sabato, 10 Aprile 2021
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Cervelli in fuga… ma solo cervelli?

Quando si parla di cervelli in fuga dall’Italia, vengo assalito sempre dal solito dubbio: come si fa a essere sicuri che colui che ha lasciato il nostro paese sia proprio un cervello e non un altro organo umano, ad esempio quello maschile legato alla riproduzione?

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Quando si parla di cervelli in fuga dall’Italia, vengo assalito sempre dal solito dubbio: come si fa a essere sicuri che colui che ha lasciato il nostro paese sia proprio un cervello e non un altro organo umano, ad esempio quello maschile legato alla riproduzione? In poche parole: cos’è che stabilisce se un uomo è intelligente (e quindi la sua mancanza sarebbe per il nostro paese una grave perdita) piuttosto che un totale bischero (e quindi la sua fuga sarebbe per noialtri una botta di c…)?

LAUREA

Il titolo di studio di per sé non chiarisce questo equivoco. La laurea si può anche comprare: c’è chi ha provato a fare shopping di titoli di studio in un’università straniera che si chiamava come una discoteca. L’Erasmus lo avrà fatto al Cocoricò di Riccione! Qualche perplessità rimane anche tra i laureati che hanno frequentato regolarmente l’università. Mio cugino giorni fa è stato operato al ginocchio destro da un noto chirurgo italiano. L’operazione è perfettamente riuscita. Peccato che lo avessero ricoverato perché s’era rotto il gomito!

IL VIAGGIO

Insomma, non tutti i laureati che escono dall’Italia sono necessariamente una perdita per il nostro paese. Dell’Utri, ad esempio, è laureato in giurisprudenza. Ed è diventato un modello fra i giovanissimi: ieri mio figlio aveva un po’ di febbre, gli ho chiesto “chiamo il dottore?”, “no, portami in Libano, mi curano meglio!”. Personalmente, prima di lamentarmi dei cervelli in fuga, vorrei accertarmi che si tratti proprio di cervelli. Altrimenti, il viaggio fuori dall’Italia glielo pago io!

 

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