mercoledì 21 febbraio 2018

Tra canini e casini

In una Firenze ogni giorno sempre più internazionale si riaccende il dibattito sulla prostituzione e sulla nascita di quartieri a luci rosse. L'editoriale del direttore de il Reporter, Francesca Puliti
Francesca Puliti

Mentre mandavamo in stampa il numero di ottobre de Il Reporter il Dalai Lama aveva appena lasciato la città e il primo ministro inglese Theresa May stava per arrivare. Non c’è da stupirsi, perché “i fiorentini sanno di vivere in una città protagonista della politica europea e non in un museo ammuffito”, ci ha ricordato il sindaco Dario Nardella.

Vero è che Firenze diventa ogni giorno più internazionale, nei ritmi, nei volti, nelle abitudini. Negozi e servizi estendono l’orario (ne parliamo alle pagine 6 e 7 del nostro mensile), i film si guardano in lingua originale (vedi servizio a pag. 25), piazze e teatri attirano artisti da tutto il mondo (in Cultura una carrellata sui prossimi mesi). E ci prepariamo a festeggiare Halloween in pieno stile anglosassone, sfoderando il nostro set di canini di plastica, cappelli a punta e tortelli di zucca, ché un tocco italico ci sta sempre bene (vedi anche pag. 23).

Presto potremmo diventare ancora più europei dotandoci di un quartiere a luci rosse dove esercitare la libera prostituzione, magari aprendosi una partita IVA e pagando i contributi. Mentre infuria il dibattito, aperto dallo stesso Nardella, già qualcuno pensa a dove collocarlo questo colorato quartierino.

Si rimette in moto il risiko degli edifici dismessi, dell’area di Castello, del Mercato ortofrutticolo (ah no, lo avevamo già promesso a qualcun altro). C’è chi lo considera un servizio in grado di riqualificare un’intera zona, al pari della tramvia, chi è già pronto a fare le barricate in nome di un altro inopportuno aggravio del traffico sotto casa, chi già regolamenta la distanza minima da scuole e altri luoghi sensibili.

Al di là delle battute, il dibattito sulla prostituzione è finalmente riaperto e ci auguriamo che non basti una folata di vento autunnale a spegnerlo. Tenere la fiamma accesa su un tema così spinoso, potrebbe sì essere un atto da capitale europea.

10 ottobre 2017
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