Se si contano i tiri in porta, i calci d’angolo, le occasioni sfiorate, ci si può anche illudere che il risultato sia bugiardo. Ma gli errori commessi pesano molto di più.

Confesso che la scorsa estate, nel tira e molla del calciomercato, ero tra chi sperava in una soluzione positiva del caso Vargas. Oggi il peruviano è sotto processo. Credo che le sconfitte non siano mai colpa di un solo giocatore, ma di certo per quello che ha mostrato fino ad oggi – e soprattutto ieri – Vargas è una delusione. Gli (e ci) auguriamo giorni migliori.

Ha deluso anche Toni, ieri sera, ma giocava dall’altra parte e la sua squadra ha vinto. Forse non era il caso di fischiarlo, anche se seimila tifosi viola che si sono sobbarcati tanta trasferta hanno diritto di applaudire e fischiare chi vogliono. Il cammino in Champions League si complica: due punti in tre partite e l’obbligo di invertire la tendenza se si vuol rimanere nella massima competizione europea.

In campionato, invece, la situazione è decisamente migliorata quanto a risultati e punteggio. La classifica cortissima nelle posizioni di vertice vede la Fiorentina tra le squadre al top. La vittoria casalinga contro la Reggina è stata tutto sommato agevole, anche se non vanno trascurate alcune leggerezze e disattenzioni che sono risultate fatali contro avversari più quotati. Il 3 a 0 di sabato scorso è il risultato più rotondo finora conquistato e la partita ha offerto un impietoso confronto tra Pazzini e Giardino: per fortuna il primo ha siglato il vantaggio su rigore; Gila è entrato, ha segnato una doppietta niente male e ha dimostrato di essere un fuoriclasse. Ma c’è bisogno di tutti in questa impegnativa stagione, tutti motivati e possibilmente in forma, a cominciare da Mutu.

Concludo, Violetta mia, parlando ancora dei tifosi. Fantastici i seimila in Baviera; grandi, come sempre, i tifosi del Franchi che sabato scorso hanno scherzato con Prandelli invitandolo a saltare sul coro “chi non salta è bianconero” (giusto per confermare la sua indisponibilità a passare alla Juve) e hanno voluto mandare ancora un messaggio a Stefano Borgonovo, uno di noi che non soffre da solo.