili di consumi non indifferenti – spiega l’esperto – che non sono tanto legati alla luce a led che rimane attiva (consuma pochissimo), ma al fatto che l’apparecchio rimane in realtà acceso, anche se in una ‘modalità di attesa’. Ciò riduce ma non azzera
i consumi”.

Fare attenzione al termosifone, per risparmiare energia – Vero

Creare un clima tropicale in casa, quando ci troviamo in pieno inverno, non è una scelta eco-friendly. Tenere il riscaldamento “a tutto fuoco” comporta una bolletta salata ma anche più inquinamento. Esistono molte strategie: “Innanzitutto non tenere la temperatura troppo alta, 20 gradi sono più che sufficienti – suggerisce Tognetti – evitare di lasciare porte e finestre aperte, eliminare gli spifferi, installare valvole termostatiche e pannelli termoriflettenti ai termosifoni, isolare i cassonetti delle tapparelle, fare la giusta manutenzione all’impianto”.

Meglio staccare il caribatterie, quando non si usa – Vero

I più pigri li lasciano sempre attaccati alla presa, per fare prima quando il cellulare deve fare il pieno di energia. Il consiglio però è di sfilare i caricabatterie dalla presa di corrente una volta che hanno svolto il loro compito. “Come tutti i trasformatori, anche se poco, consumano anche quando non c’è un apparecchio collegato – puntualizza Fabio Tognetti – si tratta comunque di consumi molto bassi”.

Tutti gli elettrodomestici sono uguali – Falso

Una sola lettera può cambiare tutto. Quando si acquistano gli elettrodomestici è consigliabile fare caso
all’etichetta della classe energetica: si va dal top, i dispositivi classe A che “divorano” meno energia (ma si arriva anche a A+, A++ e A+++), fino alla maglia nera dei consumi, contrassegnata con la G. Una volta comprati, il suggerimento è uno: prendersene cura, ad esempio sbrinare periodicamente il frigorifero.

DanzainFiera 2018, Firenze balla

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Da giovedì 22 a domenica 25 febbraio torna alla Fortezza da Basso di Firenze DanzainFiera 2018, l’evento tutto dedicato al mondo della danza, con spettacoli, stage, iniziative e ospiti speciali

Saranno centinaia gli eventi con musica per tutti i gusti e vere e proprie star della danza come Alicia Amatriain, Principal dello Stuttgart Ballet, Iana Salenko, prima ballerina dello Staatsballet di Berlino, e Antonio Marquez per gli appassionati di Flamenco.

La manifestazione, in questa sua 13esima edizione, riserva anche un’attenzione particolare alle atmosfere vintage, con lezioni ad hoc e vere e proprie rassegne coreografiche dedicate alle varie tipologie di balli old style. Dal passato con amore grazie al gruppo di ballerini The Hopper che faranno rivivere il sapore dello Swing degli anni Venti, mentre il Padiglione La Ronda ospiterà il Pop Tap Festival interamente dedicato alla tap dance e alle sue sonorità.

Gli show e gli ospiti

Il sipario si apre con i vincitori del dif ON TOUR, l'evento itinerante che si è svolto in tutta Italia da ottobre a febbraio a cui è affidata l’inaugurazione di giovedì 22 febbraio alle ore 16, quando si esibiranno i migliori talenti scelti da una giuria di qualità.

Per i giovanissimi due grandi show targati Disney con musiche e coreografie della serie tv Soy Luna, che ha per protagonisti l'attrice e cantante messicana Karol Sevilla (Luna) e l’italianissimo talento Ruggero Pasquarelli (Matteo): i giovani attori ballano sui pattini, cantano e si innamorano.

Sabato 24 febbraio, al padiglione La Ronda, uno show con i ballerini professionisti del Moma Studios di Milano che proporranno coreografie originali sulle musiche di Soy Luna. Domenica 25, al padiglione Cavaniglia, i campioni mondiali di pattinaggio Silvia Stibilj, Lorenzo Guslandi e Valerio Degli Agostini porteranno in pista lo spettacolo dello sport più amato da Luna.

Spazio anche alle culture e alle terre lontane con lo spettacolo realizzato insieme a Ballareviaggiando.it, per scoprire  danze da tutto il mondo.

Premio DanzainFiera 2018

Attesissimo il Premio Danzainfiera che si terrà sabato 24 febbraio dalle ore 19.00 nel Padiglione La Ronda, che porterà in città grandi étoile della danza ma anche volti noti del musical, coreografi tv e giornalisti di settore.

Tra i nomi che saliranno sul palco spiccano Iana Salenko, prima ballerina dello Staatsballet di Berlino che, dopo aver ricevuto il premio, si esibirà in un passo a due tratto da Il Pipistrello di Roland Petit con il marito Walter Marian, Alicia Amatriain principal dello Stuttgart Ballet che ballerà l'assolo Tuè di Marco Goecke e Carolyn Smith, danzatrice, coreografa e storico volto della giuria di Ballando con le stelle, la popolarissima trasmissione Rai condotta da Milly Carlucci.

Musical a Firenze

Molti gli ospiti speciali dal mondo del musical. Si va da Paolo Conticini, Luca Ward e Sergio Muniz (i protagonisti maschili della versione italiana di Mammamia) che incontreranno il pubblico nel pomeriggio del 24 febbraio, fino al regista Massimo Romeo Piparo che venerdì 23 febbraio presenterà il suo nuovo adattamento in italiano del celebre musical Billy Elliot insieme ai tre giovani attori Tancredi Di Marco, Matteo Valentini e Davide Fabbri.

Danzainfiera 2018 Firenze ospiti spettacoli

Foto: Officina 03 per DanzainFiera

I prezzi del biglietto di ingresso

L’ingresso a Danzainfiera costa 15 euro per un giorno (biglietto ridotto a 10 euro per i bambini tra gli 8 e i 12 anni, gratuito per gli under 8), 40 l’abbonamento per quattro giorni. L’evento è aperto giovedì 22 dalle ore 15 alle 20, venerdì, sabato e domenica dalle 9 alle 20. Informazioni e programma su sito di Danzainfiera 2018.

Buh, il circolo culturale urbano fa un anno

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Una bottiglia di vino e un tema su cui dibattere, con qualche regola, perché per parlare bisogna alzare il bicchiere. Venerdì 23 febbraio BUH! il circolo culturale urbano di Rifredi, in via Panciatichi 16, festeggia il primo anno di attività e lo fa con uno speciale simposio, “In vino veritates” a cura dell'artista Iacopo Seri. Un’occasione per celebrare anche il quarto compleanno di Impact Hub Florence, il coworking da cui è nata l'idea di questo progetto culturale.

La festa di BUH!

Durante il simposio i commensali potranno discutere intorno al tema dell’ipocrisia, ma seguendo una regola: ogni invitato avrà una bottiglia di vino di fronte a sé e per prendere parola dovrà bere almeno un po'. L’appuntamento è dalle ore 20, per partecipare è necessaria la prenotazione mandando una mail a [email protected] e l’ingresso è riservato soci Arci. A seguire, dalle 23.30, i dj set degli animatori più affezionati di questo spazio, fra cui Hugolini,  Saeed Aman dei BowLand, Edoardo Florio Di Grazia de Le Furie e dj Olmo.

Durante il primo anno di attività BUH! circolo culturale urbano ha ospitato oltre 60 eventi, 100 live performance, raccogliendo 3500 associati e quasi 10mila presenze negli spazi dell’ex-dogana a Rifredi dove un tempo c’erano solo magazzini per lo stoccaggio delle merci. Di giorno luogo di coworking, di sera punto di ritrovo per la città: questo progetto culturale è nato dalla partnership tra Impact Hub Florence e l'associazione culturale La Scena Muta, co-finanziato dal bando Funder35 promosso da 18 fondazioni private e patrocinato da Acri, l’Associazione delle Fondazioni e delle casse di risparmio Spa.

BUH! circolo culturale urbano Rifredi, via Panciatichi 16 Firenze - festa compleanno dj set

“Ci piace pensare che Buh! sia uno dei nuovi centri culturali più promettenti di Firenze – dice Riccardo Zammarchi de La Scena Muta –  dobbiamo fare ancora molto, soprattutto nel quartiere, ma dopo un anno possiamo dire di costruito già un vero e proprio network fatto di lavoro, musica e convivialità. L’anno in corso è quello della nuova linea della tramvia, Buh! si troverà esattamente a metà fra la fermata di piazza Dalmazia e la stazione di Rifredi: l’interazione con la città e il quartiere passerà principalmente da qui”. Tra i progetti futuri lo sviluppo della formazione “learning by doing”, ossia imparare facendo.

Le novità del Museo Novecento e delle Murate

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Nuova guida al timone del Museo Novecento, che dall’inizio di questo anno passa alla direzione artistica di Sergio Risaliti, storico e critico d’arte già curatore e ideatore di alcune delle mostre e degli eventi culturali più celebrati e discussi degli ultimi anni (Da Ytalia al Forte Belvedere a Urs Fisher, Jan Fabre e Jeff Koons in piazza della Signoria, solo per citarne alcune).

“Quella del Novecento è una sfida importante – ha detto Risaliti a Il Reporter -. L’obiettivo più ambizioso è quello di abbattere la staticità di cui soffre oggi il Museo. Deve diventare un laboratorio assai più dinamico, più vitale, in cui il visitatore possa entrare e possa tornare richiamato da una serie di attività che si generano costantemente all’interno dei suoi spazi. È un luogo importante, in una piazza straordinaria, lungo una direttrice che lo lega al cuore del centro storico e ai musei più importanti della città. C’è un grande potenziale”.

Arte ma non solo. Didattica e mediazione culturale saranno (e sono già adesso, grazie al lavoro dell’associazione Mus.e) i fiori all’occhiello della proposta culturale del Novecento, perché “uno degli step fondamentali passa certamente dalla formazione del pubblico che intendiamo intercettare. Fiorentini quindi, ma anche turisti. C’è materiale a sufficienza per soddisfare varie tipologie di pubblico. E poi progetti ambiziosi per uno spazio impegnativo ma bellissimo, che merita di essere valorizzato”.

A breve verrà presentato il nuovo programma espositivo e gli eventi collaterali, che continueranno ad albergare tra le mura del complesso delle ex leopoldine: collezionismo privato, il disegno degli scultori nel Novecento, una diversa concezione museologica per quanto riguarda le collezioni municipali, focus dedicati ai grandi protagonisti del Novecento italiano e non, interventi site specific di giovani artisti e altro ancora cercando di far funzionare il Museo come palestra e laboratorio per studiosi, curatori, critici e artisti.

 

Residenze d’artista e viaggi immaginari: Le Murate nell’era Gensini

Mostre internazionali, residenze d’artista, collaborazioni con i più importanti istituti culturali
fiorentini e non solo. E poi una sequenza di visite guidate e laboratori aperti a tutti, da 0 anni in su, per avvicinare tutti (ma proprio tutti) all’arte contemporanea.

È questo lo spirito con cui comincia il 2018 de Le Murate. Progetti Arte Contemporanea, spazio aperto alla città in un luogo che è stato troppo a lungo sinonimo di reclusione. È così che, nelle intenzioni del suo direttore artistico, Valentina Gensini, Le Murate diventano sempre più luogo di condivisione, apprendimento e connessione con i nuovi linguaggi del contemporaneo.

“Attraverso il corpus di iniziative in programma, che crescono di anno in anno – ha detto Valentina Gensini – facciamo in modo che le mura di questo complesso parlino a chi avrà voglia di ascoltarle”.

Parlano attraverso le voci degli artisti che vengono ospitati per le residenze – oltre 300 nel 2017 – e le mostre (fino all’11 febbraio la personale di Adrian Paci “Di queste luci si servirà la notte” e poi dal 15 febbraio al 16 marzo “Viaggio Immaginario”, installazione dell’importante artista camerunense Barthélémy Toguo; e ancora, confermata la pluriennale collaborazione con il Korea Film Festival a fine marzo e la mostra “Il tempo della discrezione” di Lisa Batacchi che a primavera inoltrata porterà un intenso racconto sulla Mongolia).

Ma non è tutto, Le Murate parlano anche a chi ha voglia di fermarsi solo al piano terra, nella Sala riviste, dove è possibile sfogliare gratuitamente una selezione dei più importanti magazine di arte, architettura, fotografi a e design o partecipare alle visite guidate settimanali al complesso, comprese le celle dell’ex carcere duro, e ai laboratori tematici Murate Art Lab, che invogliano a conoscere e a capire l’arte più da vicino.

Info e dettaglio iniziative:

www.museonovecento.it

wwwlemuratepac.it

Lavoro: cercasi 10 tipografi

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Cinque operai specializzati e cinque giovani pronti a imparare il mestiere del tipografo. Non sempre è facile da parte delle aziende trovare nuove leve. Succede a Campi Bisenzio dove Artigraf-Toccafondi, azienda nata dall’unione di tre storiche imprese dell’hinterland fiorentino, assume dieci persone, di cui cinque con formula iniziale dell’apprendistato affiancato da personale esperto. O meglio, assumerebbe perché trovare professionisti (e apprendisti) in questo settore non è così facile.

Il digitale non ha ucciso la tipografia

Non c’è una scuola di specializzazione in questo ambito – spiega Niccolò Donzelli, presidente di Artigraf-Toccafondi e regista del progetto di aggregazione di queste realtà – ma il settore è vivo. Il mestiere del tipografo 2.0 non è più lo stesso, la quantità di materiale stampato è diminuita molto a favore di una sempre più alta ricerca di qualità. In uno scenario in continua evoluzione mantenere la tradizione industriale e il know how sul territorio è ancora più importante”. Ma è anche un mestiere giovane: “oggi in azienda l’età media è di 40 anni e la metà dei collaboratori sono donne”. Una squadra di circa 30 dipendenti, con l’aspirazione di crescere fino a 40.

“Con il completamento dell’integrazione aziendale – aggiunge Donzelli – eravamo arrivati a quota 40 lavoratori: abbiamo affrontato un’importante operazione di incentivo all’esodo accompagnando alla pensione 10 persone, con il plauso dei sindacati, proprio con lo scopo di favorire il ricambio generazionale”.

L'offerta di lavoro, in tipografia

Oggi Artigraf-Toccafondi cerca cinque apprendisti stampatori e cinque operai specializzati da assumere a tempo determinato nei diversi reparti: amministrazione, ufficio tecnico, stampa offset, confezione e cartotecnica, magazziniere, stampa a caldo, più un tagliatore di carta e un autista. Per chi volesse inviare il cv è attiva la mail: [email protected].

Fiera Didacta Italia sbarca ad Hannover

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Da domani (martedì 20) a sabato 24 febbraio si svolge nella città di Hannover Fiera Didacta Germania, la più grande fiera del mondo dedicata all’istruzione e alla formazione.
All’evento sarà presente una delegazione del comitato organizzativo di Fiera Didacta Italia (unico spin off della fiera tedesca), formata dal Presidente IndireGiovanni Biondi, dall’assessora al turismo e fiere del Comune di Firenze Anna Paola Concia, da Leonardo Bassilichi presidente di Firenze Fiera e da rappresentanti del MIUR e di ITKAM.

Fiera Didacta Italia in Germania

La parte espositiva della manifestazione accoglierà uno stand di Fiera Didacta Italia, dove verranno presentate al pubblico le attività della prima edizione, svoltasi con successo dal 27 al 29 settembre scorso alla Fortezza da Basso di Firenze: oltre 20.000 presenze per 93 workshop e convegni che hanno spaziato dall’area tecnologica e immersiva a quella scientifica e umanistica, fino alle architetture scolastiche; 150 espositori, tra cui 9 aziende internazionali arrivate dalla Germania, Austria, Gran Bretagna e Cina. Ad Hannover verranno anche rese note le novità della prossima edizione, in programma dal 18 al 20 ottobre 2018 sempre nei suggestivi spazi espositivi della Fortezza. Tra le principali tematiche in campo, i modelli didattici e il tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie nei percorsi formativi che accompagneranno l’evoluzione del sistema scolastico.
“La presenza del comitato organizzatore italiano a Didacta Germania di Hannover, con uno stand realizzato anche con il contributo del Fse, dichiara l’assessora all’Istruzione della Regione Toscana Cristina Grieco, rappresenta un trampolino di lancio per la seconda edizione di Didacta Italia, che si terrà ad ottobre. Il pubblico tedesco, ma non solo, potrà approfondire la conoscenza delle nostre esperienze. La prima edizione italiana, a Firenze, ha raggiunto un ottimo risultato in termini di presenze e di soddisfazione per le buone pratiche. Oltre a consolidarci a livello nazionale, intendiamo divenire un punto di riferimento, su questi temi, per i Paesi dell’Europa meridionale”.
“Il partenariato con Didacta Germania è vincente, il commento di Anna Paola Concia, assessora a Fiere, congressi, marketing territoriale e turismo del Comune di Firenze. La loro è una fiera che esiste da 50 anni ma Didacta Italia già dalla sua prima edizione ha dimostrato di essere all’altezza della fiera tedesca. La nostra presenza lì con uno stand autorevole serve per promuovere Didacta Italia nel mondo e per stringere ancora di più la collaborazione con i colleghi tedeschi” .

Il bilancio dell'appuntamento fiorentino

La prima edizione di Fiera Didacta Italia – sottolinea il Presidente di Indire Giovanni Biondi – si è chiusa con un bilancio molto positivo. La grande affluenza registrata ai workshop e ai convegni ha significato che gli insegnanti e i dirigenti scolastici italiani sono interessati a rendersi attori protagonisti dell’innovazione. Didacta Italia deve diventare sempre più un evento internazionale di esposizione, ma anche un luogo ideale per confrontarsi su tematiche come l’innovazione tecnologica, nuove prospettive per la formazione dei docenti e nuovi ambienti educativi in grado di passare dalla modalità trasmissiva ad una d’apprendimento che metta al centro lo studente. Questo è il momento fondamentale per promuovere il cambiamento nella scuola italiana e intraprendere il cammino dell’innovazione del modello educativo”.
“Fiera Didacta Italia – dichiara Leonardo Bassilichi presidente di Firenze Fiera – rientra nelle nostre ambizioni di ospitare i grandi eventi nel campo della cultura e del progresso. Forti del successo della prima edizione, stiamo lavorando a fianco delle istituzioni e degli organi competenti nostri partner per rendere ancora più bella e competitiva la mostra, che rappresenta non solo un’opportunità di business per tante imprese del comparto scuola ma anche un appuntamento irrinunciabile per l’aggiornamento del corpo docente italiano oltreché un centro catalizzatore e stimolante per le comunità di ricerca e per lo sviluppo della cultura e delle eccellenze”.

Il Convento di Sant’Orsola si fa black

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A due passi dal Mercato Centrale di San Lorenzo, incastrato tra Via Guelfa, via Taddea e via Panicale, nascosto da anni in un involucro di cemento armato, si nasconde il Convento di Sant'Orsola. Abbandonato sì, ma non dimenticato, dato che negli ultimi anni le sue mura esterne sono diventate un luogo inusuale di espressione e creatività artistica.

Lo stesso avverrà per tutto il mese di febbraio grazie all'esposizione della raccolta di fotografie dal titolo Black is the Color of My True Love's Hair (Nero è il colore dei Capelli del mio Vero Amore) curata da Justin Randolph Thompson e Gaelle Dieudji, i due direttori artistici del Black History Month di Firenze, in collaborazione con l'Istituto Marangoni di Firenze e Elettra Officine Grafiche.

LE ORIGINI DEL CONVENTO DI SANT'ORSOLA

Costruito nel 1309, il Convento ha ospitato dapprima le monache benedettine e successivamente le monache francescane. Il complesso ha mantenuto una funzione religiosa fino al 1810, quando fu trasformato in una Manifattura Tabacchi dal governo della città. Circa un secolo dopo, quando le Manifatture furono spostate nel più ampio complesso in Piazza Puccini, il convento divenne un centro di accoglienza per gli sfollati della Guerra. Passò poi all'Università di Firenze fino all'acquisizione negli anni '80 da parte del Demanio che lo cedette alla Guardia di Finanza. Quest'ultima diede avvio ad un grande progetto di ristrutturazione che però non fu mai portato a termine, come testimoniano le pareti spoglie e grige in cemento armato, le transenne e i mattoni rossi che ne chiudono le finestre.

sant'orsola

 

LA SCOPERTA DELLA MONNA LISA

Tra il 2011 e il 2013, la Soprintendenza dei Beni Archeologici di Firenze ha svolto una ricerca e degli scavi archeologici finalizzati alla stima e alla catalogazione delle ricchezze presenti all'interno del Convento. Dagli archivi è emerso che una delle ultime ospiti del Convento, quando ancora aveva una funzione religiosa, fu Lisa Gherardini del Giocondo, meglio nota come Monna Lisa, nonché il soggetto che posò per il celebre dipinto realizzato da Leonardo Da Vinci. Sarebbe stata sepolta nel Convento dalle monache e le sue ossa conservate in uno dei cassoni funerari presenti nella Chiesa di Sant'Orsola.  

PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE

Nello stesso periodo degli scavi, per Sant'Orsola sono stati proposti numerosi progetti di riqualificazione e bandi internazionali, nessuno de quali si è poi realmente concretizzato. Solo l'anno scorso è emerso con qualche sicurezza in più un accordo proposto da una cordata internazionale e il Comune per trasformare il Convento in una scuola internazionale di musica diretta da Andrea Bocelli, alla quale si aggiungerebbero due musei, di cui uno dedicato proprio alla Monna Lisa, un resort e due parcheggi, oltre a tre piazze pubbliche come spazi aperti da restituire alla cittadinanza.

SantOrsola

 

IN MOSTRA SUI MURI

Le mille tribolazioni burocratiche sul destino del Convento hanno ispirato artisti locali che hanno trasformato i suoi muri in un luogo non convenzionale di protesta artistica. Il primo è stato il controverso artista ungherese Vaclac Pisvejc che, nel 2013, ha ricoperto le pareti con banconote americane da 1 dollaro (fotocopiate) per opporsi all'incapacità cittadina di valorizzare il Convento. Ha poi replicato l'anno scorso, dopo l'annuncio della possibile trasformazione in scuola di musica, realizzando un'insegna al neon sulla quale si legge “Sant'Orsola” scritto con simboli musicali.

I secondi sono stati i due curatori de Black History Month che hanno deciso di usare le finestre chiuse del Convento come cornici per le fotografie di artisti da loro selezionati. Le immagini di Martina Bacigalupo, Joana Choumali, Adji Dieye, Kevin Jerome Everson, Délio Jasse e Tommaso Tancredi sono principalmente dei ritratti, scomposti e ricomposti, immagini simili a fototessere e fotografie d'archivio nelle quali emerge chiara l'identità, l'intimità dei soggetti.

Per dare uniformità alle diverse espressioni artistiche è stato scelto il titolo Black is the Color of My True Love's Hair ovvero una canzone di Nina Simone, cantante jazz afroamericana, scritta per celebrare l'identità e la sue cultura afroamericana e in generale quella afrodiscente. Emerge quindi il parallelo pensato dai due curatori tra la forte affermazione dell'identità nelle fotografie  e quella stessa identità che il Convento ha perso tra i passaggi di proprietà e trent'anni di incuria.

A caccia dei misteri di via Palazzo dei Diavoli

Via Palazzo dei Diavoli è una delle strade storiche dell'Isolotto e nasconde curiosità e misteri tra i suoi edifici del passato. Gli alunni delle classi quinte della scuola primaria della Montagnola, insieme alle insegnanti, hanno preso in esame questa via, studiandone ogni dettaglio con l’obiettivo di realizzare entro l’anno un volume che raccolga tutte le informazioni che sono state approfondite nelle diverse materie scolastiche.

Perché si chiama via Palazzo dei Diavoli?

La prima curiosità che ha stimolato la ricerca degli studenti, ha riguardato l’etimologia del nome della strada. Sono state infatti trovate tre diverse ipotesi sul toponimo: la prima riguarda il fatto che nella via
fosse presente un palazzo all’interno del quale avvenissero riunioni di streghe, la seconda invece evidenzia l’appartenenza del palazzo del XII secolo situato al civico 30 alla famiglia degli Alberti, di nota appartenenza ghibellina e quindi considerati dei “Diavoli”; mentre la terza teoria, più plausibile, riguarda il fatto che in Italia siano presenti numerose strade con questo nome che si caratterizzano per la presenza di una biforcazione finale, che obbliga, come un Diavolo, alla scelta di una strada da prendere.

E la sorpresa: lo stemma non è dei Mannelli

La scoperta che invece ha esaltato i bambini, ha riguardato un errore trovato sui libri. Sì perché nella via è presente quella che era la villa di campagna della famiglia Mannelli, sulla cui facciata è affisso uno stemma che era stato attribuito alla famiglia stessa. In realtà, gli studenti hanno scoperto che lo stemma Mannelli era diverso e grazie all’aiuto dell’insegnante, dell’archivio Ceramelli Papiani, e dei genitori che li hanno accompagnati all’Archivio di Stato di piazza Beccaria, hanno potuto risalire,
in parte, al vero proprietario.

Lo stemma considerato matrimoniale, in quanto suddiviso in due parti da una croce, appartiene a due diverse famiglie: una è rappresentata sicuramente dai Buccetti, che acquistarono la villa alla fine del 1600. Manca purtroppo l’ultimo tassello a chiudere il cerchio, perchè gli alunni, a causa del deterioramento dello stemma, non sono riusciti a capire a chi appartenga l’altra metà. Ma chissà che nei prossimi mesi, i curiosi ed entusiasti alunni della Montagnola, grazie al supporto prezioso delle insegnanti, non riescano a scoprire qualcosa di più…

I “segreti” della Cappellina in un video

Un progetto che va avanti dall'anno scorso, quando l'attenzione degli alunni è stata attratta anche dall'Oratorio di Santa Maria della Querce, detto anche “Cappella dei Mannelli”, un piccolo gioiello seicentesco che conserva alcuni affreschi attribuiti a Paolo Schiavo.

“Parallelamente alle nostre ricerche, sono venuta a conoscenza del bando di concorso indetto dal Miur Le scuole adottano un monumento – spiega la Prof. Cristina Sirigatti -,  una vera e propria occasione per mettere a frutto lo studio che era stato condotto dagli alunni su quel monumento che si nascondeva tra le vie del loro quartiere. Così grazie all’aiuto di noi insegnanti e al sostegno del regista Federico Micali e del coreografo Virgilio Sieni è stato realizzato un video di tre minuti che vedeva protagonisti i 95 piccoli studenti che assumevano le pose e le espressioni dei personaggi raffigurati nei dipinti della cappella.

Scuola primaria montagnola Cappellina

“Questo lavoro – continua Sirigatti – è stato preso molto sul serio dai bambini che si sono fin da subito impegnati per la buona riuscita del video, ma l’elemento vincente che è emerso è stato riuscire a trasformare un percorso interdisciplinare in un percorso interculturale, a cui hanno preso parte tutti gli studenti, compresi quelli di religioni diverse. La nostra vittoria quindi non è stata rappresentata solo nella medaglia d’argento che ci siamo portati a casa, ma anche nell’essere riusciti ad includere tradizioni diverse”.

Il video è stato pubblicato sul sito www.atlantemonumentiadottati.it ed è stato anche proiettato sulla facciata di un palazzo del quartiere in occasione dei “Cantieri Culturali Isolotto”.

Pari viola Bergamo

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Si è chiusa sull’1-1 la sfida allo stadio Atleti Azzurri d’Italia tra Atalanta e Fiorentina. Di Badelj e Petagna le reti nel primo tempo. Pioggia di tipo londinese per tutta la partita. Ancora fiducia a Sportiello in porta, l’ex di turno mentre in attacco Pioli prova Gil Dias accanto a Simeone e Chiesa. Gasperini cambia anche il portiere scegliendo Gollini e tiene in panchina l’ex di turno Ilicic.

Primo Tempo

Fiorentina bella ad inizio gara. Al 6’ ci prova Simeone che però calcia alto di sinistra invece di servire Veretout che era libero all’altezza del dischetto di rigore. Al 16’ il vantaggio viola. Badelj calcia dai venti metri, Gollini respinge sui piedi di Chiesa il quale passa nuovamente la palla al compagno croato che insacca di sinistro. E’ l’1-0 per la Fiorentina. Al 20’ la reazione orobica con Papu Gomez che serve Cristante ma la difesa viola riesce a rimediare. Al 38’ ci prova Castagne che però mette fuori di poco. Al 41’ da calcio d’angolo Astori mette paura alla retroguardia nerazzurra ma anche in questo caso la palla finisce fuori. Proprio al 45’ arriva il pareggio dell’Atalanta. Calcio di punizione battuto dalla destra da Gomez, il pallone arriva a Petagna che sovrasta Biraghi e segna di testa. Si va al riposo sul pareggio.

Secondo Tempo

L’Atalanta prova, ad inizio ripresa, a passare in vantaggio. Ci prova, al 49’, Gomez ma Astori riesce a salvare la Fiorentina. Al 53’ è la Fiorentina che sfiora il raddoppio. Cross di Astori con la sfera che viene sfiorata da Simeone e poi da Benassi ma la palla poi è facile preda di Gollini. Al 63’ il nuovo entrato Falcinelli sfiora il gol su iniziativa di Gil Dias. L’occasione viene sventata da Mancini dell’Atalanta. Esordio in serie A anche per Bryan Dabo ma è il Papu Gomez, al 78’ a far correre dei brividi alla difesa viola. Un tiro-cross viene neutralizzato da Sportiello. Tra l’83’ e l’85’ Milenkovic colleziona due cartellini gialli e la conseguente espulsione tra le protesta di stefano Pioli verso l’arbitro Maresca. All’89’ l’ultima opportunità per l’Atalanta ancora con Gomez ma Pezzella salva il risultato ed il punto conquistato.

L’allenatore

Soddisfatto a metà Stefano Pioli a fine gara. “Peccato per il risultato, abbiamo provato a controbattere pallone su pallone contro una squadra forte e c’è rammarico per il gol preso sul finire di un primo tempo nel quale non abbiamo chiuso la gara in contropiede. Non mi è piaciuta la prima ammonizione a Milenkovic, ha preso il pallone. Su un terreno così scivoloso – aggiunge il tecnico –  bisogna evitare di fischiare tutto, tanti cartellini oggi sono arrivati in un’unica direzione. La prima entrata di Milenkovic non è nemmeno fallo, mentre sulla seconda non ho niente da dire. Bisogna capire in che direzione vanno le partite tra le squadre, Fiorentina e Atalanta sono tra le più intense del campionato nei contrasti e su un terreno scivoloso bisogna lasciare un po’ più andare. Ma se non mi è piaciuto l’arbitro mi è piaciuta la mia squadra, abbiamo avuto occasione per vincerla ed usciamo da Bergamo con convinzioni”.