Lui è Alessandro Manetti, ha 29 anni e gestisce con orgoglio il banco di frutta e verdura che la sua famiglia ha in piazza Santo Spirito da quattro generazioni, fi n dal 1947. È tornato su Facebook, con la seguitissima pagina “L’ortolano di Santo Spirito” in cui dispensa video-consigli sui frutti di stagione, ricette e curiosità. Il piglio è quello tipico fiorentino, dall’accento all’ironia pungente come un… carciofo. È proprio il carciofo il protagonista del primo appuntamento di questa nuova rubrica.

Troppo presto? Non è detto. Il momento giusto dei morellini toscani è la primavera, ma i primi carciofi arrivano già da Sicilia e Sardegna. L’ortolano di Santo Spirito preferisce di gran lunga i secondi, per mangiarli a crudo. “Non me ne vogliano i siciliani – sorride – il carciofo sardo non ha quel pelo fastidioso, è meno tosto e pungente”. Poi mette in guardia chi scruta dubbioso il cartellino del prezzo. “Può sembrare caro, ma una ragione c’è. Cosa fa crescere gli ortaggi? La terra e il meteo. Bene, il tempo è stato pazzerello in Sardegna, ha causato allagamenti e spaccato il terreno per il freddo. Questo vuol dire danni alle piantagioni: ci sono meno prodotti e costano di più, ma io preferisco prendere questi carciofi, anche per dare una mano agli agricoltori”.

E allora come gustare il “carciofo solidale”? “Si taglia a segata (fine fine, ndr): olio, sale, grattatina di pepe e una spruzzata di limone. Possiamo accompagnarci anche rucola e scaglie di parmigiano stagionato per 36 mesi, perché a me piace il sapore marcato”.

 

[dalla rubrica “L'ortolano di Santo Spirito” pubblicata su Il Reporter di febbraio]

 

Ortolano Santo Spirito