Quando diventare operaia della Lebole era un sogno, quando la coscienza popolare si arricchiva di consapevolezza e di diritti.

Aprirà il sipario martedì 17 alle 21  “Figlia di una vestaglia blu”, il romanzo in cui la scrittrice Simona Baldanzi intreccia la memoria legata al duro lavoro della madre con la vita, una storia legata al movimento operaio.

Si andrà, poi, a Prato il 20 e il 21 dove si metterà in scena “Stracci”: non si tratta di un documentario né di una storia vera, ma rispecchia l’esigenza di fare i conti con il lavoro, anche quello duro. Si prosegue con “Cent’anni” presentato da l’Arca Azzurra sulla storia di una famiglia di mezzadri toscani attraverso un secolo di storia, grazie anche alla raccolta di testimonianze. Poi il Teatro dell’Elce, il 3 e 4 marzo, presenta “Cinquanta”, la fotografia dell’Italia del boom economico. Fino alla “Fabbrica delle donne” ( 6 e 7 marzo ) che racconta Iaq prima notte dopo la chiusura dello stabilimento di Arezzo.

Gli spettacoli della rassegna sono stati presentati stamani in Palazzo Vecchio dall’assessore alla cultura Eugenio Giani insieme ad Angelo Savelli della compagnia Pupi e Fresedde, al presidente dell’Sms di Rifredi Giovanna Malgeri, al segretario Cgil Firenze Mauro Fuso ed alcuni attori.