martedì, 24 Novembre 2020
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L’altra faccia di Renzi: quella comica. Intervista a Ubaldo Pantani

Ubaldo Pantani, comico toscano, è stato il primo a imitare Renzi: ora parla di sé a Il Reporter. Da Giorgio Albertazzi alla Gialappa’s e Quelli che il calcio, fino al cinema con Manuale d’amore 3: l’imitatore ripercorre la sua carriera, dalla provincia di Pisa ai palcoscenici di Mediaset e Rai. “Non conta da dove vieni, ma dove hai parcheggiato”. Il sindaco? ''Come tutti gli ex arbitri è coraggioso e vanitoso''.

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Rai 3, 5 aprile scorso. Ospite di Serena Dandini, sul divano rosso di Parla con me si siede il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Ma non “l’originale”, bensì la “copia” firmata da Ubaldo Pantani, comico toscano con un lungo curriculum alle spalle, in cui spiccano le imitazioni di personaggi del calibro di Gigi Buffon, Lapo Elkann, Massimo Giletti e molti partecipanti del Grande Fratello, fatte in trasmissioni come Mai dire… con la Gialappa’s e Quelli che il calcio con Simona Ventura.

Ubaldo, sei nato a Cecina e cresciuto a Ponteginori (piccolo centro in provincia di Pisa, ndr): come si arriva a Mediaset e Rai partendo da così “lontano”?

Mah… Giosuè Carducci è nato a Valdicastello, Giorgio Albertazzi a San Martino a Mensola, Leonardo a Vinci… cos’ha in meno Ponteginori di questi paesi? Non conta da dove vieni ma, come si dice, dove hai parcheggiato.

Sei stato il primo comico a imitare Renzi: perché l’hai scelto come “vittima”?

Come tutti gli ex arbitri è coraggioso e vanitoso. Mi piace quello che sta facendo per Firenze e mi piacerebbe vederlo all’opera alla “sede” di Roma.

Dopo la tua imitazione hai avuto modo di conoscerlo?

Non si è fatto sentire. Forse perché l’ho fatto solo una volta e non ha capito chi sono e come mi chiamo. Da uno così attento alla comunicazione come lui non mi aspettavo che si dimenticasse di citarmi per nome (il riferimento è al post pubblicato su Facebook all’indomani del doppio attacco satirico di Crozza a Ballarò e, appunto, di Pantani a Parla con me, ndr). Non è stato carino. È come se io dicessi: voto Pd, mi piace Bersani e anche al Comune di Firenze fanno delle cose interessanti.

Per fare la sua imitazione hai dovuto “studiarlo” attentamente: c’è qualcosa che ti sentiresti di consigliargli, magari per migliorare la sua immagine?

Rimettersi i nei che ha fatto togliere dalla copertina del libro. Dovrebbe decidersi se li toglie definitivamente o impara a conviverci. Del resto, un difetto può caratterizzare un personaggio, penso al Naso di Pippo Franco. Tuttavia, ricorrere alla chirurgia estetica è sempre pericoloso: la Zanicchi dopo essersi rifatta il naso ha perso la testa per Berlusconi.

Hai imitato molti personaggi, da Buffon a Lapo Elkann e ai concorrenti del Grande Fratello: come li scegli?

I personaggi devono sorprenderti per una caratteristica. Spesso la molla scatta quando immagino che un personaggio abbia un profilo pubblico contrastante con quella che io presumo sia la sua vera natura. Con Lapo mi sento semestralmente e devo dire che mi è molto simpatico.

Raccontaci un aneddoto della tua carriera che ti è rimasto impresso.

Sono tifoso della Spal e ho fatto un collegamento con un mio personaggio, il “fanta” calciatore Mark Pettinato, dallo stadio di Ferrara. Abbiamo perso ed emotivamente-sportivamente non mi sono ancora ripreso.

Quali consigli ti senti di dare a chi volesse intraprendere la strada di comico/imitatore?

Di cercare una strada sua e di non imitare gli altri imitatori.

Raccontaci i tuoi progetti per il futuro.

Nei dizionari, alla voce “progetti per il futuro”, dovrebbe corrispondere “quell’idea che svanisce nel momento stesso in cui ne parli”. Dunque taccio per scaramanzia.

Per concludere: fai ai nostri lettori un saluto “alla Renzi”…

In questo 150° anniversario dell’Unità d’Italia, alla Lega che vorrebbe sostituire l’Inno di Mameli con Va, pensiero, noi vorremmo rispondere con un Cha cha cha che, a mio avviso, anche foneticamente si sposa bene con un linguaggio giovane.

 

GUARDA IL VIDEO DELL’IMITAZIONE (da Youtube)

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