lunedì, 22 Aprile 2024
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Nascono i primi 5 orti urbani di Firenze

Saranno orti condivisi gestiti da gruppi di cittadini, associazioni e realtà del territorio. Inizia il percorso per affidare la coltivazione di 1.100 metri quadrati di verde in diversi angoli della città

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Firenze verso una città più verde e sostenibile dà vita ai suoi primi cinque orti urbani. Si tratta di spazi concepiti per promuovere la coltivazione locale, la condivisione comunitaria e la connessione con la natura.

Dove si trovano gli orti urbani di Firenze: dalla villa di Rusciano al carcere

Gli orti urbani di Firenze, detti anche “orti di comunità”, sono disseminati strategicamente in diverse aree della città. Non solo aggiungono una nota di freschezza e vitalità al paesaggio urbano ma fungono anche da punto di incontro per i residenti desiderosi di coltivare il proprio cibo e promuovere uno stile di vita più salutare.

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Il progetto, sostenuto dalla Fondazione CR Firenze, sarà attuato grazie all’associazione Rete Semi Rurali e alla Società Toscana di Orticultura. Le aree ortive individuate sono una in ogni quartiere ovvero: il parco della Villa di Rusciano, il chiostro della biblioteca Thouar, il giardino del Malcantone, il giardino del Lippi e il giardino del Gozzini, proprio davanti al carcere. In totale sono oltre 1100 metri quadrati messi a disposizione per la coltivazione e più di 60 alberi da frutto. Le aree, che saranno coltivate in modo condiviso, potranno essere trattate solo con agricoltura biologica e biodinamica, privilegiando semi locali e tradizionali.

Assegnazioni degli spazi entro maggio

A differenza degli orti sociali che già esistono nei diversi quartieri di Firenze, gli orti urbani non verranno affidati a singoli, ma saranno curati da gruppi di cittadini, associazioni e realtà del territorio per una gestione comunitaria e condivisa, attraverso lo strumento del patto di collaborazione. Il Comune di Firenze avvierà il procedimento con una prima fase di percorso partecipativo tra associazioni e cittadini con incontri nei diversi quartieri per individuare i soggetti interessati alla gestione condivisa degli spazi. Successivamente sarà pubblicata una manifestazione di interesse per avviare la gestione. Seguirà la predisposizione di un progetto di animazione e gestione per ciascuna area.

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La coltivazione collettiva delle aree in principio di cooperazione è uno dei punto chiave e tra i criteri preferenziali per l’assegnazione dell’area ci saranno l’esperienza pregressa, la prossimità territoriale e l’inclusività. L’assegnazione degli orti è prevista entro fine maggio.

Affidamento per 3 anni con progetti educativi

L’affidamento del bando sarà per tre anni. Gli orti urbani non dovranno essere solo luoghi per la coltivazione di frutta e verdura ma anche spazi educativi dove le persone potranno imparare le tecniche agricole tradizionali e sperimentare pratiche di coltivazione sostenibile.

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Saranno privilegiati progetti di educazione ambientale, progetti culturali e di socialità. In tal modo diventeranno dei poli educativi e ricreativi. Di particolare attenzione sarà il progetto su Sollicciano dove l’orto sarà gestito come luogo di incontro tra chi vive nel carcere e i cittadini. Un progetto quindi di recupero non solo del verde ma anche di comunità e inclusività.

Orti sociali sempre disponili a Firenze

Ogni anno il Comune di Firenze apre una finestra per l’assegnazione anche degli orti sociali. Questi piccoli pezzi di terra sono l’incarnazione di un’idea: offrire ai cittadini la possibilità di coltivare i propri ortaggi, senza scopo di lucro, all’interno di un progetto collettivo che promuove l’integrazione sociale e la condivisione.

Questi angoli di verde, vengono messa a disposizione con bandi dei diversi Quartieri, non sono solo luoghi di coltivazione, ma veri e propri spazi di incontro e connessione. Qui, le persone possono riunirsi, lavorare la terra insieme, scambiare conoscenze e esperienze e rafforzare i legami di solidarietà e comunità. L’idea dietro gli orti sociali è semplice ma potente: riportare le persone in contatto con la natura e tra di loro, promuovendo nel contempo uno stile di vita sano e sostenibile. Attraverso la coltivazione condivisa, si incoraggia la responsabilità ambientale e si alimenta il senso di appartenenza e partecipazione alla vita della propria comunità.

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