venerdì, 25 Giugno 2021
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Mercato viola, i “big” al centro dell’attenzione

Mentre gli occhi dei tifosi (e anche quelli dei fiorentini, vista la rappresentanza viola nelle fila azzurre) sono puntati sul Mondiale in corso in Sudafrica, a Firenze si lavora per preparare la squadra per la prossima stagione. Al centro dell'attenzione, in questo momento, sono i big: il mercato viola sembra dipendere da loro.

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Sia pure piuttosto in sordina, in casa viola si pensa a costruire la Fiorentina di domani, la prima dell’era Mihajlovic. Mentre gli occhi di tutti sono infatti puntati sul Mondiale (dove con la maglia azzurra sono impegnati due pilastri della futura squadra gigliata, ovvero Montolivo e Gilardino), a Firenze si pensa a quella che sarà la squadra che dovrà affrontare la prossima stagione. Obiettivo minimo, riconquistare una qualificazione europea, dopo il difficile campionato di quest’anno.

Messo a segno il primo colpo (il centrocampista D’Agostino, di cui ora si discute tanto per la coesistenza con Montolivo, apparso in grande spolvero in Nazionale) il mercato viola sembra ora ruotare intorno ai “big”: c’è da capire, infatti, quale sarà il futuro dei vari Mutu, Vargas e Frey.

Sul rumeno è caduta la brutta tegola della conferma dei 17 milioni da pagare al Chelsea per la positività alla cocaina: cosa, questa, che potrebbe avere il suo peso nelle scelte dell’attaccante e in quelle della società. Intanto, i tifosi sono divisi su chi lo vorrebbe ancora in maglia viola (contando magari sulla sua voglia di rivincita) e chi invece preferirebbe cederlo, certo in presenza di una buona offerta.

Per quanto riguarda Frey, il portiere francese ha dichiarato di voler restare. Questione chiusa, sembrerebbe. Più incerta invece la situazione di Vargas, nel mirino di alcuni grandi club. La Fiorentina lo cederebbe solo in presenza di un’offerta considerata all’altezza, e in quel caso dovrebbe tornare sul mercato per trovare il suo sostituto.

Questi, insomma, i nodi da sciogliere prima di lanciarsi in nuovi acquisti. Ma intanto c’è il Mondiale, e allora il mercato può aspettare. Ma non troppo.

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