Dal 2 al 7 aprile, presso il Cinema Teatro La Compagnia e al Cinema Stensen, torna il Middle East Now, il festival di cinema dedicato al Medio Oriente.

All’inizio, quando ancora si chiamava Film Middle East Now, c’erano pochi film incentrati principalmente sull’Iran e una sola mostra. Quest’anno invece il Middle East Now festival spegne le sue prime 10 candeline con un ricchissimo programma –  ben 44 film, 8 eventi speciali, 6 incontri di approfondimento, 2 mostre e un party – e un tema un po’ speciale.

In omaggio alla lunga strada percorsa negli ultimi 10 anni, il Festival farà un “remix” degli eventi salienti per guardare al futuro del Medio Oriente con l’esperienza del passato.
Tante cose sono cambiate in Medio Oriente, alcuni paesi sono passati con successo attraverso la turbolenta fase delle Primavere Arabe, altri invece come la Siria e lo Yemen sono ridotti in macerie da logoranti conflitti fratricidi, altri ancora come Pakistan e Afghanistan sono teatro di ricorrenti violenze.

Ma, nonostante le notizie che giungono dai giornali, la vita in quei paesi non si è mai fermata, anzi. Proprio questa resilienza, creatività e ricchezza culturale sono da sempre le protagoniste che il Middle East Now ha raccontato andando oltre i film, includendo anche la poesia, il teatro, la musica e ovviamente il cibo.

Il ritorno del regista Asghar Farhadi

Per questa edizione “remix” che torna un po’ sui propri passi, il regista in focus sarà proprio il protagonista della prima edizione, Asghar Farhadi. Allora iniziava a farsi conoscere, mentre oggi è vincitore di due Oscar per Una separazione e per Il Cliente, un Orso d’Oro per About Elly e uno dei più importanti registi iraniani a livello internazionale. Oltre a concedere una retrospettiva sulle sue opere principali, Farhadi dedicherà a tutti i curiosi e appassionati di cinema e Medio Oriente una speciale Masterclass, presso La Compagnia, insieme all’attore Babak Karimi e Marco Luceri. Ad accompagnarlo nel Focus Iran ci saranno anche i registi iraniani emergenti, impegnati a raccontare il proprio paese nonostante le limitazioni, le censure e i tabù.

Il ricco programma di proiezioni andrà però oltre l’Iran, dall’Afghanistan fino all’Algeria e il lavoro dei registi racconterà l’incontro, la convivenza e le peculiarità di identità e gruppi anche molto diversi tra loro. Per tutti coloro che vorranno ampliare lo sguardo oltre il cinema, per questa edizione è previsto un interessante e ricco calendario di eventi speciali.

Middle East Now - Asghar-Farhadi

I Punti delle 19:30 e la mostra Flavours of Iraq

Come ogni anno, tornano i Punti delle 19.30, incontri di approfondimento a cura di esperti, giornalisti, diplomatici e storici sugli eventi storici e politici più importanti degli ultimi 10 anni. Ad accompagnarli sullo stesso tema, all’ingresso del Cinema la Compagnia, ci sarà l’interessantissima installazione intitolata Flavours of Iraq ispirata al lavoro del regista-giornalista Fleurat Alimi e dell’illustratore Leonard Cohen (che firma anche la locandina di questa edizione). Flavours of Iraq è una collezione di 20 cortometraggi animati nei quali il protagonista, nonché regista, racconta la storia del suo paese, l’Iraq, fin da quando fu portato dalla famiglia la prima volta all’età di 6 anni.

Le foto di Dalia Khamissy e il documentario su Dareen Tatour

Di più pregnante attualità è  invece la mostra fotografica Until We Return (Finché non torniamo) della fotografa libanese Dalia Khamissy. Nei suoi viaggi attraverso il Libano, ha fotografato e raccontato le vite dei rifugiati siriani che hanno attraversato il confine per sfuggire alla guerra. Ma anche la pièce “I, Dareen T.” si concentra su un difficile argomento tornato agli onori dell’attualità. Al Teatro Florida sarà presentata in anteprima l’opera-documentario ispirato alla vita della poetessa palestinese Dareen Tatour condannata dalle autorità israeliane per “incitazione alla violenza” nelle sue poesie e nei suoi post su Facebook.
Per questa quinta edizione della residenza d’artista del Middle East in collaborazione con Crossway Foundation Residency e Le Murate – PAC, sarà presentata la mostra The Glass Between Us di Mohamed Alfaraj. L’artista, alla sua prima esposizione in Italia, proporrà dal 4 aprile al 4 maggio un ragionamento sulle diverse identità dell’Arabia Saudita.

Dalia-Khamissy - Middle East Now 2019

La cucina: tra sensi e religione

Non poteva mancare, infine, l’approfondimento culinario. L’ospite d’onore quest’anno sarà Anissa Helou, Chef libanese esperta di cucina islamica, che venerdì 5 aprile presenterà il suo ultimo lavoro “Feast: Food of the Islamic World” nel quale ricerca le peculiarità della cucina religiosa capace di trascendere i confini e unire il mondo in un’unica esperienza sensoriale. Silvia Chiarantini, ospite ricorrente e collaboratrice del Middle East, proporrà giovedì 4 aprile invece un aperitivo remix: per una sera, saranno mescolati i sapori, le spezie, le ricette, per dare vita ad un’ideale unione delle diverse sponde del Mediterraneo.

Anissa Helou - Middle East Now

La musica

Infine, per un’esperienza completamente nuova, da non perdere sarà l’apertura del Festival, martedì 2 aprile, con la presentazione del duo libanese Love and Revenge composto da Rayess Bek musicista e cantante hip hop e Randa Mirza, video artist, che propongono un interessante mix tra la musica moderna e un’installazione visiva dell’età d’oro del cinema egiziano e arabo degli anni ’40.
Per 4 giorni, si aprirà una finestra sul mondo mediorientale e per non perdere neanche un appuntamento è possibile consultare il programma del Middle East Now Festival.