martedì, 22 Settembre 2020
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Un desiderio per l’anno nuovo? Lo si vota al Museo Novecento

Al Museo Novecento si vota il desiderio per il 2020: il 31 dicembre i visitatori potranno scegliere tra 10 buoni auspici per l'anno nuovo

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Un desiderio per l’anno nuovo? Al Museo Novecento lo si esprime l’ultima sera di quello vecchio. Chiunque visiterà il museo il 31 dicembre 2019, giorno in cui resterà aperto gratuitamente fino alle 22, potrà infatti votare uno tra dieci buoni auspici per il 2020 ed eleggere così “il desiderio dei desideri”.

Il vincitore verrà annunciato nei primi giorni di gennaio e sarà al centro di un progetto speciale del museo nel prossimo anno.

Il desiderio dell’anno al Museo Novecento

Chi deciderà, il 31 dicembre, di trascorrere alcune ore al Museo Novecento potrà visitare gratuitamente, oltre alla collezione permanente, le mostre temporanee in corso. Al primo piano La poetica del segno, antologica dedicata a Bice Lazzari curata da Paola Ugolini e Sergio Risaliti (realizzata in collaborazione con Archivio Bice Lazzari), con oltre settanta lavori scelti tra dipinti e disegni, oggetti di design e una serie di poesie dell’artista veneziana. Nello spazio al secondo piano (progetto Solo) la monografica dedicata a Mirko Basaldella curata da Luca Pietro Nicoletti e Lorenzo Fiorucci, una selezione di opere della Raccolta Mirko Basaldella che offre una panoramica delle sperimentazioni dell’artista friulano.

Ultimo dell’anno al Museo Novecento: si vota il desiderio per il 2020

Nella sala Duel, l’esposizione Lucciole per lanterne, la prima personale in Europa di Wang Yuyang ideata in collaborazione con Massimo De Carlo Milano/London/Hong Kong e curata da Lorenzo Bruni, che vede le opere dell’artista cinese dialogare con una Natura morta (1923-24) di Giorgio Morandi proveniente dalla collezione Alberto Della Ragione.

Nello spazio Room, al piano terra, l’opera video L’eccezione di Rä di Martino, curata da Sergio Risaliti e prodotta da Museo Novecento – MUS.E. E poi ancora il ciclo Campo Aperto, che vede protagonista l’artista toscano Lino Mannocci con la mostra Un matrimonio futurista, con cartoline, marmi, dipinti e un’installazione ispirate al matrimonio tra Gino Severini e Jeanne Fort e il ciclo Il Tavolo dell’Architetto curato da Laura Andreini con Michele De Lucchi. Earth Stations.

Chi visiterà il Museo potrà anche visitare: l’installazione site specific di Rebecca Moccia “Da qui tutto bene”, a cura di Sergio Risaliti e in collaborazione con la Galleria Mazzoleni (London – Torino) nel loggiato al primo piano (progetto Ora et labora); Sustainable Thinking Evolution 3, terza evoluzione del progetto The Wall a cura di Mario Cucinella Architects e SOS – School of Sustainability, lungo la parete al piano terra e Il massimo col minimo (a cura di Giorgio Verzotti) le tre sculture realizzate da Sergio Limonta per il chiostro del Museo nell’ambito del progetto Grafts.

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