La parola d’ordine che arriva da Pitti Filati 84 per il 2020 è “futuribile”: collezioni di maglieria nate da filati prodotti seguendo una nuova idea di sensibilità verso le materie prime, la catena di produzione e l’impatto ambientale.

Dagli espositori del salone dedicato ai filati da maglieria, ospitato dalla Fortezza da Basso di Firenze fino al 25 gennaio 2019, arriva una svolta “eco-deluxe” che per alcuni produttori coinvolge tutta la collezione, mentre per altri investe solo una parte della gamma nella quale si può apprezzare un’incredibile tensione verso l’innovazione.

Le novità: stoffe “green” e biodegradabili

La sostenibilità è così declinata in numerosi aspetti: dalla produzione di materie prime organiche certificate come nel caso del cotone, della lana e del lino, fino alla ricerca di nuove risorse naturali che, unite ai filati tradizionali, creino stoffe intermente bio degradabili. Da qui nascono i filati mischiati con le fibre del legno, della canapa ma anche del bambù o della carta giapponese fino ad arrivare alle nuove fibre di poliammide naturale derivate da fonti rinnovabili.

In crescita è anche la tendenza dei produttori ad avvalorare la qualità delle proprie materie prime portando un’attenzione maggiore alla filiera di produzione, che sia essa in Italia o all’estero, capace di generare filati e stoffe sempre più eco-friendly nel rispetto della salute e della persona dei lavoratori coinvolti. 

Dentro le sezioni di Pitti Filati 84

Esplorando le diverse sezioni di Pitti Filati, si scopre inoltre che sostenibilità e innovazione saranno il mantra della maglieria tecnica da sportswear. Gli inediti abbinamenti di fibre naturali nobili, come il cashmere e la seta, e materiali più tecnici, come il poliuretano o il nylon tactel, permettono così di creare stoffe capaci di resistere a lungo allo sforzo fisico ma con una morbidezza al tatto e alla vista ancora mai sperimentata. Questo sportswear, unito a fibre di viscosa, colpisce soprattutto per gli effetti di luce che riesce a creare.

Particolarmente interessante in questo senso è l’installazione del designer Angelo Figus Techno-Luxury nel Cavedio del Padiglione Centrale dove una spirale di stoffe tecnico-naturali, elastiche e resistenti ma morbide e scivolose al tatto, avvolge lo spettatore in un speciale cromo-esperienza tattile.

Lo spazio ricerca

Proprio questa tendenza ad andare verso l’ibrido, tecnico ma naturale, è ciò che rende particolarmente interessante lo Spazio Ricerca di Pitti Filati 84. Dedicato ai Giochi Olimpici di Tokyo che si terranno nel 2020, lo Spazio Ricerca propone una nuova e innovativa visione dello sportswear per gli atleti. La ricerca combina le ispirazioni dall’immaginario del “Far East”, dell’Estremo Oriente proprio dove avrà luogo l’Olimpiade, e l’ideale urbano delle subculture giovanili nella produzione di capi dal design industriale ma raffinato, preciso al taglio, netto e senza sbavature.

Pitti Filati spazio Ricerca Fortezza da Basso Firenze

Foto: Andrea Menin

L’Olimpiade 2020 si caratterizza per l’ingresso di nuove discipline come la palla a mano, il surf, lo skate. Tutte discipline nate per strada, tra i palazzi delle periferie delle grandi città o sulle spiagge lontane dalla civiltà, discipline quindi caratterizzate da una specifica filosofia e da paticolari outfit riconoscibili tra migliaia. Proprio questa particolare sub-cultura sportiva traina l’innovazione nello sportswear olimpico: capi capaci di rispettare l’attenzione al dettaglio, la precisione e l’eleganza tipica della cultura giapponese realizzati con materiali tecnici, naturali, in ogni caso ibridi, dalla forma semplice, pratica che rispetti e accompagni i movimenti degli atleti verso un’eleganza ancora mai raggiunta.

L’esperienza Pitti Filati propone quindi di andare verso una moda sempre più rispettosa dell’ambiente, del lavoratore e del pianeta, ma che sia al contempo elegante e capace di superare in modo sempre più creativo le barriere culturali.