sabato, 28 Novembre 2020
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“Uffa”, all’ospedale Meyer di Firenze arriva l’autotampone

Il team del laboratorio di immunologia dell'ospedale ha dato vita a "Uffa", il kit autotampone per la diagnosi del Covid-19

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L’ospedale pediatrico Meyer di Firenze “brevetta” l’autotampone nasale. Proprio così, il team del laboratorio di immunologia del nosocomio dei bambini ha dato vita a “Uffa“, il kit da tampone autosomministrato per la diagnosi del Covid-19.

Uffa, il Meyer di Firenze brevetta l’autotampone

Uffa, che limita il tampone al solo naso, ha già superato con successo la prima fase dello studio, e a partire dalla prossima settimana verrà consegnato agli operatori (circa 1500) che lavorano all’ospedale che potranno utilizzarlo senza l’ausilio del personale sanitario, permettendo di snellire la procedura di esecuzione del tampone, senza comprometterne l’efficacia.

Come funziona l’autotampone “Uffa” del Meyer di Firenze

Un kit dall’aspetto giocoso, come nella tradizione dell’ospedalino fiorentino è quello che viene consegnato a chi deve farsi il tampone da solo. Sulla confezione c’è scritto “Uffa. Il tampone nasale fai da te per la diagnosi di Covid19” e dentro c’è tutto l’occorrente – simile in tutto e per tutto al kit utilizzato dagli operatori sanitari – per fare l’autoscreening: il tampone vero e proprio, delle etichette per identificarlo, due bustine trasparenti e un foglio con le istruzioni. Il campione prelevato dal naso viene poi accuratamente sigillato e depositato nell’urna che si trova all’ingresso della zona dei laboratori, all’interno dell’ospedale.

Meyer, lo studio che sta dietro all’autampone “Uffa”

Il Meyer ha realizzato un tutorial e istruzioni scritte per guidare nella corretta esecuzione dell’autotampone e dal 6 ottobre al 9 novembre 2020 ha distribuito 803 tamponi Uffa ad altrettanti operatori. Nello stesso periodo sono stati effettuati, sia su operatori che su pazienti, 1016 tamponi rino-faringei “classici” ad opera di operatori sanitari. Nessun tampone è risultato non valido, né nel gruppo autosomministrato, né nel gruppo eseguito dagli operatori. Questo ha provato che i tamponi autosomministrati sono adeguati quanto quelli effettuati da operatori sanitari. Le due metodiche di somministrazione risultano quindi sovrapponibili e quindi equivalenti dal punto di vista diagnostico.

Uffa autotampone Meyer laboratorio
La teca per il deposito dell’autotampone Uffa in laboratorio

Dalla prossima settimana l’autampone anche ai piccoli pazienti Covid

“Uffa! diventerà pratica corrente e strutturata dell’ospedale Meyer e verrà utilizzato come test di screening periodico su tutti gli operatori – ha spiegato Alberto Zanobini, direttore generale del Meyer – Proteggere gli operatori per noi significa proteggere i bambini. Ma gli scenari che l’autosomministrazione del tampone può aprire dal punto di vista dell’impatto sull’organizzazione sanitaria sono imprevedibili. Potrebbe essere una fondamentale soluzione al problema del sovraffollamento dei centri tamponi, siano essi nelle strutture sanitarie o nei drive-through. Siamo contenti di aver dato, come Meyer, un input alla ricerca in questa direzione”.

Il passo successivo sarà infatti quello di far utilizzare il tampone ai genitori con bambini ricoverati nel reparto Covid del Meyer. “Riteniamo opportuno continuare lo studio includendo anche i bambini positivi ricoverati nel nostro ospedale – ha spiegato Chiara Azzari, responsabile del Laboratorio di Immunologia – saranno anche i genitori a fare loro il tampone per i controlli periodici durante il loro ricovero. Possiamo ragionevolmente aspettarci che non ci sarà nessuna differenza tra l’adeguatezza dei tamponi eseguiti dai genitori e quelli effettuati dagli operatori. Avere un tampone solo nasale e somministrato da babbo o mamma anziché da un operatore sarà altrettanto valido ma sicuramente molto meno invasivo per i bambini”.

 

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