mercoledì, 15 Luglio 2020
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Una grande festa di calcio

Fiorentina - Barcellona amichevole lussuosissima giocata ieri sera in un Franchi rovente era molto più di una partita di calcio. Naturale quindi che il risultato passi in secondo piano per molti motivi.

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C’era da ricordare un grande uomo come Artemio Franchi a venticinque anni dalla sua scomparsa e per fare questo si è scomodato anche le Roi Michel Platini; c’era da fare solidarietà e beneficenza tant’è che tutto l’incasso dell’incontro (Euro 768.125,00) andranno alla Fondazione Artemio Franchi, alla Fundaciò Fc Barcelona e alla Fondazione Fiorentina Onlus.

Però siccome di partita di calcio, bene o male si trattava e i tifosi viola erano molto curiosi di scoprire la nuova squadra alla prova del fuoco vera, contro un avversario di rango tanto per entrare già in clima Champions eccoci a parlar di calcio.

Il risultato finale 1 – 3 per il Barça parla chiaro ed è senza ma e senza se… I valori in campo erano molto diversi.

E’ vero che i catalani sono una delle squadri più grandi al mondo, è anche vero che i nostri hanno ancora le gambe imballate dalla preparazione, ma i prelimari di Champions sono lì, a pochi giorni, appena girato il calendario sul mese di agosto…

Non ci preoccupiamo, ma sappiamo che il mago di Orzinuovi ha ancora da lavorare, anche perchè ieri, non ci ha certo fatto intuire come giocherà la sua nuova Fiorentina…

I nostri sia nell’undici del primo tempo che con i cambi della ripresa diciamo che, praticamente non l’hanno vista quasi mai… Il Barcellona, così come del resto la Spagna fresca campione d’Europa, gioca un’infinità di palloni con una forza che demolisce l’avversario.

Se poi considerate che la squadra blugrana si è presa il lusso di vendere uno come Ronaldinho, tenere in panca Henry ed in tribuna Eto’o è facile capire quale sia la sua forza dirompente.

I palleggiatori della nazionale a centrocampo Xavi e Ignesta, supportati da quei due colossi colored Keitha e Toure Yaya, la difesa impenetrabile comandata da capitan Puyol (autore della prima rete), ma su tutti, signori e signore, là davanti, quel piccolo folletto argentino con la maglia numero dieci che risponde al nome di Lionel Messi: da solo vale il prezzo del biglietto.

Gioca statico fra le linee, a palla lontana non lo vedi quasi mai, ma quando gli arriva, la cattura, la calamità, ci fa quello che vuole, salta gli avversari come birilli e non è mai banale sia nei tiri che nei passaggi… Giusto che Firenze, al ’67 quando lascia il campo gli dedichi una standing ovation.

I nostri? “Imballati” si è detto ma, Zauli sulla fascia ancora non convince, Melo si è robusto ma rischia di prendere un sacco di cartellini se non si dà una calmata, Mutu è indietro, Gilardino si vede che ha tanta voglia, così come Pazzini e tutti gli altri giovani che sono entrati nella ripresa, a iniziare da Papa Waigo nell’insolito ruolo di centrocampista (ma bisogna proprio cederlo?) e Stefan Jovetic che ha fatto intravedere qualche numero, ma per favore, ho sentito scomodare paragoni imbarazzanti per il giovane macedone… Andiamoci piano…

Finisce una notte stellare, in una Firenze rovente di fine luglio, ma siamo tutti contenti….

 

 

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