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Cene in casa con amici, cosa prevede il nuovo dpcm anti Covid. Niente controlli nelle case

Cene permesse anche in casa ma con un massimo di 6 amici o invitati oltre ai conviventi: il nuovo Dpcm non introduce i controlli nelle case

Lo stop riguarda solo le feste private, all’aperto o al chiuso che siano. Le cene in casa tra amici, invece, restano permesse, ma con un numero massimo di 6 persone invitate (oltre ai conviventi) e con mascherina, non obbligatoria ma raccomandata: è quanto prevede il nuovo Dpcm anti Covid in vigore dal 13 ottobre 2020. Il nuovo decreto non introduce, al contrario di quanto era sembrato possibile, i controlli nelle case da parte delle autorità pubbliche per verificare il rispetto delle norme.

Cene in casa, possibili con 6 invitati: cosa dice il nuovo Dpcm

Non arriva dunque il divieto assoluto di cene e ritrovi in casa tra amici, come ventilato nei giorni scorsi. Per la verità non c’è nemmeno un limite rigido, ma solo una raccomandazione. “Quanto alle abitazioni private, è comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi in numero superiore a 6“. Così recita il testo integrale del Dpcm che andrà in Gazzetta ufficiale 13 ottobre nel paragrafo che riguarda i limiti alle cene in casa tra amici per prevenire il contagio da Covid.

Dpcm ottobre 2020: il testo integrale in Gazzetta ufficiale (pdf)

Anche in questa situazione, che siano cene o semplici ritrovi tra amici in casa, il decreto raccomanda l’uso della mascherina, che non è però obbligatoria. “È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”, si legge nel testo del nuovo decreto.

No ai controlli nelle case

Altra novità che va contro quanto trapelato nei giorni scorsi, il nuovo Dpcm non introduce i  controlli nelle case per verificare il rispetto delle norme su cene tra amici e simili. Erano state le parole dello stesso ministro della salute Roberto Speranza a preannunciare forme di controlli nelle case. Parole accolte però con reazioni molto contrarie per un provvedimento giudicato troppo invasivo. Così il governo ha deciso di contare solo sul buon senso degli italiani, senza la necessità di introdurre controlli nelle case o addirittura forme di segnalazione che ricordavano fin troppo la pratica della delazione.