domenica, 16 Maggio 2021
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Mani e ricordi

E anche stavolta Gilardino è riuscito a rubare la scena. Sabato scorso, in casa contro la Reggina, il suo ingresso in campo con doppietta ha oscurato il ritorno al gol di Giampaolo Pazzini; nel posticipo di domenica a Palermo il suo “colpo di mano” ha messo in secondo piano la doppietta di Mutu, una bella vittoria in trasferta e soprattutto una bella partita di calcio. Peccato.

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Non aggiungiamo altro al dibattito sulla involontarietà del fallo di mano, sulla squalifica di Gilardino e sulle repliche e i ricorsi. Ci soffermiamo, semmai, sui corsi e ricorsi storici: dalla “mano de Dios” di Maradona nella revancha argentina contro l’Inghilterra (ma lì c’era di mezzo l’assurda guerra delle Malvinas-Falkland) alla mano di Piola, nel 1939, sempre ai danni degli inglesi: allora non c’era la prova televisiva e l’attaccante azzurro confessò 15 anni dopo.

Antonio Matarrese, presidente della Lega Calcio, ha detto: “Gilardino ha voluto imitare Maradona”. Matarrese è titolato a fare il confronto, dato che era presidente della Lega Calcio anche 22 anni fa, ai tempi della “mano de Dios”…

Mentre prende forma questa puntata di “Violetta mia”, mancano poche ore alla nona giornata del campionato di serie A. Il turno infrasettimanale presenta un Fiorentina-Inter da alta classifica.

Tutto scorre, il tempo lava tutto (Matarrese rimane), la palla rotola, Gilardino sconterà le due giornate di squalifica e sarà pronto e riposato per la sfida di Champions League contro il Bayern. Come disse una volta il mitico Trapattoni, “ Quello che è stato fatto va dimenticato come un bel ricordo…”.

 

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