mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Bilancio “viola” della stagione

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Frey – Il gattone francese si è coperto d’incenso tutto l’anno dimostrando quanto, nell’economia della squadra, un portiere senza mani da saponetta alla fine conti eccome!
Piccolissimi momenti di buio e tanta sontuosità sia in campionato che in coppa. Voto: 9

Avramov – Ha giocato poco e quando l’ha fatto, a parte qualche inevitabile problemuccio dovuto alla ruggine, ha dimostrato di saper stare fra i pali e di poter essere altrove, un buon titolare. Voto: 6,5

Lupatelli – Poco spazio anche per lui e mi viene da aggiungere menomale…
Sarà che mi viene in mente la sua stagione soffertissima da titolare di qualche anno fa, ma quando nella porta c’è lui la tranquillità non è garantita. Voto: 5

Kroldrup – Una stagione altalenata fra il centro della difesa e la panchina, ma quando è chiamato in causa risponde sempre presente.
Ottimo di testa, un po’ lento, ma svolge sempre il compitino assegnato. Voto: 6,5

Dainelli – L’ex capitano occhi di triglia ha tirato in ballo per tutta la stagione una pubalgia fastidiosa a condizionargli il rendimento.
Ma aveva la pubalgia anche le scorse stagioni? Bando alle scuse fa tremare i polsi e una bischerata, spesso decisiva, a partita la fa sempre. Quindi pollice verso! Voto: 5

Gamberini – Un grande difensore, uno dei migliori che c’è in Italia oggi e grida vendetta la sua mancata convocazione azzurra.
Una cresciata costante sia in campionato che in coppa. Deciso, preciso, veloce e perfetto anche in avanti. Voto: 8,5

Potenza – Doveva essere il rimpiazzo di fascia, ma non è stato.
Fatto sta che quando è stato chiamato in causa il suo l’ha fatto senza infamia e senza gloria. Voto: 6

Ujfalusi – Un grande giocatore ed un grande uomo che già rimpiangiamo.
Stagioni intere quasi perfette sulla fascia in un ruolo non suo, poi torna al suo ruolo naturale al centro della difesa ed è perfetto. Ciao capitano. Voto: 7

Pasqual – La più grande sorpresa negativa della stagione.
Già i segnali dello scorso anno erano stati scoraggianti quest’anno poi ha toccato il fondo, tanto da perdere una maglia da titolare ed essere nella lista dei cedibili. Voto: 4,5

Donadel – L’uomo tuttofare dai mille polmoni si è sfiancato per una stagione intera nel centro del campo più di clava che di fioretto, ma comunque efficacemente.
Quando c’è ti fa arrabbiare per i frequenti cartellini gialli, ma quando non c’è t’accorgi della sua importanza. Voto: 7

Semioli – Il grande acquisto della scorsa campagna acquisti è stato un semi bluff.
Poche presenze, poche gare da ricordare, ma due gol fondamentali, il primo e l’ultimo. Il primo in Uefa in quel di Groningen il secondo contro il Parma che ha aperto le porte della Champions. Voto: 6

Montolivo – Il fiorettista di Caravaggio direttamente dal viola all’azzurro e non poteva essere altrimenti.
Ha retto l’urto di una crisi fra novembre e dicembre e poi è salito sempre più su. Colpi di fioretto, genialità, tocco leggero, ma anche sostanza, lotta e pressing quando serve. Voto: 8,5

Gobbi – Un jolly prezioso che ha sfilato la maglia a Pasqual e si è messo sulla fascia, ma anche al centro quando serviva. Qualche sbavatura dietro in un ruolo non suo, ma uomo utilissimo. Voto: 7

Jorgensen – Trovate l’elisir di lunga vita per il grande Martino a cui manca solo di giocare in porta per essere perfetto.
Parte sulla fascia alta, poi fa il regista, poi il terzino… Tutto sempre alla perfezione, compresi gol e cross decisivi di contorno. Voto: 8,5

Liverani – Il direttore d’orchestra che detta i tempi, la sa sempre dove dare, come verticalizzare, etc… ma che è anche lentissimo e con amnesie pericolosissime. Appartengo alla categoria di quelli che non sono stati mai convintissimi di lui. Voto: 6,5

Kuzmanovic – La scorsa stagione Prandelli l’ha tenuto in naftalina ed ha avuto ragione.
E’ esploso (ancora a sprazzi) un centrocampista completo che sa lottare, costruire, inserirsi e tirare. Ancora un po’ intimorito perchè acerbo in Europa, ma in grande evoluzione. Voto: 7

Santana – Il puntero è partito triste ed ha finito felice.
Sembrava non dover più riemergere dall’eterno infortunio. I suoi giochicchi irritavano ma poi, sul finale, è diventato un uomo decisivo e fondamentale per la sostanza e per i gol importanti messi a segno. Voto: 6,5

Papa Waigo – Arriva a gennaio, spazza via il Livorno poi nella partita mitica cancella la Juve a Torino, poi sbaglia il primo tempo contro la Reggiana e sparisce nelle retrovie. Da rivedere sicuramente il suo calcio naif. Voto: 7

Osvaldo – Croce e delizia. Esordisce con una doppietta sontuosa, poi si guarda allo specchio, s’innamora di se e fa tanta panchina.
Gioca poco, ma dimostra di avere i potenziali numeri sia sulla fascia e al centro. I suoi gol alla fine sono molti per quanto gioca e sopratutto, fondamentali. Voto: 7

Mutu – Non per nulla a Firenze si è meritato il nomigliolo di Fenomeno.
Poco da dire solo che è il leader, decisivo in campo e fuori. L’uomo che da solo toglie le castagne dal fuoco quando serve il fuoriclasse e lui lo è. Voto: 9

Pazzini – Nove gol in campionato e zero in Uefa. Una valanga quelli sbagliati. Numeri deprimenti per un centravanti sempre lontano dalla porta ma: “generoso, che gioca per la squadra”.
Sì tutto vero, ma allora cambiamogli ruolo perchè un centravanti deve fare i gol. Voto: 6

Cacìa – Pochissimi minuti giocati ed un gol in Uefa. la sensazione è stata che fosse almeno un centravanti vero, ma nessuna conferma perchè poi, non si sa perchè, è sparito dalla scena. Voto: n.g.

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