lunedì, 15 Luglio 2024
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Andrea Vianello, in un romanzo il sogno del giornalista Rai

Il giornalista e scrittore ha presentato a Firenze il suo romanzo "Storia immaginaria della mia famiglia", uscito per Mondadori

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“Se è un sogno, provaci”, questo il mantra che Andrea Vianello – una vita da giornalista e un presente (anche) da scrittore – ha fatto suo da qualche anno a questa parte. Ed è per raccontare il suo sogno realizzato che Vianello, notissimo volto tv, attualmente direttore di Radio Rai 1 e dei Giornali Radio Rai, è venuto a Firenze, a Palazzo Strozzi Sacrati, portando con sé “Storia immaginaria della mia famiglia”, sua seconda fatica letteraria, presentata al pubblico alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del direttore del quotidiano Il Tirreno Luciano Tancredi e dell’attrice Gaia Nanni.

Il romanzo Storia immaginaria della mia famiglia, edito da Mondadori, racconta la storia di una “famiglia alternativa”, spiega l’autore.  “Sono partito da alcune storie vere e le ho portate in un mondo parallelo. Ogni famiglia ha le sue vicende ma chi può darci la garanzia che tutti i nostri ricordi corrispondano alla verità? Talvolta possono essere libere interpretazioni di ciò che accade. Così ho preso le mie storie e le ho portate in un mondo nuovo, dando loro una vita autonoma e creando così un memoir fantastico”.

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Vianello, dalle parole “perdute” alle parole “ritrovate”

Cronista, conduttore di radio e tv, Vianello ha dedicato gran parte della sua vita alla parola parlata, lasciando nel cassetto il sogno di fare lo scrittore, coltivato fin da ragazzino. Poi la vita lo ha messo alla prova, e quel momento di crisi (il giornalista è stato colpito da un ictus nel 2019) ha fatto sì che rimescolasse le carte e desse un nuovo ordine alle priorità, decidendo che da quel momento in avanti in cima alla lista ci sarebbero stati i desideri da realizzare.

Vianello romanzo copertina Firenze
La copertina del romanzo di Andrea Vianello, Mondadori editore

“Quando finisci in una crisi profonda come quella che io mi sono trovato ad affrontare – racconta Vianello -, attraversi un momento in cui non sai se sarà possibile uscirne o no. E questo ti dà un’opportunità. Quella crisi ti permette di capire alcune cose, in quel momento hai un rapporto molto più vero con te stesso. Le crisi permettono di capire quali sono le priorità. E allora mi sono detto: se è un sogno, proviamoci. E così è stato”.

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A gennaio 2020 esce infatti “Ogni parola che sapevo” (Mondadori) libro autobiografico che racconta il periodo in cui il giornalista aveva perso l’uso della parola a causa dell’ischemia. “Fin da piccolo mi sarebbe piaciuto fare lo scrittore, ma quando lo dici ad alta voce le persone ti guardano un po’ strano. Poi in qualche modo lo sono diventato, facendo il giornalista in in tv e alla radio, quindi parlando invece di scrivere. Quando mi è successo di perdere le parole, sono caduto in un baratro, ho dovuto riconquistare la cosa che sapevo fare meglio. Così ho scritto un libro di getto, e mi è servito molto condividere quest’esperienza. Mi ha permesso di ritrovare un vecchio sogno. E quando la mia vita è tornata ad essere dritta, o quasi (ride, ndr), ho deciso di non chiudere quel cassetto e di affiancare al grande amore per il mio lavoro di giornalista quello ritrovato per la scrittura”.

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