martedì, 16 Agosto 2022
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Egitto, le scoperte dell’Università di Siena

Papiri, testi su cocchi, statue e altro, questo il grande ritrovamente archeologico avvenuto in Egitto grazie al lavoro dell'università di Siena.

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I misteri dell’Egitto.

LA RICERCA. Quasi cento papiri, testi scritti su cocci, chiamati ostraka, e statue di faraoni e sacerdoti di eccezionale interesse artistico e storico sono venuti alla luce a Dionysias, in Egitto, a 100 kilometri a sud del Cairo, durante la campagna di scavi che si è conclusa a Natale. Tutto questo grazie al lavoro degli archeologi del Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’università di Siena, impegnato da molti anni in scavi e attività di ricerca archeologica sulla sponda meridionale e orientale del Mediterraneo, in Grecia, Giordania, Egitto, Tunisia, Algeria e Marocco.

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IL DIO COCCODRILLO. Le missioni organizzate nel 2012 dal professor Emanuele Papi sul sito di Dionysias, un centro fondato in età tolemaica (III secolo a.C.) che continuò la sua lunga esistenza fino al VI secolo d.C., hanno portato alla luce ritrovamenti importanti. L’applicazione di tecnologie avanzate ha rivelato strade, isolati, case, e sacelli costruiti intorno al tempio dedicato a Sobek, il dio coccodrillo. Le ricognizioni di superficie hanno identificato decine di oleifici su cui si basava l’economia della regione; le indagini nel tempio hanno scoperto numerose stanze segrete dietro le pareti e dentro i muri, e cripte nascoste sotto i pavimenti, con un complessi percorsi e sistemi di chiusura. Il tempio dedicato a Sobek è uno dei meglio conservati di tutto l’Egitto.

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