Gelato patrimonio Unesco

Far riconoscere il gelato come patrimonio dell’Unesco, insieme all’arte del gelatiere italiano. La proposta arriva da Firenze, patria del celebre gusto del Buontalenti e dei primi esempi di gelato italiano. A lanciare l’idea è il gelatiere fiorentino Vetulio Bondi che guida anche l’associazione dei Gelatieri artigiani fiorentini, nata per la promozione del gelato artigianale a chilometro zero.

La proposta di candidatura arriva dopo che il Comune di Firenze, insieme alla Regione Toscana e l’Accademia della fiorentina, è al lavoro per chiedere che la bistecca alla fiorentina sia inclusa tra i patrimoni dell’Unesco, al pari di altre tradizioni culinarie italiane come la pizza napoletana, entrata nell’elenco nel 2017.

“Per il Comune di Firenze – si legge in una nota – sostenere la candidatura del gelato avrebbe anche lo scopo di ribadire la supremazia storica e culturale della città nell’ambito del food. Un ulteriore riconoscimento per l’artigianato fiorentino, da sempre celebrato nel mondo per l’eccellenza, in questo caso applicato al mondo del gelato”.

Il Gelato patrimonio Unesco e la sua storia

Negli ultimi anni Vetulio Bondi, eletto personaggio dell’anno per la categoria Pasticceri nell’ambito del premio Italia a tavola, ha lavorato insieme ai Gelatieri Artigiani Fiorentini al recupero e alla valorizzazione di storia e tradizione del gelato a Firenze. Tra le scoperte, anche quella che riguarda lo zuccotto fiorentino.

Gelato Unesco Vetulio

Questo dolce, secondo le ricerche, era già noto ai tempi di Caterina de’ Medici e si chiamava in suo onore Elmo di Caterina. Ancora una volta sarebbe una creazione da attribuire all’architetto Bernardo Buontalenti, inventore del gelato semifreddo così come oggi lo conosciamo.