sabato, 8 Agosto 2020
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Com’è diventato l’edificio B9 della Manifattura Tabacchi

Il nuovo allestimento dell'edificio della Manifattura Tabacchi che con l'estate riapre al pubblico: eventi, mostre e 8 creativi che prendono "casa" nel complesso

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Una ristrutturazione minimal, mattoni a vista, le vecchie finestre della facciata riusate come porte girevoli e un grande ambiente dal gusto vintage su cui si affacciano una serie di atelier, il bancone del bistrot e una teca di piante mangia-inquinamento. Si presenta così il livello terra dell’edificio B9 della Manifattura Tabacchi di Firenze, un assaggio di come sarà in futuro l’ex complesso industriale, tra arte, cultura e artigianato.

È il primo pezzo di questo gigante di cemento, 100mila metri quadrati per 16 palazzi, a riaprire al pubblico in modo permanente. “Si tratta del prototipo della Manifattura di domani: ce lo siamo immaginati come un luogo aperto a tutti, contemporaneo, un polo culturale e artistico”, dice Giovanni Manfredi del fondo di investimento Aermont che finanzia il piano di recupero.

L’estate al B9

Si parte con il  cartellone estivo della Manifattura Tabacchi targato B9 (che sta per “Builing 9”): 85 giorni di apertura, 30 di festival,  iniziative ed eventi clubbing su 3mila metri quadrati tra l’edificio e il cortile della ciminiera, quello a cui si arriva dall’ingresso di via delle Cascine 33. Poi, dopo una breve pausa, partirà la programmazione dell’autunno-inverno e questo luogo rimarrà vivo per i prossimi due anni.

Gli spazi

Da una parte c’è l’anima culturale della Manifattura Tabacchi, dall’altra gli spazi per una comunità di 8 creativi e marker contemporanei che prendono casa tra 4 atelier e altrettanti laboratori al livello terra del B9, il cui allestimento è stato curato dallo studio di progettazione fiorentino Q-bic. E poi caffetteria, bistrot, spazio degustazione di birra artigianale e, nel cortile esterno, un palco per gli spettacoli, l’area verde con l’orto biodinamico e il giardino per bambini.

Dentro il B9 anche la Fabbrica dell’aria ideata dal neurobiologo vegetale Stefano Mancuso insieme alla spin-off dell’Università di Firenze PNAT. La teca a vetri di 40 metri quadri, popolata da piante, funziona da purificatore naturale: sono le specie vegetali a “digerire” gli inquinanti presenti nell’aria, riducendoli anche del 98%, dicono i ricercatori.  È la prima volta che questa soluzione, già testata in laboratorio, viene sperimentata in grande per un ambiente pubblico.

Manifattura Tabacchi, non solo B9

Intanto, dopo la firma della convenzione urbanistica a fine maggio tra il Comune di Firenze e Aermont, sono partiti i lavori. Presto anche il fabbricato vicino, il B8, verrà coinvolto in altri progetti, mentre entro fine 2019 sarà pronto l’edificio che ospiterà la terza sede fiorentina del Polimoda per 800 studenti. Infine tra 2-3 anni è prevista la conclusione dell’intero progetto di recupero della Manifattura Tabacchi (qui i dettagli).

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