Durante il Festival del Maggio Fiorentino sono in programma tre eventi dedicati al compositore Luigi Dallapiccola: il 14 maggio, un concerto monografico intitolato “Dalla (piccola) musica da camera”, il 19 giugno, una giornata di riflessioni sul tempo di guerra con musica, immagini e parole intitolata “Il Novecento di Luigi Dallapiccola” e infine, il 19, 21 e 23 giugno la messa in scena de “Il Prigioniero”.

Oltre a questi eventi, Firenze dedicherà 40 appuntamenti in città al compositore novecentesco: “La nostra fondazione non deve ritenersi autosufficiente ma deve dialogare con la città”, dice Cristiano Chariot, Sovrintendente del Maggio Musicale Fiorentino, “il teatro è un organismo autonomo, ma è anche capace di dialogare con i cittadini di Firenze.”

IL PRIGIONIERO

“Il Prigioniero” è un’opera in cui il protagonista spera fino all’ultimo di trovare la libertà. Mentre scappa dalle carceri, il prigioniero si accorge di essere stato vittima fino all'ultimo momento di un gioco e di una tortura inumana. Niente di quello che aveva immaginato si realizzerà mai.
“La libertà?”, si chiede il prigioniero sussurrando quasi incosciente, dopo avere guardato ridente il rogo che lo porterà alla morte. L’opera è un simbolo della vita del musicista, come ci ricorda Mario Ruffini, Presidente del Centro Studi Luigi Dallapiccola: “Nell’opera di Dallapiccola non c’è soluzione di continuità, tutti i brani sono collegati uno all’altro e le sue vicende personali sono restituite come opera d’arte”.

Le composizioni di Dallapiccola sono intrise di profondi contenuti spirituali. Il '900 è stato un secolo capace di riunire in un’unica onda espressiva arti, scienze, storia e vita sociale. Questo evento richiama i valori novecenteschi partendo proprio dalla cultura che scende in piazza e si mescola al quotidiano. Il teatro diventa un tutt’uno con la città, per sentire l’unità e per così dire, respirare una nuova boccata di libertà.