lunedì, 14 Giugno 2021
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Vaccino Astrazeneca, esclusi (per ora) gli over 55: i dati sull’efficacia

Si parte dalla popolazione tra i 18 e i 55 anni: a chi spetta il vaccino di Astrazeneca in attesa di dati sull'efficienza per gli over 55

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Il vaccino di Astrazeneca sarà somministrato alla popolazione in età più giovane e senza patologie gravi, ma solo perché i dati non sono ancora numericamente sufficienti a garantire la stessa efficacia tra gli over 55. Il governo presenterà oggi la lista delle categorie che avranno accesso al vaccino e quella di chi, invece, sarà indirizzata verso i prodotti di altri marchi per precauzione.

Non toccherà a chi soffre di diabete, obesità e cardiopatie, oltre a tutti i malati oncologici ed ematologici, secondo quanto riporta oggi il Corriere della Sera. Esclusi dall’utilizzo del vaccino di Astrazeneca anche gli over 55, per i quali si aspetteranno ulteriori verifiche sull’efficacia in quella fascia d’età. Anche se la formula adottata dall’Aifa, l’agenzia italiana del farmaco, lascia spazio a un possibile allargamento della platea anche verso i più anziani. Astrazeneca, scrive l’Aifa, “resta preferenzialmente per la popolazione tra 18 e 55 anni e senza patologie gravi, per la quale sono disponibili dati più solidi”.

Vaccino Astrazeneca: a chi spetta e a chi no

Dello stesso parere il comitato tecnico scientifico del governo, che per i soggetti anziani e per quelli a più alto rischio di sviluppare una malattia grave, “in virtù della maggiore robustezza delle evidenze di efficacia si suggerisce un utilizzo preferenziale dei vaccini a RNA messaggero“, come lo sono quelli di Pfizer – Biontech e Moderna.

Non quello di Astrazeneca, dunque, che è un vaccino a vettore virale. Qual è la differenza? I vaccini a RNA messaggero (o mRNA) sfruttano una nuova tecnologia basata su una delle due molecole che contengono le informazioni genetiche di ogni organismo, l’RNA, appunto (l’altra è il DNA).

Quando il vaccino viene iniettato nel corpo libera l’mRNA che contiene un messaggio genetico, le istruzioni su come produrre la proteina spike, quella che il virus usa per “agganciarsi” alle cellule dell’organismo. I ribosomi delle cellule leggono l’informazione e cominciano a produrre questa proteina.

Una volta prodotta questa proteina (che senza il resto del virus non è in grado di fare niente ed è perfettamente innocua), il sistema immunitario la riconosce come estranea all’organismo e comincia a produrre anticorpi specifici per attaccarla. Imparata questa reazione, da lì in poi la proteina verrà aggredita ogni volta che viene a contatto con l’organismo, impedendo il contagio da Covid 19.

RNA messaggero e vettore virale: le differenze

Il vaccino a vettore virale come quello di Astrazeneca funziona in modo piuttosto simile e con un’efficacia paragonabile a quella dei vaccini a mRNA, ma con un meccanismo diverso. Usa infatti un virus (della famiglia degli adenovirus) modificato in modo da non poter causare malattie né di potersi riprodurre. In questo caso è il virus a contenere il gene con le informazioni per la produzione della proteina spike. Quando inoculato, il meccanismo che si attiva è poi lo stesso.

In fase di sperimentazione, il vaccino di Astrazeneca ha mostrato un’efficacia di circa il 60%, con effetti collaterali lievi o moderati che scompaiono nel giro di pochi giorni. I benefici dell’uso del vaccino sono quindi superiori ai rischi e pertanto l’Agenzia europea per i medicinali ha rilasciato l’autorizzazione al suo uso.

Vaccino Astrazeneca e over 55, i dubbi sull’efficacia

La questione legata all’efficacia del vaccino di Astrazeneca tra gli over 55 è ancora in sospeso per il solo fatto che non è stato sperimentato su un numero sufficiente di persone in quella fascia di età. I dati disponibili non indicano nessun rischio né una minore efficacia, semplicemente sono pochi. Proprio in queste settimane molte regioni italiane stanno avviando le prenotazioni per la vaccinazione della popolazione over 80.

Per questo, come specifica anche il comitato tecnico scientifico nel suo parere, “in attesa di acquisire ulteriori dati, anche dagli studi attualmente in corso, al momento per il vaccino Astra Zeneca si suggerisce un utilizzo preferenziale nelle popolazioni per le quali sono disponibili evidenze maggiormente solide, e cioè soggetti giovani tra i 18 e 55 anni”.

Ma, come aggiunge subito dopo lo stesso Cts, “si ribadisce tuttavia che, sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti di età più avanzata che non presentino specifici fattori di rischio”.

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