Un po’ di strizza all’inizio c’era, come negarlo. I derby sono sempre pericolosi e noi s’era alla prima che si giocava dall’inizio senza quel fenomeno di rumeno.

La partita parte bruttina. Il Livorno si chiude a riccio davanti alla sua area attento a non pigliarle e si gioca a pallate. Una di qua e una di là. La partita poi s’incendia come non vorresti.

L’esterno livornese Pasquale entra da dietro come un killer sulle gambe di Semioli che pareva in palla. Un intervento criminale sia per il gesto che per l’idea che era quella di vendicare una precedente spallatina ricevuta dal nostro numero sette che l’aveva bruciato sullo scatto.
Beh, cartellino rosso diretto, pare scontato a tutti. E invece no. L’arbitro Gava di Conegliano Veneto o s’intenerisce o è daltonico e sul naso di Pasquale sventola solo un giallo, mentre Semioli lascia il campo in barella. Al suo posto entra Papa Waigo.

S’incavola Prandelli ed è tutto dire, s’incavola di brutto tutto il Franchi, è frastornato pure Pasquale che non sa più che fare e dove andare e non solo per i potenti fischi che ad ogni toccar palla gli piovono addosso. Ecco allora ecco che, dopo un fallettino che costa a Papa Waigo il giallo, l’allenatore labronico pensa che sia meglio, con la scusa di un lieve zoppicare, togliere dal campo il suo numero ventisei.
Del resto la partita stava prendendo una brutta piega. I nervi affioravano a fior di pelle ai ventitremila del Campo di Marte e l’arbritro non azzeccava più una fischiata.

Ma intanto il primo tempo s’è n’è andato.

Nella ripresa ecco Montolivo in campo al posto di Liverani e la viola che torna a spingere forte per scardinare il fortino difensivo livornese, mentre le radioline ci fanno mordere le labbra perchè c’informano che il Milan è passato a Catania.

Dopo alcuni tiri da fuori di Donadel e Kuz ecco che su un calcio d’angolo di frullino a vuoto Osvaldo dal mischione in area compare ad inzuccare la testa che non t’aspetti. Papa Waigo si tuffa come si fosse a Calafuria e zac! Palla in rete.
1 – 0 corsa sotto la Fiesole e balletto africans per festeggiare la sua prima segnatura in serie A.

La svolta del match. Il Livorno gioco forza deve uscire dal suo riccio di mare e lascia ai nostri delle praterie in cui, gazzella Papa Waigo anche galvanizzato per il gol, s’ invola con quelle sue lunghe leve color ebano che sembrano quasi pronte per i 3000 siepi delle Olimpiadi di Pechino.
L’uomo viola del Senegal diventa così prezioso assit man per il Pazzo che, solo soletto in mezzo all’area riesce a sbagliare il gol impossibile. Sciagurato!
Va beh che ormai, orologio alla mano, mancano una manciata di minuti alla fine, ma i brividi sulla schiena si fanno sentire eccome, memorie di quella regoletta del calcio che dice gol sbagliato gol subito…
Per fortuna non va a finire così grazie al mitico Jorgensen, da poco entrato a posto di frullino a vuoto, che dall’alto della sua esperienza sa bene come fare a giochicchiare con la palla ingannando l’ultimo giro di cronometro della partita.
E’ finita, c’è il tempo di festeggiare una vittoria sofferta, ma di carattere e gioire alla notizia che i diavoli rossoneri, raggiunti a Catania son tornati sotto di due!

E ora un bel sabato sera anzichè in discoteca a Torino. Oh gobbi siamo lì, lo sentite il nostro fiato sulla schiena. Noi si viene su e ci si prova, è tanto che non si torna dalla nebbia vittoriosi!

Pagelle:

Frey: ha passeggiato su e giù nella sua area per ’90 minuti a rimirar il cielo stellato sopra Firenze. Del resto sull’unica occasione avuta dal Livorno in cui non ci avrebbe potuto far niente, lo sciagurato (per loro) Bogdani ha pensato bene di buttarla fuori. Spettatore. Voto: s.v.

Ujfalusi: dietro è sempre una garanzia certificata Iso, ma quando va avanti mette in spolvero i troppo spesso i suoi rudi piedoni da difensore. Pedalatore. Voto: 6

Gamberini: sempre attento, preciso e deciso, ma oggi c’è stato poco lavoro pure per lui. Garanzia. Voto: 6

Dainelli: come per il compagno di cui sopra. Stavolta è mancata pure la sua regolare bischerata, bravo! Sorpresa. Voto: 6

Pasqual: cuore e polmoni tanti, ma non è più lui da un pezzo. Dove sono finiti quei velenosi cross mancini che pennellava così bene per la zucca di Tonigol? Desaparecidos. Voto: 5,5

Donadel: Lotta, combatte, pressa, le vuol prendere tutte lui, ma è sempre poco incisivo. Imparasse anche a tenere le mani a posto quando gli sfugge un avversario non sarebbe male. Ansimante. Voto: 6

Liverani: il direttore d’orchestra era anche in spolvero. Impostazione, lanci, verticalizzazioni, ma non lo capivano mai i compagni e allora che ci stava a fare lui? Infatti gioca solo 45 minuti. Pittore. Voto: 6

Kuzmanovic: oltre ad essere un beniamino della Fiesole Kuz è ormai una bella realtà. Fa sentire il suo fiato e i suoi tacchetti all’avversario, ragiona, imposta, si propone e tira bene. C’è tutto. Grandioso. Voto: 8

Semioli: per una volta che era vispo (non sarà mica un gufo si sveglia sempre quand’è buioi!) ce l’azzoppano e deve lasciare il campo. Sfigato. Voto: 6

Pazzini: non ne becca una. Va beh che la sua ombra era quel vecchio marpione delle aree di rigore che risponde al nome di Galante, ma l’unica volta che si ritrova solo soletto davanti ad Amelia riesce a sbagliare l’impossibile. Ti rifarai a Torino. Sciagurato. Voto: 5,5

Osvaldo: frullino a voto non si risveglia neppure a riveder quelle maglie che gli dovrebbero far venire in mente dolci ricordi. Balletta, giochiccia, s’incarta. I piedi ce l’ha, ma fosse meno innamorato di se stesso. Narciso. Voto: 5

Papa Waigo: Abemus Papa. Goleador, assist man, corridore. Grande repertorio, poco altro da aggiungere. Decisivo. Voto: 7,5

Montolivo: entra al posto di Liverani con l’obiettivo di aiutare la squadra a vincere. La viola segna presto e il suo scarso apporto è ininfluente. Fortunato. Voto: 6

Jorgensen: Festeggia le 300 partite con venti minuti in grande spolvero. Due belle azioni, due grandi tiri che dimostrano come cerchi il gol e poi, sul finale tanta esperienza al servizio della squadra. Mitico: Voto 7

Prandelli: quando è uscito Semioli ci ha sorpresi con Papa Waigo perchè si pensava tutti a Jorgense. Ma come sempre ha ragione lui. Mago. Voto: 7