SULL ‘ALTARE
MONTOLIVO

Il Riccardino di Caravaggio è tornato, alla fine di una stagione per lui faticosa, ad essere un vero … Caravaggio.
Le idee, le illuminazioni e i tocchi in punta di pennello non sono mai mancati al suo fulgido repertorio. Oggi, in fase di maturazione stilistica e grazie alle insistite ripetizioni di Mister Prandelli, ha imparato anche ad usare la spatola oltre al pennello.
Contrasta, suda, recupera palloni. Ha appreso l’abc del lavoro di distruzione che, se affiancato a quello di costruzione che sa fare bene da sempre, ci consegna un bel centrocampista moderno.
Un finale di torneo in crescendo dopo un inizio di diccoltà, segno questo di crescita anche caratteriale, bravo!
Ad Udine è stato uno dei meglio. Ha creato, ha sudato, ha lottato anche se con le gambe infragilite dalla fatica. E’ questo un uomo su cui costruire intorno il centrocampo.

NELLA POLVERE
DAINELLI
Sono sempre stata convinta che forse la mia era solo antipatica personale. Fatto sta che tremo ogni volta che leggo il suo nome nella formazione titolare… Nella sua scheda tecnica si legge: “difensore tecnico, dotato fisicamente. Sua la fascia di capitano per esperienza e carisma”.
Per difensore tecnico a me mi viene in mente uno come Scirea e lui ne è lontano anni luce… Dotato fisicamente? Solo perchè è un brindellone? La fascia di capitano per esperienza e carisma è un insulto… Dov’è la sua esperienza e il suo carisma poi…
Ma mi rimane pur sempre l’idea che occhi di triglia non piaccia solo a me. Allora, dopo una segnalazione di un’amica (grande fan come me del capitano) leggo queste parole scritte su di lui da un tifodo che riporto fedelmente senza aggiungere altro: “Alla luce purtroppo delle consuete sciagurate prestazioni nei 4 campionati disputati in maglia viola possiamo riconoscere che è buono solo per giocare la domenica pomeriggio sul pratone dell’Olmo. Vederlo poi con la fascia di capitano getta ancora di più nello sconforto… Da rimandare alla Fidelis Andria dove 9 anni fa, fece un discreto campionato di serie C.”