lunedì, 26 Febbraio 2024
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Nuove aliquote Irpef per il 730/2023: come cambiano gli scaglioni

Quattro diversi scalini con percentuali e importi leggermente diversi dal passato. In vista della dichiarazione dei redditi 2023 cambia il calcolo dell'Irpef. Intanto si guarda a una riforma strutturale

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Mentre il governo Meloni pensa a una riforma della tassazione con tre nuove aliquote da introdurre prima della flat tax, gli attuali scaglioni Irpef calcolati per il modello 730 del 2023 sono già cambiati rispetto al passato. Proprio in questo periodo i datori di lavoro forniscono ai contribuenti la CU (certificazione unica). Per la presentazione della dichiarazione dei redditi 2023, riferita a quanto si è guadagnato l’anno scorso, una delle novità riguarda proprio il calcolo delle aliquote Irpef, per effetto di una mini-riforma scattata il 1° gennaio dell’anno scorso. Chi ci guadagna con questa rimodulazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche? Per i redditi molto bassi non cambia alcunché, mentre le due fasce intermedie risparmiano qualche punto percentuale rispetto al passato e i redditi medio-alti vengono tassati di più.

Le nuove aliquote Irpef per il 730/2023 (redditi 2022)

Dal 1° gennaio 2022, per effetto della legge di bilancio di quell’anno, due aliquote Irpef si sono abbassate di 2 punti percentuali e ci sono state variazioni per i redditi medio-alti: quindi anche in questo 2023, finché non sarà varata dal governo una vera e propria riforma della tassazione, gli scaglioni sono quattro. Alcune percentuali però sono leggermente diverse. Vediamo allora la tabella con cui viene effettuato il calcolo dell’Irpef, imposta dovuta da chi ha un reddito da lavoro (dipendente e autonomo), da impresa, di capitale e fondiario, come spiega l’Agenzia delle Entrate.

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  • Scaglione di reddito fino a 15.000 euro
    aliquota Irpef 2022-2023 al 23%
    (senza variazioni)
  • Scaglione di reddito da 15.001 a 28.000 euro
    aliquota Irpef 25%
    (prima era al 27%)
  • Scaglione di reddito da 28.001 a 50.000 euro
    aliquota Irpef 35%
    (prima era al 37% e il reddito massimo a 55.000 euro)
  • Scaglione di reddito oltre i 50.001 euro
    aliquota Irpef 43%
    (sono state accorpate le due aliquote più alte che erano al 41% per i redditi oltre i 50.000 e al 43% oltre i 75.000)

Come si calcola l’Irpef per il 730/2023, la tabella

Ricordiamo che l’Irpef è un’imposta progressiva sul reddito che si basa su scaglioni e non su fasce. Per essere chiari: fino a 15.000 euro il contribuente pagherà il 15% di tasse sull’intero importo; se si passa lo scaglione si pagherà il 15% sul reddito fino ai 15.000 euro mentre sulla parte eccedente si dovrà versare l’aliquota al 25% (fino ai 28.000 euro) e così via.

Ecco la tabella per il calcolo delle nuove aliquote.

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  • Reddito fino a 15.000 euro
    23% dell’intero importo
  • Reddito da 15.001 a 28.000 euro
    3.450 euro (ossia il 23% di 15.000 euro) + il 25% calcolato sull’importo che eccede i 15.000 euro (reddito totale meno 15.000 euro)
  • Reddito da 28.001 a 50.000 euro
    6.700 euro + il 35% calcolato sull’importo che eccede i 28.000 euro
  • Reddito oltre i 50.001 euro
    14.400 euro + il 43% calcolato sull’importo che eccede i 50.000 euro

Questo calcolo, per i lavoratori dipendenti e assimilati (ad esempio i co.co.co.), viene fatto direttamente in busta paga dal datore di lavoro, ma qualche problema si potrebbe verificare se si hanno più rapporti di lavoro. All’Irpef nazionale vanno poi aggiunte le aliquote locali: regionali e comunali.

Come cambiano le aliquote con la riforma

Quelle di cui abbiamo parlato finora sono le aliquote attuali dell’Irpef, al mese di marzo 2023, ma il governo Meloni sta studiando una riforma fiscale per passare da quattro a tre scaglioni. Da tempo si discute su una rimodulazione delle tasse che sia strutturale. Un primo passo si è avuto con le leggere modifiche introdotte l’anno passato. La discussione è in corso. Secondo le prime indiscrezioni, l’orientamento dell’esecutivo è agire soprattutto sui redditi medio-bassi tra i 15.000 e i 50.000 euro.

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Varie le ipotesi sul tavolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La principale prevede un solo scaglione tra i 15.000 e i 50.000 euro portando l’aliquota al 27% e lasciando invariate le altre due (al 23% sotto i 15.000 euro di reddito annuo e al 43% sopra i 50.000 euro). In alternativa si pensa a creare un primo scaglione fino a 28.000 euro con aliquota al 23%, un secondo tra 28.000 e 50.000 con aliquota Irpef al 33% e un terzo sopra i 50.000 euro che rimarrebbe al 43%. Successivamente si punta ad arrivare alla flat tax per tutti, entro il termine della legislatura.

Per recuperare i fondi, che deriveranno dal mancato gettito dell’Irpef, si prepara anche un taglio alle detrazioni e alle deduzioni fiscali, che – secondo quanto riferito dal vice ministro dell’Economia Maurizio Leo – sono in tutto circa 600 e valgono ogni anno circa 156 miliardi. Difficile dire da quando cambierà il calcolo dell’Irpef con le nuove aliquote: l’ok al disegno di legge delega in Consiglio dei ministri è previsto nella terza settimana di marzo 2023. Il provvedimento dovrebbe contenere anche novità per l’Ires (l’imposta sui redditi delle società) e la cedolare secca sugli affitti.

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