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Compenso scrutatori per le elezioni politiche del 25 settembre 2022

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Quanto guadagnano gli scrutatori, i segretari e i presidenti di seggio per le prossime elezioni politiche in programma domenica 25 settembre 2022

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Qual è il compenso per gli scrutatori e per i presidenti di seggio in occasione delle elezioni politiche del 25 settembre 2022: quanto guadagnano? E come funziona l’albo? In vista del ritorno alle urne, i Comuni durante questa estate dovranno mettere a punto tutte le procedure per individuare chi si occuperà delle operazioni di voto e dello spoglio delle schede durante la prossima tornata elettorale, indetta per scegliere i parlamentari della Camera dei Deputati e del Senato.

Come fare gli scrutatori: la domanda al Comune per l’iscrizione all’albo

Anche per le elezioni politiche del prossimo 25 settembre 2022, per diventare scrutatori e ricevere un compenso bisogna aver fatto domanda al Comune di residenza per l’iscrizione nell’apposito albo. È necessario essere cittadini italiani, godere dei diritti politici, aver frequentato la scuola dell’obbligo ed essere residenti e iscritti nelle liste elettorali del Comune dove si fa richiesta.

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Salvo casi particolari, le domande sono già chiuse perché devono essere presentate entro il mese di novembre e l’iscrizione nelle liste degli scrutatori avviene entro il successivo mese di gennaio. Nelle settimane precedenti alle elezioni politiche, i singoli Comuni faranno la nomina degli scrutatori e dei presidenti di seggio, a cui si può rinunciare solo per giustificati motivi (problemi di salute o impedimento grave) comunicandolo all’ufficio elettorale il prima possibile. Gli scrutatori che hanno ricevuto la nomina e che, senza aver fatto rinuncia, non si presentano al seggio rischiano una multa da 309 a 516 euro.

Cosa fa lo scrutatore e per quali mansioni è previsto il compenso

Le elezioni politiche 2022 sono previste solo in un giorno, il 25 settembre (gli orari devono ancora essere comunicati, presumibilmente andranno dalle 7 alle 23), ma per il compenso degli scrutatori e dei presidenti di seggio si prendono in considerazione anche le operazioni di preparazione e lo spoglio delle schede dopo la chiusura delle urne.

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Cosa fa quindi uno scrutatore? Nel giorno precedente alle votazioni, quindi il 24 settembre 2022, allestisce il seggio elettorale, conta e firma le scheda. Durante l’apertura dei seggi, domenica 25 settembre, si occupa di registrare gli elettori e di seguire le operazioni durante l’intero orario delle elezioni politiche, con la possibilità di pause per pranzo e cena stabilite insieme agli altri componenti del seggio. Infine si occupa dello scrutinio dei voti. Le circolari con le istruzioni per i seggi saranno poi pubblicate sul sito del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno.

Qual è il compenso per gli scrutatori e i presidenti di seggio per le elezioni politiche del 25 settembre 2022

Gli scrutatori e i presidenti di seggio non ricevono il pagamento di un compenso “al giorno”, ma prendono un forfait per l’intera durata delle elezioni, per i preparativi dei seggi e per lo scrutinio, onorario fisso esentasse che è fissato per legge. Il rimborso base è leggermente più alto rispetto a quello di partenza per un referendum.

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Ecco quanto guadagnano gli scrutatori e i presidenti di seggio secondo la normativa, tenendo in considerazione che le votazioni per Camera e Senato sono considerate una doppia elezione:

  • il presidente seggio riceve un rimborso di 187 euro (150 euro di “paga” base più una maggiorazione di 37 euro);
  • il compenso per gli scrutatori e i segretari di seggio delle elezioni politiche 2022 è di 145 euro (120 euro di onorario base più una maggiorazione di 25 euro per l’elezione concomitante);
  • per i seggi speciali il rimborso è di 90 euro per il presidente di seggio e di 61 euro per ogni scrutatore.

Come detto non esiste un lordo o un netto: la somma non è soggetta a tassazione. Il pagamento del compenso agli scrutatori e ai presidenti di seggio viene fatto dai singoli Comuni, dopo le elezioni, quando il Ministero dell’Interno assegna i fondi alle amministrazioni.

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