lunedì, 25 Maggio 2020
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Bonus e fondo perduto: esclusi professionisti delle casse private

Niente bonus da 1000 euro né contributi a fondo perduto per i liberi professionisti delle casse private (Cassa forense, Inarcassa, Enpam)

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Sì al bonus da 600 euro, no a quello “rafforzato” da 1000 e ai contributi a fondo perduto per i liberi professionisti e i lavoratori autonomi delle casse private, come Cassa forense, Enpam, Cassa geometri, Inarcassa e simili. Avranno diritto al bonus da 600 euro per i mesi di aprile e maggio, secondo le stesse regole del bonus di marzo. Ma per loro non ci sarà il bonus aumentato a 1000 euro che gli autonomi Inps potranno richiedere nel mese di maggio. E scatta la protesta. Il comitato unitario degli ordini e collegi professionali parla di “Inaccettabile e continua discriminazione”.

Niente bonus 1000 euro né contributo a fondo perduto per gli iscritti alle casse private

L’articolo 25 del Decreto rilancio prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto “a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva”. Il requisito è che il fatturato del mese di aprile 2020 sia stato inferiore di almeno il 33% rispetto a quello di aprile 2019. Una misura, si legge nel testo, introdotta “al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19”.

Decreto rilancio, cosa prevede: tutti i bonus e il testo pdf

Al comma 2, però, si specifica che il contributo a fondo perduto non spetta “ai lavoratori dipendenti e ai professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria“: sono esclusi, insomma, tutti i professionisti.

Professionisti delle casse private: “Scelta inaccettabile”

“Una scelta inaccettabile”, viene definita in un comunicato congiunto di Comitato unitario delle professioni e Rete delle professioni tecniche. L’esclusione dei professionisti dai contributi a fondo perduto “dimostra una volta di più un atteggiamento sostanzialmente punitivo della politica nei confronti di un settore determinante per il sistema economico del nostro Paese”. Settore che, “esattamente come tutte le altre realtà del mondo del lavoro autonomo e dipendente, sta attraversando una fase di enorme difficoltà che necessita di un sostegno concreto da parte dello Stato”, si legge nella nota.

I firmatari dell’appello sono i consigli nazionali di consulenti del lavoro, ingegneri, agronomi, agrotecnici e periti agrari, architetti, assistenti sociali, attuari, commercialisti, avvocati della Cassa forense. E ancora, geologi, geometri, giornalisti, notai, periti industriali, psicologi, spedizionieri doganali, tecnologi alimentari, chimici, fisici, infermieri, ostetrici e tecnici sanitari, veterinari.

Confprofessioni: “Norma discriminatoria e anticostituzionale”

Sul tema è intervenuto anche il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, con un duro attacco alle parole del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, definite “inaccettabili e superficiali“.

“Le dichiarazioni del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri – si legge in una nota di Confprofessioni – secondo il quale ‘i professionisti sono persone e beneficiano delle indennità di 600 euro, quindi non hanno diritto ai contributi a fondo perduto delle imprese’, non sono appropriate per un ministro della Repubblica“.

Dichiarazioni che, secondo Stella, “denotano una preoccupante e pericolosa approssimazione su un settore economico, quello degli studi professionali, che occupa 900 mila lavoratori tra dipendenti e collaboratori e muove un volume d’affari di circa 210 miliardi di euro all’anno. Un settore che investe e produce ricchezza per il Paese. Ma anche un settore colpito duramente dalla crisi economica, innescata dalla pandemia”.

Non vedo differenze tra un imprenditore che per effetto del Covid-19 ha subito un calo di fatturato e un dentista, un avvocato, un architetto o un commercialista che per lo stesso motivo hanno subito il medesimo danno. Due pesi, due misure. Ci troviamo di fronte a una visione ottocentesca dell’economia”. “Il decreto rilancio –conclude il presidente di Confprofessioni – segna un punto di non ritorno e faremo valere in tutte le sedi i diritti di 2 milioni di professionisti contro una norma discriminatoria e palesemente incostituzionale“.

Bonus 600 euro per autonomi Inps, i nuovi requisiti per aprile e maggio

Discorso simile per il bonus. L’articolo 84 del Decreto rilancio, al comma 1, conferma che l’indennità del mese di aprile verrà erogata a tutti i lavoratori che avevano ricevuto quella di marzo, quindi anche ai professionisti.

Ma a maggio cambia tutto: il bonus da 600 euro sale a 1000 euro per chi nel secondo bimestre 2020 ha subìto una riduzione del fatturato di almeno il 33% rispetto ai mesi di marzo e aprile 2019. Solo, però, se si è liberi professionisti titolari di partita IVA iscritti alla Gestione separata Inps: niente bonus di maggio da 1000 euro per gli iscritti alle casse private.

Il Decreto rilancio, all’articolo 78, stabilisce che l’indennità per il sostegno al reddito dei professionisti iscritti alle casse previdenziali private verrà prolungato di due mesi così com’è. In pratica, un bonus da 600 euro anche ad aprile e maggio per chi già lo ha ricevuto a marzo. Ma per loro non ci sarà la possibilità di accedere all’indennità aumentata a 1000 euro.

La questione è già approdata nel dibattito parlamentare, con esponenti sia della maggioranza che dell’opposizione che hanno chiesto al governo di rimediare a questa disparità. In modo simile a quanto era successo con il precedente decreto Cura Italia. Anche in quel caso il testo licenziato dall’esecutivo escludeva gli autonomi delle casse private dai bonus, poi invece inclusi dopo il passaggio parlamentare.

Cassa forense, Inarcassa e le altre: le casse private in Italia

Esistono in Italia casse di previdenza private, indipendenti da Inps, per le cosiddette professioni ordinistiche, che richiedono cioè un titolo di abilitazione o l’iscrizione a un ordine professionale per essere esercitate.

Le casse private per i professionisti sono la cassa Enpam per medici e odontoiatri, la Cassa forense degli avvocati, l’Inarcassa per ingegneri e architetti. E ancora, quelle dei geometri, commercialisti, notai e di tutti gli ordini professionali. Nel dettaglio, gli enti previdenziali privati in Italia sono:

  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ingegneri e architetti liberi professionisti (Inarcassa)
  • Cassa italiana di previdenza e assistenza geometri (CIPAG)
  • Cassa nazionale del notariato
  • Cassa di previdenza tra dottori commercialisti (CNPADC)
  • Cassa nazionale previdenza e assistenza ragionieri e periti commerciali (CNPR)
  • Cassa nazionale di previdenza e assistenza forense
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza dei farmacisti – ENPAF
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza dei veterinari – ENPAV
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza per i consulenti del lavoro – ENPACL
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e gli impiegati in agricoltura – ENPAIA
  • Ente nazionale previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri – ENPAM
  • Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio Fondazione ENASARCO
  • Fondo agenti spedizionieri e corrieri – FASC
  • Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani – INPGI
  • Opera nazionale per l’assistenza agli orfani dei sanitari italiani – ONAOSI
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza a favore dei biologi (ENPAB)
  • Ente nazionale di previdenza e assistenza della professione infermieristica (ENPAPI)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza per gli psicologi (ENPAP)
  • Ente nazionale di previdenza per gli addetti e per gli impiegati in agricoltura (ENPAIA – gestione separata periti agrari e gestione separata per gli agrotecnici)
  • Ente nazionale di previdenza ed assistenza periti industriali e dei periti industriali laureati (EPPI)
  • Istituto nazionale di previdenza ed assistenza dei giornalisti italiani “Giovanni Amendola” (INPGI – gestione separata)
  • Ente di previdenza e assistenza pluricategoriale degli attuari, dei chimici, dei dottori agronomi e dei dottori forestali, dei geologi (EPAP).

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