martedì, 26 Maggio 2020
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Progetto Itaca Firenze: la casa della speranza

Progetto Itaca Firenze offre aiuto a persone con disagio mentale, ai loro familiari e amici. Conoscenza e lotta ai pregiudizi. Da oggi in una sede più grande

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All’ultimo piano del palazzo in Corso Italia 32, uno spazio di 300 metri è diventato una nuova casa di solidarietà e speranza. Un luogo di sensibilizzazione, prevenzione e formazione sui temi della salute mentale. Si trova qui la nuova sede del Progetto Itaca Firenze Onlus, associazione nata nel 1999 a Milano e presente a Firenze dal 2011. Da allora offre aiuto alle persone affette da disturbi psichiatrici, ma anche ai loro familiari, agli amici e a chiunque sia interessato a sostenere e promuovere una visione innovativa della malattia mentale.

Il Club Itaca Firenze

A spiccare tra le attività è il Club Itaca Firenze: un centro nato nel 2012 per favorire lo sviluppo dell’autonomia socio-lavorativa di giovani con una storia di disagio psichico. Il Club al momento conta 74 iscritti, più della metà dei quali hanno già svolto esperienze di lavoro, inserimenti socio-terapeutici e tirocini formativi.

Progetto Itaca Firenze offre aiuto anche alle famiglie e agli amici di persone affette da disturbi mentali attraverso, ad esempio, corsi di formazione specifici tenuti da psichiatri, psicologi e assistenti sociali della Regione Toscana secondo gli standard internazionali della Nami, la National lliance on mental illness. Per loro, e non solo, è anche Faro Itaca, una linea d’ascolto, informazione e prevenzione attiva nel pomeriggio dal lunedì al venerdì al numero 3713358465.

progetto Itaca

 

Gli incontri nelle scuole

La conoscenza allontana i pregiudizi e aiuta a riconoscere le situazioni di rischio. Per questo Progetto Itaca organizza una serie di incontri nelle scuole superiori del territorio allo scopo di sensibilizzare e prevenire i disturbi mentali.

“Oltre all’impegno di professori e insegnanti, capita spesso che siano i ragazzi stessi a richiedere gli incontri nelle scuole” – racconta Simona Venturi, responsabile della comunicazione dell’associazione. “L’interesse da parte loro è notevole, siamo chiamati molte volte ad approfondire e parlare di tematiche con le quali, data la loro giovane età, è possibile imbattersi”.

Gli incontri richiamano l’attenzione sui fattori di rischio, sui sintomi con cui il disagio psichico si manifesta e sui modi per chiedere e ricevere aiuto. Questa attività, realizzata in collaborazione con alcuni psichiatri della Asl fiorentina, ha già coinvolto circa 870 studenti. Lo scopo, di nuovo, è cambiare l’atteggiamento nei confronti della malattia mentale grazie a una corretta informazione.  In questo caso, imparando a distinguere tra “disagio giovanile” e “disagio mentale”.

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