sabato, 31 Luglio 2021
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Multa Covid: come fare ricorso (ma si rischia il raddoppio della sanzione)

Fare ricorso al Prefetto non sempre conviene, anche quando viene notificata una multa per non aver rispettato le regole anti-Covid del Dpcm

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Attenzione all’inghippo, quando si decide di fare ricorso per una multa Covid: contestare una sanzione notificata per il mancato rispetto delle regole anti-contagio, dalla zona rossa al coprifuoco fino alle limitazioni per gli spostamenti in macchina, può costare caro. Anche molto più della cifra (già salata) riportata sul verbale. Il doppio. A mettere in guardia sulla procedura per fare ricorso contro le sanzioni amministrative è anche l’associazione dei consumatori Aduc.

A quanto ammonta la multa Covid: la sanzione amministrativa

Secondo quanto previsto dal decreto Cura Italia, la multa (sanzione amministrativa) per chi non rispetta le regole anti-Covid va da un minimo di 400 euro a un massimo di 1.000 euro, a seconda della gravità del fatto: è prevista comunque la possibilità di fare ricorso, ma non è sempre una strada conveniente per il cittadino. Le multe sono elevate dalle forze dell’ordine (polizia municipale, carabinieri, polizia e via dicendo) che rilevano il mancato rispetto delle norme nazionali previste dai Dpcm e dai decreti legge per l’emergenza Covid-19.

Se invece nell’autocertificazione Covid – quella usata per gli spostamenti ad esempio in zona rossa e arancione o per il coprifuoco – si scrive qualcosa di falso (nomi, indirizzi, motivazioni) si rischia, oltre alla “normale” multa, la denuncia penale per dichiarazioni mendaci, che è punita con la reclusione da 1 a 6 anni.

Lo “sconto” per chi paga subito e cosa succede alle multe Covid non pagate

Come tutte le altre sanzioni amministrative, è possibile godere di uno “sconto” se si salda il conto subito. Pagando entro 5 giorni la multa Covid è meno salata: c’è una riduzione del 30% sulla somma del verbale, ma se la sanzione viene pagata, si rinuncia in automatico a fare ricorso.

E cosa succede se le multe Covid non vengono pagate? La stessa cosa che capita per le multe ricevute a seguito di violazioni del codice della strada: tutto passa all’Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia) e arriverà a casa una cartella esattoriale con tanto di costi di notifica e interessi.

Multa Covid, come fare ricorso al Prefetto

Se si ritiene che le motivazioni per cui è stata contestata una multa non siano valide, è possibile presentare ricorso al Prefetto della città dov’è stata accertata la violazione delle regole anti-Covid dei Dpcm. “Il cittadino che non condivida il verbale di accertamento di violazione può pertanto fare pervenire scritti e documenti difensivi al Prefetto”, spiegano le FAQ del governo. È possibile farlo entro 30 giorni dalla notifica del verbale e gli scritti difensivi possono essere inviati anche tramite PEC.

Ma se fare riscorso può sembrare cosa facile, più difficile è vedersi accettati i motivi della contestazione: la mancata conoscenza delle regole anti-Covid, ad esempio, non è una motivazione valida. Inoltre se il Prefetto non accetta il ricorso, la cifra della multa raddoppia. A questo punto non resta che fare ricorso entro 30 giorni al giudice di pace.

I consigli dell’associazione dei consumatori

“E’ bene fare molta attenzione visto che circolano consigli di ricorsi semplici se non class action” spiega l’Aduc, anche a seguito delle proteste di alcuni ristoratori che non hanno rispettato l’orario di chiusura imposto dal Dpcm.  Per chi vuole contestare la multa Covid l’associazione dei consumatori ricorda che “il ricorso nella maggior parte dei casi si presenta al prefetto, che è autorità di polizia e non giudiziale e quindi si chiede di essere valutati dallo stesso soggetto che ha rilevato l’infrazione. Per questo quasi sempre il ricorso viene respinto e l’importo da pagare raddoppia“. Come detto, se il ricorso viene rigettato resta solo la via del giudice di pace.

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