martedì, 20 Ottobre 2020
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Psicoterapia cognitivo comportamentale: cos’è e come funziona

Il ruolo dello psicoterapeuta e la terapia cognitivo comportamentale. Intervista alla dottoressa Susanna Pizzo, direttrice didattica dell’Istituto Miller

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Psicologo, psichiatra, psicoterapeuta: quali sono le differenze? E cos’è e come funziona la psicoterapia cognitivo comportamentale? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Susanna Pizzo, direttrice didattica dell’Istituto Miller, scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale con sedi a Genova e a Firenze.

Il modello cognitivo comportamentale funziona?

Mai come oggi siamo di fronte all’evidenza di quanto la scienza sia indispensabile per tutelare il benessere e la salute delle persone. Ciò vale anche per la salute psicologica. Numerosi studi evidenziano che la psicoterapia cognitivo comportamentale (Cognitive Behavioural Therapy – CBT) funziona ed è efficace a lungo termine in una vasta gamma di problematiche psicologiche sia emotive che comportamentali.

La CBT è annoverata tra i principali interventi evidence-based (fondati su evidenze scientifiche) dalle linee guida mondiali, e come intervento di prima scelta per il trattamento di vari disturbi come, ad esempio, il disturbo di panico, l’ansia sociale, le fobie, la depressione, i disturbi alimentari e il disturbo ossessivo-compulsivo. Inoltre, la psicoterapia cognitivo comportamentale è relativamente di breve durata; sono previsti specifici protocolli di trattamento sia per gli adulti che per i bambini e gli adolescenti.

Chi è lo psicoterapeuta?

Spesso non è facile orientarsi nel mondo “Psi” e termini come psicologo, psichiatra o psicoterapeuta vengono utilizzati interscambiabilmente, senza saper distinguere tra un ruolo e l’altro. Penso sia utile fare un po’ di chiarezza.

Lo psicologo è un professionista della salute laureatosi in psicologia ed iscritto all’Ordine degli Psicologi della Regione di appartenenza. Lo psicologo può svolgere colloqui diagnostici e di sostegno. Non può prescrivere farmaci poiché non è un medico né può praticare la psicoterapia. Insomma, lo psicologo, a meno che non abbia conseguito una particolare specializzazione, tramite qualche Master o corso di Alta formazione, in realtà non ha particolari competenze né esperienza clinica.

Lo psichiatra è laureato in medicina e chirurgia con specializzazione in psichiatria, può prescrivere farmaci generici e psicofarmaci e richiedere e valutare esami clinici. Valuta la sintomatologia e il decorso clinico e propone una cura farmacologica e/o psicoterapeutica.

Il Miller Susanna Pizzo
La dottoressa Susanna Pizzo,

Il percorso di studi dello psicoterapeuta inizia con la laurea in psicologia o in medicina, prosegue poi con una specifica formazione quadriennale, presso una scuola di specializzazione universitaria o privata che sia riconosciuta dal MIUR. Lo psicoterapeuta è il professionista esperto nella diagnosi e nel trattamento dei disturbi psicopatologici; i suoi principali strumenti di lavoro sono il colloquio clinico, specifici strumenti di valutazione, una capiente “cassetta di attrezzi” caratterizzata da strategie e tecniche specifiche per
ogni tipologia di problema, e la relazione terapeutica.

Specializzarsi in psicoterapia cognitivo comportamentale (CBT)

Se è difficile orientarsi tra le varie figure professionali, risulta ulteriormente complesso psicoterapia cognitivo comportamentale (tra circa 400 diversi) e, di conseguenza, la scuola di specializzazione in psicoterapia. Per provare a dipanare la vasta mole di informazioni e di argomentazioni teorico-metodologiche a supporto di uno o dell’altro orientamento teorico, vorrei dirigere l’attenzione principalmente su tre punti:

  1. UNA TERAPIA VERA
    Se la psicoterapia è una terapia è necessario dimostrare, attraverso protocolli verificati scientificamente, che il trattamento funziona.
  2. EVIDENZA SCIENTIFICA
    Le linee guida internazionali, i protocolli di ricerca e le pratiche riconosciute come evidence-based sono concordi nel pronunciarsi a favore della CBT come trattamento elettivo per numerosi disturbi. Persino i foglietti illustrativi di numerosi farmaci antidepressivi consigliano di associare al farmaco la terapia cognitivo comportamentale (e non una generica psicoterapia).
  3. AVVIAMENTO PROFESSIONALE
    Per i motivi descritti nei due punti precedenti, la terapia cognitivo comportamentale è sempre più richiesta sia in ambito privato che nelle strutture pubbliche. Nel prossimo futuro prevedo che sarà uno dei pochi approcci richiesti come requisito necessario per poter accedere ai concorsi pubblici, come già accade in altri Paesi del mondo.

Istituto Miller
scuola di specializzazione in psicoterapia ad orientamento cognitivo-comportamentale
Sede legale: piazza della Vittoria, 15/23 Genova
Sede di Firenze: via Fiume 7
Tel. 010. 5707062
Mail [email protected]

In collaborazione con ilmiller.it

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