Siamo nel settembre 1926. La Fiorentina è nata da meno di un mese grazie alla fusione della “Palestra Ginnastica Libertas” e del “Club Sportivo Firenze” e compare nell’elenco delle squadre partecipanti al campionato toscano di 1° Divisione, Girone C insieme a un gruppo di squadre tosco-emiliane.
Il 23 settembre 1926 dopo il primo match in assoluto della sua vita, giocato e perso contro Le Signe (20 settembre), la Fiorentina gioca contro la Sampierdarenese e finisce con un pari per 2-2.
Per la cronaca, queste le due formazioni “sperimentali” schierate dalla squadra biancorossa (questi erano i primi colori della nuova società):

FIORENTINA – 1° tempo
Serravalli, Posteiner, Bargioni, Salvatorini, Segoni, Tuti, Focosi, Nichel, Bolteni, Baccilieri, Bandini

FIORENTINA – 2° tempo
Sbrana, Posteiner, Benassi, Salvatorini, Longoni, Carulli, Baldini, Nichel, Bolteni, Baccilieri, Bandini.

La nascente squadra nel suo primo campionato si piazzò al 6° posto (su 10 squadre) giocando un torneo senza infamia e senza gloria.
Gli atleti di quella Fiorentina non erano certo dei più eccelsi del panorama nazionale: bravi ragazzi, ma assolutamente impreparati alle dure battaglie che un campionato di calcio impone.

Come si è visto dalla formazione, la Fiorentina sia nel primo che nel secondo tempo schierava in attacco un certo Bolteni che alla fine del campionato risulterà essere il primo bomber della storia della Fiorentina con 11 gol segnati.

E’ un nome nuovo, assolutamente sconosciuto. Una meteora di cui non si sentirà più parlare.
In realtà Bolteni era Rodolfo Volk, classe 1906, biondo fiumano che stava prestando servizio militare a Firenze e che non potendo giocare senza il permesso delle autorità si “mimetizzò” col nome di Bolteni.
Da aggiungere che, dato l’autarchismo dell’epoca, non si è mai capito bene quale fosse il suo vero cognome: a volte si legge come Volk, altre Wolk o addirittura Folchi con l’italianizzazione forzata dei nomi stranieri.

Non una meteora dunque ma un gran campione, solo di passaggio a Firenze, che si fece poi un gran nome nella Roma e che disputò 5 partite con 5 gol con la maglia dei cadetti azzurri.

A Roma ha fatto la storia della società diventando ben presto un idolo del Campo Testaccio (l’Olimpico non esisteva!).
Fu il primo a segnare un gol ufficiale con la casacca giallorossa e fu autore della rete che decisive il primo derby romano, datato 1929 che terminò 1 – 0 grazie al gol di Volk.

Tecnicamente le cronache ci dicono che avesse un tiro micidiale, che fosse fulmineo e rapido nei movimenti. Pericolosissimo spalle alla porta per le doti di funambolo. Non aveva una tecnica sopraffina, ma segnava da ogni lato del campo!
A Roma venne soprannominato Sigfrido, poi trasformatosi nel più romanesco “Sigghefrido”, ma venne chiamato anche “Sciabbolone” in contrapposizione a “Sciaboletta” il soprannome dispregiativo con cui era noto Re Vittorio Emanuele III.

La Roma lo cedette, forse un po’ prematuramente, al Pisa nel 1934 a causa di dissidi interni con Guaita e Banchero. Dopo un anno passò alla Triestina e poi tornò là da dove era partito: alla sua Fiumana con la cui maglia ottenne nel 1940-41 una promozione in Serie B.

Attaccate le scarpette al fatidico chiodo tornò a vivere a Roma e divenne usciere nella sede del Totocalcio di Piazzale Ponte Milvio.
E’ morto nel 1983 in una casa di cura dei castelli romani solo e ridotto in miseria.

Rodolfo Volk
Nato il 14 gennaio 1906 a Fiume
Morto il 2 febbraio 1983 a Nemi, Roma

Attaccante
1926 – 1927 Fiorentina, 15 presenze, 11 gol
1927 – 1928 Fiumana
1928 – 1933 Roma, 157 presenze, 103 gol
1993 – 1934 Pisa, 28 presenze, 5 gol
1934 – 1935 Triestina, 6 presenze, 1 gol
1935 – 1942 Fiumana

Nazionale B – 5 partite e 5 gol (1929 – 1933)