martedì, 22 Giugno 2021
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Moda ecoetica alla Stazione Leopolda

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La manifestazione, moderata da Bruno Vespa, ha affrontato il tema della responsabilità sociale delle imprese del settore moda. “Non si può uscire – ha affermato Ambrogio Brenna, assessore alle attività produttive della Regione Toscana – da questa crisi con gli attuali modelli di consumo; è invece necessario un nuovo orizzonte di sviluppo. Per il Made in Italy la scommessa è l’etichettatura e la tracciabilità dei capi”. Per Giuseppe De Rita, segretario generale del Censis,”la crisi economica viene dall’ occidentalizzazione del mondo che, negli ultimi 40 anni, ha sostenuto le idee del lusso, dell’apparire e della competitività. L’opportunità di riscatto del mondo della moda deriva dalla capacità che i brand avranno di dare il senso della comprensione dei processi”. Grande attenzione all’etica da Brunello Cucinelli che a Solomeo (Perugia), dove ha sede la sua azienda, ha rassicurato i 500 dipendenti che per tutto il 2009 non ci saranno licenziamenti. Anche Ferragamo ha ricordato il suo impegno a rispettare l’ambiente partendo dalla confezione dei prodotti, rigorosamente ad impatto zero. “La moda etica è la capacità paziente di stare nei processi, non è quella che crea ogni volta l’evento, la meraviglia, ma è quella che crea il cult, il brand e fa cose intelligenti”. Lo ha detto il segretario generale del Censis Giuseppe De Rita intervenendo oggi a Firenze alla giornata d’incontri dal titolo Moda Eco Etica, nel dibattito moderato da Bruno Vespa, per iniziativa del Centro di Firenze per la moda italiana. “Non spendete troppo le parole etica ed ecologia – ha detto De Rita rivolgendosi agli imprenditori -, la vera ecologia è quella della mente e sta nel gestire ed esaltare le diversità. Questa è la vera etica: lavorare intelligentemente nei processi, perché la moda non crea eventi ma segue i processi, senza subire l’omogeneizzazione i gusti che è stata creata dal mondo occidentale”.

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