1) Giovanni Gozzini si è dimesso dopo aver criticato il “Progetto Viola” (nuovo stadio eccetera) con parole troppo colorite; 2) parlando di stadio (luogo prediletto dalle educande), qualche espressione scurrile poteva scapparci, ma l’assessore alla “Cultura” deve per definizione esprimersi in modo forbito e a labbra strette; 3) i Della Valle con il loro progetto hanno preso in contropiede un po’ tutti e avevano raccolto molti consensi (alcuni fin troppo sperticati, tanto da destare sospetti di accomodamento interessato), poche richieste di approfondimento e pochissime critiche, queste ultime frenate da un certo qual timore di trovarsi controcorrente. Fino alla battuta improvvida dell’assessore Gozzini che, parlando alla radio, confidava nel detto “verba volant”. E invece… verba violant! (dal latino violare, che significa offendere, appunto).

A proposito, consiglio all’assessore Gozzini di fare causa al correttore automatico di Word che tramuta il suo cognome in Zozzini (scurrile!). Tornando al “progetto Viola”, la discussione sul nuovo stadio e gli annessi parco giochi tematico, centro commerciale, alberghi ecc. andrà avanti. Il progetto dei Della Valle è affascinante, ma l’unica area adeguata ad ospitarlo pare quella di Castello, già affollata di progetti e intenzioni. Sarà di certo uno degli argomenti forti della prossima campagna elettorale, capace – in questa città – di retrocedere agli ultimi posti nella classifica delle priorità temi come la sicurezza e financo il traffico.

In attesa del nuovo stadio, si gioca ancora nel monumento nazionale intitolato ad Artemio Franchi (a proposito: già che ci siamo forse sarà il caso di discutere del futuro di Campo di Marte, dopo il trasloco del pallone in periferia). Domenica scorsa la Fiorentina ha ottenuto la prima vittoria di questa stagione (se non si considera quella nel preliminare di Champions League, che è di fatto un’appendice della precedente). Ci siamo aggiudicati il derby dell’Appennino. Lo spettacolo non è stato un gran che, ma ora facevano davvero comodo i tre punti. Ma lo spettacolo più desolante è stato sugli spalti: non me ne vogliano gli insuperabili e instancabili tifosi viola, ma credo che saranno in molti d’accordo con me che uno stadio aperto solo agli abbonati è come un’insalata senza condimento: manca qualcosa e si nota. Lo stadio Franchi può essere pieno per ogni partita – con appassionati habitué e occasionali – e di solito fa piacere vedere anche i tifosi ospiti, con la speranza di poterli sfottere un po’.

Fiorentina-Bologna 1-0. Gol di Gila, per tenere il ritmo giusto. Altre note positive: il rientro in tempi record di Gamberini e il grande Martin Jorgensen, per il quale gli applausi non sono mai abbastanza. In miglioramento Santana, che qualche volta fa innervosire per la sua spaesata nonchalance, ma ogni tanto regala pezzi di bravura: un bel colpo di testa sulla traversa e un cross che i commentatori definirebbero “col contagiri” per il gol di Giardino, dopo aver recuperato una palla che sembrava irraggiungibile per la lenta progressione dell’argentino. E poi, se l’arbitro se ne fosse accorto, Santana si sarebbe anche procurato un rigore che ne avrebbe consacrato la prestazione. Stevan Jovetic, detto Jo-Jo, danza sulle punte e diffonde suspance: ti aspetti sempre una sua magia, che ancora non arriva: è nascosta tra i riccioli dell’apprendista stregone, che prima o poi ci stupirà.

La cadenza settimanale di questa rubrica ci costringe a non prendere in considerazione i turni infrasettimanali (nel caso specifico, il mercoledì di campionato a Roma contro la Lazio). Ne parleremo la prossima settimana, mettendoci dentro anche la sfida casalinga con il Genoa.  Nel mezzo della scorsa settimana la Fiorentina ha anche quasi vinto nel difficile esordio di Champions League: il pareggio beffa di Lione fa rabbia ma fa anche ben sperare per il cammino europeo della mia Violetta.