mercoledì, 3 Giugno 2020
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Le linee guida Inail per la riapertura dei parrucchieri

Addio a chiacchiere e riviste durante l'attesa, arrivano orari più lunghi, attenzione anche alla sanificazione. Le prime indicazioni per coiffeur, barbieri e centri estetici

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Taglio di capelli , ma a macchia di leopardo. Mentre si attende il nuovo decreto del premier Conte sul 18 maggio, anche la riapertura dei parrucchieri è appesa a un filo e sarà con tutta probabilità decisa autonomamente dalle singole Regioni, intanto però arrivano le linee guida dell’Inail per i saloni di acconciatura, per i barbieri e per i centri estetici, un documento in base al quale sarà stilato un protocollo di sicurezza. Gli esperti dell’Inail, insieme a quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, hanno definito delle regole generali per la prevenzione del coronavirus in questi luoghi di lavoro, indicazioni di massima che ora dovranno essere tradotte in norme specifiche dagli enti competenti.

Non si tratta quindi di disposizioni vincolanti, ma soltanto di un punto di partenza su cui lavoreranno adesso i politici, insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria, per definire un quadro preciso di regole, come sta succedendo per gli stabilimenti balneari e per i bar e i ristoranti. La strada per la riapertura dei parrucchieri sembra però tracciata, ecco le prime proposte dell’Inail, approvate dal Comitato tecnico scientifico sul coronavirus.

Fase 2: il taglio di capelli ai tempi del coronavirus

Aperti per più tempo, sale di attesa all’esterno, prenotazione obbligatoria, distanza di sicurezza tra le postazioni di almeno due metri: sono questi alcuni dei suggerimenti avanzati dall’Inail per il mondo dei parrucchieri e dei centri estetici. Per evitare affollamenti e diluire la clientela su più tempo, l’Inail propone deroghe ai giorni di chiusura e l’estensione degli orari di apertura, oltre alla possibilità di creare sale d’attesa open air con l’occupazione gratuita del suolo pubblico.

Dal coiffeur si andrà da soli e si resterà nel negozio solo il tempo necessario per la tinta, il taglio dei capelli o il trattamento. Essenziale poi, secondo gli esperti, la prenotazione dei vari servizi per ottimizzare i tempi ed evitare attese dei clienti. L’abitudine di fare due chiacchiere mentre si aspetta il proprio turno dal parrucchiere è destinata a tramontare, come anche quella di leggere riviste o consultare cataloghi per scegliere il taglio preferito: l’Inail suggerisce infatti di togliere questi supporti cartacei dai negozi, perché possibile veicolo di germi e quindi anche del coronavirus .

Le indicazioni dell’Inal per la riapertura dei parrucchieri: mascherina, asciugamani e sanificazione

All’interno dei saloni estetici e in quelli dei parrucchieri sarà obbligatoria la mascherina, come succede già negli altri negozi, ad eccezione – ovviamente  – dei trattamenti per cui è impossibile, come il taglio della barba o la pulizia del viso. In questi casi si potranno togliere i dispositivi di sicurezza, ma solo per il tempo strettamente necessario.

L’Inail consiglia ai parrucchieri di lavorare preferibilmente con le porte aperte per garantire il ricambio dell’aria, di stare per quanto possibile alle spalle dei clienti e di usare grembiuli e asciugamani monouso. Se invece si impiega biancheria riutilizzabile, questa va lavata almeno a 60 gradi per 30 minuti. E poi sanificazione della postazione e degli strumenti di lavoro come pettini e forbici dopo ogni trattamento, pulizia giornaliera degli spogliatoi, uso di prodotti disinfettanti sulle superfici più toccate come maniglie, banconi, porte e tastiera del bancomat.

Parrucchieri: linee guida dell’Inail (pdf)

Dal sito dell’Inail è possibile scaricare il pdf del “Documento tecnico su ipotesi di rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS-CoV-2 nel settore della cura della persona: servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”. Come detto si tratta di indicazioni di massima e non di disposizioni vincolanti.

“Spetterà alle autorità politiche e alle parti sociali trovare il giusto contemperamento tra gli interessi in gioco, con la flessibilità che le situazioni territoriali possono richiedere – ha spiegato il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – se, sulla base del trend epidemiologico e dell’analisi dei dati di monitoraggio regionale, si dovesse verificare un miglioramento degli indici di contagio, il Comitato tecnico scientifico potrà richiedere la  revisione del quadro delle raccomandazioni”.

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