venerdì, 3 Dicembre 2021
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Babacar salva la Fiorentina, solo un punto a Torino

Quagliarella porta in vantaggio i granata, il senegalese su assist di Bernardeschi firma (almeno) il pari. Si salvano i giovani, ma per i viola è un'altra prova sbiadita

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Di buono c’è la crescita dei giovani, ormai a un passo dal diventare giocatori adulti. Per il resto la Fiorentina ha pochi motivi per gioire. Il gioco espresso al Comunale di Torino è una copia sbiadita e noiosa di quello brillante (e vincente) degli ultimi due anni, il risultato – uno a uno – non può lasciare soddisfatti e intanto la classifica piange: 6 punti in cinque partite, un passo di marcia troppo lento per una squadra che ambisce all’alta classifica.

Infermeria piena e poche idee in campo

Non che manchi l’attenuante, sempre la solita: gli infortuni. Di Rossi e Gomez, di Joaquin, di Marin che non recupera in tempo e di Cuadrado, fermato in settimana da una tendinopatia rotulea. Montella torna così alla difesa a quattro con Richards per la prima volta in campo dall’inizio. Davanti ci sono Ilicic, insufficiente, e Babacar, la nota più lieta della giornata. È in mezzo al campo però che la Viola soffre più del dovuto, con Badelj che continua ad arrancare, l’ex di giornata Kurtic che si limita al compitino e un pallido Borja Valero, ancora lontano parente del giocatore visto in tempi per nulla lontani.

Babacar-Bernardeschi, il punto se lo prendono i giovani

Dopo un primo tempo di scarse emozioni è il Torino a passare in vantaggio. Al 17’ della ripresa Quagliarella riceve in mezzo all’area su una ripartenza granata, porta a spasso tre difensori e trafigge Neto con un diagonale per lui difficile da controllare.

A salvare il risultato è Babacar. Il suo taglio al 33’ del secondo tempo viene servito con un filtrante perfetto dell’altro baby-viola, il neo entrato Bernardeschi, poi il senegalese si allunga il pallone quel tanto che basta a beffare il portiere Gillet e insacca a porta vuota. La Fiorentina deve ripartire da qui: tra chi è fermo e chi lontano dalla condizione ideale, gli unici che non vanno aspettati sono i due under 20. Ieri lo hanno gridato forte: “Siamo pronti”.

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