venerdì, 27 Novembre 2020
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Coronavirus, boom di contagi in Toscana? “Nessun focolaio”

L'Asl Toscana Centro tranquillizza e spiega perché inizialmente era scattata l'allerta (poi rientrata)

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I primi dati sull’andamento del coronavirus hanno fatto scattare l’allarme, si temeva la presenza di un focolaio in Toscana, tra Prato e Pistoia, per un boom di contagi in poche ore, ma poi è avvenuto il “riconteggio”, a seguito di nuovi tamponi, e l’allerta è rientrata con la pubblicazione del bollettino serale della Regione.

Ad oggi risulta nessun focolaio di Covid 19 nell’area territoriale di Prato e Pistoia”, ha chiarito con un comunicato ufficiale l’Azienda Ausl Toscana Centro, da cui dipendono i territori di Firenze, Prato, Pistoia e dell’empolese.

L’allerta per il possibile focolaio in Toscana e i 19 falsi positivi al coronavirus

Al centro di questo falso allarme 25 test debolmente positivi, rilevati tra Prato e Pistoia. Una volta ripetuti i tamponi, l’esito però è cambiato: le analisi hanno confermato il contagio da coronavirus solo per 3 pazienti, uno residente nella Città metropolitana di Firenze e gli altri due in provincia di Pistoia (entrambi ricoverati in ospedale), che non avevano avuto contatti tra loro.

Nessun focolai quindi, fatto confermato dall’ultimo bollettino della Regione, pubblicato in serata dopo le verifiche: al 24 giugno si segnalano solo 5 casi in più di Covid-19 in tutta la Toscana, dati in linea con quello dei giorni precedenti.

Contagi da coronavirus e i casi debolmente positivi

La Regione Toscana ha stabilito con un’ordinanza una procedura per i pazienti che risultino debolmente positivi. Cosa vuol dire che un tampone è debolmente positivo al coronavirus? Che per rilevare il virus bisogna “potenziare” l’analisi un numero molto alto di volte.

“E’ normale rilevare nel corso della giornata test debolmente positivi – spiega l’azienda Usl Toscana centro – ma che giungono alla nostra osservazione prima di interventi chirurgici, durante la pre ospedalizzazione, o provenienti dal pronto soccorso e che risultano affetti da altre patologie. Alcuni di questi pazienti restano in ospedale, ricoverati a seguito delle patologie  per le patologie di cui sono affetti, sebbene risultino negativi alla loro rivalutazione, mentre altri vengono dimessi a seguito della conferma della loro negatività”.

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